Camino Aragones y Camino Frances

DIARIO DI UN PEREGRINO DEPORTISTA 2011

di Valerio Morellato

 

 

Camino Aragones

 

 

Domenica 17 Aprile 2011

Somport-Jaca

“A 1.630 metros de altitud, en pleno Pirineo oscense, el alto de Somport es el lugar soñado para iniciar una peregrinacion a Santiago de Compostela.”
Inizia cosi' la descrizione del cammino aragonese di Eroski Consumer, il miglior sito spagnolo sul cammino, credo.
E comunque devo dire che di tutti i cammini fatti finora non c'e' dubbio che la partenza da Puerto de Somport e' quella che mi ha emozionato di piu', un luogo bellissimo, tra le montagne innevate, e davanti a me solo la vallata del rio Aragon, fantastico, e anche molto freddo....
Ma torniamo a ieri, perchè mi e' successa una cosa strana. Il viaggio e' stato perfetto, orari rispettati al minuto, prima in treno da Padova a Bologna e poi aereo Ryanair fino a Zaragoza, e che mi succede in aereo? Appena entrato mi siedo dove capita (con Ryanair non ci sono i posti prenotati) e subito dopo vicino a me si siede una ragazza. Mentre decolliamo tira fuori una guida del cammino in italiano e allora le chiedo se va fare il cammino, lei mi guarda e mi fa: ma io ti conosco! Claudia, cos¡ si chiama, e' toscana di non ricordo dove e prima di partire aveva letto su internet il mio diario del camino Frances, con foto varie, e mi ha riconosciuto!!! Ma ci pensate? Il destino e' veramente incredibile.

E cosi' le due ore di viaggio sono passate senza neppure accorgersene, parlando delle nostre future camminate, lei sul francese e io sull'aragonese. Poi arrivati a Zaragoza ci siamo salutati, ognuno per la sua strada.
Poi treno fino a Canfranc Estacion, un paesino con un'incredibile stazione del secolo scorso ora in disuso,enorme, era la piu' grande d'Europa. A Canfranc ho trovato da dormire al Pepito Grillo, 18 euro per notte colazione, ma poi ho saputo che al Somport al albergue Yasa si spendeva di piu'.

    


Poi questa mattina mentre aspettavo il bus ho visto una macchina arrivare, un cenno ed ero sopra, l'autostop piu' rapido della mia vita!
Alle 9 in punto partivo dai 1.600 metri del Puerto de Somport, dopo una veloce toccata Francia, il confine e' li'. Era molto fresco, anzi direi freddo, e ventoso, e via in vertiginosa discesa lungo il rio Aragon. Comunque, come gia' detto, la piu' bella partenza per un cammino che ho mai fatto, veramente suggestiva.
Sono arrivato a Jaca alle 3 del pomeriggio, 32 km da Somport, conoscendo diverse persone lungo la strada, e con alcune di loro sono d'accordo per cenare insieme, con Daniel, chico spagnolo, Barbara, spagnola, e un vispo settantenne spagnolo, molto simpatico, tutti in cammino da soli. Mi sono accorto che a volte basta poco per fare il gruppetto, basta che qualcuno faccia da animatore e organizzi,  se no ne ognuno sta per conto suo.
Per finire vi racconto come hanno risolto qui il fatto che non c'e una messa per i pellegrini come a Roncesvalles: hanno messo dentro la credenziale un pieghevole con la benedicion del peregrino, che fa cosi': El Señor, que es el camino, la verdad y la vida, este siempre con vosotros y con tu espiritu.
Llenos de confianza, invocamos a Dios, principio y fin de vuestra peregrinacion, pidiendole que os bendiga.
E cosi' siamo a posto anche qui.

 

 

 

 


Ieri sera, e poi oggi per strada li ho rivisti, ho conosciuto un
gruppetto di spagnoli, sono due famiglie con 4 bambini di circa 9 - 10 anni, credo sara' una bella esperienza per loro.
E infine una cosa divertente.
Prima di partire avevo letto il bel commiato di Angelo, sul forum di pellegrini x sempre, e l'avevo fatto leggere alla Stefy, che alla fine ha detto: ma perche' lui sta via per 50 giorni e tu solo per 15? sempre sfortunata io.
Ulteriori commenti sono inutili.

                 

 

Domani vorrei arrivare ad Arres, con deviazione per lo stupendo monasterio di San Juan de la Peña, gioiello del romanico spagnolo, tappona da 42 km, dovro' partire prestino.
Besos.

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunedì 18 Aprile 2011

Jaca – Arres

Allora cari amici,
puntata doppia oggi perche' ieri non ho trovato internet... e non e' stato male!
La serata a Jaca e' stata divertente, con il gruppetto di cui vi parlavo, a cui si sono aggiunti poi Anna e Alberto, catalani di Terragona, bella serata, poi ieri mattina partenza alle 7 per Arres, 25 km, la tappa classiva, pero' io volevo vedere il monasterio di San Juan de la Peña che comportava una deviazione di 16 km tra ida y vuelta e quindi diventavano 41.
E' venuto via con me Dani , il chico di Madrid, che gli interessava il monastero, e devo dire che ne e' valsa veramente la pena, un monastero  incassato nella roccia, incredibile, un po' mi ricordava gli eremi del centro Italia, tipo La Verna e comunque ingresso a pagamento.
Poi tornando giu' abbiamo sbagliato strada e abbiamo camminato un' oretta buona per poi tornare al monastero e chiedere informazioni quindi alla fine i km sono diventati 41 + 3 o 4, una bella botta.
E comunque la cosa + bella forse e' stato l'ambiente naturale che abbiamo visto, una vallata deliziosa, veramente ne valeva la pena! e la splendida piccola Santa Cruz de lo Seros.

   


Arrivati giu' al desvio Dani voleva riposarsi e ci siamo dati appuntamento a Arres, mancavano 18 km ed erano gia' le 3 del `pomeriggio e quindi mi sono fatto un allegra corsetta, come al solito, arrivando alle 5 e mezza, con la solita tecnica, marcia veloce in salita e corsetta allegra in discesa ed in
piano. Pero' nonostante i 18 km in due ore e mezzo arrivato all'albergue di Arres ho scoperto di essere il decimo senza letto perche' hanno solo 16 letti, e poi colchones a terra, cioe' materassini, e a me hanno dato la famigerata colchoneta verde, la + fina, tipo 2 centimetri! ed ho passato la notte a cercare una posizione per non ammaccarmi le ossa.

             


La cena splendida ieri sera, dovete saper che Arres e' affiliato con Grañon, e chi ha fatto il francese sa cosa intendo. Ad Arres non mandano via nessuno, prima i letti, poi i materassini e poi le panche della cucina, tutti trovano ospitalita', secondo il vero spirito del cammino.
Arres e' un albergue parroquial, con cena e notte e colazione, tutto con donativo, veramente un bell'ambiente, e poi i due hospitaleros erano una coppia di spagnoli sui 70, fortissimi. E poi non vi racconto il tramonto del sole da Arres, stupendo, poi dopo cena un po' di chiacchiere tra pellegrini e io tenevo banco raccontando che era il mio quattordicesimo cammino e raccontavo un sacco di balle, per poi alla fine  dire che invece era il mio primo cammino e che mi ero studiato il cammino francese e quello del norte per far finta di averli fatti..... Ci siamo divertiti proprio.

      

 


Per finire mi resta da dire che il tempo  e' ottimo, soleggiato e caldo, pero' fresco alla mattina,io questa volta ho sole delle braghe corte e per il fresco mi metto sotto un paio di braghe da corsa che arrivano al ginocchio, quelle nere elastiche, e alla mattina tirando su i calzini ho le gambe completamente coperte, poi mano a mano che il caldo aumenta tiro giu' i calzini e su i panta neri e rimango in braghe corte.


Infine devo dire che dopo la tappa Somport-Jaca, in cui seguivo il rumbo (direzione) norte-sur, e in cui il sole era sempre davanti, e con il cappellino con la visiera si risolveva todo, dopo Jaca il cammino ha piegato decisamente verso ovest e come sempre si cammina todo el dia sempre con il sole che viene da sinistra, con effetti terribili sulla sola parte sinistra del corpo.
Quindi se qualcuno seguisse le mie orme sappia che serve la crema da sole, e che pero' ne basta meta' dose, perche' serve solo per la parte sinistra  del corpo, sapendolo si risparmia e si porta meno peso!
Besos a todos.

 

 

 

 

Martedì 19 Aprile 2011

Arres – Sangüesa

Oggi 50 km chicos, y estoy muy cansado....
La tappa classica sarebbe stata Arres - Ruesta, di 28 km, ma io ci sono arrivato a mezzogiorno perche' i primi 18 km li ho fatto un po' camminando e un po' correndo....e quindi ho continuato fino a qui, per altri 22 km, che sarebbe stata la tappa del giorno seguente.
Sono un po' pazzo penserete, ma la verita' e che volevo cambiare giro di persone, cosi', per conoscere altra gente, e poi sto bene e posso fare queste cose, anche perche' oggi ho preso definitivamente coscienza di quello che sono, sono un peregrino deportista, cioe' un pellegrino sportivo, me lo hanno detto due signore che ho raggiunto e superato dopo un'oretta di corsa, mi fanno: pareces muy deportista! E avevano ragione, unisco all'aspetto umano del cammino, che e' quello che mi piace di piu', l'aspetto sportivo, e mi piace un sacco correre con lo zaino in spalla.
Gia' lo faccio tutte le domeniche mattina in Italia, senza che me lo abbia ordinato il dottore, sui colli vicino Padova, e mi sento bene, ma farlo qui in Spagna e per 15 giorni di fila mi rendono la persona più felice della terra, de verdad!
E poi questa volta ho rotto ogni indugio, ho cambiato il vecchio zaino, ormai distrutto dai passati cammini e con la parte posteriore deformata e sono partito con un Camppack M5 da 50 litri della Camp, che me lo sento addossso come fossi Michelangelo delle tartarughe ninja, e poi mi sono portato via le Asics Gel Trabuco13, scarpa icona della corsa fuori strada, e le pedule da montagna le uso solo se c'e' molta montagna, tipo dal Somport, o se si mette a piovere, per il resto uso le Trabuco e vi assicuro che e' tutta un'altra storia, e' come passare dalla 500 alla Ferrari.
Scrivo queste cose perche' molte persone dopo il cammino del norte mi hanno scritto per informazioni tecniche sui materiali.
Comunque la mia tecnica e' sempre la stessa, anche oggi ho fatto i primi 18 km correndo in piano ed in discesa e marcia veloce in salita, poi i rimanenti 32 camminando. Sono passato per Artieda, poi Ruesta, e poi Undues de Lerda e infine Sangüesa.
Devo dire a chi volesse partire per questo cammino che da Jaca in poi si passano solo pueblos con pochi servizi, in particolare da Arres a
Sangüesa non c'e' un paese con un megozio di alimentari, quindi consiglio di fare provviste a Jaca, davanti avrete 70 km senza possibilita' di farlo. Per l'acqua invece non ci sono problemi, molte fonti.
Comunque partendo alle 7 e mezzo alla fine sono arrivato a
Sangüesa, dopo 501 km, alle

6 di pomeriggio ed ovviamente l'albergue municipal era completo, anche perche' ha solo 12 letti,quindi veloce passeggiata al camping dove ce ne sono altri 20 ed io ero l'ultimo..... e da qui vi sto scrivendo.
Che mi resta da dire....ah si, oggi ho abbandonato l'Aragona e sono entrato in Navarra, e poi pare che da domani cambia il tempo, finora veramente ottimo, vedremo.
Io sto bene, anche se stasera mi sento un po' affaticato, soprattutto le ginocchia, mi mettero' un po' di pomata di arnika, e poi domani tappa tranquilla, al massimo 40 km.
ciao a tutti.

 

 

 

Mercoledì 20 Aprile 2011

Sangüesa – Tiebas

Bene chicos,
dopo la cavalcata di ieri mi serviva un po' di riposo e quindi mi sono limitato alla distanza classica, i 42 km. Sono partito con il vento in poppa e con le pedule perche' gli spagnoli chiamavano pioggia, e mi e' dispiaciuto per le Trabuco che mentre le mettevo nello zaino, mi dicevano: mettici papi, mettici, che poi corriamo..... ma io duro ho detto no e le ho infilate nello zaino.
Alla fine non ha piovuto pero' per un bel po' ha minacciato, nubi nere e grosse, e poi il sole..
Il percorso di oggi molto bello, devo dire che questo Aragonese si e' rivelato bellissimo, l'unica cosa che gia' forse ho detto, e' che bisogna fare molta attenzione con i viveri perche' da Jaca fino a Puente la Reina, che sono 160 km piu' o meno, a parte l'eccezione di
Sangüesa, per il resto sono tutti paesini dove non c'e' nulla, a volte un bar, ancora meno volte un alimentari.

 
Amici spagnoli mi dicevano che e' la zona meno popolata di Spagna, e non fatico a credergli.
Comunque bello, molto bello, sempre su sentieri di montagna, sotto il cielo lindo di Spagna, che a volte mentre cammino fantasticando mi pare di essere un personaggio di "per chi suona la campana", scappando dai falangisti, e per questo devo andar veloce, per portare il messaggio alla successiva staffetta, e dalla nostra velocita' dipendera' l'esito del prossimo attacco...
Amenità a parte e' molto bello davvero, cieli tersi e aria frizzante, e poca gente in giro.
Dopo la doppia tappa di ieri avevo perso il giro della gente dei primi due giorni ma ieri sera ho ritrovato Rafael, il mayor (anziano) di Alicante, molto simpatico, e ho cenato con lui al ristorante del camping, non sono nemmeno uscito per visitare
il centro di Sangüesa ieri pomeriggio dopo la doccia.
 Mentre bevevo il caffe' si e' rotta la tazzina da sola e adesso ho tutti pantaloncini macchiati, che pena, anche perche' non ho ricambi e non ho lavato nulla perche' arrivo tardi o perche' arrivo e non c'e' posto e non so dove mettere la roba per organizzare il lavaggio, come e' successo oggi, di nuovo per terra a dormire!
Ieri sera ero in camera con un tizio silenzioso e poi con una signora colombiana, simpatica, e una chica catalana. Stamattina siamo partiti tutti insieme e per la maggior parte di quelli che partivano da
Sangüesa la tappa era a Monreal, 29 km circa, ci sono arrivato alle 2, sotto una lieve pioggerellina, e mi son detto: se vado avanti ancora arrivo ad un albergue dove nessuno va, perche' fuori dalle tappe classiche, e cosi' dopo aver salutato un po' di amici all'albergue di Monreal ho preseguito per gli ulteriori 14 km, veramente faticosi, o forse ero io stanco, comunque arrivo qui a Tiebas, bell'albergue che pare nuevo, e che mi dicono? completo! Pero' mi danno il solito colchon - materasso- da mettere a terra.
Mi va benissimo pero' il problema e' che in questi casi non sai mai dove mettere la roba, fino a quando non mettono il colchon a terra, dopo le 9 sempre, sei una specie di reietto, senza uno spazio tuo. E cosi' ho nuovamente procastinato il lavaggio di calzetti e mutande che ormai fanno paura, soprattutto i calzetti..... Pura vida.
Ora che sono in Navarra di nuovo tutto bilingue, con i cartelli in euskera, la lingua basca, e per finire devo darvi una bella notizia, domani verso tarda mattinata terminero' il cammino Aragonese e proseguiro' per il cammino Frances, infatti mi mancano soli 17 km a Puente la Reina, luogo di unione dei due cammini. Quindi fatti circa 190 km, inclusa la deviazione per il monasterio di San Juan de la Peña, in 4 giorni e qualche ora.
Ora posso rilassarmi, ha ha ha.
Un beso a todos.

 

 

Giovedì 21 Aprile 2011

Tiebas – Cirauqui

tappa di ieri, che non c'era internet.

            

Sono triste oggi,partito di buon mattino da Tiebas dove nonostante il colchon a terra ho dormito benissimo, a parte il momento, verso le 11 di sera quando mi sono svegliato di soprassalto perche' per aggiungere un pellegrino a terra mi hanno spostato di peso,a momenti mi piglia un colpo.
Sono triste perchè alle 11 precise del mattino sono arrivato a Obanos (dove in verita' l'aragonese si congiunge al francese, e non a Puente la Reina)e speravo di trovare un comitato di accoglienza per consegnarmi il premio del peregrino mas deportista, e consegnarmi una soppressa, o un salame e del torrone, e invece nada, nemmeno una medaglietta ricordo, che tristezza! Mi sono cosi' trascinato stancamente fino a Puente la Reina, in mezzo ad una fila interminabile di pellegrini che arrivavano dal frances, e li' quasi quasi volevo fermarmi, dopo soli 17 km.
Poi mi son fatto forza e ho proseguito fino a Ciraqui, in tutto 25 km oggi, e mi son fermato a dormire li', e visto che era presto sono finalmente riuscito a lavarmi la roba, tutto, ora sono lindo e pulito!
E adesso sto bene, con un po' di training autogeno ho abbandonato la mia identita' di peregrino deportista e faccio solo il pellegrino, ah ha ha, bella storiella, no?

Mi rimane da raccontare qualcosa sulla serata di Tiebas, veramente memorabile, passata con un toscano che vive in svizzera tedesca da 30 anni, sua moglie,  una ragazza altoatesina che parlava tedesco, e il grande Horst, mayor aleman,( tedesco) fortissimo.
Andiamo a cena tutti insieme all'unico bar di Tiebas, soliti spaghetti stracotti e un buon pollo in umido. Poi c'era la partita della copa del Rey, tra Real e Barca, e sono arrivati un sacco di spagnoli a vederla,che belli.
Horst ci raccontava, in tedesco, e il toscano mi traduceva, che nel suo paese, Oberhausen, mi pare, vive da tanto tempo un italiano, tal Giuseppe, che ha tanti figli, e sua moglie si chiama Maria naturalmente, e che lavoro fa Giuseppe? ma il falegname ovviamente..... e Horst voleva sistemarmi con la figlia piu' grande che e' ancora zittella, nonostante continuassi a dirgli che avevo gia' 4 figli.
Poi gli altri se ne sono andati a letto e il secondo tempo ce lo siamo visti solo io e Horst, e l'albergue non aveva orari di rientro, que suerte!
Con Horst ho passato veramente una bella serata, nonostante lui parlasse solo tedesco, ma era proprio forte, de verdad, ci siamo fatti poi un enorme panino con la salsiccia perche' vedevamo gli spagnoli che li mangiavano, e una copa di tinto, e grandi discorsi con Horst, non so nemmeno io come facevamo, e

 

        

 

cosi' dopo le due serate con Rafael, il mayor di Alicante ecco la serata con Horst, forse questo e' un cammino in cui il mio destino e' stare con los mayores, e mi piace questo.
Invece ieri sera a Ciraqui ho cenato con un gruppetto assortito, un basco, una coppia catalana e due chicas catalane anche loro, anche se in realta' una era  argentina, e l'ho capito perche' interloquiva con il "vos", che qui non si usa ed e' tipico del America del sur, buona cena comunque e poi a nanna presto, e tutto il pomeriggio l'avevo passato a rilassarmi, d'altronde facendo poca strada e arrivando presto il tempo a disposizione che mi rimane e' veramente tanto.
Besos amigos

 

Venerdì 22 Aprile 2011

Ciraqui - Los Arcos

Sono ancora qui fermo ad Estella, e scrivo qualcosa anche sul mio programma di oggi, visto che poi non so se trovero' ancora intenet. Stamane sveglia molto presto perche' due tizie si sono alzate prestissimo per partire nella notte, poi si sono perse perche' le ho ritrovate alle 7 che vagavano ancora per la piazza di Cirauqui cercando le frecce con le prima luci.
Ma la vera notizia di oggi e' che finalmente piove, dopo 5 giorni di tempo bello e soleggiato ora finalmente piove, e mi piace, un po' perche' cosi' uso la roba da pioggia che se no mi pareva di averla portata via inutilmente, e un po' perche' effettivamente e un modo diverso di camminare, scomodo e faticoso quanto si vuole, ma comunque affascinante, si raggiungono i vari pellegrini in cammino tutti bardati, hola' amigo, que tal? Bello.
Arrivando a Estella ho conosciuto Carmen, simpatica catalana sposata con un trevisano, e che quindi parla italiano, e siamo arrivati insieme qui al locutorio di Estella, gestito da ecuadoriani, e infatti si chiama locutorio Otavalo.... e la signora della panaderia a cui abbiamo chiesto informazioni,perche' oggi e' festa qui in Spagna, ci fa: si si che e' aperto, la fiesta es fiesta, pero c'e' anche la fame... e lo diceva con una deliziosa pronuncia platense, per dirci che il locutorio era in calle mayor diceva cashie mashior, era straniera pure lei...argentina o uruguagia credo.
Ora me ne vado, il mio programma di oggi e' arrivare al massimo a Los Arcos, 35 km da Cirauqui, ma mi piacerebbe fermarmi anche a Villamayor del Monjardin, che gia' conosco ma son solo 23 km, boh!
Oggi dovrei anche incontrare la famosa fuente del vino, a Irache, ma la cosa che mi piace di piu' ora e' ripassare per posti che gia' conosco, rivedere una panchina dove mi ero seduto, strane sensazioni.
Qui in Spagna da ieri e' festa, fino a lunedi', per la semana santa, e quindi probabilmente ci sara' un bel po' di gente in cammino, per lo meno fino a lunedi', e quindi forse difficolta' per dormire, e quindi i casi sono due, o ci si mette in competizione, partendo prestissimo e di corsa per arrivare presto, e se lo facessi avrei delle belle soddisfazioni, potrei tornare peregrino deportista, ah ah ha..... o te ne freghi, come faccio io, che son due ore che son qui fermo all'internet a scrivere.

Comunque vi raccontero', ora devo andare perche' Carmen la catalana mi aspetta per un caffe' qui fuori, lei si ferma qui perche' ha molto male ai piedi, e quindi qui a Estella ci si saluta.
Besos

 

Los Arcos, confermato

Alla fine ce l'ho fatta chicos, dopo aver salutato la simpatica catalana Carmen, sono partito da Estella innestando la marcia veloce, erano gia' le dodici e trenta e avevo percorso da Cirauqui solo 14 km, e stamattina ero partito alle 7 in punto, ma ci pensate? 14 km in 5 ore..... altro che gara per il letto!
E' pero' vero che oggi con la fantastica giornata di pioggia me l'ero presa proprio con calma, fermandomi a chiacchierare con tutti i pellegrini che incontravo, tristi per la pìoggia, e poi a Estella con Carmen ho perso per lo meno due ore tra internet e caffe' con napolitana squisita, un tipo di cornetto con il cioccolato.
Poco dopo subito arrivato a Irache, con la famosa fuente del vino, e anche questa volta, come la precedente due anni fa, c'erano dei turisti ai quali non e' parso vero vedere un vero pellegrino abbeverarsi dalla fonte del vino.....
Li' ho anche raggiunto le due chicas di ieri sera, Emilia l'argentina e la sua amica, veramente messe maluccio, oggi ha piovuto molto ed era anche parecchio freddo e ventoso e una delle due stava quasi male per il freddo, fradicia come era, l'abbiamo soccorsa insieme a due francesi dandole un po' di zucchero.

 
L'ho gia' scritto ma lo ripeto se qualcuno leggesse questo diario prima di partire: non sottovalutate l'aspetto tecnico della faccenda, la preparazione fisica ed i materiali tecnici, potreste pentirvene, e se non cercate la gloria.....
E se non siete fortunati con il tempo una bellissima esperienza potrebbe trasformarsi in qualcosa di molto piu' brutto, vi assicuro che camminare ore ed ore, fradici fino ai piedi, puo' essere veramente una brutta esperienza, che te la  ricordi.
Io  in queste giornate ringrazio sempre la linea High Lab della Ferrino, relativamente economica ma ottima. Pensate che oggi ha piovuto ininterrottamente fino alle 2 del pomeriggio ed ero perfettamente asciutto, persino sotto non ero sudato, un semplice escamotage:sotto i pantaloni e la giacca da `pioggia avevo pantaloni corti e maglietta a maniche corte, molto fresco se stavo fermo ma temperatura perfetta camminando.
Comunque sono passato per Villamayor del Monjardin, dove meditavo di fermarmi, pero' l'albergue parroquial che gia' conoscevo era chiuso, pare apra a maggio, e cosi' mi sono lanciato sui successivi 12 km, per arrivare a Los Arcos poco dopo  le 4,e superando una moltitudine di pellegrini. Insomma da Estella 21 km in 4 ore scarse.
Meditavo quasi di proseguire per altri 5 fino a Torres del Rio e fare cosi' una quarantina di km, ma poi la simpatia dell'hospitalera dell'albergue casa de la abuela di Los Arcos mi ha fatto decidere du rimanere qui, quindi alla fine solo 35 km oggi.
Ora vi saluto e vi saluto dal donejakue bidea, il cammino de santiago in euskera!

Sabato 23 Aprile 2011

Los Arcos – Navarrete

Bene amici,
eccoci ancora qui, e dopo l'Aragona e la Navarra ora sono entrato nella Rioja, terra del vino. E continuo a passare posti gia' visti e vedere dettagli che mi ricordano qualcosa, una sensazione strana.
Ieri sera a Los Arcos sono andato a cena con Augusto, brasileiro di Fortaleza e mio compagno di litera, il letto a castello.
Ottimo pasto per 10 euro, tallarines a la marinera e poi pollo con patate, poi dopo cena c'era anche una processione molto caratteristica, tutti incappucciati, e poi la chiesa di Los Arcos, l'unica credo, e' veramente bella, con dei retables molto ricchi.
Poi a nanna, cameretta da sole 6 persone e stamattina alle 6 e mezza sveglia e colazione molto abbondante sempre all'albergue casa de la abuela, che consiglio, 8 euro la notte e 3 la colazione, ambiente accogliente e pulito.

 
Alle 7 e mezza partenza con il cielo che minacciava pioggia e in 5 ore scarse sono arrivato a Logroño, capitale della Rioja, 28 km fatti, passando per Viana, bel centro medievale dove mori' Cesare Borgia.
Magnifica la iglesia de Santa Maria, con un portale stupendo, forse ne avevo letto qualcosa su un libro di Cees Nooteboom, dove ne descriveva ogni singolo bassorilievo, veramente notevole.
Poi il tempo e' migliorato e sono arrivato qui a Logroño con il sole, e a questo punto devo decidere il da farsi. Fermarmi no, e' troppo presto, oppure andare a Navarrete, che mancano 12 km e cosi' oggi ne farei 40, oppure puntare su Najera, a circa 30 km da qui, dove arriverei credo verso le 5 o 6 del pomeriggio, pero' sarebbero 57 km in tutto, forse poi me ne pentirei, nose'.
Comunque sto bene, e se penso a come ero ridotto la volta scorsa che arrivai a Logroño non posso che rallegrarmi. Quella volta avevo le ginocchia infiammate, tanto che neppure uscii dall'albergue, cosa veramente rara per me.
La pioggia di ieri mi ha lavato l'anima e la mente, e mi sono lasciato alle spalle la delusione della soppressa mancata, che mi dovevano consegnare a Puente la Reina, per la grande prestazione sull'aragonese, ha ha ha!
Ho comunque deciso che il salame me lo compro io a Leon, se ci arrivo, e cosi' non tornero' a casa a mani vuote.
Oggi ho camminato tutta la mattina con Rodi, simpatico hombre di Madrid ma originario de Alicante, aveva una pronuncia que me gustava mucho, del sur.
Per il resto nada mas, io bene, morale alto.
A presto se trovero' altri internet.
besos

 

Domenica 24 Aprile 2011

Navarrete – Grañon

Intanto Felices Pascuas a todos!

Allora come previsto ieri sono arrivato a Navarrete ed erano le 5 del pomeriggio, albergue municipal pieno e quindi o andavo avanti fino a La Ventosa, 7 km ancora  ma albergue piccolo e quindi probabilmente pieno oppure avanti fino a Najera, altri 17 km, e siccome fino a  Navarrete ne avevo gia' fatti 40 ho deciso che per prima cosa andavo a bermi una birra al bar dei pensionati, e poi mi son messo in cerca di una soluzione.
Al primo hostal mi hanno chiesto 20 euro, al secondo, un albergue turistico 10, era bellino e li' mi son fermato. Finiranno anche ste vacanze di Pasqua, che pare di essere in estate con gli albergues, quasi quasi mi viene voglia di prendere un bus.....e fregare il posto a qualche pellegrino onesto, ha ha ha.
Poi pomeriggio a zonzo per Navarrete, chiesa principale veramente notevole con stupendo retable, e poi mentre telefonavo a casa vedo arrivare un ragazzo con i capelli rasta con cui avevo parlato durante il giorno, in spagnolo, ma che mi era  sembrato straniero.
Allora lo invito li' al bar e continuiamo a parlare in spagnolo, finche' scopriamo di essere entrambi italiani, pensa te! Alessandro di Cuneo, di professione parrucchiere a Marbella, forte.
Lui voleva cenare in albergue per non spendere tanto e allora l'ho invitato a cena con me al bar Deportivo, gestito da Antonio, italiano pure lui, e dove si mangia veramente bene, menu' del pellegrino x 12 euro.
Ci diamo poi appuntamento per partire insieme oggi.
Ed oggi alle 6 del mattino veniva un'acqua da paura, poi ha un po' smesso e alle 7 in punto mi trovo in strada con Ale e si parte, poco dopo si rimette a piovere e non ha piu' mollato fino a questo momento, e sono le 3 del pomeriggio.
In tre ore siamo arrivati a Najera, 17 km, facciamo sosta in un bar, e poi via, e se passate di qui, uscendo da Najera non perdetevi il bel portale del cimitero, del XII secolo.
Poi in altre 3 ore e 15 km arriviamo a Cirueña, e qui ci dividiamo, io vado un po' avanti e ci diamo appuntamento a Grañon, a cui voglio arrivare perche' sono sicuro che li' non ci saranno problemi con i letti, un materassino per terra te lo danno sempre anche perche' li' si dorme solo con i materassini, e' un albergue parroquial e lo ricordo con gran piacere, bella atmosfera.
Poi da Cirueña in altri 6 km arrivo a Santo Domingo de la Calzada, famoso per la storia del gallo e del pellegrino impiccato, sempre sotto una pioggia battente, e ora sono fermo all'albergue di Santo Domingo perche' esssendo Pasqua era l'unica posto dove poter trovare un computer.
Adesso riparto, mi mancano solo 7 km a Grañon, e cosi' oggi da Navarrete i km totali saranno 45, parecchi, e sotto la pioggia e con tanto tanto fango, ma sono felice, camminare sotto al pioggia e' bello, basta avere l'abbigliamento giusto, se no si soffre, cuidado peregrinos!
E poi fare poca strada ed  arrivare a mezzogiorno perche' e' brutto tempo per me sarebbe un problema, che si fa in questi paesini tutto il pomeriggio e fino a sera con il brutto tempo? Dormire al pomeriggio non mi viene, e cosi' preferisco camminare, anche se ammetto che e' faticoso, e cosi' com'e' mio costume, dedico la giornata odierna, lunga e bagnata, e l'allegra fatica con cui l'ho percorsa, a tutte le persone che mi leggono e a quelle che hanno bisogno di una spinta perche' attraversano un momento triste.
Qui in Spagna, il giorno di Pasqua, c'e' un pellegrino bagnato che cammina con voi, animo chicos!
valerio

   

Grañon

e alla fine ci sono arrivato, dopo 45 km di acqua, ma ne valeva propio la pena.
A santo Domingo della Calzada l'albergue pullulava di gente, e mi pareva che tutti parlassero in inglese, una brutta impressione, forse affrettata, pero' cosi'.
Qui invece a Grañon, a parte il bellissimo sito dell'albergue, nella torre campanaria della chiesa, ci sono solo 8 persone, e io ho a disposizione un'intero stanzone tutto per me, con i materassini a terra, e gli hospitaleros sono una coppia di Lucca, pensa un po', e il fuoco scoppietta nel camino, che bello.
Alle 8 c'e' la cena comunitaria e poi  x chi vuole l'orazione nella capilla, e ci andro' di sicuro.
E poi c'e' la solita cassetta x il donativo  con la scritta:
lascia quello che puoi, prendi quello che ti serve. Li' aperta, a disposizione di tutti.
Un bel posto davvero.

              


Poco fa e' arrivato Ale, distrutto ma felice appena ha visto il posto. Sono contento per lui.
hasta mañana chicos.

 

Lunedì 25 Aprile 2011

Grañon - San Juan de Ortega

e anche oggi 41 km, se continua cosi' arrivo sul serio a Santiago!
ieri sera veramente bello a Grañon, cena tutti insieme,molto semplice, una zuppa e poi un po' di formaggio e salame, eravamo in 10, e poi dopo cena, mentre fuori pioveva, una ragazza coreana suonava la chitarra e un francese il piano, poi verso le 11 tutti a letto.
comunque un'atmosfera veramente magica, consiglio a tutti la sosta qui se ci passate. Con i donativi che raccolgono ogni giorno comprano il mangiare per il giorno dopo.


A letto ero in una grande camerata, io e Ale da soli, poi stamattina colazione tutti insieme e partenza tardissima, alle 8 e mezzo, dopo aver salutato i due hospitaleros italiani.
Insieme a noi e' partito anche un altro ragazzo italiano che abbiamo conosciuto a Grañon, Alessandro pure lui, e insieme, con calma siamo arrivati a Tosantos, a soli 22 km, alle 13.


Li' era gia' aperto e, pensate un po', c'era lo stesso hospitalero spagnolo che avevo conosciuto due anni fa, e che non mi aveva fatto una bella impressione, qualcosa di negativo, difficile da spiegare, alcuni atteggiamenti un po' strani.
Ad ogni modo li' mi sono salutato con i due Alessandro, che si fermavano e ho proseguito fino a qui, a San Juan de Ortega, altri 19 km molto lunghi e noiosi in mezzo ai boschi, con el alto de Predaja da passare, e molto freddo, veramente, pero' oggi quasi niente pioggia, solo un poco arrivando a Belorado, dove ho fatto una sosta rappacificatrice con il mio stomaco in un bar della piazza centrale, quella rotonda.
Poi a Tosantos mi sono cambiato scarpe perche' stamattina ero ottimista ed ero partita con le Trabuco, leggere e non da pioggia, e ho proseguito nel fango fino a qui.
comunque tutto bene, lo spirito e' alto e io sto bene,anche le gambe che un po' le sentivo dopo le tirate sull'aragonese ora sono tornate come nuove.
 

      

Qui si dorme nel vecchio monastero agostiniano, credo risalga al XII secolo, dentro c'e' un freddo boia e i pellegrini, pochi, solo 18 su 40 letti disponibili, sono tutti attaccati all'unico termosifone che va.
Il pueblo e' minuscolo, 4 case e la  bella chiesa romanica, e la taberna Macela, squallida, dove pare diano platos combinados dalle 7 alle 8, sara' una serata lunga ed una nottata fredda, temo.
per domani non so, spero nel tempo anche perche' inizio ad avere problemi con la roba da lavare, con il malo tiempo e' impossibile asciugarla e sono al lumicino.
ciao

 

 

 

 

 

 

 

Martedì 26 Aprile 2011

Burgos

Partenza alle 8 e all'una sono arrivato qui a Burgos, 27 lunghi km con una periferia interminabile, quasi quasi la prossima volta prendo un bus, ha ha ha.


Comunque di positivo c'e' che dopo 4 lunghi giorni di brutto tempo oggi finalmente si e' rivisto il sole, anche se il clima rimane sul fresco, e alla sera e mattina direi proprio freddo.
Ieri notte a San Juan de Ortega era veramente freddo, nell'altra stanza andava il termo ma nella mia no, e per la prima volta mi sono chiuso dentro il sacco con il cappuccio e tutto stretto attorno, e perfino il pile addosso.
ma ormai siamo sulla meseta e San Juan si trovava a 1.050 metri di un freddo serale boia.
Ho mangiato nel bar, unico bar, ma non e' stato male, chuletade cerdo e morcilla, un cosa tipica spagnola, praticamente sangue di maiale e riso e cipolla cotti insieme, molto buono. Ero insieme ad un gruppetto misto di americani, spagnoli, brasileri e tedeschi, tutti ragazzi e ragazze sui 25, persino una texmex.
Adesso sono indeciso sul da fare, Burgos merita indubbiamente un pomeriggio ma e' anche vero che l'ho gia' vista e quindi forse proseguo verso Tardajos, 9 km, o verso Hornillas, 19 km, non so.
Certo che la sua cattedrale, e tutta la storia del Cid Campeador.....
Oggi e' il decimo giorno di cammino e sono arrivato a 380 km, forse sono un po' stanco, vedremo se continuo.
Entrando in citta' mi son fermato al Pecaditos, un posto che gia' conoscevo e che ce ne sono diversi in giro, tutto ad 1 euro, tapas molto buone.
Per il resto nessuna nuova, sto bene.
ciao

 

Martedì 26 Aprile 2011

San Juan de Ortega – Tardajos

Alla fine ho proseguito, ma solo fino a Tardajos, 10 km da Burgos, e quindi alla fine i km di oggi sono solo 36, in totale 388 in 10 giorni, speravo meglio, ma la tappa tragica dell'arrivo a Puente la Reina, con soli 25 km quel giorno, mi perseguita....
Qui mi son fermato, perche' ero stanco ma anche perche' leggevo sulle note di Pellegrinando.it che l'albergue e' molto ospitale, e l'informazione era buona, piccolo albergue, 14 letti, ma accogliente, hospìtalero squisito, neppure donativo, proprio gratis.

                     


E poi oggi quando sono arrivato alle 3 e mezzo, il sole era proprio uscito splendente e ne ho approfittato per lavare tutto, calzini, mutande, pantaloni da pioggia infangati, persino il pile e le magliette e ho anche messo il sacco a pelo al sole, che dopo la terribile notte di San Juan de Ortega era un po' umido...
A proposito di ieri devo dire che il posto era affascinante, paesino minuscolo, praticamente la sola chiesa e il monastero,  e dormire proprio li', fantastico, pero' veramente tropo freddo, anche per me.
Qui invece Tardajos e' piu' grandino ma sempre piccolo, dalle case esce l'odore della legna bruciata sul focolare, odori d'altri tempi, ormai siamo in Castiglia, terra dura, arida, senza tanti fronzoli.
In albergue siamo pochi, e molto eterogenei, in tutti i sensi.
A Burgos proprio non mi andava di fermarmi, nel cubo, e non rimpiango la scelta, con questo sole poi.
Per i prossimi giorni mi aspetta la meseta, sentite che dice Eroski Consumer a proposito:
"Dejar atras la ciudad de la catedral (Burgos) y llegar a la despoblada meseta es un ejercicio arriesgado, como marchando en una maquina del tiempo el peregrino del siglo XXI se interna en la sobria Castilla en compañia de su sombra y su esfuerzo, descubriendo paisajes casi medievales que otorgan al camino esa leyenda de que trae su origenes."
Insomma mi aspetta la sobria e spopolata meseta, che mi accompagnera' fino alla fine.
800 - 900 metri di altitudine, fresco di sera e mattina, sola che picchia di giorno, e domani conto di arrivare a San Nicolas, albergue parroquial gestito dal centro italiano di studi compostellani di Perugia, dove mi aspetta ziovittorio, sara' molto bello, con lavanda dei piedi e tutte le tradizioni del pellegrinaggio antico.
Il tempo  pare  si sia veramente messo al bello,per fortuna,  quindi basta racconti di marce epiche sotto la pioggia, con  lacrime e sangue, e fango, e pellegrini disonesti che prendono il bus, e rabbia, anche perche' non e' il mio genere, mai raccontate ste robe anche se mi piacerebbe, ma io ho le scarpe in goretex e gli indumenti da pioggia, e fare 40 km sotto l'acqua non mi spaventa, anzi mi piace, e alla fine non sono neppure tanto stanco, che ci volete fare?
A qualcuno non piaceranno queste affermazioni, ma e' la verita', e io dico sempre la verita' anche se puo' risultare antipatica!
ciao chicos

 

Mercoledì 27 Aprile 2011

Mesetas….

Tardajos – San Nicolas

e arrivarono le mesetas, eterne, distese di cereali a perdita d'occhio, frumento verde e flores gialli senza fine, il cielo terso sopra e all'orizzonte il nulla, o meglio l'infinito, e oltre, verso ovest, Santiago.
Stamattina sono partito prestino da Tardajos e ora sono a Castrojeriz, a 31 km, con una lunga sosta a Hontanas, praticamente sono arrivato qui in 5 ore, un po' troppo poco, o i km non sono giusti o sono andato troppo veloce.... anche se e' vero che dopo giorni e giorni, causa pioggia,  ho finalmente rimesso le Trabuco ai piedi, e mi dicevano: corri vale, corri! e quindi ho fatto i primi 10 km di corsa, e vi assicuro che e' stato bellissimo, correre sulle mesetas nel silenzio assoluto, soli, e' qualcosa che  riempie il cuore.

 

                 
Il mio programma di oggi e' arrivare a san Nicolas, dove parecchi amici della confraternita Jacobea di Perugia mi aspettano, pare, e mi mancano soli 9 km da qui, in tutto 40,  ci arrivero' prestissimo, verso le 3 e mezzo, peccato che non ho piu' niente da lavare!
E sentite cosa dice Eroski Consumers sul percorso dopo Castrojeriz: “desde este pueblo se abre al peregrino la brutal tierra de campos, marca orgullosa de sus cereales, lugares sin arbolado(alberi) donde guarecerse(ripararsi) de los rigores de la metereologia, ya sea del temido sol del verano, del penetrante frio de invierno o del incomodo viento....”
insomma in qualsiasi stagione e' una terra inospitale.
e infatti stamane mi sono rimesso i guanti di lana che dopo il Somport non avevo piu' usato, era veramente freddo, per lo meno fino alle 8, dopo il sol ha scaldato il corpo e la mente.
In questi giorni i pellegrini sono notevolmente diminuiti dopo il picco della semana santa, e non e' male, arrivo tranquillo e non ci sono problemi per il letto.
Sulla pioggia dei giorni passati che dire: per me e' un po' come pagare le tasse, cioe' come diceva Padoa Schioppa, cioe' e' bello, perche' e' giusto ed e' un atto solidario verso chi ha meno e da l'identita' e il senso di essere una nazione, pero se son troppe piacciono un po' meno, e cosi' la pioggia, va bene per due o tre giorni, no mas!


Stamane scrivendomi con un amico mi sono accorto di un possibile malinteso sulla definizione che mi ero dato in un precdente diario del cammino francese, e cioe' che ero un peregrino chimico. Ora se uno legge quello che scrivo in questi giorni potrebbe pensare che il chimico si riferiva al doping, ed ecco perche' riesco a fare tanta strada, invece si riferiva ai molti farmaci che assumevo per combattere il dolore, ero partito poco preparato ed avevo esagerato con i km ed a Logroño ci ero arrivato con le ginocchia a pezzi, ed avevo proseguito ingerendo di tutto. In questi casi, e mi rivolgo a Rubon che mi chiedeva, credo l'unica soluzione sia fermarsi qualche giorno, ma e' difficile, lo so, quindi per lo meno e' necessario diminuire, ed e' quello che ho fatto alla fine dell'aragonese con le due tappe da 25 e 35 km, il mio corpo mi diceva che era ora di rallentare, e ora sto benone, ed e' inutile parlare di 20 o 40 km giornalieri, ognuno ha il suo limite, e per questo occorre ascoltarsi con attenzione...
bene, un beso e alla prossima

 

 

 

        

 

Giovedì 28 Aprile 2011

San Nicolas - Carrion de Los Condes

e alla fine ieri ce l'ho fatta e sono arrivato a San Nicolas, splendido refugio gestito dagli amici della confraternita Jacobea di Perugia, veramente speciale.
Oggi invece ho un po' rallentato e sono arrivato a Carrion de Los Condes, 35 km circa, perche' se continuavo davanti a me ne avevo altri 17, uno dei pochi casi del cammino francese in cui c'e' una distanza cosi' senza nulla in mezzo, e quindi sarebbero stati piu' o meno 52, e non ne avevo voglia.
Qui a Carrion sono all'albergue parroquial, ed entrando in paese mi hanno fermato diversi procacciatori di albergues privati anche a pochi soldi, evidentemente qui ci sono piu' letti che pellegrini, come gia' dicevo non ci sono piu' problemi per i letti, e sono arrivato alle 3 del pomeriggio.
La tappa fin qui a molti risulta noiosa, sempre uguale, a  ma pare invece che sia la vera Spagna.
La Navarra e l'Aragona x chi parte dal Somport sono montuose ed in Italia le montagne non ci mancano, poi la Rioja pare la campagna veneta, invece quando passi Burgos ed entri nelle mesetas tutto cambia, paesaggi che da noi non vedi, desolati quanto si vuole, ma Spagna vera.
Oggi poi sono entrato nella tierra de Campos e nella provincia  di Palencia, terra aspra, dove la sensazione di vuota che si prova attraversandola e' impressionante, nei piccoli pueblos che si passano i viottoli sono deserti....ne persone ne animali.
E domani sara' ancora cosi' forse ancor di piu' per i primi 17 km di nulla.
Ma torniamo a ieri.
Alle 4 arrivo a San Nicolas e gia' quando vedo il refugio incontro due donne che mi vengono incontro, allora le chiedo se conoscono Anna, e la piu' giovane mi fa: e tu chi sei?
Non ha importanza, dico, porto un messaggio per Anna da parte di un amico, che poi e' Edo del forum, e lei mi dice di essere Anna, e allora la bacio sulle guance, questo era il messaggio! e poi vado a cercare
Franco, il suo compagno e lo abbraccio, sempre parte del messaggio che portavo.
Poi conosco Mauro e zioVittorio e sua moglie, tutti hospitaleros che hanno aperto il refugio due giorni fa.

Il refugio era una vecchia chiesetta del XII secolo, poi caduta in rovina, e comprata 30 anni fa dalla confraternita per un centesimo dal governo spagnolo, e trasformata in refugio, no in albergue, e la differenza sta nel fatto che qui danno conforto ed aiuto ai pellegrini, non accettano gruppi e ciclisti, solo pellegrini soli, e quelli giovani solo nel tardo pomeriggio. I letti sono pochi, 8 mi pare, piu' materassi, e quando
viene la notte mettono fuori dall'uscio una lanterna per indicare che sempre e' possibile avere assistenza ed aiuto.
Non c'e' corrente elettrica e si mangia tutti insieme al lume di candela, dopo le preci e l'antico rito della lavanda dei piedi, officiato ieri da Vittorio e Franco con le mantelline della confraternita.
Poi alla mattina ci si sveglia con la musica, si fa colazione, e poi ad ogni pellegrino che parte, fuori in strada, viene rivolto un ultimo saluto, sempre con le mantelle della confraternita e una augurio rituale.
A me poi e' andata benissimo, ieri pomeriggio dopo essermi  sistemato sono stato invitato ad andare con gli hospitaleros a trovare Miguel a Itero del Castillo, li' vicino, uno spagnolo loro amico che ci ha portato nella sua splendida e caratteristica
bodega/cantina, scavata nel sottosuolo e ci ha offerto il vino da lui prodotto, poi tutti a cena, finalmente una pasta fatta come si deve, e poi per chiudere in bellezza mauro mi ha invitato ad andare con lui a Boadilla del Camino, a 10 km e dove poi sono passato oggi a piedi, a vedere la partita Real-Barca di champions, splendido secondo gol di Messi, birre offerte da Eduardo, amico di Mauro e padrone della splendida casa Rural di Boadilla (fermatevi se ci passate) e ritorno a casa un po' fuori orario, ma abbiamo fatto piano piano per non svegliare i pellegrini che riposavano.
Insomma piu' di cosi' che volete?

Ah, e poi ieri sera, prima di entrare io e Mauro siamo rimasti 10 minuti fuori dal refugio, freddo tremendo...., a guardare le stelle, incredibili nella scura notte della meseta......
Quindi un abbraccio a Franco ed Anna, Vittorio e Gianna, e uno speciale a Mauro.
A domani amigos

 

Venerdì 29 Aprile 2011

Carrion de Los Condes - Bercianos del Real Camino

dire che la tappa che parte da Carrion de Los Condes verso Calzadilla de la Cueza sia un immersione nel nulla assoluto non rende ancora completamente l'idea, e' qualcosa di piu', 17 km di nulla, solo la meseta eterna, bellissima e sempre uguale, non vi e' neppure la necessità di fermarsi in qualche luogo particolare per la sua bellezza, tanto tutto e' sempre uguale.

     


Questa, come gia' dicevo ieri, e' la vera Spagna, e a me piace ancor di pìu' quando ci si passa in estate o a settembre, gialla e riarsa dal sole. Ora il verde dei campi un po' mitigano la durezza di questa terra....
Ieri sera ho cenato a Carrion con tres hombres conosciuti a San Nicolas, un ungherese, un americano e un chico danese, zuppetta di ceci e spinaci e poi trota alla navarra, poi alle 8 e mezzo avevo finito e fuori c'era un freddo boia cosi' alle 9 ero gia' a letto, e stamattina alle 6 gia' sveglio.

     


Ho cosi' portato lo zaino giu' in cucina per non disturbare il sonno degli altri pellegrini, l'ho sistemato, fatto colazione con una pastina comprata ieri e alle 6 e 40 ero fuori dalla porta, nell'oscurita' totale, cosa che non mi piace e non faccio mai perche' le frecce gialle non si vedono e si sbaglia sempre, ma la strada qui gia' la conoscevo e cosi' son partito.
Alle 11 ero gia' arrivato a Terradillos de los Templarios, tappa classica per chi parte da Carrion, 27 km., e ho proseguito ed ora sono a Sahagun, 40 km da Carrion, dove sono arrivato alle 13 e 30, ho mangiato, ora sono qui a internet, e poi proseguo fino a Bercianos del Real Camino, altri 10 km, insomma oggi in tutto 50, ma sto bene, e ieri ne avevo fatti pochi.
E poi Bercianos, insieme con Grañon e Foncebadon, e' uno dei tre soli posti del cammino dove si respira un'aria diversa, e chi li conosce mi capisce, cena comunitaria, donativo, orazioni, niente letti ma solo materassini ecc., e sempre senza dimenticare San Nicolas, speciale.
Per chi passasse di qui menziono un albergue bar a Moratinos, 6 km prima di Sahagun, un paesino minuscolo, mezzo diroccato, dove Bruno, italiano, ha aperto questo posto, bello ed accogliente, se fosse
stata l'ora giusta credo mi sarei fermato.


Che altro dire? niente, ora proseguo e se poi ci sara' un internet a Berciano magari vi scrivo ancora.
Ah, dimenticavo, il tempo e' ancora bello, ma fresco, pensate che stamattina sono partito con i due soliti pile addosso, i soli che ho, e quello piu' grosso me lo sono levato solo alle 11, e verso mezzogiorno sono rimasto in maglietta....
ciao chicos

 

 

 

 

 

 

Bercianos del Real Camino – confermato

e alla fine alle 5 della tarde ci sono arrivato in questo paesino delle mesetas, con tanto sole, una manciata di case e nessuno in giro, molto particolare, ma sicuramente in tono con l'atmosfera di questi luoghi.
Tra l'altro oggi sono uscito dalla provincia della Palencia e sono entrato in quella di Leon, ma non cambia molto, direi...
In paese c'e' un bar, con internet! e poi piu' avanti l'albergue, che come sapevo prevede cena comunitaria, donativo, orazioni per chi vuole dopo cena e domani colazione, un bel posto, tranquillo, con una grande aia soleggiata dove ho lavato un po' di roba, un solo bagno per gli uomini, sempre occupato, e

           

una bella atmosfera.

Ci sono diversi pellegrini, ma non troppi, io sono l'ultimo arrivato, si cena alle 7 e chi vuole da una mano nella preparazione.
Io sono arrivato tranquillo, non particolarmente stanco, oggi ero in splendida forma, 50 km in 8 ore e mezzo piu' un paio d'ore di sosta, avevo fatto piu' fatica ieri per arrivare a Carrion che erano solo 35 km, ma va cosi', a giorni.
La novita' di oggi e' che ho spaccato di nuovo le bacchette per camminare, tutte e due, praticamente l'espansore del bloccaggio dell'ultimo pezzo e' rimasto dentro e cosi' non si possono piu' chiudere, e inoltre usandole ogni tanto perdo il pezzo, ma ho risolto il problema scocciandole con il cerotto da ospedale che avevo per eventuali vesciche, certo che inoltrero' una protesta formale alla Fizan, gia' l'anno scorso sul cammino del norte una l'avevo rotta, ma adesso tutte e due! e le ho comprate neppure un anno fa...
Il tempo tiene, oggi veramente bello, molto sole nel pomeriggio, quasi caldo, penso si asciugheranno anche i calzini che ho lavato mezzora fa.
E' tutto, a domani, se trovo un internet.


hasta luego dal cammino

 

 

Sabato 30 Aprile 2011

Bercianos del Real Camino - Mansilla de las Mulas

 

 

Ieri sera cena comunitaria a Bercianos, ero insieme a due chicos y una chica españoles, due baschi e un aragones, partiti da soli e che poi han coincidido en el camino, come dicono qui, poi a letto verso le 10 e stamattina colazione tutti insieme, eravamo una trentina di persone, e poi partenza verso le 8, tardi.
Ieri si e' conclusa la mia carriera di peregrino deportista, con l'arrivo a Bercianos in 13 giorni dal Puerto de Somport, per un totale di km 515, km piu' km meno.
Da oggi sono un turigrino, cioe' un turista peregrino, ed infatti ho fatto solo 26 km, molto tranquilli, chiacchierando con molti, tra cui una coppia friulana e i chicos di ieri sera ed un altra española americana.

   


Mansillas e' carina, ideale per riposarsi prima di arrivare a Leon, a cui mancano solo 21 km e tutti vogliono arrivarci presto per poi visitarla.
L'albergue di Mansilla e' molto accogliente, vale la pena fermarsi, e poi oggi andava bene cosi'.
Andare troppo oltre Leon nei giorni che mi mancano mi puo' poi dare problemi per il ritorno verso Valladolid, dove ho l'aereo, e che da Leon e' raggiungibile velocemente.
Comunque tutto bene, io sono riposato e' gia' lavato, ora vado a zonzo per il paese, medievale, con cinta muraria del XII secolo, a 16 km da qui ci sarebbe un  capolavoro dello stile mozarabico, il monasterio de San Miguel, ma non credo che ci andro', e ieri mi ero dimenticato la splendida chiesa, sempre mozarabica, di San Tirso, a Sahagun, da non perdere passandoci, altro grande esempio dell'architettura araba che influenzo' moltissimo queste terre per lo meno fino al periodo precedente alla reconquista de los Reyes Catolicos, Isabella di Castilla e Ferdinando d'Aragona, ma questa e' un'altra storia.....
Il tempo anche oggi ha tenuto, ma per domani danno pioggia....
a presto chicos

 

Letture…

“In orke ist gasprungat u'z prukala tantzine...”
ma cosa fa il pellegrino quando arriva alle 2 del pomeriggio a destinazione?
e magari in un pomeriggio piovoso come questo di Mansilla de las Mulas? ma si legge un libro naturalmente, se ce l'ha, perche' i libri pesano..... e io questa volta ne ho due, "in nome della madre" di erri de luca, in pieno spìrito del camino, e questo splendido "la valle dell'orco" di Umberto Matino, scrittore esordiente, e da cui ho tratto quella frase in cimbro, antica lingua parlata dagli emigranti tedeschi stabilitisi nelle vallate e montagne del vicentino, altopiano di asiago e dintorni, un giallo dal sapore antico, che avevo nello zaino e che avevo letto solo in aereo venendo qui in Spagna, e poi basta perche' poi i km e tutto il resto mi avevano impedito di continuare la lettura, ma ora, in questo pomeriggio piovoso l'ho ripreso, e ne sono felice, una bella storia, edizioni Foschi per chi fosse interessato, contrada Brunelli, sperduta nelle prealpi vicentine, un po' come qui nelle mesetas...., meta' anni '80, avvincente, e se qualcuno volesse sapere cosa vuol dire quella frase la traduzione e': l'orco e' saltato sul ponticello saltando e ballando, divertente, no? solo che questo ha provocato la morte del povero Bortolo Sterchele......

           

 

 

Domenica 01 Maggio 2011

Mansilla de las Mulas - Villadangos de los Paramos

La pioggia ha un vago segreto di tenerezza
una sonnolenza rassegnata e amabile,
una musica umile si sveglia con lei
e fa vibrare l'anima addormentata del paesaggio.
 
È un bacio azzurro che riceve la Terra,
il mito primitivo che si rinnova.
Il freddo contatto di cielo e terra vecchi
con una pace da lunghe sere.
 
È l'aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori
e ci unge con lo spirito santo dei mari.
Quella che sparge la vita sui seminati
e nell'anima tristezza di ciò che non sappiamo.
 
La nostalgia terribile di una vita perduta,
il fatale sentimento di esser nati tardi,
o l'illusione inquieta di un domani impossibile
con l'inquietudine vicina del color della carne.
 
L'amore si sveglia nel grigio del suo ritmo,
il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue,
ma il nostro ottimismo si muta in tristezza
nel contemplare le gocce morte sui vetri.
        


E son le gocce: occhi d'infinito che guardano
il bianco infinito che le generò.
 
Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco
e vi lascia divine ferite di diamante.
Sono poeti dell'acqua che hanno visto e meditano
ciò che la folla dei fiumi ignora.
 
O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento,
pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
quando amorosa e triste cadi sopra le cose!
 
O pioggia francescana che porti in ogni goccia
anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
Quando scendi sui campi lentamente
le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.
 
Il canto primitivo che dici al silenzio
e la storia sonora che racconti ai rami
il mio cuore deserto li commenta
in un nero e profondo pentagramma senza chiave.
 
La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
ho all'orizzonte una stella accesa
e il cuore mi impedisce di contemplarla.
 
O pioggia silenziosa che gli alberi amano
e sei al piano dolcezza emozionante:
da' all'anima le stesse nebbie e risonanze
che lasci nell'anima addormentata del paesaggio!

Si lloras por no ver el sol las lagrimas no te dejaran ver las estrellas.....

ma oggi piu' che le stelle le lacrime mi impedivano di vedere le nubi, scroscianti pioggia.....
Eh si perche' oggi e' stata una di  quelle tappe da ricordare, 40 km sotto la pioggia, da Mansillas de las Mulas, fin qui, a Villadangos de los Paramos, un posto orribile, con un albergue che i letti a castello su tre piani, e il piu' alto e' da paura, per fortuna che ne ho beccato uno basso.
Il paese si trova lungo la carretera N120, trafficata, proprio un brutto posto.
Avevo idea di fermarmi a Leon oggi, dove sono arrivato alle 11 del mattino, ma il tempo muy malo mi ha indotto a proseguire, che ci facevo tutto il pomeriggio a Leon con la lluvia.

   


Comunque un consiglio spassionato che do a chi passera' di qui e' di prendere in seria considerazione il bus da Mansilla de las Mulas, a qui, i 20 km che portano a Leon e i successivi 20 fin qui sono forse il tratto piu' brutti del cammino, e quindi un'idea potrebbe essere prendere il bus, 20 min. da Mansilla a Leon, dedicare la giornata a visitare la citta', con la sua stupenda cattedrale gotica e la Real basilica di San Isidoro, e le altre belle cose che ci sono, e poi altro bus fino a qui o fino a Hospital de Orbigo, Santiago si girerebbe da un'altra parte e nessuno lo saprebbe!
Ad onor del vero arrivati a la Virgen del Camino, 7 km dopo Leon c'e' una variante piu' interna che passa per Villa…qualcosa de Mazarife, sicuramente migliore, comunque vedete voi.
Ma torniamo a ieri sera.
A cena con Julio, simpatico hombre di Zaragoza, conosciuto a Carrion e rivisto ieri nell'albergue di Mansilla, io avevo fatto parecchia strada da Carrion, e subito mi ha detto che aveva preso un bus perche' un amico lo aveva chiamato e lui non ce la faceva.
Cena buona, per soli 8 euro, poi stamattina partenza con l'idea di fermarmi a Leon, ma come detto il tempo mi ha fatto cambiare idea.
Ad un certo punto, sotto la pioggia, vedo un tizio da lontano che mi osserva, era Julio, e quando la raggiungo mi fa, marci come una macchina, vai come il vento.... pensa un po!
Poi dopo varie soste e una parvenza di sole che mi aveva fatto togliere tutto, per poi rivestirmi precipitosamente per un'altro scravasso, sono arrivato qui, brutto posto come gia' detto, e brutta tappa.
Ora vado a mangiare al Bueyes de Leon, i buoi di Leon, dove pare diano delle bisteccone incredibili.
Ultima cosa, sui giornali per oggi davano chaparrones, e l'hanno imbroccata, fate attenzione se venite sul cammino, i chubascos sono la pioggia de vez en tanto, un po' si e un po' no, mentre i chaparrones vuol dire pioggia sicura e costante, e cosi' e' stato.
A domani chicos.

 

Lunedì 02 Maggio 2011

Villadangos de los Paramo – Astorga

e il cammino mi ha regalato un'ultima splendida giornata.


Ieri sera in quel postaccio di albergue con i letti a castello triplo (e il piu' alto a 2 metri e mezzo, e come ti sistemi la roba senza ammazzarti?) stavo pensando quasi quasi che oggi me ne tornavo a Leon a rilassarmi, ma oggi, alle 5 e 50 ero gia' sveglio, vado fuori e vedo verso est una livida alba avanzare, ma senza nubi pareva, e cosi' decido di proseguire.
Partenza ore 6 e 50, mentre albeggiava, e via verso ovest, soste varie a Hospital de Orbigo, in un altro paesetto che non ricordo il nome, e poi da David, poi vi racconto, e alle 11 e mezzo era ad Astorga, stupenda Astorga, la citta' che preferisco di tutto il cammino, con la sua cattedrale e casa Gaudi'.... insomma un'ultima sgambata di 29 km, superando cosi' i 600 km in 16 giorni di cammino, 610 credo.
Io sto bene, anzi benissimo, dopo qualche lieve sensazione che dovevo rallentare, alla fine del Aragones, adesso sono in perfetta forma, a questo punto potrei continuare a oltranza, credo, ed anche lo spirito e' alto!

Tra l'altro, tanto per darvi un'idea della differenza di giornata tra ieri e oggi vi racconto questa: ieri arrivando a Leon sotto la pioggia, ormai in periferia, incontro un tizio che incomincia parlarmi, aveva un libro di Cristo in mano e mi dice qualcosa tipo: el Señor te auyde, buon camino, ecc, e io lo ringrazio, e lui mi fa: 1 euro.
A momenti gli do una racchettata in testa, 1 euro voleva, ma pensa te!
Oggi invece prima della discesa che precede Astorga chi trovo? ma il fantastico baracchino di David, che ricordavo dall'altra volta, con un sacco di roba da mangiare e bere, offerta libera.
Lui poi e' super, mi vede e mi fa: ma sei gia' passato qui tu? insomma si ricordava la mia faccia, anche se mi ero fermato 10 minuti al massimo, piu' di un anno fa.
E' una tecnica direte voi, ma subito dopo ha riconosciuto delle altre persone, due canadesi, ma loro non erano mai passati di la' pero' avevano dormito in un posto prima di Burgos 2 anni fa dove David faceva l'hospitalero, quindi memoria visiva veramente formidabile.
Poi lui mi ha chiesto un po' di cose, come va ecc., ti racconta dell'universo e del cammino e di tante altre cose, un tipo forte proprio, aspetto eccentrico, e poi alla fine della fiera, diciamocelo pure, credo gli rimangano in tasca un bel po' di soldini.
Di qui non credo che passino i 150.000 che arrivano a Santiago, ma stando bassi  comunque non meno di 50.000 persone all'anno, siamo alla fine del cammino ormai.
E da David si fermano tutti, proprio tutti, lui e' simpatico, ti offre il caffe',  parlata sciolta, capello lungo, e poi tutta quella roba da bere e mangiare....
E nessuno prima di andarsene gli lascia meno di 1 euro, ma proprio minimo, molti ne lasciano 2 o 3, altri anche 5 vedevo oggi, fate un po' di conti, togliete le spese per comprare succhi vari e biscottini...... un po' come la vecchietta che offre gratis crepes a 2 o 3 giorni da Santiago, in Galizia, in un paesino assurdo, avete presente? e li' si che ne passano 150.000! e anche li' nessuno gli lascia meno di 1 euro.
Va beh, caminomarket a parte ribadisco quanto detto ieri, i 20 km da Mansilla de las Mulas a Leon sono orribili, ma i 30 successivi fino a Hospital de Orbigo sono ancora peggio, poi cambia tutto e il cammino torna piacevole, quindi se qualcuno volesse saltare una cinquantina di km con un bel bus ci pensi, questo e' il posto giusto!

          

 


A Astorga mi son fermato un'oretta, poi bus per Leon ed ora sono nell'albergue municipal, quello vicino alla Plaza de Toros e che non ha orario di rientro, e qui a Leon non e' male, con tutti i bar per tapear (andare a tapas) che ci sono, mi aspetta una bella serata!
Bene, questo cammino, anche questo cammino, e' terminato.

 

           

 

          

 

                 

 

 

              

Hasta luego

 

P.s.

La continuazione di questo diario, da Astorga a Santiago de Compostela, avverrà il prima possibile, spero……..

 

Valerio

 

valeriomorellato@libero.it

 

 

 

 

 

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