Brasile, novembre 2002

(nono mese in Brasile)

A vela verso Fernando de Noronha

di Stefano e Donatella

 

Si tratta dellŽarcipelago di Fernando de Noronha, posizionato a circa duecento miglia a nord-est di Natal (capitale dello Stato del Rio Grande do Norte, nella costa nord-orientale del Brasile), porto dal quale siamo partiti a bordo di "Oriana", la barca del nostro amico Leo, sulla quale viviamo da diversi mesi. Il 23 novembre, dopo aver fatto provvista di acqua e viveri, partiamo, percorrendo il tratto del Rio Potengi che ci separa dal mare aperto. LŽequipaggio eŽ al completo ... siamo solo noi due: Stefano e Donatella

Oriana

La giornata eŽ bella, il vento sui venti nodi e il mare agitato. SaraŽ cosiŽ per quasi tre giorni, il tempo necessario per raggiungere lŽarcipelago, visto che vento, onda e corrente contraria ci rallentano. AllŽalba del 26 novembre, dopo un viaggio tutto sommato tranquillo, entriamo nella baia Santo Antonio, sul lato nord-orientale dellŽisola, punto riparato dal forte vento di sud-est, che soffia costantemente. Caliamo lŽancora nella baia poicheŽ nel piccolo porticciolo, delimitato da un molo a elle, possono ormeggiare solo i piccoli mercantili che riforniscono lŽisola e le barche adibite per le gite turistiche. Dopo esserci riposati e avere sistemato la barca, mettiamo il gommone in acqua e raggiungiamo terra attraverso la spiaggia protetta dal molo. La prima volta che ho visitato lŽarcipelago, al termine della traversata atlantica da Capo Verde al Brasile, stava iniziando la stagione delle piogge (da febbraio a luglio): le isole erano interamente coperte di verde e, per chi come me arrivava dalle desertiche isole africane, questa era stata unŽimmagine confortante. Ora, invece, la stagione secca (da agosto a gennaio), rende lŽisola piuŽ spoglia, almeno sul versante nord.

Baia de Santo Antonio

LŽarcipelago di Fernando de Noronha, "ufficialmente scoperto" da Amerigo Vespucci (che qui danno per portoghese) nel 1503, ha subito nei secoli colonizzazioni portoghesi, olandesi e francesi. Di origine vulcanica, il gruppo di isole eŽ orientato per nord-est/sud-ovest con una estensione di circa 26 km quadrati. LŽisola principale, che raggiunge una lunghezza massima di circa 10 km e una larghezza di 4, eŽ lŽunica abitata e, nei due piccoli centri, Vila do Trinta e Vila dos Remedios, risiedono circa 1600 persone. Gli altri venti isolotti sono disabitati e, per la loro conformazione, difficilmente accessibili. Il clima, nonostante la vicinanza allŽequatore (siamo 4 gradi piuŽ a sud), eŽ reso piacevole dalla costante ventilazione dei venti di sud-est: la temperatura media eŽ di 27 gradi, e quella dellŽacqua di 24. LŽeconomia della tranquillissima vita isolana eŽ sostentata dalla pesca e dal turismo. La grande distanza dalla costa continentale, e una forte impronta ecologica hanno spinto lŽisola a rendersi autosufficiente nella produzione di energia elettrica, garantita da una piccola centrale a olio, e nellŽapprovigionamento di acqua, bene preziosissimo, che viene assicurato da una decina di pozzi e da un impianto di desalinizzazione. Nel trattamento dei rifiuti lŽisola eŽ allŽavanguardia: quelli organici sono riconvertiti in agricoltura, gli altri, separati, triturati e imballati, vengono spediti sul "continente". Al fine di preservare la ricchissima fauna marina e lŽecosistema che da essa dipende, nel 1988 eŽ stato istituito il Parco Nazionale Marino di Fernando de Noronha. Il controllo eŽ piuttosto rigido, tanto che non piuŽ di 500 persone al giorno possono sbarcare sullŽarcipelago e, chi viene qui per trascorrere una vacanza, deve mettere in conto una tassa di preservazione ambientale giornaliera di 20 reais per persona (circa 7 euro). Tutto questo vale con certezza arrivando per via aerea, noi, che abbiamo raggiunto lŽisola in barca, siamo riusciti a non pagare la tassa e a spendere poco, visto che la cambusa era ben fornita giaŽ dalla partenza. La ricettività turistica dell`isola è soddisfatta da un gran numero di pousadas, per lo più a conduzione familiare, e i cui proprietari hanno visto nel turismo una posibilità di sviluppo economico. Il costo della vita sull`isola è piuttosto elevato, visto che, essendo molto scarsa l`attività agricola, tutti i prodotti arrivano da fuori. Generi alimentari e trasporti hanno un costo generalmente doppio rispetto al Brasile continentale, e infatti sull`isola si usa comunemente il termine “noronha” per indicare i prezzi, laddove “um noronha” equivale a “dois reais”.

Praia Cacimba do Padre

Chi arriva a Fernando de Noronha ha la fortuna di vivere un privilegiato rapporto con una natura ancora oggi ricchissima, soprattutto per cioŽ che riguarda la fauna marina e lŽavifauna. Fra le tante specie di uccelli che popolano lŽarcipelago ricordiamo le sterne (sterna fuscata) e soprattutto le tre specie di sule, imparentate con i pellicani: sula dal petto marron (sula leucogaster), s doula bianca (sula dactylatra) e sula dalla zampe rosse (sula sula). Le sule sono abilissime nella caccia: eŽ facile osservarle mentre, sospese in volo a una decina di metri dallŽacqua, individuano banchi di piccoli pesci, generalmente sardine, e con velocitaŽ impressionante si tuffano in picchiata per catturare la preda sottŽacqua. Un altro uccello estremamente diffuso sullŽisola eŽ la bellissima fregata magnificens dal piumaggio nero e con unŽapertura alare che supera il metro. Vola in maniera elegante, piuŽ in alto di tutti ma, non essendo in grado di tuffarsi in acqua per cacciare, ruba alle sule (quando ci riesce) il pesce catturato con tanta abilitaŽ. A dire il vero, sule e fregate si sono fatte furbe e, a fine giornata, affollano le barche dei pescatori per spartirsi cioŽ che avanza dalla pulizia delle reti.

Baia dos Porcos

Per quanto riguarda la fauna terrestre, siamo rimasti colpiti nellŽosservare il teju, un lucertolone che puoŽ raggiungere il metro e mezzo di lunghezza e che eŽ capace di spostarsi da unŽisola allŽaltra nuotando. Introdotto forzatamente sullŽisola per contrastare la diffusione dei topi, ha trovato, nel tempo, piuŽ facile nutrirsi di uova di uccelli e tartarughe che non di ratti, arrivando oggi ad essere considerato un problema per lŽecosistema del parco. Parenti strette del teju sono le piccole comuni lucertole, basta sedersi su una scogliera ai margini di una spiaggia per essere circondati in pochi minuti da decine di lucertole che, come tutti gli animali dellŽarcipelago, non hanno paura dellŽuomo e arrivano a prendere dalle mani un pezzo di pane o di biscotto.

Tra terra e mare vivono le numerosissime tartarughe. Le piuŽ diffuse sono la tartaruga verde (chelonia mydas) e la tartaruga de pente (eretmochelis imbricata). Nidificano sullŽarcipelago, in particolare nella Praia do Leâo e nella Praia do Sancho (considerate le due piuŽ belle spiagge del Brasile). Questi animali possono raggiungere i 300 kg., impiegano circa due ore per scavare il nido nella sabbia nel quale depongono in media 120 uova che, dopo 50/60 giorni, si schiudono, dando inizio cosiŽ alla corsa verso il mare delle piccole tartarughe. Solo una o due, su mille nate, raggiungeraŽ la fase adulta e, dopo circa venticinque anni, queste torneranno nello stesso luogo di riproduzione per completare il ciclo.

Praia do Leâo

 

Certamente eŽ il mare a offrire gli scenari piuŽ affascinanti nellŽosservazione della vita animale sullŽarcipelago. Tra spiagge bellissime e baie superprotette abbiamo potuto osservare spettacoli indimenticabili: tutti i giorni nella Baia dos Golfinhos (Baia dei Delfini) si riuniscono regolarmente centinaia di delfini (golfinhos rotadores - stenella longirostris). Per ore, dalla falesia a picco sul mare, si possono ammirare le spettacolari evoluzioni di questi mammiferi che, saltando fuori dallŽacqua, roteano piuŽ volte su seŽ stessi, prima di rituffarsi in acqua.

Osservare la ricchissima fauna marina eŽ piuttosto facile. Sia in apnea in pochi metri dŽacqua a Praia do Sancho o tra le piscine naturali della splendida Praia de Atalaia, sia in immersione con le bombole nella zona nord-ovest dellŽisola abbiamo potuto vedere animali dai colori e dalle forme piuŽ strane: tartarughe, razze, piccoli squali, barracuda, pesci trombetta, pesci pappagallo, pesci chirurgo, aragoste, murene, il tutto attraversando variopinti banchi di pesci assolutamente indifferenti alla presenza umana, a tal punto da poterli toccare. Ogni sera, presso la sede del Progetto TAMAR (Tartaruga Marina), biologi e oceanografi offrono ai visitanti la possibilità di assistere a documentari e conferenze sulla realtà del Parco, della flora e della fauna dell`isola.

Per noi "mediterranei" tutto questo eŽ stato uno spettacolo indimenticabile e, lasciare lŽarcipelago dopo dieci giorni di permanenza, non eŽ stato facile. "Oriana" ha fatto la sua parte: dopo due giorni e mezzo di viaggio abbiamo rimesso piede sul continente con qualche centinaio di fotografie da sviluppare. Alla prossima tappa.

 

 

Stefano e Donatella   trullalli@yahoo.it  

 

 

 

 

 

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