Karpathos

Grecia

Diario di viaggio 27/8 – 3/9 2013-09-04

di Pino Scafidi

 

Siamo partiti con un volo Mistral Air da Verona il 27 agosto 2013 direzione Karpathos.. 

Il nostro viaggio doveva essere un altro. Avevamo una prenotazione per lo Shoni Bay di Marsa Alam, ma i noti avvenimenti in Egitto avevano indotto la Farnesina a bloccare tutte le partenze verso le località turistiche del Mar Rosso. In realtà quel viaggio  non è che ci avesse convinto molto fin dall’inizio, ma le recensioni positive sui siti specializzati ci avevano convinti a provare per una volta l’esperienza del Mar Rosso. Quando il 22 agosto è arrivato lo stop ufficiale ai viaggi verso l’Egitto, devo dire che abbiamo tirato un sospiro di sollievo. In questo modo potevamo così ottenere il rimborso dell’importo già versato per il viaggio ormai annullato e poter scegliere una destinazione certamente più sicura dove  trascorrere una vacanza rilassante e tranquilla!

Ci attirava molto l’idea di un’isola greca. 

Karpathos è arrivata all’improvviso. 

Ci siamo recati all’ Agenzia di Viaggio Alpina-Tourdolomit  e alla richiesta di un vacanza verso un’isola greca Miriam, l’agente di viaggio, comincia a vagliare le varie possibilità ma soprattutto la disponibilità: “Cefalonia: solo posti sul volo di andata ma nessuno sul volo di ritorno. Creta e Rodi: niente. Che ne dite di Kartpathos?”  Karpathos? Mai sentita!!! Abbiamo  dovuto chiedere di farci vedere sulla  cartina dell’Europa dove fosse, perché non lo sapevamo!! La si trova incastonata nel Mar Egeo  al centro tra Creta a sinistra  e Rodi a destra,  e sembra quasi un pezzo di terra che si sia appena staccata da un’isola più grande. Un’isola molto piccola, lunga circa 60 km, e larghezza massima 11 km.

Miriam ci propone un albergo (in realtà l’unico rimasto libero) il Lymiatis Beach Hotel a Pigadia che è il capoluogo dell’isola. Albergo che ci descrive semplice ma pulito e in posizione strategica proprio sul mare.  La camera è dotata di balcone con vista mare laterale e aria condizionata. Ci prospetta anche la possibilità di una mezza pensione con il pranzo o la cena presso un ristorante convenzionato a un chilometro dall’albergo. Noi decidiamo per la sola colazione per poter decidere poi liberamente senza  nessun vincolo di luogo o di orario.

 

1° giorno 

A Verona, in aeroporto, una volta lasciati i bagagli al check-in  intorno alle 13.00 (la partenza del volo era prevista per le 15.30) abbiamo pranzato con un trancio di pizza al Self-service “BRICCO” che si trova al 1° piano in Aeroporto – area partenze. Buona la pizza e veloce il servizio.

Conto: Euro 12.40 

Il bus alle 15.00 ci accompagna sulla pista di volo verso il nostro aereo, un Boeing 737 con la scritta “Poste Italiane” sulla fusoliera. Tutti a scattare foto e a commentare dicendo di non essere dei pacchi postali e a ridere per quella strana situazione. L’aereo si dimostra semplice, il più semplice che io abbia preso finora. Sedili poco imbottiti e soprattutto scarsa insonorizzazione in volo. Il rumore all’interno è piuttosto forte, tanto che si fatica a parlare con la persona seduta accanto. L’aereo è mezzo vuoto, il volo procede regolarmente e si atterra addirittura con un anticipo di 20 minuti.

Dopo le formalità burocratiche e il ritiro dei bagagli,  un addetto di Alpitour  ci indica il pullman  che ci accompagnerà al nostro Albergo. 

Il nostro mezzo inizia il suo viaggio per accompagnare la ventina di  persone salite a bordo e subito ci rendiamo conto della tortuosità delle strade dell’isola. Infatti la prima turista viene accompagnata in un albergo che si trova in località Amoopi, all’Amoopi Bay, e per arrivarci il grosso mezzo (un bus da 55 posti) scende per una stradina stretta, ripida e tutta curve. Si spera solo di non incrociare altri mezzi perché il passaggio sarebbe molto difficile se non addirittura impossibile. Dopo un altro paio di soste arriviamo a Pigadia dove si trova il nostro Albergo. Alla reception ci accoglie una ragazza molto carina sia nell’aspetto che nei modi e davvero molto gentile che in inglese ci da le prime indicazioni sulla struttura e sugli orari della colazione. La nostra camera è la 113 prendiamo la chiave e saliamo. La stanza è spaziosa e con un bel balcone con vista sulla spiaggia e sul mare. L’unico neo è il bagno, così piccolo da non riuscire ad aprire completamente la porta che sbatte contro il water. Inoltre nella doccia c’è l’odiata tenda di plastica. Vabbè.

Comunque la stanza è pulita e nel complesso comunque il giudizio è positivo.

Il  mare è a meno di 20 metri e il suono delle onde che si infrangono sulla spiaggia è davvero una dolce melodia che ci accompagnerà tutte le notti conciliandoci il sonno….!! 

Avevo contattato dall’Italia il noleggio di scooter SuperbikeKarpathos per avere uno scooter a disposizione già dalla prima sera visto che il centro di Pigadia dista dall’albergo un chilometro. Mentre Patrizia disfa le valigie vado al noleggio che è 50 metri dal Lymiatis. Lì la giovane proprietaria, Konstantina, parla un ottimo italiano e ci accordiamo per uno scooter 150 al prezzo finale di 50 Euro per due giorni. Concludiamo molto velocemente le formalità per la consegna del mezzo, e dopo aver scelto i due caschi che sembravano meno peggio degli altri, sono tornato in albergo.

In sella al  nostro scooter ci dirigiamo verso Pigadia o Karpathos come viene chiamato dagli indigeni, alla ricerca di un locale dove poter mangiare. Siamo stanchi e affamati e ormai il trancio di pizza mangiato a pranzo non è che un lontano ricordo.… Prima del centro in una stradina poco lontano dall’albergo, scorgiamo una “taverna” (qui si chiamano così i ristoranti, che assomigliano molto alle nostre trattorie, alla buona e informali) che ci ispira più di altre. Ci piace  la disposizione del locale,  in alto rispetto alla strada e soprattutto tanta gente e  i tavoli praticamente tutti occupati. (Non che sia proprio la regola, ma per esperienza abbiamo constatato che se c’è tanta gente è un buon segno….!) La Taverna si chiama Kali Kardia che significa Buon Cuore. Il proprietario, un signore sulla quarantina, ci accoglie con la massima cordialità e calore, ci saluta dandoci la mano come fossimo vecchi amici e ci fa accomodare.

Il menù è molto vario e tra le varie specialità ordiniamo insalata di tonno (una specie di pate’ fatto con tonno, cipolla, e verdure tritate), costolette di agnello e uno spiedino di pesce alla griglia.  I piatti vengono serviti con vari contorni, riso, patate fritte e cappucci. (e questo abbiamo poi constatato è usanza in tutte le taverne..) Da bere acqua  la mitica birra greca Mythos. Alla fine della cena ci offrono dell’anguria fresca e yogurth greco con miele e frutta candita (buonissimo!!!). Abbiamo mangiato molto bene e decidiamo che ritorneremo sicuramente al Kali Kardia!

Conto: Euro 29,50.

Chiedo la possibilità di pagare con bancomat o con carta di credito ma il gentilissimo proprietario mi dice che purtroppo accettano solo cash ma che non c’è problema….posso pagare anche la prossima volta…!!!  Incredibile…. Si fida di noi e non ci ha mai visto prima!!! Ma abbiamo il cash e paghiamo. 

Torniamo in albergo stanchi e con il dolce rumore del mare ci addormentiamo.

 

2° giorno 

La mattina alle 08.15 colazione. L’albergo mette  a disposizione una colazione semplice ma abbondante : latte, caffe’, pane, fette biscottate, burro, marmellata, miele, un dolce fatto in casa e alcuni tipi di biscotti, frutta, yogurth greco oltre ad alcuni affettati. 

Alle 08.45 partenza per la prima spiaggia che abbiamo deciso sia quella di Kyra Panagia, a 15 chilometri dal nostro albergo. Per raggiungerla ci portiamo sulla strada principale con il nostro scooter Outlook 150, direzione nord. Ma prima sosta  al primo benzinaio che troviamo strada facendo dopo circa  1 km. Sull’isola di sono solo tre pompe di benzina, due posizionate una dopo l’altra in direzione nord e l’altra in direzione aeroporto.

Iniziamo il nostro viaggio verso Kyra Panagia e subito incontriamo il vero protagonista dell’isola: Il Meltemi. Un vento che soffia quasi costantemente da nord – ovest su gran parte dell’Egeo. Diciamo che per tutta la settimana non ci ha mai abbandonato, a volte deliziandoci con una piacevole brezza, a volte infastidendoci con raffiche decisamente forti.  

Oltre al vento che in alcuni tratti quasi spostava lo scooter costringendoci a rallentare, ci rendiamo subito conto che le strade di Karpathos sono veramente impervie. Intanto, visto che il paesaggio dell’isola è prevalentemente montuoso, è tutto un susseguirsi di curve, tornanti, salite e discese che molto ricordano le nostre strade di montagna. A differenza delle nostre, però l’asfalto è liscio e con poca aderenza, ci sono tante buche non riparate o rappezzate male e infine bisogna anche stare attenti ai numerosi sassi più o meno grandi che finiscono sulla carreggiata, staccandosi dalle pareti lungo la strada. Insomma è una vera avventura girare per le strade di Karpathos! (una avventura però davvera straordinaria!!!)

La vegetazione che incontriamo è fatta di conifere, prevalentemente pini marittimi che spesso hanno una struttura spostata in direzione del vento,  oppure fatta di arbusti spinosi e completamente secchi.

Lungo la strada (come in seguito avremo modo di vedere in tutta l’isola) possiamo vedere diverse bellissime e caratteristiche chiesette greco ortodosse con i tetti colorati di azzurro o di rosso mattone. Arrivati al bivio per Kyra Panagia, iniziamo una discesa di circa 5 chilometri con una pendenza del 14-16% che da una parte mette a dura prova i freni dello scooter, ma dall’altra ci propone degli scorci con un panorama fantastico. Arriviamo a margine della spiaggia di Kyra Panagia e lasciamo il nostro scooter. Rimarrò con il dubbio per tutta la giornata circa la capacità dello scooter di riuscire a risalire i 5 chilometri con noi due a bordo. 

La spiaggia di ciottoli è attrezzata con una trentina di ombrelloni e lettini con ampi spazi tra uno e l’altro. Il mare dapprima si presenta splendido e pulito. Ma con il passare delle ore, verso lo zenith quando il sole batte perpendicolarmente, i colori si fanno incredibili. Ci sono tutte le tonalità del verde e dell’azzurro e l’acqua limpida invita ad emozionanti bagni. La temperatura dell’acqua è fantastica e una volta entrati non si vorrebbe più uscire!!!

Anche la location è molto suggestiva. La spiaggia, infatti ha subito alle spalle la montagna e sul promontorio sulla destra si erge  una tipica chiesetta con il tetto rosso.

Il vento ci tiene compagnia e i ciottoli della spiaggia ci aiutano a tenere gli asciugamani che altrimenti volerebbero. 

A pranzo decidiamo di assaporare i piatti della taverna posizionata subito sopra la spiaggia dove abbiamo parcheggiato lo scooter, la “Taverna N°1 “ e la decisione si rivela azzeccata. Decidiamo di rimanere leggeri ordinando tutti e due una fantastica insalata greca, acqua minerale e birra Mythos.

Conto: Euro 17,80.

Tutte le taverne hanno sempre delle terrazze con vista mare, sotto pergolati o tettoie dove oltre che gustare dell’ottima cucina greca, si può godere di una piacevole frescura e di un panorama fantastico! Proprio l’ideale per una pausa dalla spiaggia nelle ore più calde.

Torniamo in spiaggia e ci rimaniamo fino alle 17.00 praticamente fino a che il sole scompare dietro l’altura dietro di noi. Lo scooter non ci delude e il nostro “Outlook 150” riesce a superare anche le salite più ripide. 

Torniamo in albergo e in serata ci muoviamo in direzione Pigadia alla ricerca di un locale dove consumare la cena. La scelta cade su un locale di cui avevo sentito parlare bene in una recensione. La taverna “To Ellenikon” si trova sulla via centrale del capoluogo, ha alcuni tavoli fuori e  altri all’interno ma con una ampia apertura laterale che lascia passare un pò di aria. Ordiniamo  involtini di carne e riso avvolti in foglie di vite, tzatziky e souvlaki (spiedino alla griglia) di maiale. Alla fine ci offronodell’anguria.

Conto: Euro 32,60. 

Dopo cena passeggiata lungo le viuzze di Pigadia dove ci sono i classici negozietti per turisti propongono le stesse identiche cose che potresti trovare in qualsiasi luogo del sud italiano. Prodotti di artigianato, miele, olio e altre cose tipiche.

Torniamo in albergo stanchi ma soddisfatti per la splendida giornata trascorsa.

 

3° giorno 

Alle 08.10 colazione e alle 08.45 si parte con lo scooter in direzione sud, destinazione Damatria, spiaggia consigliata dall’accompagnatore Alpitour Ettore il giorno del nostro arrivo. A suo parere una spiaggia poco conosciuta e quindi anche poco frequentata, ma che sicuramente merita una sosta.  Sulla strada non ci sono indicazioni,  ma ad un certo punto dalla strada principale che porta all’aeroporto, bisogna seguire l’indicazione segnata su una tavola da surf per la Taverna Poseidon, che si trova poco distante da Damatria.

La stradina che porta alla spiaggia è molto breve e in leggera discesa. Si giunge in uno spiazzo non asfaltato dove si può parcheggiare e subito ci colpisce la bellezza del posto!!. La baia è molto piccola e riparata. Ci sono a malapena 10 ombrelloni, alcuni con lettini di tela e altri tutti in plastica, e quindi meno comodi. Noi siamo arrivati tardi rispetto ad altri che sono riusciti ad accaparrarsi i lettini comodi e ci accontentiamo di quelli più duri.

La location è fantastica: la spiaggia di sassi è poco profonda, c’è giusto lo spazio per i lettini e gli ombrelloni che sono posizionati molto distanti l’uno dall’altro, e ognuno qui gode di spazio e privacy. Sembra di essere quasi soli, in silenzio e assolutamente fuori dal caos. Una bellezza. Di fronte a noi un piccolo isolotto che si chiama Mira. Il mare anche qui fantastico. Acqua limpida e cristallina. Da mezzogiorno in avanti poi i colori del mare danno spettacolo… Come se fossero opera di un pittore, sono presenti tutti i colori che vanno dal verde al blu intenso, passando dall’azzurro e dal turchese. Difficile veramente descrivere a parole quello spettacolo della natura. Alle 13 pausa pranzo alla  taverna Poseidon che si trova poco sopra la spiaggia. Veramente carina, accogliente e con una splendida vista sul mare. Qui la proprietaria è molto gentile e parla anche un discreto italiano… Ordiniamo: calamari fritti, zucchine fritte, Imam (una specie di melanzana alla parmigiana), Acqua, Mythos e per finire yogurth greco con la frutta. Tutto delizioso…

Conto: Euro 30,60.

Torniamo in spiaggia e ci restiamo fino a quando il sole non scompare dietro di noi (circa le 17.00), poi con il nostro scooter ce ne torniamo in albergo. 

La sera usciamo a piedi, perché abbiamo deciso di tornare a mangiare dal nostro amico del Kali Kardia, che dista poche centinaia di metri dal nostro Hotel. Qui prendiamo un tavolo in una zona ventilata e ordiniamo: involtini di foglie di cavolo ripiene di riso e carne, insalata, spiedino di pesce e filetto di pesce (pensavamo alla griglia, invece era fritto!!!), acqua e Mythos. A fine pasto anguria. Tutto buono e soprattutto condito con la solita cordialità dei proprietari.

Conto: Euro 33.00.

Prima di andare in albergo, riconsegniamo lo scooter. Da domani si va in macchina…!

 

 

4° giorno 

Sveglia la mattina presto, alle 08.10 siamo già a fare colazione.

All’autonoleggio “Moto Karpathos” prendiamo una macchina per riuscire a raggiungere le spiagge più distanti, ma soprattutto viaggiare più comodi… Per la somma di Euro 135 (un prezzaccio!!!) ci viene data per quattro giorni una Ford Fiesta celeste fiammante.

La destinazione di oggi è la spiaggia di Apella che, a detta di molti è quella dove il mare ha i colori più belli  di Karpathos.

La strada da percorrere è sempre quella che conduce a nord. Circa un chilometro prima del bivio per Apella, facciamo una sosta in un punto panoramico dal quale possiamo già ammirare la baia di Apella con il suo splendido mare. Scattiamo alcune foto e proseguiamo. Arrivati al bivio per Apella, circa 12 km dal nostro albergo, ci aspettano 3 chilometri di discesa su strada asfaltata ma molto ripida, con diversi punti scoperti e senza  guard rail.

Riusciamo a trovare un parcheggio vicino alla scalinata d’ingresso in spiaggia. Qui la strada è piuttosto stretta e con qualche manovra mi posiziono comodo per poi poter ripartire.

La scalinata ricavata tra le rocce e i sassi conduce in questa lunga caletta che inizialmente ha alle spalle rocce ma che poi si allarga e ha alle spalle una verdissima pineta. Il paesaggio è davvero suggestivo. Ci posizioniamo all’inizio della caletta dove le rocce formano una piscina naturale.  Anche qui il mare è fantastico e verso mezzogiorno i raggi del sole sull’acqua offrono uno spettacolo di colori davvero unico!! Io e Patrizia facciamo continuamente bagni perché il richiamo di quell’acqua così limpida e pulita è proprio irresistibile. Con la maschera poi si ha una visibilità  pazzesca e si riesce a vedere anche molto distante.! 

Intorno alle 14.00 riprendiamo la scalinata che ci riporta al parcheggio e proseguiamo per un’altra scalinata nella roccia che ci conduce alla taverna Apella (l’unica che c’è in zona). Qui, sotto un pergolato e in posizione assolutamente privilegiata, godiamo della vista del mare e della frescura data dal pergolato, e mangiamo insalata greca, verdure stufate, zucchine e melanzane, formaggio di capra condito con olio e origano. Buono ma non eccezionale…Acqua Minerale e la mitica Mythos.

Conto: Euro 22.50. 

Torniamo in spiaggia e ci rimaniamo solo fino alle 15.20, perché abbiamo in programma di fare un salto alla spiaggia di Achata. Questa si raggiunge tornando verso Pigadia, nei pressi del paese di Aperi.

La discesa verso la spiaggia è abbastanza agevole, con pochi punti esposti e diversi tornanti in una radura radura boschiva. Achata è una piccola insenatura ciottolosa dove trovano posto una trentina di ombrelloni. E’ racchiusa da rocce piuttosto alte, l’acqua è di un azzurro intenso, subito profonda. Purtroppo il mare è un po’ mosso ed essendo anche già tardo pomeriggio, non riusciamo ad ammirare lo spettacolo di colori che normalmente il mare offre in questa spiaggia.

Ci fermiamo prendendo un ombrellone libero sperando che a quell’ora il bagnino non si presenti per riscuotere i fatidici 6 euro. (e ci va bene….!!)

Ci concediamo un bagno di sole e ci rinfreschiamo mangiano yogurt greco con frutta fresca…ottimo!

Siamo costretti a spostarci quando il sole scompare dietro l’alta parete alle nostre spalle. Dalla parte opposta della caletta invece c’è ancora il sole. Troviamo un ombrellone libero  e ci concediamo ancora mezz’ora di abbronzatura. Alle 17.30 lasciamo la spiaggia e tornando verso Pigadia, passiamo attraverso il paesino di Aperi, molto carino e caratteristico, arroccato sul monte con le casette piccole e colorate di bianco e giallo. Visto dalla strada sembra un presepio. 

Dopo una bella doccia, torniamo a Pigadia per la cena. Decidiamo di provare la taverna “Sophia’s Place” al porto di Pigadia che ci aveva incuriosito per la fila di persone che aspettavano di mangiare mentre altre taverne vicine avevano tavoli liberi…. Arriviamo in orario per non fare fila (circa le 20.15) e scopriamo che sono specializzati nella cottura della carne alla brace. Ordiniamo agnello alla brace, suvlaki di vitello e pomodori con peperoni ripieni di carne e riso. L’agnello è buonissimo e ben cotto e anche lo spiedino davvero ottimo, il tutto servito con contorno di patate fritte, riso e insalata. A fine pasto anguria più un’altra prelibatezza:  i Loukumades, frittelle di pasta lievitata cosparse di miele di tiglio e cannella…..una bontà unica!!

Conto: Euro 34.20.

Passeggiatina anzi doppia passeggiatina lungo il porto per smaltire la cena e poi si torna in albergo stanchi ma appagati dalla splendida giornata.

 

 

5° giorno 

Sveglia alle 08.10, colazione e pronti per  una nuova giornata al mare.

Oggi decidiamo di recarci sul versante occidentale alla spiaggia di Lefkos. Prendiamo quindi la strada direzione nord e percorriamo per 19 km la tortuosa direttrice fino a margine dell’abitato di Spoa. Da qui parte la strada principale del versante occidentale dell’isola che si presenta molto più scorrevole e soprattutto con meno curve. Inoltre è meno accidentata e non troviamo sassi sulla carreggiata dato che sul lato sinistro ci sono soprattutto pini marittimi e sul lato destro il burrone. Infatti da questo lato si è meno vicini alla parte montagnosa centrale dell’isola.

Trovato il bivio per Lefkos scendiamo per circa 3 chilometri su una strada non troppo ripida fino a giungere al mare. Qui scorgiamo una spiaggia di sabbia sulla nostra sinistra e percorrendo ancora 700 metri giungiamo ad piccolo centro che capiamo subito essere sicuramente molto turistico. Tanti bar, taverne, pub e molti ombrelloni in spiaggia. Non è proprio quello che piace a noi, troppa gente e ombrelloni troppo vicini l’uno all’altro, ma decidiamo di rimanere perché comunque  la baia  presenta  le solite belle caratteristiche del mare di Karpathos: mare cristallino, acqua limpida e trasparente, nonostante la presenza  della sabbia. Dopo aver fatto un paio di bagni, verso le 13,30 decidiamo di spostarci verso Spoa per pranzare.

Arrivati a Spoa, la piccola taverna che c’è all’ingresso del paesino, non ci convince troppo e quindi decidiamo di proseguire verso la spiaggia di Agios Nikolaus che era comunque la nostra meta pomeridiana e che si trova a soli 4 km da Spoa. La discesa è molto ripida, con molti tratti scoperti e con le solite buche. Agios Nikolaus è un piccolo villaggio di pescatori, poche case e una taverna affacciata su una piccola e molto graziosa spiaggia di ciottoli. Ci sono non più di una decina di ombrelloni (come piace a noi!!!), noi riusciamo a trovarne uno libero e dopo aver sistemato le nostre cose, andiamo a mangiare.  La taverna “To Votsalo” è molto carina, praticamente una terrazza sul mare, i colori sono sempre il bianco e l’azzurro e anche qui i proprietari sono cordiali e gentili. Al piano di sopra affittano anche delle camere (interessante!!!)

Ordiniamo calamaro fritto, (servito proprio intero…), pesce fresco all’acqua pazza, insalata, acqua e Mythos. Inutile dire che era tutto buonissimo.

Conto: Euro 30.60.

Torniamo in spiaggia e ci rilassiamo godendoci anche qui un mare stupendo, con colori fantastici, limpido e  pulito. La caletta è molto piccola e racchiusa tra rocce e scogli è davvero carina e il fondale si presta molto allo snorkeling.

Facciamo anche qui dei bei bagni, peccato che  come in molte altre calette, il sole scompare abbastanza presto dietro le montagne lasciando la spiaggia in ombra (sicuramente perché siamo alla fine di agosto…) e quindi verso le 17.00  decidiamo di tornare in albergo.

La sera usciamo a piedi, per tornare di nuovo dal nostro amico del Kali Kardia.

Questa volta ordiniamo di nuovo costolette di agnello (dovevo assolutamente mangiarle ancora prima di ripartire!!!), spiedino di gamberoni alla griglia e tzatziky, acqua e Mythos. Tutto ottimo come sempre! Solito finale: anguria fresca.

Conto: Euro 28.50.

Splendida giornata anche oggi…!

 

6° giorno 

Oggi decidiamo di ritornare alla spiaggia di Damatria che riteniamo sia quella che meriti più di altre un bis. Arriviamo presto, verso le 09,00 e siamo i primi a prendere posto davanti a quel mare stupendo. La caletta è assolutamente silenziosa e per un po’ ci gustiamo la pace, il panorama e la bellezza che offre questo posto. Restiamo fino all’ora di pranzo e poi ci spostiamo verso la costa occidentale per raggiungere Finiki, che dista circa 13 km. E dove ci hanno detto si mangia del buon pesce!!

Arriviamo nel porto di Finiki, un villaggio di pescatori molto piccolo, direttamente sul mare, le case tutte bianche e azzurre, davvero molto carino!!. Ci sono diverse trattorie e studios dove poter dormire. La piccolissima spiaggia accoglie una decina di ombrelloni ma il mare non è bello….Ma non importa…noi siamo qui per fare altro! Andiamo alla ricerca della trattoria da Nikos e la troviamo in una viuzza laterale. La veranda con i tavoli è molto accogliente e il cameriere (un ragazzino sui 13 anni) ci fa gentilmente accomodare nel posto che più ci piace. Notiamo che ci sono diversi greci che stanno mangiando e riteniamo che questo sia un buon segno. Patrizia ordina una orata arrosto mentre io ordino dei pesciolini fritti. Una insalata mista per due di contorno. Acqua minerale per due, oggi niente birra.  I pesciolini sono eccezionali e l’orata è deliziosa!!!!

Conto: Euro 30.50.

Dopo il pranzo facciamo  una passeggiata per il piccolo porto, raggiungiamo anche una chiesetta e approfittiamo per scattare alcune foto. Riprendiamo l’auto e procediamo in direzione Arkasa per andare a vedere come è quella spiaggia. Arriviamo ai margini del mare ma è talmente tanto ventoso che i surf che sfrecciano sull’acqua sono gli unici che qui si trovano a proprio agio. Decidiamo di proseguire per il paesino di Menetes nell’entroterra per vederlo da vicino. Sulla strada di ritorno passando vicino all’aeroporto e spinti dalla curiosità decidiamo di andare a vedere la piaggia di Diakoftis, di cui abbiamo sentito molto parlare…. Dopo un breve tratto di strada asfaltata, inizia un tratto di circa 3 km.  di  strada sterrata che mette a dura prova gli pneumatici della nostra Fiesta. Il terreno è molto accidentato, pieno di sassi e sicuramente più adatto ad un fuoristrada o ad un Quod che ad una utilitaria…..Un paio di volte siamo stati tentati di rinunciare e tornare indietro, ma abbiamo proseguito…. E una volta arrivati abbiamo constatato che sarebbe stato un vero peccato perdersi quella ennesima meraviglia…..

Una piccola caletta rocciosa in posizione totalmente isolata, pochi ombrelloni, poca gente, ma soprattutto mare cristallino e verde smeraldo.!! Prendiamo posto sotto  un ombrellone libero sperando che il noleggiatore, visto che erano già le 16,00, non passasse più ormai a riscuotere… Speranza vana. Dopo 5 minuti si presenta un uomo sulla cinquantina chiedendoci 5 euro (invece di 6. Che sforzo!!). Protesto e gli propongo 4 euro che il personaggio accetta malvolentieri…. D’altronde se 6 euro valgono una giornata 4 euro sono anche troppe per due ore!!. Ci godiamo il mare facendoci immediatamente un bagno in quell’acqua verde smeraldo e in quel contesto paradisiaco.

Verso le 18.30 lasciamo Diakoftis e  torniamo verso Pigadia.

Per cena abbiamo intenzione di tornare al Sophia’s Place. Purtroppo quando arriviamo al ristorante la fila di persone che aspettano di prendere posto ci costringe a cambiare i nostri programmi. Decidiamo di provare alla taverna Maxim’s che avevamo notato durante le nostre passeggiate al porto. Ordiniamo misto di antipasti greci (vari assagi di antipasti fritti) , piatto greco con varietà di primi (tra cui musaka, pastisio), calamari fritti, acqua minerale e Mythos sempre con noi. Tutto molto buono!

Conto: Euro 31.00.

 

Torniamo in albergo dopo una passeggiata nel porto e nella via centrale, anche oggi soddisfatti e contenti di  tutto quello che abbiamo visto e fatto.

 

 

7° giorno 

Il programma di oggi prevede ancora un bis.. questa volta alla spiaggia di Agios Nikolaus. Da lì poi nel pomeriggio visita al paesino di  Olympos che dista da Spoa 18 chilometri.

Arriviamo presto e per un po’ siamo soli e indisturbati. La caletta di Agios Nikolaus si conferma fantastica e con la luce del mattino (l’altra volta ci eravamo stati di pomeriggio) i colori dell’acqua sono ancora più brillanti e fare il bagno è veramente una esperienza da non perdere…

Alle 13.00 andiamo a pranzo alla Taverna “To Votsalo” che di nuovo ci delizia con delle prelibatezze…..Insalata greca, insalata di polpo e gamberetti rossi fritti (questi ultimi buonissimi!!!!).Acqua x due e niente Mythos perché devo guidare.

Conto: Euro 23.30.

 

Verso le  14.30 partenza per Olympos.

Chiedendo un po’ in giro, ci era stato detto che l’unico modo per raggiungere Olympos era via mare partendo da Pigadia,, arrivando al porto di Diafani e proseguendo poi in bus fino al paese. Naturalmente con gite organizzate e a pagamento (circa 40 Euro a testa!) Altro modo non c’era visto che l’unica strada percorribile da Spoa per Olympos era molto pericolosa, con un tratto sterrato molto dissestato….insomma un vero rischio….. Poi un giorno parlando con una coppia seduta vicino al nostro tavolo al ristorante, abbiamo scoperto che le cose non stavano proprio così…Intanto la strada era assolutamente percorribile a parte solo un piccolo tratto di circa un km dove effettivamente bisognava stare un po’ attenti e che le voci sulla estrema pericolosità erano solo messe in giro da chi ha interesse a fare usare ai turisti altri mezzi di trasporto.

Effettivamente poi ci siamo resi conto che la strada era per il 99% bellissima a parte quel breve tratto un po’ pericoloso dove bastava andare piano e  stare attenti.

Arriviamo a Olympos: sbuca dalla strada all’improvviso, dietro a una curva te lo ritrovi davanti, E’…. divino. Non a torto, è considerato uno dei villaggi più tradizionali della Grecia tutta. Fuori dal mondo, isolato dalle cime del Profitis Ilias (718 m) e dalla grigia Koryfì (589 m), protetto dalle incursioni di pirati e nemici, ma con tanta acqua e con l’altopiano di Avlona dove coltivare viti, frutta, verdura. Si racconta che fino al 1890 fosse totalmente isolato dal resto dell’isola. Gli elembesi si autogestivano e conducevano una vita all’insegna del totale isolamento. Le case del villaggio non avevano comignoli perché non si vedesse il fumo da lontano mentre quelle costruite sul versante occidentale non erano dipinte per non essere viste dal mare. Costruite vicine vicine, sembrano stare in equilibrio tra i burroni, si arrampicano su un lato, stanno sul ciglio del monte e poi giù, verso l’altro lato. Qui e solo qui si parla un dialetto dorico tanto antico quanto raro in Grecia, qui la musica tradizionale è ancora molto diffusa, qui le donne si vestono con gli abiti tradizionali, qui si possono acquistare gli stivali in cuoio rossi o neri, qui si mangiano i migliori makarounes dell’isola, qui è il regno dei mulini a vento (seppur quasi tutti abbandonati), qui è il regno del ricamo. Oggi, a Olympos vivono 400 persone , che diventano 100 in inverno quando in molti si ritirano nella meno fredda Diafàni. Si incontrano soprattutto donne: nel Dopoguerra l’emigrazione verso Atene e l’estero si è fatta sentire anche qui. Tuttora gli uomini lavorano oltre mare, mandano a casa i soldi e ritornano solo per le vacanze.

Sinceramente, a parte la particolarità del paese molto lontano dalla parte turistica dell’isola e del singolare sviluppo delle case sulla altura a formare un presepe, Olympos mi è sembrato molto turistico e anche le donne in costume sembrava fossero messe li per attrarre il turista. Il percorso obbligato in paese infatti si sviluppa davanti a negozietti che vendono i classici gadget di porcellana e di olivo, oltre al sapone che localmente viene prodotto.

Torniamo verso Pigadia soddisfatti e contenti di essere riusciti a visitare anche questa parte dell’isola…

 

Restituiamo la nostra Fiesta e all’addetto chiedo uno scooter da tenere fino al giorno dopo alle 16.00. Pago 135 euro per i 4 giorni della vettura e 15 euro per lo scooter. Mi viene dato un Kimco 50 Vitality 2 tempi. Scelgo due caschi i più leggeri possibile. Sono più da bicicletta che da scooter ma decido che possono andare bene per la poca strada che dobbiamo fare il giorno dopo per raggiungere il mare.

La sera con il nostro nuovo scooter raggiungiamo il porto e decidiamo di ritornare da Sophia’s Place. Arriviamo per tempo e troviamo  un tavolo libero. Ordiniamo un Saganaki (formaggio fuso) che viene servito  in maniera plateale con uno scenico flambè e  calamari fritti serviti nel solito piatto ovale con diversi contorni. Acqua minerale e Mythos. Tutto molto buono. Aspettiamo con ansia che ci servano a fine pasto i Loukumades che come sempre sono deliziosi

Conto: Euro 29,10.

 

Facciamo una passeggiatina lungo il viale del porto e poi per le viuzze del centro dove acquistiamo alcuni souvenir.

Riprendiamo lo scooter e torniamo in albergo. Abbiamo concordato con l’albergatore, al costo di 20 euro, la possibilità di tenere la nostra stanza fino al pomeriggio del 3 settembre (giorno della partenzaL).

 

8° giorno e ultimo giorno…

Ci svegliamo alle 08.00 facciamo colazione e per le 08.40 siamo pronti a partire per la spiaggia di Amoopi che avevamo pensato di non vedere convinti che fosse troppo affollata….

Il villaggio di Amoopi dista circa 10 chilometri da Pigadia. La strada è quella direzione aeroporto, e dalla principale prendiamo un bivio che scende fino alla spiaggia. Arrivati sul posto notiamo che le spiaggie in realtà sono due. Sulla sinistra una più ampia e sabbiosa e sulla destra una più piccola e ciottolosa.

Optiamo per quella di destra piu piccola e una discesa di sassi ci porta a riva. Il mare è stupendo! Una baietta con un’acqua cristallina contornata da scogli frastagliati e da un fondale che in alcuni punti si rivela chiarissimo. Dapprima ci sistemiamo giusto in fondo alla discesa ma in seguito ci portiamo all’estrema destra della baia, dove ci sono meno ombrelloni e quindi meno gente. Il posto è davvero carino e ci piace molto. Facciamo diversi bagni e ci godiamo l’acqua verde smeraldo. Decido di fare un pò di snorkeling e girando intorno alle rocce  vedo decine di pesci di diverse dimensioni e colori…un vero spettacolo!! Un’altra spiaggia 10 e lodeJ

Alle 13.00 decidiamo di andare a pranzo alla taverna Calypso, proprio alle spalle della spiaggia. Ci accoglie un ragazzo che parla abbastanza bene l’italiano e che gentilmente ci fa accomodare. Io ordino  calamari fritti (per cambiare!!!!) e Patrizia Makarounes (tipici di Karpathos-pasta locale fatta a mano condita con cipolla soffritta e formaggio di capra fresco) . Acqua Minerale e Mythos. Il pranzo è stato buonissimo.

Conto: Euro 26,30.

Facciamo un giro di ricognizione della zona e ne approfittiamo per scattare qualche foto e per fare un po’ di  riprese…. Il mare è anche qui davvero incantevole….

Torniamo in spiaggia e ci concediamo ancora qualche ora di relax….e comincia ad arrivare un po’ di tristezza. Si sente già nell’aria l’atmosfera della partenza…..

Verso le 15.00, nostro malgrado, lasciamo la spiaggia e con il Vitality ritorniamo verso l’albergo. Consegno lo scooter al noleggiatore e prepariamo le valigie.  Alle 17.45 puntualissimo, arriva il bus che ci porterà in aeroporto. Arriviamo in aeroporto alle 18.20 facciamo subito il check-in e consegniamo i bagagli. Alle 19,00 saliamo sull’aereo che ci riporterà a Verona.

Il volo di ritorno va benissimo e alle 21.40 con un atterraggio da manuale, scendiamo all’aeroporto di Verona.

La vacanza a Karpathos è terminata, ma il ricordo che ci portiamo a casa è quello di un posto veramente fantastico, di un mare indimenticabile,  e a parte tutte le foto che ci aiuteranno a rivivere questa splendida settimana, gli scatti piu belli li abbiamo fatti con i nostri occhi e quelli resteranno sempre nel nostro cuore.

 

Prima volta a Karpathos, ma sicuramente non l’ultima!!!!!!. J J J

 

 

Pino

pino@dnet.it

 

 

 

 

 

 

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