Lanzarote

Islas Canarias, España

"L'isola più forte e profonda della terra"

Diario di viaggio 15-20 marzo 2018

di Michele Spiriticchio


 


Non avevo mai preso in considerazione un viaggio nelle isole Canarie, le reputavo piuttosto turistiche, ma dopo aver parlato con tanta gente che ha viaggiato da queste parti e ascoltato le caratteristiche ho approfittato di un volo super economico con destinazione Lanzarote.

Lanzarote mi ispirava di più. Lanzarote rispetto a Tenerife o Gran Canaria mi evocava qualcosa di più, di più bello ed esotico, forse qualcosa di più e basta...

E poi mi piace il nome, mi piaceva che venisse spesso associata a fantastici paesaggi strani, vulcanici, "lunari", alla forza della terra e della natura. Un'isola pura !

E poi, mi piaceva che giusto lì, vicino a queste isole ci fosse una costa, quella africana, del Marocco, il mio Marocco...

 

Lanzarote da percorrere tutta a pieni polmoni !!

 

                   

           

                                   

 

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15 marzo

Il volo da Milano Malpensa della EasyJet diretto ad Arrecife a Lanzarote ha impiegato più di 4 ore, il vento contro ha ritardato un po' l'arrivo.

Dal finestrino purtroppo vedo l'aeroporto a malapena, nuvole basse coprono Arrecife, l'oceano è mosso...

All'aeroporto ritiriamo l'auto anche se la taquilla giusta della Inter rent è al terminal 2.

Nessun programma definito per conoscere Lanzarote, solo 4 notti prenotate in anticipo utilizzando i siti di airbnb e booking mentre una notte, la terza è stata lasciata volutamente vacante, lì saremo sull'isoletta di La Graciosa.

Prima tappa, Puerto del Carmen.

Una località tipicamente turistica. Non amo questi posti ma per iniziare va bene così tanto il tempo è brutto e almeno comincia l'esplorazione di un'isola che mi incuriosisce molto.

Giusto una passeggiata, giusto cercare di capire un po' il senso di una vacanza qui al mare...

E poi si riparte sempre scendendo, prima a Puerto Calero, poi alla tranquilla e isolata Playa Quemada dove riusciamo anche a farci un bagno, ma l'oceano è freddissimo e l'acqua così scura...

Si continua di nuovo, le strade sono molto ben tenute e il traffico quasi inesistente. Inizia anche a piovigginare ma il cielo è sempre in fermento, mutevolissimo...

Ci si copre con felpa e anche giacchetta e poi al sole ci si spoglia perchè fa caldo anche se io vorrei fosse ancora più caldo...

Le spiagge sono di sabbia nera, alcune con le dune, gli scorci sono molto belli e affascinante e molto nostalgica la costa da qui verso sud...

 

                                               

 

Ora la strada torna a quella principale dove prendiamo verso Playa Blanca. Alla segnalazione per Papagayo si gira a sinistra. Da questo bivio in poi l'asfalto lascia il posto allo sterrato e per almeno 2, 3 chilometri si segue una strada ben tenuta ma bisogna andare pianino... Prendiamo il bivio per Papagayo ma superiamo quello per playa Mujeres mentre in fondo si potrebbe continuare per Caleta del Congrio e playa Puerto Muelas. Il promontorio di Papagayo è un mirador naturale !

Ci sono un paio di baretti dove assistere al tramonto e dove la vista arriva fino a Fuerteventura, a Corralejo...

 

                                   

 

Nel tornare indietro ci fermiamo a bere qualcosa a Femés catturati dalla piazzetta con la chiesetta e dalla tranquillità di questo piccolo paese.

 

 

Alla queseria vicina assaggiamo alcuni pezzettini di formaggio locale, fatto di latte di capra e aromatizzati all'origano oppure al gofio il cereale locale, e anche al miele ecc ecc.

Ora è tempo di prendere la camera riservata a Teguise, in una casa privata.

Inizialmente da Femés a Uga poi lo spettacolare passaggio della carretera LZ30 fino a Mozaga passando per territori neri anzi nerissimi fatti di cenere e terra lavica, lapilli e appezzamenti per la coltivazione della vite locale, vigneti bassi riparati da piccole trincee e "nidi" che evitano al vento di disturbare... In questo tratto ci sono bodegas del vino, "La Geria" e "El Grifo" e altre ancora forse meno note dove si produce la malvasia locale.

Non si può che restare a bocca aperta di fronte a questo spettacolo, unico, mai vista una meraviglia così forte e particolare e tutta nera...

 

                                           

 

E subito dopo percorrendo strade dritte e sempre uniche in un contesto spettacolare si arriva a Teguise, un pueblo vero, forse il cuore dell'isola per la storia che Lanzarote ha vissuto...

La camera del Home from Home è gestita in una casa da una coppia irlandese molto carini. La camera è bella e grande con una televisione grande come tutta l'isola !

[Teguise, Home from Home, 60,99 €] Il prezzo a mio parere elevato rispetto a quello offerto, sarebbe più da 40 euro.

Teguise è molto carina, anche se non riusciamo a coglierne la bellezza per via del freschino che fa e della fame, tanta !

Scegliamo tra uno dei pochi locali ristoranti e cafeterias aperte, non bisogna attardarsi troppo che in questo momento non è periodo turistico e si rischia di non trovare posti ancora aperti.

Entriamo al Bar Cafetería La Tahona. Ambiente informale, stile bar con tavoli di legno dove bere e anche mangiare per fortuna !

Scegliamo croquetas miste della casa, una sopa garbanzadas con carne più un piatto di merluzzo con papas arrugadas. Ricordatevi che a Lanzarote e immagino in tutte le isole Canarie sono onnipresenti "papas arrugadas" e "mojo verde e rojo".

E' piaciuto tutto ve l'assicuro !


 

16 marzo

Partiamo da Teguise con un programma. Oggi abbiamo un vero programma, la visita del Parco Nazionale del Timanfaya.

Prima però ci fermiamo per colazione. Troviamo un baretto locale in un paesino vicino, Tahiche. Bocadillos con peperoni e tonno, e formaggio di capra. Buonissimi ! Il bello è che ci si accontenta di poco... Squisito !!

Da Tahiche prendiamo per San Bartolomè poi per Tiagua e Mancha Blanca. Si prosegue direzione di Montañas de fuego che indica il parco del Timanfaya. Prima di arrivare all'entrata dove si acquistano i biglietti, ci fermiamo all'interessante Museo del Visitante.

L'entrata è libera e all'interno ci sono diverse sale con la storia dell'isola e le sue caratteristiche geologiche e non solo.

Continuando lungo la bellissima strada ci si trova a un bivio, a destra si entra nel parco. Acquistiamo un biglietto da 21 euro che include l'entrata al parque ma anche ad altri siti di interesse di Lanzarote. Esistono diverse combinazioni di entrate e di prezzo a seconda dei vostri interessi. Noi optiamo per il bono di 3 entrate con incluse il Jardin de cactus, il Jardin de los verdes e appunto il parco nazionale di Timanfaya.

Quando si entra dopo aver fatto un po' di coda per arrivare al parcheggio, bisogna attendere che il bus per il recorrido incluido (bus tour) sia pieno e allora si parte.

Il giro per il parco è solo con il bus autorizzato ed è bellissimo !

Ci sono spiegazioni in inglese spagnolo e tedesco sui luoghi che si visitano, i crateri e le vedute delle colate laviche di duecento anni fa quando per sei anni Lanzarote fu sconvolta da una serie di eruzioni continue.

 

       

 

                                           

 

                                           

 

                                               

 

Una meraviglia !

Terminato il giro in bus riprendiamo l'auto e continuiamo nel giro dell'isola. Torniamo indietro e nei pressi di Tinajo ci fermiamo per uno spuntino, "pimentos del padron" e "tortilla" assieme a due cañas.

Continuiamo verso la costa a nord, in direzione La Santa ma su suggerimento di una signora in una pasticceria prendiamo la strada a sinistra per Tenesa. Un borgo abbandonato o quasi, alcune barche dimenticate e lasciate sugli scogli, le onde che quando sbattono si sollevano altissime lungo un tratto di costa selvaggio e forte...

 

                       

 

Proseguiamo poi fino a La Santa. Un insediamento dove subito oltre il paese si sviluppa il complesso sportivo La Santa. Una piccola baia riparata è l'ideale per chi vuole fare i primi passi con la tavola e il windsurf.

Ricontinuiamo sempre verso nord visto che per questa notte la camera prenotata è a pochi chilometri da Orzola, esattamente a Ye.

Passiamo per altri piccoli borghi, sembrano disabitati e non si vede gente in giro... Soo e poi Famara prima di Teguise dove imbocchiamo la magnifica strada diretta a Haria e al Mirador del Rio.

Questo tratto in alcuni momenti è impegnativo, la strada è molto ben tenuta ma quando sale ci sono tornanti e discese da affrontare con attenzione.

Arriviamo ad Haria in serata, giusto un aperitivo al bar cafeteria El Rincón De Quino, un buon vino tinto e blanco assieme ai soliti peperoni verdi fritti e Haria diventa il paese più grazioso dell'isola !

 

                           

 

E' tardi, ora la strada continua su Maguez e Ye che superiamo in direzione Orzola quando si incontra l'Eco Finca El Cortijo. Altre macchine svoltano qui, tutto al buio che non si vede il cartello della struttura che è poi un casolare sulla collina ai piedi del monte Corona.

Emilio è il ragazzo che ho contattato, alla fine lo incontro e mi spiega, camera numero 5 in basso nella dependance in basso. La camera è molto spartana, come fatta di cose abbandonate ma l'atmosfera qui in mezzo al niente della campagna di Lanzarote è magica.

[Ye, El Cortijo Eco Finca, 30 €]

 

           

 

Siamo in tempo per cenare, tardi perchè solitamente non rischiamo le ore piccole nonostante in Spagna si possa mangiare anche superate le dieci. A Lanzarote meglio non tardare troppo soprattutto nei paesi fuori mano e meno turistici.

Potremmo andare a Orzola ma Ye è a due minuti di macchina e scopriamo un buon ristorante "Volcán de la Corona" dove fermarci. Lo consiglio, il mio "solomillo de toro" è un portento ma anche gli altri piatti meritano molto. Il conto è nella media...


 

17 marzo

Stamattina abbiamo in programma il trasferimento sull'isoletta de La Graciosa. Si può raggiungerla con un traghetto dalla vicinissima Orzola.

 

   

 

Il biglietto costa 20 euro ida y vuelta (andata e ritorno). Riusciamo a partire alle 10.30 con il traghetto della Biosfera Express, la compagnia alternativa è quella della Lineas Maritimas Romero.

[consiglio di fare solo il biglietto di andata così che per il ritorno si possa scegliere un traghetto e l'orario più comodo senza essere legati alla stessa compagnia. Ci sono alcune differenze di orario tra le due linee].

Il battello è un piccolo catamarano che sobbalza sulle onde del corto braccio di mare che separa Lanzarote dall’isoletta di La Graciosa.

Si impiegano trenta minuti circa fino al porto di Caleta de Sebo.

Non avendo tempo per fare il biglietto al porto, lo pagheremo solo all'arrivo nella biglietteria del porto di Caleta de Sebo.

 

   

 

La piazzetta principale con alcuni bar, la spiaggia a sinistra e basse case bianchissime. Alcuni turisti, pochi, che si mischiano ai locali isolani. Le vie sono di sabbia, tutto ha un'aria di familiare, semplice, genuino...

Non avendo prenotato in anticipo per pernottare qui mi metto a cercare, immaginavo di leggere insegne di affittacamere o pensioni ma non è così. Chiedo in giro e vado a chiedere al ristorante pensione Enriqueta. Alla pensione si accede dal lato opposto del ristorante omonimo. La signora Enriqueta qui è un'istituzione, cocinera e imprenditrice, capace di offrire agli ospiti la soluzione per un soggiorno a La Graciosa.

Una camera alla pensione Enriqueta, 35 euro con tv e bagno. Una pensione modesta ma molto pulita.

 

               

 

Vado a Playa de Las Conchas che si raggiunge a piedi in circa un'ora e 30 minuti. La strada è ben segnalata ed è un sentiero piuttosto largo percorribile anche con la mountain bike che vengono noleggiate in paese. Praticamente incontro solo ciclisti nessun altro.

Il paesaggio è magnifico perché inizialmente si oltrepassa una prima montagna Aguja vulcanica mentre subito dopo appare la montagna Bermeja. Un desertico passaggio tra montagne basse coniche e colorate, il mare sullo sfondo e un cielo purissimo...

 

                                       

 

       

 

Playa de Las Conchas è bellissima !!! Venite a La Graciosa e giratela senza fretta, a piedi o in bici, ne vale la pena. Il paesaggio è unico, spazi senza interruzione, mare e nuvole...

 

               

 

Torno a Caleta de Sebo lungo lo stesso sentiero dell'andata, sono un po' scottato. Vi consiglio crema solare e un cappello, non c'è ombra e il sole che picchia forte non si sente per il costante venticello...

 

               

 

 

 

Ceniamo al buon ristorante Casa Enriqueta con un pescado ”burro”, insalata mista e crocchette caseras.

 

   

 

 

18 marzo

Passiamo la mattinata con una bellissima passeggiata fino alla playa de La Cocina. Si superano le spiagge a sud di Caleta de Sebo, bahía del Salado e Playa Francesa. Il sentiero è bello e il paesaggio molto caratteristico. Sullo sfondo Lanzarote…

La piccola spiaggia è circondata dalle rocce tutte traforate alle pendici della montagna amarilla, molto particolare.

 

   

 

Il mare è piuttosto freddo e con la bassa marea è molto difficile bagnarsi.

 

                                           

 

Nel tornare indietro riusciamo finalmente a fare un piccolo bagno alla spiaggetta del paese di Caleta de Sebo. Proprio accanto c'è l'unica panaderia pasteleria del paese dove affamati facciamo colazione con degli squisiti panini integrali tonno e peperoni.

Sfortunatamente il nostro biglietto per il ritorno casca male perché il prossimo traghetto è solamente alle 3:30 del pomeriggio e non abbiamo intenzione di attendere altre 4 ore per cui acquistiamo un nuovo biglietto della compagnia Romero riuscendo a partire alle 12:30.

L'isola della Graciosa ci ha conquistato per la sua tranquillità e soprattutto per la sua atmosfera veramente isolana con tante spiagge e diversi sentieri immersi in una natura pura e selvaggia.

A Orzola riprendiamo la macchina dal parcheggio privato e gratuito della compagnia marittima, e proseguiamo verso sud in direzione Cueva de los Verdes. La costa qui è scenografica e bassa, alcuni punti sono balneabili quando calette di sabbia bianca si aprono in mezzo agli scogli.

 

           

 

Si arriva poi al bivio, a destra si sale verso la grotta o Cueva de los Verdes mentre a sinistra si segue per i Jameos del Agua. Il nostro biglietto prevede la Cueva.

Si entra nella grotta, niente stalattiti nè stalagmiti ma un'ampia e lunga grotta solo in parte accessibile e solo con guida inclusa nel ticket.

Il canale sotterraneo si è formato in seguito a una colata lavica, la crosta superficiale ha determinato questo canale aperto e poi scoperto da una famiglia locale di pastori.

 

 

 

Nel continuare il giro dell'isola prendiamo la strada diretta al Mirador del Rio anche se non l'abbiamo scelto nel biglietto cumulativo acquistato al Timanfaya. La strada è scenografica e la vista da quassù è splendida con l'isoletta de La Graciosa proprio di fronte.

 

 

Si continua, un altro mirador meno segnalato ma sempre bello è quello di Guinate.

 

       

 

Proseguiamo oltre, sempre direzione sud visto che per la prossima notte dovremo raggiungere Playa Blanca, la prenotazione è per una camera in appartamento.

Non abbiamo fretta e facciamo strade insolite cercando di cercare quelle non già percorse alla ricerca di angoli meno noti, scorci interessanti, paesaggi dimenticati...

Si ripassa dalla bella Haria, ogni volta che la vedo la paragono a un'oasi nel deserto...

Poi ancora e di nuovo Teguise, e fino a Mozaga al monumento al campesino, poi su fino alla strada per il parque del Timanfaya che questa volta percorriamo tutta fino in fondo in direzione di Yaiza.

La giornata si conclude a Playa Blanca dove Naira ci mostra la camera in appartamento, bagno e cucina in comune e molta cordialità. Gracias Naira !

[Playa Blanca, 39,14 €]

Scegliamo di cenare a El Golfo ritornando sulla strada LZ2 e poi la traversa a sinistra all'ultima rotonda appena prima di Yaiza. La strada è completamente buia ma in pochi minuti siamo al piccolo borgo marinero.

Al ristorante Costa Azul la grigliata di pesce mista è memorabile. Ristorante ottimo !!

 

 

 

19 marzo

Lasciamo Playa Blanca e in direzione di El Golfo passare per incontrare le Salinas de Janubio, Los Hervideros e a El Golfo riuscire a vedere il lago verde e il Charco de los Clicos.

 

   

 

                           

 

           

 

Sono tutti punti di interesse tipici e caratteristici del territorio isolano che non andrebbero mancati in una visita di Lanzarote.

Ma a mio parere tutta l'isola, costa ed entroterra che rendono Lanzarote un mondo a sè, diverso da ogni altro posto.

 

                   

 

Tornando verso Yaiza rifacciamo la bellissima strada del vino La Geria, per puntare poi verso Tiagua e Soo e poi terminare a Caleta de Famara. Anche qui un piccolo borgo di pescatori con alle spalle la cresta montagnosa che scende con una curva lunga. La spiaggia è lunga e le onde al largo sono ideali per praticare il surf.

 

       

 

 

Ritorniamo a Teguise dove saliamo al Castillo Santa Barbara, da qui la vista è infinita...

 

 

Stiamo puntando verso il Jardin de Cactus nei pressi di Guatiza.

Ci arriviamo nel primo pomeriggio e devo subito dire che è uno spettacolo. Sarà che resto sempre incantato di fronte alla natura e alle piante ma per le specie grasse, agavi e cactus ho proprio un debole.

Il giardino è circolare, muretti e terrazzamenti ai lati dove poter salire e avere una vista complessiva bellissima.

 

           

 

                                           

 

                                           

 

                                           

 

 

                                           

 

       

 

Ci sono tantissime piante e specie provenienti da tutto il mondo, in particolare dal Messico e dal Sudamerica ma anche dall'Africa e Asia...

 

Una volta usciti dal giardino siamo un po' affamati, ci fermiamo ad Arrieta, un porticciolo sul mare con una spiaggetta appena prima. Purtroppo è nuvoloso e allora entriamo al bar cafeteria El Pasito che ha anche tavolini in fondo con vista mare.

Soliti stuzzichini per bloccare la fame e ripartenza, fa freddo se non c'è il sole e allora non resta che rientrare in macchina e macinare altri chilometri...

Passiamo da Punta Mujeres, vedo gente che corre per strada, chi fa trekking e chi è in mountain bike...

Siamo molto vicini al paesino, anzi una piccola frazione chiamata Tabayesco; per questa notte abbiamo una prenotazione qui in una struttura a casette, un mini residence abbastanza nuovo e moderno. Molto pulito, funzionale con cucina e piccolo soggiorno.

[Tabayesco, "Club JM", 57,54 €]

 

Per terminare la serata e prima di cenare facciamo un giro fino all'Ermita de las Nieves da cui si gode un altra fantastica vista sull'Oceano Atlantico...

Caleta de Famara è in basso, si possono distinguere alcuni intrepidi surfisti che sfidano il freddo e le onde...

 

 

Decidiamo di trovare un ristorante ad Haria dove terminare questa bella giornata.

Grazie a internet scopriamo un ristorante del Centro Sociocultural La Tegala. La scelta è azzeccatissima, ci voleva proprio !

Il pulpo a la plancha gustosissimo, sopa de lentejas, papas ottime. Bravissimi !

 

 

 

20 marzo

Ultimo giorno a Lanzarote, alle 15.05 abbiamo il volo di rientro per l'Italia.

Non sapendo bene come spendere un po' di tempo in mattinata, pensiamo a qualche giro in auto ma alla fine scegliamo di perderci tra le vie di Arrecife, il capoluogo e centro amministrativo di Lanzarote.

 

                           

 

Tranquilla cittadina e principale porto dell'isola, alcuni locali dove mangiare tapas e dove consumiamo per l'ennesima volta "pimentos del padron", "papas arrugadas" con "mojo rojo e verde", tortilla de papas, queso di capra, e altre tapas...

L'aeroporto è veramente vicino e molto facile da raggiungere e per le 13.45 siamo già pronti per il rientro, lasciata la macchina nel parcheggio davanti al terminal degli arrivi (llegadas) e con carta di imbarco in mano diretti al gate del volo EasyJet...

 

 

 

Lanzarote è stata una bella scoperta !

L'isola è piccola, forse 3-4 giorni sono già sufficienti per conoscerla abbastanza bene ma non dispiace approfittare di altro tempo per capirla meglio.

I paesaggi sono molto vari e sempre unici, incredibili, desertici, vulcanici, coste selvagge, coste sabbiose e coste frastagliate rocciose e nere di lava. I paesini sparpagliati nella campagna sono sempre tutti bianchi, casette basse e giardini verdi che staccano dal nero onnipresente. Agavi e oleandri, cactus e papaveri, piante grasse e grandi alberi di euforbia e bouganville danno colore e anima a questa gemma in mezzo all'oceano...

La Graciosa è poi il buen retiro dove dimenticare tutto, perdersi e lasciarsi andare fino alla fine del mondo...

 

 

 

 


 

COSTI

> Totale complessivo

210 euro escluso il volo, i pasti e altre spese...

 

    Volo andata e ritorno da Milano Malpensa EasyJet 55 € (acquistato a novembre)


    Auto 44 € + 67 € il pieno di benzina
 

    Traghetto da Orzola a La Graciosa (andata e ritorno) 20 €


    Biglietto 3 entrate (Timanfaya, Jardin de Cactus e Cueva de los Verdes) 21 €

 

    Hotel, pensioni, ecc

  1. Teguise, "Home from Home", 60,99 €

  2. Ye, "El Cortijo Eco Finca", 30 €

  3. La Graciosa: "pensione Enriqueta", 35 €

  4. Playa Blanca, 39,14 €

  5. Tabayesco, "Club JM", 57,54 €

    tot = 222,67

    (111 euro a testa)

 

 

 

Clima

Portatevi qualcosa di caldo. Una felpa e anche una giacca. Ho visto gente con il piumino e la capivo.

Le nuvole del mattino magari si nascondono e spariscono così come il sole che forte e bastardo poi non torna per qualche ora...

 

 

 

 

** Le foto sono state scattate con la fotocamera dello smartphone Pixel xl

 

 

 

 

 

 

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