IL COLORATO NORD DEL MAROCCO
Diario di viaggio Primavera 2024
SABY BRAMBILLA sabivo2002@libero.it
Il nostro viaggio nell'estremo nord del Marocco inizia dopo poche ore di volo da Milano
Io e IVO abbiamo studiato il routing circolare in totale autonomia , partendo da Tangeri su Assilah, Chefchaouen per concludere a Tetouan , prenotando voli assicurazione, riad e spostamento interni, privilegiando l’uso di comodi bus e taxi .
TANGERI LA BIANCA ( IN BERBERO TAMAZIGHT)
L’aereo è da poco atterrato sul suolo marocchino.
Con una mano reggo il passaporto in attesa del timbro, mentre con l’ altra immortalo il momento del ns. arrivo col cellulare. Voglio assolutamente scattarmi una foto al cospetto dell’ insegna di “IBN BATTUTA” , l’aeroporto è intitolato al famoso esploratore che qui nacque ma nel 1300 percorse le strade di mezzo mondo diventando lo scrittore divulgatore esploratore , viaggiatore libero tra i più audaci ed emblematici di tutto il medioevo
Nella penombra della sera cerchiamo un taxi e un tiepido piacevole caldo ci avvolge già.
Nell’aria vibrano canti , preghiere collettive, dolci litanie, che si propagano al ritmo di un costante percuotere di piedi per terra.
Siamo attorniati da centinaia di uomini, tutti rigorosamente vestiti di bianco. Indossano kafkani, la tunica kandura lunga fino alle caviglie, sandali bizzarri con la punta all’insù e formano un enorme vibrante girotondo umano. Sono fedeli festosi, in attesa di imbarcarsi sul volo notturno che li porterà alla Mecca, la loro destinazione è Jedda.
La nostra invece è il riad AROUS CHAMEL ( in arabo LA SPOSA DEL NORD) un’ antica struttura dall’ architettura mediorientale, dalla vista mozzafiato sul lungomare.
L’indomani sveglia all’alba, verso le 5.10 sentiamo l’immancabile canto del muezzin “ALLĀH U AKBAR” replicato 4 - 5 volte . La potenza della voce rauca ci sveglia di soprassalto , però mi piace pensare che c’è Qualcuno che dall’alto di un minareto , scandisce le prime ore della giornata con la preghiera, invitando altri a fare lo stesso.
Ormai desti facciamo colazione vista mare, ammirando i colori giusti di un’ alba delicata. L’atmosfera è romantica e nell’aria c’è un buon profumo di zucchero.
Il cielo dorme ancora , indossando una tonalità color rosa antico. In alto c’è una luna dorata ma sta spuntando anche il sole, l’aria è leggera e frizzantina tipica dei posti di mare.
Finalmente riesco a catturare meglio tutti quei dettagli che ieri arrivando col buio, mi erano sfuggiti.
Il riad è racchiuso in un groviglio di case basse e bianche, tutte sormontate da luccicanti tetti con enormi tegole di un verde sfavillante. Un labirinto di stradine si intreccia dalla sommità della collina fino giù alla scogliera. Molti panni stesi al vento, enormi antenne paraboliche, decine di gatti che saltellano e gironzolano nei vicoli bianchi .
Ovunque vedo fiori, palme, dattereti, bananeti e macchie di un intenso color fucsia delle bouganvillee, il fiore preferito del MIO IVO.
TANGERI (originariamente TINGIS , dal nome della madre del fondatore) a quest’ora è un vero tripudio di bellezza.
Ci staremo i primi giorni, mischiandoci nel caotico centro, scoprendo la labirintica Medina, gli antichi palazzi , la Necropoli punico-romana, che offre una vista mozzafiato sulla dirimpettaia Spagna.
Ci spostiamo facilmente con il Tangeri City bus per raggiungere le Grotte D'ercole, le più grandi di tutta l’Africa , caratterizzate da un tunnel sotterraneo interamente scavato dai Berberi . Qui è ambientata la 10° fatica di ERCOLE che eresse le due colonne tra Gibilterra e Ceuta, segnandone il “ limite del mondo” con la celebre iscrizione "NON PLUS ULTRA"
Stando in piedi davanti al faro di Cap Spartel, ammiriamo l’orizzonte che pare infinito, siamo nel punto più a nord dell’Africa, dove Oceano Atlantico e Mediterraneo sembra si sfiorino.
CURIOSITÀ 1 : le grotte son chiamate “MAPPA D’AFRICA” perchè la loro sagoma ricorda la forma della mia amata Africa, ma capovolta :J
CURIOSITÀ 2 : il faro di Cap Spartel è stampato sulla banconota da 200 dirham, obbligo farsi una foto ricordo con dinari azzurri alla mano :J
Visitiamo anche la residenza del sultano, la meravigliosa Kasbah, il Gran Socco immenso mercato dell’artigianato, l’intricato Petit Socco , il giardino di Mendoubia, riuscendo a programmare anche il trasferimento per Asilah.
A Tangeri ci sono molti ristoranti tipici di ottima cucina marocchina, disseminati sul lungomare o nascosti negli intricati vicoletti del centro. Ottimi il Gran Cafè, Maimouni e il ns preferito Chez Ahlen, ma abbiamo trovato anche centinaia di bancarelle o carretti ambulanti che propongono merende come la Chebakia fritta al miele dolce tipico del Ramadan, le famose corna di gazzella e le crêpes mille gusti, tutte buonissime !




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ASILAH - LA BIANCA VERDE ( IN BERBERO ⴰⵥⵉⵍⴰ)
Tangeri dista solo 40 Km da ASILAH la città fortificata fondata dai Fenici , che fu colonia portoghese ed ospitò pirati , marinai astrologi ed esperti navigatori .
E’ conosciuta in lingue differenti : Assilah in castigliano, Arcilla in spagnolo, Arzila in portoghese in tutte significa “la nobile” che è usato anche come nome femminile.
Siamo sulla Costa Atlantica battuta da venti forti , appena raggiungiamo il mare percepiamo il fragore delle onde che si presentano potenti e sfacciatamente belle ai nostri occhi, c’è un buon odore di salsedine nell’aria.
Per accedere nel centro , chiuso al traffico , varchiamo la PORTA DEL MARE oltrepassiamo il porto e la muraglia difensiva coi bastioni presidiati dai cannoni. La cittadina è ancora poco conosciuta, ai margini delle grandi frequentazioni turistiche, è meta prediletta di surfisti hippy, figli dei fiori e camperisti.
C’è un bel mood, soprattutto la sera quando si svuota e lascia spazio ad un’atmosfera più tranquilla e autentica per godere gli splendidi affreschi colorati all’ora tramonto. Rimaniamo due giorni giusto il tempo di rilassarci , goderci il mare in primavera e scoprire l’incantevole Medina affacciata all’oceano , circondata da edifici in stile islamico andaluso che ricordano molto il Mozambico e Zanzibar.
Questa Medina è insolita , l’unica decorata con colori fluo!
E’ un susseguirsi kilometrico di graffiti , murales, disegni che formano una maestosa galleria d’arte all’aperto, del resto ogni estate si tiene il Festival degli Artisti dove per l’occasione gli abitanti ridipingono l’intero paese con calce bianca, per far spazio alle opere ed idee creative.
Visitiamo la Grande Moschea il minareto, la rossa torre portoghese al Kamra , il Palazzo del pascià , divertendoci a contare tutte le enormi porte chiamate BAB : BAB Homar, BAB el-Kasba e BAB el-Bahar
Devo ammettere che Tangeri e Asilah sono molto diverse tra loro, ma nella seconda abbiamo trovato spiagge decisamente più belle: Des Coves, Ramila o Paradise Beach.





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CHEFCHAOUEN LA BLU ( IN BERBERO ⴰⵛⵛⴰⵡⵏASHAWEN )
Oggi partiamo verso Chefchaouen. Cambio di paesaggio.
Dal mare proseguiamo attraverso le imponenti alture del Rif, l’ambiente intorno si fa sempre più montano, un susseguirsi di incantevoli vallate verdi , piccoli laghetti trasparenti, boschi e fitte pinete.
Durante il percorso Amed il taxista ci propone di fermarci per strada per condividere il rito del caffè , che come quello del thè alla menta in Marocco è un'esperienza legata all'ospitalità. Io e IVO accettiamo di buon grado.
Sostiamo non nei souq, bensì davanti a vecchie automobili parcheggiate lungo la carreggiata , che nel bagagliaio nascondono macine , tostatrici , pentole piene di sabbia calda e tazzine colorate.
Degustiamo ottimo caffè scuro mischiato a piacimento con polvere di zenzero, pepe o cannella , accompagnato dall’immancabile dattero mielato. Questo rito ci ricorda molto quello praticato in Ethiopia sull’altopiano delle Wukro
Dopo 2 ore di tragitto arriviamo a Chefchaouen, che in lingua berbera significa " corna " riferito ai due picchi montuosi Tisouka e Megou , che dominano la zona dei laghi.
Tra gli intricati vicoli blu cerchiamo il RIAD DAR RAFIK , prenotato perché sta in pieno centro, dalle sue terrazze riusciamo ad ammirare i tetti, gli aranceti e le cime innevate circostanti.
La cittadina è tutta concentrata intorno alla Kasbah , che è ancora circondata da antiche mura di cinta e ben 11 torri , vicino alla Grand Mosquée al minareto andaluso-magrebino, e più distante la moschea Spagnola arroccata sulla collina , che raggiungiamo rigorosamente a piedi.
Imperdibile Uta el Hamman l’elegante piazza lastricata , fiancheggiata da decine di taverne , negozi di artigianato, ristorantini , dove ci fermiamo spesso per sorseggiare il tè alla menta , osservare il passaggio dei turisti e dei locali che si muovono frenetici, indossando i loro enormi cappelli di paglia, per mercanteggiare o contrattare intorno al grande albero .
Una giornata la dedichiamo all’escursione delle cascate AKCHOUR , un piccolo paradiso.
Seguendo i sentieri non semplici lungo il fiume scopriamo sorgenti sgorganti , foresta verde, piscine naturali, laghetti cristallini perfetti per un tuffo (meglio in estate) ma bisogna stare molto attenti ai serpenti e alle bisce d’acqua.
Prima di partire ci impongono di indossare le scarpe da trekking ed avere buone scorte d’acqua, anche se lungo i sentieri c’è la presenza fissa ed iconica dei BA-I-À, i famosi spremitori di succo d’ arance , quasi tutti simpatici vecchietti dediti alla chiacchiera e alle battute.
L’ultima mattina purtroppo causa improvviso acquazzone , ci annullano la visita al Parco Nazionale di TALASSEMTANE, riserva della Biosfera che ospita animali da riabilitare o in via d’estinzione come l’aquila reale.
In compenso la sera stessa, partecipiamo ad una manifestazione PRO PALESTINA nel centro nevralgico di piazza Alkasaba , davanti la storica fortezza. In rispettoso silenzio , stiamo ad ascoltare canti locali e letture di poesie in più lingue, per celebrare anche noi nel nostro piccolo, il dialogo tra i popoli. E’ impossibile ignorare la tragica situazione a Gaza e il genocidio che il popolo palestinese sta subendo !




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TETUAN LA BIANCA VERDE ( IN BERBERO TITIWAN )
Oggi puntiamo verso nord, il taxi è in perfetto orario e ci aspetta fuori dal riad. Il cielo sembra un dipinto, la strada è in condizioni ottime nonostante la sfuriata temporalesca di ieri e il percorso attraverso le montagne ci offre viste panoramiche uniche .
Solo 70 km ci separano dalla valle di Martil dove c’ è la stupenda TÉTOUAN , sono anni che la voglio visitare e mi ha ispirato l’intero viaggio.
Anche il suo nome ha tante pronunce, è TETUAN in arabo e in spagnolo, essendo la più andalusa è conosciuta come ” figlia di Granada” o “paloma blanca”, ma i berberi ⵜⵉⵟⵟⴰⵡⵉⵏ da sempre la chiamano “ TITIWAN “ che significa OCCHI, per ricordare le numerose sorgenti d’acqua che la circondano e che la collegavano alla città di TAMUDA , antico sito archeologico romano.
Soggiorniamo nel RIAD DAR REHLA nella caotica medina , dove addirittura ci propongono un upgrade offrendoci una grande suite colorata, essendo gli unici italiani di oggi
La città è piena di attrazioni, il suo patrimonio Unesco è ricco. in primis c’è la Medina che insieme alla kasba è racchiusa in 5 km di cinta muraria merlata, con 7 enormi BAB le porte di accesso e oltre 40 edifici sacri .
Ovviamente tutto è da girare rigorosamente sempre e solo a piedi .
Devo ammettere che non è stato facile orientarsi a TITIWAN perché è un aggrovigliato labirinto andaluso di vicoli bianchi verdi e azzurri , molte vie sono chiuse , strettissime o portano ad angoli morti .
In caso di necessità segnalo che in quasi tutte le strade ben visibili a terra , sono presenti le “ vetuste mattonelle segnaletiche “ che indicano con colori e taglie diverse , la direzione giusta per raggiungere moschee, fontanelle o forni …
Tutti i souk sono un susseguirsi di bancarelle dove la contrattazione è fondamentale . Sono divisi per mestieri , c’è quello delle ceramiche , dei filatori , dei gioiellieri ma il più divertente rimane sempre quello alimentare , con favolosi assaggini di formaggi di capra, pani caldi, olive giganti e le immancabili spezie dai mille colori.
Anche il Palazzo del governo , quello del Kaliffato, il Palazzo Reale, Place Hassan e i bellissimi FONDOUK cioè caravanserragli originali che ospitavano i nomadi viandanti coi loro cammelli , meritano una deviazione.
Tappa imperdibile il Museo Archeologico nascosto dietro la porta Bab Tout , che raccoglie antiche collezioni di ceramiche , anfore romane, monete, statue di bronzo e i famosissimi cinque mosaici di Lixus, tra cui spiccano le Tre Grazie, Venere e Adone , La Vita Di Bacco.
Originali le concerie Laayoun, piccoline e meno famose di quelle di FÈS, con poche vasche colorate per la concia e le tinture, un pochino decadenti , funzionanti solo di mattina, che mantengono metodi di lavorazione del cuoio originali e vale la pena vederle.




Dopo 12 giorni di girovagare rientriamo a Tangeri dove ci aspetta l’ aereo per Milano
Alla fine di questa avventura, son felice di avere in mente mille cose nuove , di aver fatto tante belle fotografie , di aver avuto conferma che la parte settentrionale del Marocco è una zona straordinaria, per architettura paesaggi villaggi rurali e l’immancabile cordialità della sua gente , sempre affabile e generosa.
Il nord Marocco del resto è stato nei secoli crocevia di culture, un intreccio profondo di tradizioni berbere che hanno abbracciato con rispetto quelle islamiche spagnole portoghesi, col passaggio di tanti popoli che hanno amalgamato non solo le loro tradizioni, ma anche mischiato usanze e lingue diverse.
Non siamo ancora ritornati a casa e sulla scaletta dell’aereo dico ad IVO che ho già in testa di ripartire!
Del resto come diceva IBN BATTUTA :
“VIAGGIARE TI LASCIA SENZA PAROLE … POI TI TRASFORMA IN UN VERO NARRATORE”
TANMIRT BAHRA MAROCCO : GRAZIE MILLE - Alla prossima Saby
