Namibia

Appunti di viaggio 2013

di Nadia R.

Augusto viajesyviajes@hotmail.it

www.ilregnodicondy.it

 

 

Sabato –domenica 18 19 maggio

Namibia per la seconda volta! Si parte comodi in mattinata,sosta a Francoforte e arriviamo regolarmente a Windhoek dove ci aspetta Matthias, il tour operator, con la guida Brian e l’autista Walter. Buona impressione complessiva. Partiamo con quello che sarà il nostro bus-camion veramente da safari! Breve sosta nella capitale per acquisti, poi diretti verso il deserto del Kalahari ed è il primo impatto con la savana: una successione di alberi ed arbusti, montagne all’orizzonte, pochissime presenze umane e rocce di diversi colori. Nonostante la stanchezza, un bel primo assaggio. Quando arriviamo al lodge, il tempo è piuttosto minaccioso e tale rimarrà nel primo pomeriggio quando facciamo l’escursione.

Luce tempestosa nel cielo percorso da scariche continue di fulmini che illuminano a giorno la savana, vediamo i primi orici, struzzi, springbok e i particolarissimi alberi- condominio degli uccelli tessitori che quasi  soffocano le acacie. Un po’ prima della fine dell’escursione,al primo bicchiere di vino per brindare al tramonto, si scatena la tempesta: un fuggi fuggi sulle jeep, tutti sotto le coperte, le giacche a vento, le sciarpe, mentre la pioggia e il vento ci investono. Se questo è il deserto!! Grandi risate e recupero presso il fuoco acceso al lodge. Piacevole spettacolo serale del personale con canti e danze.

 

    

Nido “ condominio”              uova struzzo             Kalahari: il deserto rosso

 

Lunedi 20

Si parte per il deserto del Namib, trasferimento non breve, ma Brian ci fornisce interessanti spiegazioni sulla prima delle tante etnie che incontreremo nel nostro viaggio: i Boscimani. Il loro vero nome è San, parlano una particolarissima lingua a schiocchi, tra le più antiche del mondo, sono bravissimi a servirsi di alberi, e sanno avvicinare gli animali mimetizzandosi sotto la sabbia, quando vanno a caccia…Ci parla anche delle altre etnie, in tutto in Namibia sono 13 con vari sottogruppi e ben 23 sono le lingue. Un mosaico di popoli, che ha vissuto la colonizzazione tedesca della fine dell’Ottocento, poi quella inglese e fino al 1990, anno dell’indipendenza, è stata un protettorato del Sudafrica.

Intanto percorriamo questa parte del paese, ovunque savana in mezzo alla quale ogni tanto spuntano tra gli arbusti gli springbok, i facoceri, gli elefanti, mentre sullo sfondo fanno da barriera nere montagne e attorno brillano rosse le rocce.

Dopo una breve fermata a Solitaire, arriviamo al bel lodge e nel primo pomeriggio splendida escursione nella savana. Luminosità eccezionale, colline ora brulle, ora coperte da verdi arbusti, e tutt’attorno rosa, verde, giallo, rosso,una incredibile sinfonia di colori. Erbe argentate, colline di sabbia rossa, branchi di tranquilli orici, alberi stecchiti neri neri dalle forme strane e contorte, cielo in parte nero in parte azzurro e un fiammeggiante tramonto col sole che scompare rapidamente e il cielo che si tinge di mille sfumature rosa-viola.rosso-azzurro. Un gin tonic per brindare a queste alte dune “pietrificate”, vento in viso, giochi di chiaroscuro e un arcobaleno che resiste fino al calar del sole, mentre su e giù per i rossi sentieri della savana scrutiamo l’orizzonte.

   

   

                                                 Panorami del Namib

   

 

Martedi 21

Una delle giornate clou, con la full immersion nel deserto del Namib, il deserto più antico del mondo. Già dall’ingresso nel Parco è magia pura: dune pietrificate, dune di sabbia, ondulate

colline dai tenui e dolci colori dell’alba rosa-viola-grigio  e il verde tenero delle erbe. Ma  ecco che i colori si intensificano, si fanno più forti e più netti, mentre iniziano le dune rosse rosse con vegetazione verdissima. E siamo a Sossusvlei, dove incredibilmente tutti scaliamo le altissime dune e dall’alto lo spettacolo è superbo. A destra il lago morto e i tronchi scheletriti delle acacie, alcune delle quali sono morte da 400 anni e sono rimaste così sia perché il loro legno è inattaccabile dalle termiti sia per le particolari condizioni climatiche; a sinistra il verde chiaro del terreno con gli arbusti e tutt’attorno la sequenza infinita delle dune rosse che si inseguono e si perdono all’orizzonte. Momento senza fine!

La discesa è al cardiopalma: io, il capo, Mariella e Anna, tenendoci prudenzialmente per mano, affrontiamo intrepidamente , rimanendo sempre in piedi, la scivolosa duna fino in fondo e atterriamo con tre chili di sabbia a testa  ma integri! Rientro sotto un sole implacabile ,breve fermata e poi al Sesriem Cañon, dalle profonde spaccature, rocce tormentate, andamento sinuoso del fondo , qualche raro albero.

Oggi si è visto e vissuto così tanto che nel pomeriggio ci concediamo una piacevole sosta, chi in piscina, chi a fare foto, chi riposa. Nella serata, prima e dopo cena, tutti a fotografare i bellissimi orici che vengono ad abbeverarsi nella pozza dietro il lodge.

 

   

                                             Le dune di Sossusvlei

 

     

                  Il lago morto                                orici by night

 

Mercoledi 22

Si riparte per i nostri sconfinati paesaggi e, dopo la sosta d’obbligo sotto il cartello del Tropico del Capricorno, percorriamo il Kuiseb Cañon, dalle rocce frastagliate e scolpite dove brillano le pietre di quarzo rosa. E si prosegue, prima un continuo saliscendi, poi un lungo altopiano e ancora una selvaggia valle di rocce nere ed alberi verdi con sabbia bianchissima, infine la Welwitschia Drive, dove cresce questo fossile vivente, incredibile miracolo di sopravvivenza che può arrivare a 2000 anni! Ne vediamo, tra i tanti , anche uno splendido esemplare femmina che ha 1500 anni, con i fiori a forma di pigna viola: ha solo due foglie che si spaccano col caldo e il freddo e vivono grazie alla nebbia che arriva dall’oceano con la Corrente del Benguela.

Quindi la Valle della Luna, montagne nere e grige a perdita d’occhio, spaccate e incise, con un fortissimo vento.

E siamo a Swakopmund nel nostro lussuoso hotel dalla bellissima sala da pranzo e con un bel giardino fiorito . Breve primo giro in questa città e ci sembra di essere in Germania, sia per gli edifici dai tetti aguzzi sia per le insegne e le indicazioni, ma siamo a un passo dal deserto! Una delle tante “stranezze“ di questo incredibile paese.

         

                               La Valle della Luna

 

             

                                    Welwitschia

 

Giovedi 23

Come lo scorso anno, tra le più belle esperienze di questo viaggio! Da Walvis Bay, con il driver Herman e le sua fidanzata italiana Sonia, iniziamo l’escursione di Sandwich Harbour. Prima la favolosa laguna, migliaia e migliaia di fenicotteri rosa e qualche pellicano, in acqua a pescare, in volo in formazione, isolati, a grandi e piccoli gruppi, infiniti puntini rosa che spiccano nel blu intenso dell’oceano. E subito la scalata con le jeep alle dune, qui bianche e farinose, su e giù vorticosamente; poi la scorrazzata lungo l’oceano, infinita sensazione di libertà e felicità, mentre qualche foca gioca con le onde e i gabbiani passano in volo .Un mondo di dune: le percorriamo, anzi le scaliamo su e giù  col cuore stretto quando si è in  cima e pare impossibile scendere! Torniamo tutti bambini , ci inseguiamo con le jeep, si strilla, e non si vorrebbe finire mai! Sosta panoramica nella duna più alta per uno spuntino a base di ostriche , calamari..e spumante. E si riparte nella folle corsa, l’ultima parte del tragitto è accanto a meravigliose saline rosa intenso nei vari specchi d’acqua. Un miracolo della  natura. Rientro  in città  e nel pomeriggio altro giro , soprattutto in un mercatino dove in molti comperiamo, anche perché i negozi sono  cari. Cena di pesce, discreta, proprio sull’oceano.

 

         

                    Le dune di Sandwich Harbour                            il pranzo nel deserto

 

 

 

Venerdi 24

La città si è svegliata sotto una fitta nebbia, ma a Walvis Bay, da dove partiamo per l’escursione nell’oceano , c’è un bel sole. La partenza è meravigliosa perché subito sale a bordo del catamarano una dolcissima foca e poi un’altra:insomma, come dice Massimo,siamo 15+2! La prima in particolare gioca, sculetta per trovare posto sulla panca dove siamo seduti e si fa fotografare abbracciata a qualcuno di noi, da vera padrona di casa! In laguna il mare è una tavola blu, navighiamo sereni , vento in faccia, pellicani e gabbiani ci

volano intorno. L’obiettivo è una isoletta dove vivono centinaia di foche che nuotano, battono le pinne, si tuffano, chiacchierano con i loro particolari richiami. Qualcuna nuota fino a noi, e attorno alla barca batte le pinne, ci chiama (chiede pesce o vuol solo giocare?), si immerge, riemerge e quasi si mette in posa per farsi fotografare.

Si riparte ed ecco i delfini, e poi addirittura una balena! La inseguiamo zigzagando mentre lancia alti spruzzi e spicca col suo dorso nero: bella emozione. Poi splendido pranzo a base di

pesce freschissimo cotto lì per lì  con le immancabili ostriche e tanto spumante. Ma mentre brindiamo per l’ennesima volta, compare sulla soglia un grande pellicano dal piumaggio bianco e dal grande becco giallo-arancione a farci compagnia. Grande armonia e grandi risate

Il pomeriggio ancora in giro per la città ma è abbastanza umido e si sta benissimo in hotel.

      

                           Clandestini sulla barca                           fenicotteri stanchi

Sabato 25

Ci spostiamo al Nord a percorrere la Skeleton Coast dove si trova un numero imprecisato di relitti di navi che nel corso dei secoli vi hanno fatto naufragio, vinte dalle terribili tempeste oceaniche e dalle improvvise nebbie. Skeleton Coast: il cimitero delle navi, esempio della fragilità umana di fronte alla potenza della natura!

Ed è una tavolozza di colori, che cambiano di continuo sia per la luce sia per i diversi minerali: nera magnesite, ciottoli di granito erosi, quarzo rosa, tutti luccicano al sole e fanno scintillare il deserto.

E siamo nell’ampia baia di Cape Cross. Migliaia e migliaia di otarie, quasi tutte femmine con i loro piccoli, riempiono la zona, a terra e in mare, infiniti puntini neri a bagno tra le onde nell’oceano blu che brilla al sole e dolcissime presenze qui, accanto a noi, così vicine che si potrebbero toccare. Chi prende il latte, chi dorme, chi corre veloce verso il mare ( i piccoli tutti insieme in fila!), chi abbandona la testa a sonnecchiare sulle rocce. Spettacolo straordinario, nonostante l’aria non profumi!

Il nostro viaggio continua attraverso il Damaraland e le strade sono piste roventi di polvere e sabbia, e compaiono le montagne, prima grige, poi sempre più rosse  insieme agli onnipresenti alberi di mopane.

Arriviamo allo spettacolare lodge di Twelfontein, incastonato tra alte pareti di rocce rosse e ci riposiamo nei confortevoli bungalow.

              

Skeleton Coast                                               Cape Cross

 

          

      

                                               Panorami

Domenica 26

La mattinata è dedicata alle pitture rupestri. Tra montagne di rocce rosse e verdi arbusti ammiriamo le pitture fatte dai Boscimani, cacciatori nomadi, datate da 6000 a 2000 anni fa. Patrimonio Unesco dal 2007, rappresentano con grande vivezza rinoceronti, giraffe, antilopi, orme umane e di animali, struzzi in movimento, orici e anche un leone la cui coda termina con una mano a rappresentare la trasformazione dello sciamano.

Poi la “montagna bruciata” e le “canne d’organo”, formazioni basaltiche prima sotto terra , ora dilavate dall’acqua. Sono splendide formazioni verticali che si ergono rosse e grigie in un piccolo cañon.

Nel pomeriggio escursione con una grande jeep, a dir la verità rumorosa  e un po’ carente! La prima parte è molto bella anche perché vediamo quasi subito 5 splendidi elefanti, tra cui uno piccolo, mentre mangiano dagli alberi. E poi il paesaggio muta di continuo, prima si percorre il letto secco di un torrente, poi attraversiamo un terreno brullo con nerissime rocce laviche e intanto vediamo orici, struzzi, babbuini…Il colore delle montagne sullo sfondo cambia ugualmente, fino a che,alle 18 circa, dopo un bellissimo tramonto e il brindisi di rito, diventano una corona viola rosa e poi nera. Crediamo così di aver terminato, anche perché si va facendo notte. Ma la guida, poco svelta, ci ha portato così lontano alla ricerca del rinoceronte nero, che per tornare ci metteremo due ore abbondanti nella scassata jeep! Arriviamo impolveratissimi ...ed è subito cena!

 

   

                                     Pitture rupestri

 

     

                              canne d’organo

 

 

Lunedi 27

Lungo trasferimento alle Epupa Falls (500 km.) ; dalle 7 arriveremo poco dopo le 18 e siamo ai confini con l’Angola. La strada è prevalentemente sterrata e in saliscendi continuo, lungo strade diritte che sembrano non finire mai e dopo una salita e una discesa ce n’è un’altra …e un’altra ancora! Il paesaggio è come sempre bello: alte montagne, qualche albero argentato, pastori con mucche e caprette. Fatta una breve sosta per sistemare alla meglio la porta del bus che ha trasformato in bianchi fantasmi di polvere soprattutto quelli che sedevano in fondo, ripartiamo ed ecco apparire una flessuosa giraffa solitaria e poi un elefante che si getta addosso sabbia con la proboscide e ancora un bellissimo branco di nove giraffe di cui alcune piccole…Verso l’ora di pranzo siamo alla foresta dei baobab, poi alla polverosa Opuwo,

capitale della regione del Kunene. Interessantissimo il mercato dove si possono vedere gli herero, gli himba ed altre etnie, in una straordinaria mescolanza di colori, di abiti , di suoni. Ripartiamo abbastanza velocemente chè la strada è lunga. Arriviamo che è notte , i bungalow ci sembrano belli, li vedremo meglio domattina, anche perché la luce è davvero fioca!

 

   

                             Baobab                                              termitaio

     

Martedi 28

E sono bellissimi! Danno direttamente sul fiume , sul quale vediamo sorgere il sole, una lama di luce che illumina le dolci palme e gli alberi tutt’attorno. La prima tappa di oggi è un villaggio himba, nient’affatto turistico, un villaggio vero dove vive questa etnia. Ottenuto il permesso di ingresso dalla prima moglie del capo villaggio, in sua assenza, e dopo aver salutato con la particolare stretta di mano, entriamo in questo mondo incredibile.

Le “abitazioni” sono capanne a cupola fatte di rami di acacia intrecciati e intonacati con un impasto di fango e sterco; dentro, uno spazio ristretto che ha per “materasso” una pelle di mucca. Davanti alla capanna del capo c’è il fuoco sacro intorno a cui si svolgono le cerimonie e che non può essere oltrepassato. Il villaggio è recintato con legni di mopane, l’albero sacro da cui ricavano infinite cose. Qui vivono le persone e tante capre, con i loro particolari recinti, ma che si mescolano tranquillamente alle donne e ai bambini presenti, mentre gli uomini, pastori, sono al pascolo.

La cosa comunque che colpisce di più sono le donne e i loro costumi, l’abitudine di cospargersi il corpo e i capelli con un impasto di grasso e di cenere color ocra, sicchè appaiono uniformemente ocra. L’abbigliamento è costituito da un gonnellino di pelle di capra, gioielli di cuoio e di anelli metallici, fiocchi di pelle sulla testa per le donne sposate che possono portare i capelli sciolti a trecce sulle spalle, mentre le giovani devono portare la treccia sulla fronte. Qui le regole sono ferree, tutto è regolamentato , nulla è cambiato nel corso dei secoli e siamo trasportati di colpo in un mondo antico. 

                        Villaggio Himba

 

  

         

       

                                                        Himba 

   

 

La seconda tappa è una piccola scuola, aperta da poco, dove Nicola delizia i ragazzi con i suoi giochi di prestigio, mentre, come di consueto, distribuiamo materiale scolastico. Dopo di che le meravigliose cascate Epupa: profonde, spumeggianti, ruggiscono verso il fondo, rocce nere, spruzzi bianchi, verde tutt’attorno. Un posto incantevole.

Dopo un breve riposo, nel pomeriggio saliamo con le jeep sulla collina per vedere il tramonto e da qui le cascate sono ancora più belle: il fiume Kunene si getta con salti verticali dentro una serie di cañon strettissimi, sollevando nuvole di spruzzi bianchissimi, attorno isole di palme , baobab e verdi arbusti….. Brindiamo al tramonto e scendiamo al lodge, dove c’è un po’ di suspence per Gianni che teme di aver perso i documenti e i soldi, poi tutto ritrovato!

E c’è anche un dopocena: a piedi andiamo a vedere una specie di locale dietro il lodge , poco profumato, strana mescolanza di persone vestite all’occidentale, himba tutte ocra, un fuoco che brucia all’esterno. Mentre noi ce ne torniamo , Rino e Gabri, i nostri ballerini, saranno i protagonisti della serata! Nel rientro la cosa più bella è il cielo, questo cielo della Namibia, luminosissimo di infinite stelle che diffondono chiarore, la Via Lattea che lampeggia e la Croce del Sud che pare vicinissima!

 

   

                     Epupa Falls                                         davanti al bungalow

 

Mercoledi 29

Prima di lasciare questo incantevole lodge, me ne sto seduta davanti al bungalow, davanti al fiume che scorre placido. Isolette ricoperte di palme che si chinano sull’acqua, nere rocce affioranti qua e là, e gli spruzzi delle cascate che diventano sempre più alti . Gli unici rumori sono i canti diversi degli uccelli e quello delle cascate.

Quindi si parte per Opuwo; il nostro lussuoso hotel è un po’ fuori  dalla polverosa e incasinata città , nella quale faremo un giro . Niente di interessante in una specie di fiera, molto invece  al mercato , dove spiccano le giunoniche Herero , che vestono come le mogli dei coloni tedeschi arrivati qui alla fine dell’Ottocento . Lunghe gonne sovrapposte dai vivacissimi colori e stretti bustini con maniche lunghe; in testa un turbante della stessa stoffa o del colore dominante del vestito; le cuffie si ripiegano sulla fronte in una specie di rotolo gigante che le rende ancora più imponenti. Insieme alle himba , tutte colorate con tanti bambini al seguito, sono davvero un mondo incredibile! Strano contrasto, troppo vestite le prime , quasi nude le seconde!

 

       

                                               Donne  Herrero

 

Giovedi 30

Si parte per il sud, verso Outjo, dove lasceremo Brian e Walter, buona guida e buon autista. Lungo il percorso superiamo di nuovo la famosa “linea rossa” , ossia il confine tra il Nord, dove ci sono i villaggi e il Sud, dove ci sono le grandi fattorie, confine che serve da misura precauzionale contro la diffusione di malattie del bestiame , ma che in passato è servito anche per discriminare la popolazione nera. E’ diverso anche il paesaggio, a nord sottobosco, baobab, mopane e piccoli villaggi; a sud, grandi terre da pascolo, aperte, più aride e coperte di cespugli , con le grandi aziende.

La strada è lunga ma comoda perché asfaltata; ed eccoci a Outjo dove la nostra nuova guida sarà Matthias che ha con sé Rosanna, la moglie che è italiana, una coppia straordinaria che arricchirà tantissimo il nostro viaggio. Con loro arriviamo all’ingresso del Parco Etosha , 22000Kmq., una delle più grandi aree di protezione al mondo. Ed è subito magia: appena entrati, alla prima pozza, un branco di più di 40 elefanti, insieme a giraffe, zebre, orici, facoceri, struzzi…Un assaggio di questo mondo straordinario.

 

     

Ci sistemiamo nei comodi bungalow, si cena e tutti alla pozza illuminata proprio dietro noi. Cominciano in un silenzio irreale , 4 splendidi rinoceronti, il giovane e il vecchio che si fronteggiano, mentre la femmina con il piccolo aspetta..Vincerà il giovane, l’altro si dovrà allontanare . E mentre viviamo la scena in diretta lì davanti a noi, ecco arrivare un bel gruppo di giraffe, timorosissime e lentissime nell’avvicinarsi, che fuggono spaventate quando i due rinoceronti si fronteggiano minacciosi..E poi un elefante, un grande barbagianni…infine, stremati, a nanna. 

   

                                                 Elefante bianco

 

Venerdi 31

Giornata strapiena che non è facile sintetizzare in poche righe! Tralascio le infinite interessantissime informazioni che ci dà Matthias sulle abitudini, la vita, il significato dei comportamenti degli animali che ci hanno permesso  non solo di “vedere” ma anche di “capire” e quindi apprezzare mille volte di più gli spettacoli visti. Grazie Matthias!

Le uscite nel Parco nel corso della giornata saranno tre: all’alba, dopo colazione e nel primo pomeriggio, una full immersion nella natura. Si comincia alla grande, con tre giovani leoni maschi, a cui facciamo la posta per un bel po’. E poi vediamo davvero di tutto: elefanti, zebre, orici, sprinbok, struzzi, gnu, avvoltoi, facoceri, kudu, impala, giraffe…Ma quello che rende il tutto indimenticabile è che assistiamo a tante scene di vita di questi animali. Le giraffe sempre timorose, che pian piano compaiono dagli arbusti, la prima si avvicina lentissima alla pozza, ne compare una seconda che controlla la situazione, pian piano ne arrivano altre fino a sei, sempre guardinghe, fiutano l’aria, si cercano con lo sguardo, si lanciano messaggi e infine, quasi in formazione, si predispongono per bere! O le zebre che corrono spensierate, inciampano l’una nell’altra mentre si accalcano per bere, e le piccole trotterellano e giocano tra loro. I dolcissimi sprinbok che spesso rimangono totalmente immobili, come se la macchina da presa si fosse improvvisamente fermata, poi di colpo e tutti insieme se ne vanno saltellando veloci tra gli arbusti. I grandi elefanti in primo piano che si bagnano e si toccano con la proboscide in segno di amicizia e di appartenenza allo stesso gruppo, mentre l’estraneo deve stare in disparte e aspettare che gli altri finiscano di bere

prima che tocchi a lui. Qui davvero abbiamo l’idea che gli animali si sentano e siano i veri

padroni di casa, mentre sfilano indifferenti di fronte a noi turisti e intrecciano le loro storie.

Dopocena, alla pozza, sempre immobili  e silenziosi davanti alle infinite storie che si svolgono a due passi da noi.

       

 

   

 

Sabato 1 giugno

Altra giornata pienissima. E sono ancora gnu, poi tantissime zebre in fila ordinate, grandi e piccole, che bevono; struzzi , sprinbok , elefanti. E poi l’Etosha Pan dove il silenzio regna assoluto, la luce abbacinante crea miraggi e tutto è immobile mentre gli animali, punti neri e colorati, sembrano fermarsi tutti insieme. E si riparte, ancora animali che galoppano, che saltellano,che giocano a rincorrersi, e noi immaginiamo attraverso le parole di Matthias la loro difficile lotta per la sopravvivenza, prede e predatori al tempo stesso, che si inseguono e si sfuggono, ciascuno col suo gruppo e la sua strada,in un intrecciarsi infinito di storie diverse. Il ciclo della natura che si ripete da sempre e la natura ha sempre la sua logica e quello che ci appare a volte crudele è in realtà giusto per la sopravvivenza della specie. L’unico predatore dannoso è l’uomo che interviene per i suoi interessi e non fa parte del ciclo della natura!

E’ ora di lasciare questo mondo magico e si parte per il sud; lungo il tragitto ci fermiamo accanto ai grandi termitai rossi e grigi che costellano il territorio  con le insostituibili spiegazioni di Matthias. La strada è lunga e l’ultima parte piuttosto tormentata ma il lodge che ci aspetta è straordinario. Intravvediamo l’esterno, perché si sta facendo sera, ma già

l’interno è bellissimo: ampi salotti neri, elegante sala da pranzo, camere enormi, grandi letti con zanzariere e biancheria di grande qualità. Ci accoglie la bionda, elegante, Frida e siamo a cena in una splendida sala,che ha al centro un bel fuoco acceso dove ancora una volta brindiamo a questo magnifico paese.

 

   

 

   

 

       

    

        

Domenica 2

Ultimo giorno, passato benissimo! Nel fiorito giardino del lodge passiamo la mattinata in dolce relax, sostando accanto alla pozza- laghetto dove 5  ippopotami, di cui uno piccolo, prima mangiano insieme a paperette, pellicani dal becco giallo, antilopi, kudu…, poi pian piano si immergono, nuotano, scompaiono sott’acqua, riemergono e infine si sdraiano al sole, con la femmina che aiuta il piccolo a risalire la parete. E ancora, sulla destra, tanti fenicotteri rosa che chiacchierano ad alta voce, tra i fiori multicolori.

Mano a mano che passano le ore, le attività degli animali si placano, si sente solo il fruscio delle grandi foglie delle palme, mentre anche noi, sdraiati qua e là,  tra la piscina e il giardino, attendiamo la partenza.

Ultime spiegazioni di Matthias con dolci e caffè serviti sotto l’ombra delle palme, mentre apprendiamo che questo lodge ha una importanza storica, perché qui fu firmato l’accordo per la cessazione delle ostilità tra Sudafrica, Namibia e le grandi potenze nel 1989, che diede l’avvio alla indipendenza della Namibia.

Poi partenza per l’aeroporto, alcuni di noi addirittura, forse per overbooking ,viaggeranno in prima classe e il viaggio è davvero terminato.

La Namibia. Mille differenti deserti che si inseguono, interrotti da cañon e da tortuosi corsi d’acqua essiccati;  coste desolate dove bianche dune altissime corrono parallele all’oceano; rocce rosso ocra coperte da verdissimi arbusti. Una savana sterminata dove d’improvviso vedi comparire giraffe, elefanti, struzzi, facoceri…E i tramonti di fuoco, preceduti e seguiti dalle mille tonalità di rosa, viola , malva delle montagne. E i cieli luminosi e stellati che accompagnano le notti...e le sue genti, le colorate donne Herero, le himba indimenticabili, gli occhi nerissimi dei bambini..Lunghe strade diritte , sabbia, vento, acqua, e l’orizzonte che non finisce mai….

 

Namibia : una nuova alba……un nuovo arrivederci

 

Nadia R.

Augusto  viajesyviajes@hotmail.it

www.ilregnodicondy.it

 

 

 

 

 

 

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