Vladivostok - Magadan - Milano in automobile

(Gennaio - Febbraio 2006)

 

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MAGADAN

verso le porte dell’inferno

 

 

 

 

 

  Un’avventura dove realtà e immaginazione si mischiano tra loro perdendo identità, nel cuore di ghiaccio della “Terra Addormentata”, la Siberia. Territorio affascinante che va dalla barriera glaciale con gli Stati Uniti al Mar del Giappone, dal Circolo Polare Artico ai confini con la Mongolia, universo immenso compreso tra le steppe dell’estremo nordest asiatico e le catene montuose che fanno da confine con l’Afghanistan, il Pakistan, la Mongolia, la Cina.

Una regione dove il mondo che conosciamo si confonde, dove la Natura più estrema è padrona e crea  suggestioni in altri luoghi irripetibili; ma la Siberia è anche ricca di storie degli uomini, avvolge nel suo misticismo e protegge nelle sue Isbe, raccontando i suoi abitanti, le sue leggende e i suoi villaggi sperduti, lontani ma vivi, veri, forti.

 

 La Spedizione SIBERIA 2006

 

Un viaggio del cuore della Siberia in pieno inverno è un’avventura estrema alla portata di pochi, se poi si pensa di abbandonare strade e itinerari convenzionali per affrontare le piste dell’ultimo lembo di terra del continente asiatico che si spinge nel cuore dello Stretto di Bering, l’elenco degli spiriti avventurosi in grado di affrontare una simile impresa si restringe ancora.

 

Magadan, definita La Porta dell’Inferno, luogo del Nulla, perso tra i ghiacci della tundra in un posto indefinibile della Yakuzia, d’inverno si può infatti raggiungere solo affrontando - senza riferimenti - le improvvisate piste tracciate sul deserto di ghiaccio siberiano. Le temperature medie di questa zona in gennaio, periodo scelto dalla spedizione, oscillano intorno ai -50° ma possono scendere anche fino a -70°. Per mezzi e uomini è un’avventura al limite delle possibilità, dove nulla è certo o scontato. Gli automezzi sono preparati con apposite caldaie che, facendo circolare ininterrottamente acqua calda nell’abitacolo e nel motore, consentono alle vetture di funzionare e ai passeggeri di avere un minimo tepore interno. Ma basta un qualsiasi intoppo o guasto meccanico per trasformare l’avventura in un grandissimo problema!

 

 

 

 

Ma l’avventura inizierà ben prima di raggiungere Magadan: gli automezzi - due fuoristrada UAZ appositamente preparati messi a disposizione dall’importatore italiano UKGarage di Milano - verranno imbarcati già a metà novembre con destinazione Wladivostok, ultimo avamposto russo affacciato sull’Oceano Pacifico, dove arriveranno intorno a Natale dopo aver circumnavigato una buona metà del pianeta.

La spedizione partirà invece a fine anno per Mosca, da dove si immergerà subito nel clima indescrivibile e senza tempo delle tundre e delle steppe salendo sul mitico convoglio ferroviario della Transiberiana, che in sette notti e otto giorni attraversa longitudinalmente i territori più estesi e selvaggi della Terra: la Siberia, che in lingua locale significa “Terra Addormentata”.

 

Dagli Urali al Pacifico, il viaggio in treno è un insieme infinito di storie collegate tra loro solo da una esile traccia: bue binari che affrontano migliaia di chilometri punteggiati di villaggi e città, dove un’umanità sconosciuta sopravvive adattandosi a condizioni climatiche e sociali straordinarie nella loro durezza. Come un secolo fa, sono necessari ben otto giorni per superare gli 8.000 chilometri che separano Mosca da Wladivostok, attraversando sette fusi orari.

Le storie degli uomini si mischiano con panorami e scenari che sembrano appartenere a una realtà lontana, aliena.

 

Da Wladivostok gli automezzi saliranno fino a Skorovodino, imboccando poi la pista di 1200 km per raggiungere Yakuzt, capitale della Yakuzia; da qui si prosegue lungo una pista di 1600 km chiamata “la strada delle ossa”, un percorso durissimo dove riescono a passare solo i camion Kamaz 4x4 o 6x6. Dopo dieci giorni di pura sopravvivenza, durante i quali automezzi e uomini verranno sottoposti a test “impossibili”con molta fortuna si raggiunge Magadan, “La Porta dell’Inferno”.

 

11.000 chilometri, a quel punto, separeranno la spedizione dal confine italiano, che verrà raggiunto in almeno due settimane di viaggio avventuroso attraversando nel pieno dell’inverno molte regioni russe, costeggiando il Lago Baikal, superando gli Urali per poi rientrare finalmente in Europa dall’Ungheria e i Balcani, fino al traguardo di Udine, dopo 25.000 chilometri di ghiaccio e freddo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 I tempi delle tappe

 

La spedizione impiegherà circa 50 giorni a realizzare il percorso come descritto, partendo ai primi di gennaio del 2006 con rientro previsto per la metà di febbraio.

 

Mosca / Wladivostok              8 giorni con la Transiberiana

                                                2 giorni a Wladivostok per ultimare i preparativi

 

Wladivostok/Skorovodino/

Magadan/Skorovodino            20 giorni

 

Skorovodino/Irkutsk/

lago Baikal                               5 gioni

 

lago Baikal/Ucraina/

Ungheria/Italia              15 giorni attraversando in senso longitudinale tutta la Russia

 

 

 

L’obiettivo della spedizione

 

Realizzare un reportage mischiando cultura, avventura e storia, raccontando città dai nomi magici: Wladivostok, capolinea della Transiberiana, città chiusa agli stranieri fino al 1992; Skorovodino, Tulun, Omsk, Novysibirsk; Chita, fondata nel 1600, città sovietica al 100% con l’impressionante piazza centrale dominata dallo sguardo severo di Lenin, fequentata da commercianti cinesi e da gente che mercanteggia tutto e di più; Ulan-ude - miniatura di Ulan-bator in Mongolia - capitale della repubblica della Buriata, lungo il confine cinese, dove si trova la più grande testa di Lenin di tutta la Russia, con una popolazione mongola e una lingua che discende dal turco; il lago Bajkal, chiamato la perla della Siberia, grande quanto il Belgio, in inverno si può attraversarlo dato che lo spessore del ghiaccio raggiunge i quattro metri; Irkutsk, splendida architettura del 1800, grande centro commerciale di traffici verso la Mongolia, la Cina e la Russia europea; Celjabinsk, dove entreremo nel bunker di Stalin; la città di Yakuztsk, costruita su piloni interrati nel premafrost, lo strato perenne di ghiaccio.

Sfiorando una vita sociale a noi aliena, visitando villaggi sconosciuti, dove il tempo si è fermato, dove lo sciamano esercita ancora la sua carismatica figura nelle lunghe notti invernali, incontrando le ultime popolazioni di nomadi che vivono di caccia come le comunità Evenki e i Ciukci, verrà girato un filmato a 360°, unico ed esclusivo, dove si potrà veramente capire l'animo e la cultura siberiana; d’inverno, perchè è l'ambiente giusto, in cui neve e freddo esaltano la grandezza di questo mondo e della sua gente.

 

 

 

I protagonisti della spedizione Siberia 2006

 

 

ADALBERTO BUZZIN

Uno dei pochi “specialisti” di viaggi in Siberia, si dedica a tempo pieno ai viaggi e all’avventura dall’età di diciotto anni sempre sulla strada: autostop, macchine, moto e mezzi locali.

Ha organizzato e realizzato importanto spedizioni importanti come:      

- Italia – Wladivostok;

- Ural 2002;

- Islanda in invernale;

- Siberia in invernale;

- Venezia – Tokyo;

- Transafrica.

Con una Renault 4 ha fatto più di 500.000 km visitando paesi particolari come la Transnistria, Gagauzia, Moldova ex-Russia, Albania, Kossovo, Montenegro, Bielorussia, Sahara, Ucraina, Mongolia, Cina, Malesia,  tutta l'Africa nera, Indonesia, Emirati, Kuwait, penisola arabica, Medio Oriente, centro America, Caucaso, Balcani estremi, Asia centrale.

 

 

MICHELE DALLA PALMA

Giornalista e fotografo, Direttore Responsabile della Rivista del Trekking, “grande viaggiatore” (sono pochi i paesi del pianeta che non ha ancora visitato) dal 1984 ha realizzato centinaia di pagine di fotoreportage, uscite anche su riviste estere, con particolare attenzione per la montagna e le sue componenti etniche e culturali.

Maestro di sci e Istruttore Nazionale FISI, guida AIGAE ed ex-istruttore di alpinismo e scialpinismo del CAI, dalla fine degli anni '70 si è dedicato all'alpinismo e all'arrampicata, organizzando numerose spedizioni in tutto il mondo, dall'Himalaya alle Ande, dai deserti africani alla Patagonia e alla Tierra del Fuego.

Tra le imprese più importanti la partecipazione nel 1984 alla salita del Makalu (8481 metri), quinto gigante del pianeta. Nel 1986, per la prima ascensione solitaria alla parete nord del Nun, 7135 metri nel Tibet Occidentale, è stato citato, insieme a pochissimi altri alpinisti italiani, nel libro di John Venables “Himalaya in stile alpino, le più belle imprese sulle montagne più alte del Mondo”.

Nel 1987, con il paleoantropologo Alberto Salza ha compiuto la traversata integrale della Suguta Valley, 370 chilometri a piedi in autosufficienza nel Grande Rift africano tra il Kenia e l’Etiopia, uno dei luoghi desertici più ostili e impegnativi del pianeta.

Nel 2002 è stato uno dei protagonisti, come fotografo ufficiale, della spedizione Overland 6 "L'Anello Azzurro del Mediterraneo", 36.000 km attraverso Europa, Asia e Africa durante i quali ha salito le cime più alte delle venti nazioni toccate.

Socio accademico nel GISM - Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, Accademia di Arte e Cultura Alpina - che rappresenta una delle più esclusive associazioni del panorama letterario e culturale italiano e annovera tra i suoi soci alcuni dei nomi più importanti della nostra cultura.

È anche autore, regista e conduttore di progetti televisivi dedicati alla montagna, alle sue tradizioni e ai suoi personaggi.

La sua mostra fotografica "Bracconiere di Emozioni" è già stata esposta in alcune importanti città italiane.

 

Completeranno l’organico  della spedizione:

- due cineoperatori che si occuperanno di realizzare i filmati

- due compagni di viaggio con cui condividere le difficoltà, i disagi e le emozioni di Siberia 2006

 

 

Il film

 

In progetto la realizzazione di un prodotto televisivo di 8/12 puntate da 60 minuti ciascuna che racconti l’avventura della spedizione - in “presa diretta” - inquadrandola nel contesto territoriale; un’occasione per raccontare un paese ai più sconosciuto, con le sue culture, i suoi uomini, le sue storie e le sue leggende, i suoi scenari naturali, le sue durezze e contraddizioni.

 

Partner in quest’impresa saranno la casa di produzione Emmedue, specializzata nella realizzazione di programmi in “esterno” anche in condizioni estreme (L’Isola dei Famosi, Scherzi a Parte, etc) e  il canale satellitare Marco Polo che si è affermato nel panorama televisivo nazionale come il più seguito programma dedicato ai viaggi e alle avventure nel mondo.

Le puntate dell’avventura Siberia 2006 veranno messe in onda nel corso del 2006.

 

È il programma anche la realizzazione di un film della durata di  circa un’ora - concentrato di tutte le esperienze del viaggio - che verrà presentato alle maggiori rassegne e festival internazionali dedicate alle pellicole di viaggio e avventura: Trento Filmfestival, Cervino Filmfestival, Banff Filmfestival, etc.

 

 

I reportages

 

La Siberia, le ultime vestigia del comunismo sovietico che sopravvivono in paesi e città dimenticati dal progresso, scenari naturali inediti, il bunker di Stalin, simulacro del folle delirio chiamato “guerra fredda”, villaggi sconosciuti dove dominano ancora le culture sciamaniche... saranno gli argomenti di una nutrita serie di reportages fotogiornalistici che verranno pubblicati su importanti riviste italiane nel corso del 2006.

 

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