ASIA RAID 2001

di PIER FELICE

 


Questo viaggio è stato organizzato da Marco Serrantoni e Fabio Negroni che mi hanno poi invitato a parteciparvi, io a mia volta ho invitato Enzo De Matteis e strada facendo abbiamo conosciuto Gianni Fornara che ci ha seguito fino a Peshawar tornando, per mancanza dei visti, indietro solo soletto.

STRANO POSTO IL BELUCHISTAN............terribile...... ed ovviamente affascinante.

Quello che segue è l'articolo apparso su INMOTO del Gennaio 2002

Quando si deve affrontare un viaggio di circa 20.000km con due mesi di tempo, incontrando ogni tipo di condizione climatica e metereologica e fondi stradali tra i piu' vari, dal ruvido asfalto al letto del fiume, la scelta della moto giusta equivale ad avere la certezza che metà del progetto è realizzato. L'aver avuto a disposizione un Dominator dava quindi ottime probabilità alla riuscita dell'impresa.

 

Con una volata si arriva a Brindisi, da qui l'imbarco per la Grecia. Inizia subito la strada per il passo Katara, tornanti su tornanti, strada stretta ed asfalto insidioso, in alcuni tratti in parte sciolto. Affrontare questa strada con il Dominator è un piacere, scattante nei corti tratti, dove è possibile sorpassare e sicuro nella frenata che precede il tornante. Turchia: I lunghi rettilinei dell'altopiano Anatolico sono stati percorsi in quinta a pieni giri, il tachimetro segna 155km/h anche se la moto può dare di più, ma ovviamente è frenata dal pieno carico, dai copertoni di ricambio e da una tanica da 5 litri usata per avere una piccola scorta di carburante.
La zona del Kurdistan Turco è affrontata di notte, il freddo è intenso, i passi di montagna superano i 2000 m, ottima l'illuminazione che la moto fornisce, un po' difficoltosa la doppia regolazione del fanale. Iran: Caldo secco dopo le montagne che portano a Tabriz. Sempre accolti con entusiasmo spontaneo ad ogni sosta. Lungo un'autostrada si affianca un'automobile con una famiglia e tirato giù il finestrino mi passano una grossa fetta di torta.  Superata Qazvin, famosa per l'uva senza semi ed una bellissima moschea, si lascia la strada principale e ci s'inoltra su sterrati per visitare i vecchi Caravanserragli disseminati un po'ovunque da qui sino alla ancora lontana Cina. Qui spicca la natura off road del Dominator che fa quasi dimenticare la prudenza, bagaglio più importante d'ogni viaggio Dopo la splendida Esfahan è tempo di manutenzione, ma il tutto si riduce a poco, l'asta dell'olio indica ancora un livello a metà tra il massimo e il minimo, nonostante le lunghe e veloci tirate, e la catena di trasmissione ha il suo giusto gioco.

 

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