SETTE GIORNI ALLE EOLIE

Racconto di viaggio, 2006

di Enrica Grifeo

 

Tutto luglio e tutto agosto in città a governare il cane ed il gattino randagio, nero e birbante, nuovo ospite della mia casa.

Ma non appena i romani hanno fatto accenno di tornare via si parte.

Dove andare per una sola settimana?

Quale meta nazionale poteva saziare il mio gusto esotico e vagabondo ?

Bene, non sazi dei  vulcani andini , di quelli centroamericani, di quelli delle Galapagos io e Nello abbiamo scelto un nostrano vulcano attivo : Stromboli.

 

“ Iddu” , come lo chiamano gli isolani, incombe imponente su ogni angolo della piccola isola e frequentemente, in momenti di silenzio, dai vicoli  lo senti anche tossire e sputacchiare come un drago che si rispetti.


 

Ma veniamo all’organizzazione:

-         nella stagione estiva la nave veloce della Snav , anche se costosa, rende il viaggio semplicissimo : da Napoli in quattro ore si è a Stromboli ( che è la più a nord delle isole Eolie).

-         La Snav propone anche offerte speciali, prima si prenota ( in rete va benone) più si ha possibilità di prenderle. Noi siamo riusciti a prendere a 35 euro il ritorno. Ma ancora la Snav sconta il 10% della tariffa a chi ha acquistato anche un biglietto ferroviario ( basta segnalare il codice del biglietto) .

Quindi il viaggio è stato comodissimo.

-         Numerosissimi siti internet offrono appartamentini in affito su tutte le isole. Noi abbiamo scelto di alloggiare a Stromboli perchè più verace e lì, per la prima settimana di settembre, un delizioso appartamentino ( due stanze cucina tinello, veranda e due bagni ) da 4+1 posti letto ci è costato tutto compreso  600 euro.

 

-         Su tutte le isole i generi alimentari sono cari per cui se arrivate con qualche scorta fatta nei discount del continente farete soffrire meno il portafoglio. Certo se siete minimamente abili pescatori non c’è problema a procurarsi pasti gratis.

 

-         A Stromboli non si può non andare a vedere le esplosioni del vulcano ( nella nostra settimana sono state più di dodici l’ora !! ) e le possibilità sono due.

-         La prima, via terra, scalando il vulcano con una ascensione di circa tre ore rigorosamente accompagnati dalle guide  ( si parte intorno alle 17, si resta in cima circa un’ora dalle 20 alle 21 e riscendendo  con le torce per due ore e mezzo circa) . Noi non siamo saliti ( ci erano bastati  il Cotopaxi ecuadoriano e quel dannato Madera nicaraguense ......) ma persone che sono andate ci hanno riferito che è si una ammazzata ma ne vale assolutamente la pena perchè lo spettacolo è indimenticabile.

-         la seconda, per comodoni come noi, via mare , tutte le sere mare permettendo partono numerosissime barchine che poi si fermano a largo di fronte alla sciara di fuoco ( termine di origine araba ) e si aspettano  le esplosioni con il naso all’insù.  La gita è di un paio di ore ed è piacevole e....marinara ( attenti però al mal di mare:  restare fermi sulla barchina se il mare è agitato può non essere piacevole, meglio prendere una pasticca e succhiare un limone )

-         Sull’isola si può anche arrivare all’osservatorio, vedere il piccolo centro informativo sull’attività del vulcano, fare il giro in barca dell’isola , andare, sempre in barca, a cena a Ginostra ovvero bagnarsi nelle spiaggette nerissime ma dal mare trasparente a destra e a sinistra del porticciolo.

  

 

-         Da non tralasciare : gelati, granite ed arancine e poi capperi e fichi d’india a volontà  !

-         Da Stromboli con l’aliscafo abbiamo passato una giornata a Salina ed una a Panarea.

-         Salina è deliziosa, verace, ridente, solare e piena di ....vigne. Due grandi aziende vinicole producono i famosi vini dell’isola e la Malvasia.  Ottimi e di alta gradazione i vini bianchi che a noi invece solitamente non piacciono preferendo il rosso.

-         Con il bus pubblico e un poco di fatica , abbiamo raggiunto la mitica baia di Pollara ( dove hanno girato il Postino ) è parco protetto per cui giù dalla ripidissima  discesa non troverete alcun punto di ristoro per cui portatevi tutto. Gli scogli non sono molto “comodi”, ma soprattutto sono molto scivolosi rendendo  l’ingresso in acqua difficoltoso, non c’è un filo d’ombra, ma lo scenario è incantevole. Per i fortunati che siano riusciti a farsi invitare a bordo delle lussuosissime barche che frequentano la baia forse tutto sarà più affascinante ....o forse proprio no . 

-         Un altro bus al tramonto ci ha portato a Lingua dove abbiamo un meraviglioso ricordo di un “ pane cunsato” e non vi dico di più....andate e provate.

-          Di Panarea che dire?  Certamente è deliziosa, piena di fiori, di localini, ma .......potrei definirla un “ delizioso villaggio turistico in stile eoliano”. 

 

 

 

-         E’ pur vero che sulla spiaggia di Zi’Maria abbiamo fatto il miglior bagno e pranzato di lusso ,e che  gli scorci di mare, rubati tra le buganvillea delle ville, sono sembrati pezzetti di sogno, ma la gente del posto è stata interamente sostituita da aridi villeggianti aristocratici e danarosi, togliendo spontaneità all’ambiente.

 

     -    Qualche indirizzo di Stromboli:

-         per l’ alloggio chiamate pure Angelo Calabrese  è un tuttofare e vi sistemerà benissimo ( meglio dei contatti via internet) il suo numero è  090986079 oppure cell.3338019677.

-         per le gite in barca avrete molta scelta, ma non ci siamo appoggiati a Pippo ( chioschetto sul lungomare ) che ci ha fatto sconti comitiva (mentre eravamo solo quattro )

-         per mangiare attenzione alle.....candele....nel senso che se vedete il lume di candela poi il conto sarà più salato. Economico e con buona pizza è Luciano sulla via principale e bella terrazza sul mare. Ma abbiamo anche mangiato “di classe”  con porzioni piccole e prelibate ma.... lume di candela e  quindi conto salatino al ristorante  Punta Lena ( lungomare verso Ficogrande ) .

 

Enrica    enrica236@hotmail.com

 

Foto di Franco, Mirella e Nello

 

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