MADEIRA : dove finisce l’arcobaleno.

Portogallo

Diario di viaggio 2005-06

di Giovanna Castoldi

 

Una antica leggenda Celtica racconta  che là, dove finisce l’arcobaleno ci sia una pignatta d’oro custodita da folletti…..

Di una pignatta non so, ma sicuramente sotto i tanti arcobaleni visti a Madeira ho trovato la serenità, l’autenticità, la caparbietà, la fierezza, l’amore per le tradizioni della propria  terra.

La serenità nei piccoli villaggi del nord immersi in verdi vallate.

L’autenticità nella gente che  senza lusso, ma con umiltà  seguiva la messa di Natale nella chiesa di Sao Vicente addobbata da infinite orchidee.

La caparbietà per orti  e vigneti coltivati in terrazzamenti strappati alle montagne senza colpo ferire.

La fierezza del gruppo musicale degli Studenti dell’Università di Madeira che si è esibito nella festa del capodanno di Funchal.

L’amore per le tradizioni del gruppo folcloristico di Curral das Freiras composto di soli giovani……

Per tutto questo : grazie Madeira.

 

 

 

 

 

Utilissima la guida tascabile della Dumont “ Madeira” ed. 2002  € 14,00 che ci ha permesso di pianificare al meglio gli spostamenti (bellissima cartina ), i treeking  ( accurata descrizione degli itinerari), i ristoranti ( mai speso più di € 25,00 per pranzare in 2, vino incluso)!!!

Utile il materiale scaricabile  dal sito www.madeira-levada-walks.com per l’organizzazione dei treeeking.

La scelta dei 2 hotel, localizzati il primo a Sao Vicente nella costa nord , il secondo a pochi km di distanza da Funchal si è rivelata vincente. Ci ha dato la possibilità di effettuare con calma belle passeggiate senza lo stress di spostamenti che, anche se non di  molti km , in un’isola montuosa come Madeira,  alla lunga  possono rivelarsi stancanti.

 

24/12 ore 18,00- dopo un viaggio iniziato al mattino alle 9,50 dall’aeroporto di Milano Malpensa, e un’ attesa di varie ore all’aeroporto di Lisbona ( scotto da pagare per spendere il meno possibile!) siamo finalmente a Funchal. Il responsabile della Bravacar da cui ha noleggiato l’economycarrentas ci raggiunge quasi puntuale nella hall dell’aeroporto, come ci aveva confermato nella e-mail della sera precedente la nostra partenza. La consegna dell’auto avviene nel suo ufficio distante pochi km. Nessun intoppo,prendiamo possesso della nostra Clio con ben 82.000 km e ci dirigiamo verso Sao Vicente.La strada è per un lungo tratto, a due corsie e non ci mettiamo più di 45 minuti per arrivare.  Subito ci colpiscono le migliaia di luci!!! E’ tutto illuminato per festeggiare il natale. Case, alberi, chiese, strade……uno scintillio di colori diversi.

 

 

 

25/12- dopo la colazione a buffet  consumata davanti al panorama di un oceano stranamente calmo e di un cielo non propriamente sereno, ci dirigiamo alla volta del passo Encumeada. Il panorama sarebbe mozzafiato, se non fosse per la bassa nuvolaglia ! Proseguiamo per l’altipiano di Paul da Serra fino al parcheggio di Rabacal. Lasciata l’auto, una discesa asfaltata di un paio di km ci fa raggiungere l’inizio del sentiero per la Levada delle 25 fonti. In mezzo ad un bosco di erica arriviamo fino alla fine ( e oltre) della Levada dove numerose cascate corrono ad essere incanalate in questo ingegnoso sistema di convoglio delle acque sul territorio di tutta l’isola.

 

 

Il ritorno è più faticoso, perché i salita, ma ce la facciamo!!! Consumiamo il nostro pasto di natale, veramente alternativo, con panini e frutta nell’area pic-nic di Rabacal in maniche di camicia attorniati da pochi altri turisti e da uccellini disinvolti che si avvicinano per approfittare delle nostre briciole.

Proseguendo lungo lo spoglio altipiano, in netto contrasto con i boschi precedenti, facciamo poi  brevi soste a  Santa, Porto Moniz, Seixal, Chao da Ribeira per ammirare gli splendidi panorami  che si godono da una  costa così alta sull’oceano. Al rientro in hotel, decidiamo per un bagno nella piscina interna, con relax nella jacuzzi e nella sauna…..pronti per la cena che sarà frugale, visto che tutti o quasi i ristoranti di Sao Vicente sono chiusi per Natale. Ci accontentiamo della Churrascaria  dove impariamo cosa siano i tramocos e il miglio fritto!!

 

26/12- l’escursione di oggi  ci porta a raggiungere il paese di Santana . La strada per arrivarci  corre su e giù per valli verdissime in stretti tornanti e affascinanti panorami sull’oceano. All’altezza di San George troviamo un banchetto di frutta locale. Comperiamo qualcosa per il nostro pranzo imparando a conoscere frutti mai visti se non sulla nostra guida. Dal venditore, in un inglese impacciato, ma da gesti ben più riconoscibili  impariamo come si mangiano e quali acquistare a seconda della maturazione. La strada che porta da Santana a Queimadas corre in mezzo a boschi fino ad arrivare all’altezza di 900mt. Di lì un sentiero lungo la levadas porta in 4 ore andata e ritorno per una lunghezza di 13 km  al Calderao Verde e per poi proseguire al Calderao de Inferno. La passeggiata in mezzo ai boschi è lunga, ma tutta in piano e a tratti si aprono imperdibili scorci sulle vallate.  Unica difficoltà il superamento di 3 tunnel. Impossibile pensare di farli senza una torcia. Ritorniamo all’hotel sempre dalla medesima strada.

 

27/12- oggi il tempo sembra non promettere niente di buono, ma a noi è rimasta la voglia di provare a salire al Pico Ruivo, la vetta più alta di Madeira. Rifacciamo la strada fino a Santana e arriviamo questa volta fino al parcheggio di Arcada de Teixeira a quota 1592 mt. da dove incomincia un sentiero lastricato che porta su fino alla cima a 1862 mt. Il tempo non è molto migliorato, ma coprendoci anche con le giacche impermeabili imbottite che avevamo alla partenza da Milano, sfidando il vento e quel po’ d’acqua incominciamo a salire. Ci vuole un’ora per arrivare alla vetta e il panorama sarebbe veramente splendido se ci fosse sereno.  Ci accontentiamo di vederlo nelle cartoline che il gestore del rifugio ci vende insieme ad una bela tazza di caffè bollente. Ci sembra di capire che qui si possa anche pernottare . D’altra parte, passa proprio qui sotto l’intera camminata che porta in 6 ore al Pico de Areiro ,  la terza cima di Madeira. Un’esperienza sicuramente da fare…in un’altra stagione. Scendendo, a sprazzi riusciamo a scorgere sia la vallata oltre il passo Encumeada, sia dall’altra parte Ponta de Sao Lourenco la punta estrema dell’isola verso Machico . Dopo questa appagante fatica, decidiamo di fermarci a pranzare al “ O Rancho” ristorante molto caratteristico  segnalato dalla nostra guida. Ottima scelta!! Assaggiamo il famoso piatto natalizio locale carne  de  vinho  e alhos accompagnato da patate e insalata  .Come bevanda una bella Coral, la birra prodotta a Madeira. Costo totale € 21,00 in due  per una buona , grande abbuffata!

Al rientro a Sao Vicente, vista la giornata di nuvole e pioggia andiamo a visitare le grotte vulcaniche, attrattiva della zona. Il biglietto d’ingresso costa € 8,00 e comprende la visita guidata di 20 mm, la proiezione di un film sulle origini dell’isola di Madeira, una visione tridimensionale dell’ impatto sulla terra. Bello, soprattutto per capire meglio la natura dell’isola. Visto che non è tardissimo, e si trova nelle vicinanze , ci scappa anche una bella salita ( 146 gradini) alla cappella di Nossa Senhora de Fatima, meta di gran pellegrinaggio il 13 maggio, ricorrenza dell’apparizione della Madonna a Fatima.

 

28/12- oggi il tempo è peggiorato!!! Facciamo colazione avanti ad un oceano in piena burrasca, ma non ci importa più di tanto, dal momento che è una giornata dedicata alla  tappa di trasferimento al sud dell’isola. Percorriamo la veloce strada che in 25 minuti ci porta a Ribeira Brava, e raggiungiamo Ponta del Sol. La guida dice che è la cittadina più assolata dell’isola, ma noi riusciamo a prenderci l’acqua anche qui. Impossibile tenere aperto l’ombrello visto il vento. Comunque  dopo poco il cielo si apre e possiamo passeggiare tranquillamente per la strada che corre in mezzo alle coltivazioni di banane di Lugar de Baixo.Sostiamo a Ribeira Brava dove acquistiamo un po’ di frutta tipica al mercato coperto. Attenzione ai prezzi!!!! La cittadina è meta di turisti che vengono sbarcati lì dagli innumerevoli pullman e ovviamente i locali se ne approfittano. Riprendiamo l’auto per Cabo Girau, una delle più alte falesie d’Europa, ma non ci entusiasma più di tanto. Proseguiamo con l’intenzione di fermarci a mangiare a Camara de Lobos, ma la cittadina è talmente caotica per il traffico del mezzogiorno, che rinunciamo a parcheggiare e proseguiamo dirigendoci di nuovo verso l’interno dell’isola. La nostra tappa prevede di arrivare a Eira de Serrado da dove , da un miradouro non lontano dal parcheggio, si può vedere l’intera Valle delle Suore.

 

 

 

Anche qui peccato per la nuvolaglia, che non ci permette un completo colpo d’occhio, ma siamo a Madeira e le nuvole sono di casa!!!! In macchina arriviamo fino al sottostante paese di Curral das Freiras in mezzo a boschi di castagne e coltivazione d’uva. Secondo la guida il paese in fondo valle , dovrebbe essere riparato dal vento……, ma è solo una teoria!!! Perdendoci per le strade di montagna,  arriviamo fino al  Pico de Barcelo,  da cui si gode un’affascinante vista su Funchal

 

Lì vicino c’è anche il “madeira shopping center”. Un centro commerciale che abbiamo visitato in un'altra giornata e che ci ha permesso di confrontare la realtà locale con la nostra. Ne vale la pena.

Riprendendo la  super strada arriviamo velocemente a Garajau dove si trova l’hotel. Ce ne stiamo un po’ spaparanzati sul balcone della camera che guarda sulla piscina e da cui in lontananza di intravede il mare e ci godiamo il sole fino alle 17,30. La differenza con il clima della costa nord risulta subito evidente….La serata la passiamo a Funchal  che è tutta in festa per il periodo natalizio. Nell’avenida Arriaga, lo spartitraffico è occupato da presepi, costruzioni in cartapesta, grandiose decorazioni di frutta e verdura, banchi per la preparazione della “Soupa” e del “Bolo de caco”. Non possiamo restare indifferenti e ci mettiamo in coda insieme ai portoghesi per assaggiare il “caldo verde”. Per 2 € ci viene data una abbondantissima terrina di questa minestra a base di verdure , preparata come una volta in grandi pentoloni dalle donne del luogo.

 

 

29/12- oggi è prevista la passeggiata alla Ponta de Sao Lourenco che fa parte del parco naturale di Madeira . Baia de Abra, da cui si diparte il sentiero non propriamente di facile percorrenza  dista dall’hotel  circa una mezz’oretta in auto; arriviamo al parcheggio deserto. Tutto il percorso si snoda  su e giù per le pendici, a volte in tratti scoscesi , ma dal panorama bellissimo , sia per la vista dell’isola di Porto Santo in lontananza, sia per la montagna che reca ben visibili i segni delle varie eruzioni vulcaniche da cui ha avuto origine l’isola! Mentre noi già ritorniamo, vari gruppi ci cimentano nell’escursione della durata di circa 3 ore e che per me rimane la più difficoltosa dell’isola.

Riprendiamo l’auto e dopo una breve sosta a Canical, ci dirigiamo verso l’interno fino ad arrivare a Portela, dove avevamo pensato di fermarci a mangiare. Troppa gente e i 2 ristoranti mi sembrano proprio per turisti!!!! Però il panorama è bello e  anche da qui partono interessanti treeking. Continuiamo a salire fino ad arrivare a Santo da Serra , località  apprezzata per il suo clima  mite dai commercianti inglesi nel secolo scorso, al punto che molti si  fecero costruire qui le loro residenze estive. Una di queste, è ora diventata parco pubblico ed è possibile camminare in mezzo ai sentieri del giardino ben tenuto, fino ad arrivare al Miradouro dos Ingles da cui si può ammirare la valle di Machico fino alla Ponta de Sao Lourenco.

Pranziamo al ristorante “ A Nossa Aldeia”  ( le auto parcheggiate all’esterno sono solo di locali….)assaggiando la soupa de tomate ( buonissima) e un mega spiedino con patate e insalata , il tutto innaffiato da mezzo litro di Mateus rosè : € 19,80!

Rientrati i hotel ci rilassiamo al sole per preparaci alla serata a Funchal che raggiungiamo passando dalla vecchia strada che attraversa il paesino di Goncalo. La strada che corre alta sul mare, offre scorci bellissimi sulle  luci del golfo di  Funchal  e in circa 20 minuti permette di arrivare al parcheggio do Reis all’estremità sud dell’Avenida do Mar.  Nella luce del crepuscolo , ci accingiamo alla nostra passeggiata sul lungomare illuminato nella sua interezza ;diversi caldarrostai vendono marroni buonissimi che noi  non possiamo non assaggiare (12 castagne € 1,50 !

 

 

Al Jardinin Municipal si tiene tutte le sere uno spettacolo che coinvolge artisti vari e gratuitamente tutti possono fruirne. Questa sera il tabellone è particolarmente ricco di attrazioni locali e volentieri ci fermiamo …peccato per la lingua. Solo ogni tanto c’è qualche spiegazione in inglese…Attorno al palco ci sono banchetti per la degustazione del vino madeira e di altre specialità locali. Di fame e di sete non si muore sicuramente!

30/12-  in una giornata di sole , non propriamente presto,   ci dirigiamo verso il Pico do Arieiro mt.  1818 la terza cima di  Madeira. Arrampicandoci su per la strada in compagnia di diversi pullman di turisti , ci accorgiamo che ai bordi della strada è rimasta un po’ di neve ; ci fa uno strano effetto ,ma il freddo c’è e l’altitudine  anche. Una breve passeggiata ci porta al Miradouro do Juncal . Il panorama che si apre sulla Valle di Faja de Nogueira è veramente bello , ma non ci si può avventurare oltre, a meno che non si voglia intraprendere l’escursione che in 4/6 ore porta al Pico

Ruivo… e che non è nei nostri programmi.

 

 

 

 

Riprendiamo invece l’auto per una breve passeggiata che da Ribeiro Frio lungo una piccola levada porta al Balcoes. Da qui si dovrebbe avere un bel colpo d’occhio su tutta la catena montuosa centrale. Peccato che la valle sia immersa in a nebbia che niente a da invidiare a quella della nostra pianura padana!!! Un po’ delusi , anche per la ressa umana che affolla questo posto, ce ne andiamo ripensando ai solitari percorsi delle levadas della costa nord. Scendendo , dopo il passo Poiso, sulla strada verso Camacha ci fermiamo a pranzare al Abrigo do Pastor per assaggiare la famosa feijoada .Il locale è veramente carino e dopo un primo momento di imbarazzo davanti alla zuppiera di fagioli e alle diverse terrine contenenti manioca, salsa piccante e una non ben decifrata verdurina verde, copiando dagli altri avventori, gustiamo questo piatto e un piatto di coniglio della casa servito con riso bollito e l’immancabile insalata. Le porzioni sono talmente abbondanti che un piatto potrebbe bastare per 2 persone!Anche qui   beviamo  mezzo litro di vino e ce ne andiamo più che soddisfatti pagando 23 euro. Sosta obbligata a Camacha per ammirare il panorama sulla costa sud orientale   e  visitare il negozio di produzione di manufatti in  vimini che sta accanto al Café Relogio. C’è anche la possibilità di vedere  all’opera gli operai   della più grande società esportatrice di Madeira.

Scendiamo a Funchal piuttosto tardi e, dopo un giro al supermercato per procacciarci il  vino per il brindisi di domani sera , e una puntatina al Mercado dos Lavradores,   decidiamo di avviarci verso la città alta . Lungo le stradine lastricate non ancora percorse passiamo davanti al Convento di Santa Clara e poi su fino quasi  alla Fortaleza do Pico .Scendendo dalla parte opposta, nella zona nord dell’Avenida do Mar, attraversiamo quasi interamente il parco di Santa Caterina, un enorme polmone verde proprio nel centro della città. Accanto al Casino’ , nella vecchia Quinta Vigia ha alloggiato la principessa Sissi durante il suo soggiorno a Madeira.

 

31/12- ultimo giorno di questa intensa vacanza. Saliamo a Monte in macchina , anche se è possibile utilizzare la teleferica in partenza da Funchal  al costo di € 9,50 e, dopo essere entrati al Santuario  trascorriamo la mattina visitando il Jardin Tropical :  ingresso € 10,00 compresa la degustazione un bicchierino di madeira. Il giardino curatissimo è bello anche ora , ma  in primavera deve essere veramente uno tripudio di colori!

 

 

 

Da qui si vede la baia di Funchal che incomincia ad affollarsi delle navi da crociera che passeranno in rada l’ultima notte dell’anno. Alla fine della giornata contiamo esserne arrivate nove!!

 

 

 

Nel pomeriggio diventato assolato, decidiamo di passeggiare  nella zona a est di  Funchal sul lungomare degli hotel . Fa caldo e riusciamo a stare con le maniche corte.

Qualcuno fa il bagno dagli accessi al mare previsti nei due lidi. Noi ci spingiamo fino a Praia Formosa, la spiaggia più lunga dell’isola,ben 800 mt. , raggiungendola attraverso un tunnel  scavato nella roccia accessibile ai soli pedoni. Viene spontaneo il confronto con le spiagge più belle del nostro mediterraneo a cui siamo abituati noi durante l’estate  e sono certa di non aver sbagliato nella scelta di vedere  quest’  isola non per il suo  mare. Madeira ci è entrata nel cuore e non ci resta altro che preparaci a  brindare con il suo vino, il madera appunto, al nuovo anno.

A  mezzanotte festeggiamo insieme alla gente del luogo riunitasi presso la gigantesca statua del  Cristo Rei sulla punta del  Cabo Garajau  poco distante dal nostro hotel, godendo con piacere della magnifica vista dei fuochi sparati non solo dalla marina di Funchal, ma anche dalle colline circostanti . Terminati i fuochi, il nuovo anno viene salutato dalle roche  sirene delle navi  illuminate a festa, ed è uno strano, particolare sentire….

 

 

Giovanna   giovannacastoldi@libero.it 

 

 

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