Perù e Bolivia

"Un viaggio fra le nuvole"

diario di viaggio 4-28 ottobre 2002

di Raffaella Gambaro

 

 

 

Ciao Miche,

sono tornata dalla Bolivia e già mi manca....è veramente il paese più bello che abbia mai visitato, e grazie al cielo ho viaggiato un pochino......

Bolivia te amo!!!

 

Come già ti ho detto la Bolivia è meravigliosa.

Siamo arrivati a Lima, (infatti abbiamo passato 5 giorni anche in Perù) dopo un'attesa di 7 ore (anzichè 50 min.come era previsto) a Caracas sperando che il nostro aereo riuscisse a partire.

Infatti (e qui ti faccio notare il mio solito culo) la coincidenza che ci doveva portare da Caracas a Lima aveva un "piccolissimo" e superficiale guasto: non si riusciva a pressurizzare la cabina aerea...niente male, cosa dici....???

Ma noi prodi a baldi viaggiatori fai date con ancora il sorriso sulle labbra abbiamo atteso ed alla fine ci hanno imbarcato: erano passate solo 29 ore dalla nostra partenza dall'Italia.Un record.

Arrivati a Lima ci siamo riposati un giorno e poi abbiamo preso un volo interno che ci portasse a cuzco: in soli 45 min siamo passati da 0 mt slm a 3.800 mt slm.

All'inizio tutto ok, solo Mauro pativa un pò, ma io (che sono troppo la migliore!!!) zampettavo allegramente con il mio zaino in spalla: la pacchia è durata giusto il tempo di prendere un taxi (circa 2800delle vecchie lire), trovare un posto per dormire, e mollare lo zaino; da questo momento in poi sono riuscita solo a fare:

- uscire dalla posada e fare a piedi i 300 mt che ci separavano dalla piazza centrale di cuzco

- guardarmi in torno e dire: "mhhhhh, che sballo di città"

prima di iniziare a collassare e sdraiarmi su una panchina in mezzo alla piazza + morta che viva perchè avevo una nausea che nemmeno mia madre al terzo mese di gravidanza aveva avuto: era arrivato quello che chiamano "mal di montagna".

Quando sono riuscita ad alzarmi (e tu conta che mi ci è voluta una mezz'ora abbondante) sono tornata in camera ed ho dormito per circa 16 ore di seguito.

Le ande mi avevano dato il benvenuto.

Dopo questa parentesi il giorno seguente sono però stata decisamente meglio (a parte un leggero mal di testa che però mi è scomparso del tutto dopo tre giorni) ed ho iniziato a godermi Cuzco, i suoi dintorni con la valle sagrado e i suoi templi dedicati al sole alla terra ed alla luna, le sue passeggiate a cavallo e soprattutto il suo Machu Picchu: questa è stata la meraviglia del Perù.

Siamo arrivati al Machu dopo una bella sfacchinata (anche se abbiamo evitato di fare quello che chiamano Inka Trail per il fatto che di trekking non ha nulla , dura 4 giorni con cuciniere, muli e portatori e costa 150 USD, ma abbiamo fatto tutto per conto nostro) e ci siamo sentiti ripagati di tutta la stanchezza, la fatica il mal di testa e la mancanza di ossigeno: pioveva leggermente, la nebbia (...sì proprio quella che di solito ti fanno vedere nei documentari alla tele...) saliva dai bassipiani e la cittadella del Machu ci è apparsa all'improvviso in tutta la sua grandezza ed imponenza all'improvviso, dopo aver letteralmente girato un'angolo: ci credi che mi sono commossa ed ho quasi pianto???

E' stata una delle emozioni più grandi che abbia mai provato in viaggio, ed alla fine, anche se eravamo fradici e infreddoliti, io e mauro abbiamo concordato che niente ci riempirà mai il cuore e l'anima come quello che vedi in giro per il mondo...credo che se avessimo fatto questa esperienza con il sole le emozioni sarebbero state diverse.

Dopo l'esperienza del Machu Picchu, siamo tornati a Cuzco con il trenino che parte tre volte al giorno dal villaggio sotto il Machu che si chiama Agua Calientes, e la stessa sera alle 22 ca. abbiamo preso il bus in partenza per La Paz.

Il viaggio (in tutto 13 ore) è stato abbastanza tranquillo fino a che non abbiamo raggiunto le coste del lago Titicaca (ed erano le 4 am): un freddoooo che manco a Capo Horn è così prepotente!!! maleducato!!!!

I finestrini non chiudevano bene, gli spifferi e le correnti erano i nostri migliori amici, i sacchi a pelo e le coperte non bastavano. ci siamo svegliati alla frontiera di Desaguadero con la Bolivia con dei candelotti di ghiaggio al posto delle orecchie....va beh, ora sto esagerando un pò: però è vero che gli autobus peruviani (e poi avremmo scoperto che quelli boliviani erano peggio) non sono certo delle mercedes extra lusso, che a 3900 mt (quota del Titicaca) il freddo di notte è pazzesco e che la frontiera tra il Perù e la Bolivia altro non è che un pezzo di legno che divide in due una strada polverosa e senza asfalto... e tutt'intorno un'allegra "vecchia fattoria": maiali muli cani e oche zampettano tutto il giorno tra uno stato e l'altro, fregandosene del visto e del passaporto...

Finite le pratiche alla frontiera, con visti ritirati da una parte ed visti rilasciati dall'altra, siamo di nuovo saliti sulla nostra mega "limousine" e finalmente......Bolivia!!!

Siamo arrivati a La Paz dopo altre due ore di pullman tra paesaggi sterili da un lato (le ande dei 5000) e meravigliose dall'altra (alba e prime ore della mattina sul Titicaca).

Siamo arrivati al terminal terestre di La Paz e da lì via con il primo taxi boliviano verso plaza San Francisco e la sua splendida chiesa.

Una volta scesi, abbiamo, come al solito in centro e sud america, baciato l'asfalto e ringraziato di essere sopravissuti alla guida spericolata del tassista e poi cercato una pensione (ps: a La Paz si spende abbastanza, e siamo ben lontani dal nostro standard di 3/5 dollari) e poi abbiamo iniziato la scoperta della città: ed io mi sono innamorata di lei.

Ricorda tanto San Francisco, salite e discese ripidissime, ma ovviamente ha quel fascino sudamericano che in nessun altro posto tu puoi trovare: bancarelle, persone, animali, sporcizia, bambini, locali stralussuosi e mendicanti ai bordi: tutto insieme ammassato nelle sue vie!!!

 

E poi la sua musica ed il suo cibo, il mc donalds e l'hostaia, tutto insieme in un girotondo di odori, colori, rumori, sensazioni.

Tu mi dirai: niente di così diverso dal resto del sudamerica....non è vero. innanzitutto perchè qui siamo a più di tremila sempre! e poi perchè La Paz è piccola (a parte la zona di el alto, un mega agglomerato di 1 milione di persone povero e polveroso che sorge ben 1000 mt più in lato della città vera e propria) e a misura d'uomo, moderna e tradizionale in ogni angolo e poi....beh, non mi dilungo troppo nelle mie sensazioni, se no ti sento russare fin da Genova...

una volta presa confidenza con La Paz ci siamo dedicati alla visita dei suoi dintorni: la valle della luna, l'escursione al monte Chacaltaya (siamo arrivati a 5.300 mt: ma secondo me lì si sono dimenticati di metterci l'ossigeno!!!) e poi la discesa in bicicletta verso Coroico (sì, proprio lungo quella che chiamano "la strada più pericolosa del mondo", anche se la bici l'ha usata solo Mauro, io quel giorno ho oziato su un collectivos per poi girarmi tranquillamente da sola lo splendido villaggio di Coroico) e le sue yungas bellissime (ma....occhio alle zanzare ed al sole; infatti io, la raffi, che sembro la figlia di un immigrato senegalese e di una marocchina sono riuscita ad ustionarmi nel vero senso della parola, avevo le piaghe sulle spalle, il tutto in sole due ore di sole).

abbiamo lasciato La Paz (ma ancora ora credo che quella potrebbe essere una città in cui non avrei difficoltà a vivere) direzione sud verso il Salar de Uyuni, un incredibile deserto di sale di 12.000 km quadrati al confine con il Cile.

anche in questa occasione (ma è stato molto ma molto peggio il ritorno) il nostro autobus era, come tutti gli autobus boliviani, una vera e propria carretta, come si dice a Genova, affollatissimo e abbastanza puzzolente; il viaggio è durato circa 10 ore ma la cosa divertente è stata che, a parte le prime due ore, tutto il resto del viaggio lo abbiamo fatto su strade non asfaltate e piene di buche (al ritorno stava anche diluviando, per cui tutto era un enorme pantano...): infatti in Bolivia, o almeno nel sud ovest della Bolivia che è la parte che noi abbiamo visitato, l'asfalto esiste praticamente solo a La Paz e nel suo immediato interland...da non credere, anche se in realtà era proprio così che me l'aspettavo, per cui non sono rimasta per nulla scioccata, solo un pò indolenzita ogni volta che scendevo dal pullman, a maggior ragione se ci dormivo.

Abbiamo lasciato La Paz direzione Uyuni per iniziare una volta arrivati (come dicevo ci vogliono ca 10 ore di pullman)

 in condizioni davvero estremo, dove i tuoi migliori amici sono le buche e i dossi senza asfalto..) il nostro tour per il salar de Uyuni.

Giunti ad Uyuni siamo andati subito in un agenzia del posto dove abbiamo trovato quelli che sarebbero diventati i nostri compagni di viaggio: una coppia francese e la mitica Nathalie (anche lei francese, ma che viaggiava sola, e si stava godendo le ferie dopo un anno trascorso a lavorare in Perù per una società di eco-turismo). 
Tutti insieme siamo poi saliti sul nostro fuori strada insieme alla nostra guida, tal Pedro (ma si chiamo tutti uguale in america latina? sarà la quarta volta che trovo una guida di nome Pedro) e a sua moglie, tale Eva, che avrebbe fatto la "cuciniera"per i giorni a seguire. Siamo quindi partiti la mattina stessa del nostro arrivo ad Uyuni ed abbiamo iniziato la visita del salario.
All'inizio niente di speciale: la solita "desolazione" andina (che, apro e chiudo la parentesi, io ho imparato ad amare), solo cespugli e terra bruciata dal freddo, quà e là qualche vigugna e gli immancabili lama, ma cammin cammina......Hansel e Gretel arrivano alla casa di panpepato......: oh, no sto sbagliando storia....!!!
Ma cammin cammina all'improvviso da brullo e desertico il paesaggio diventa totalmente bianco, a sud, est ovest e nord: tutto bianco, un'enorme distesa di sale, senza limiti, senza confini: eravamo entrati nel salario.

Ho chiesto al buon Pedro di fermarsi (oggi benedico la conoscenza dello spagnolo, che in questa ed altre vacanze sudamericane, mi ha permesso di capire e farmi capire) e siamo scesi: grazie al cielo quel giorno erano partite solo 4 jeep (Pedro ci ha poi spiegato che ottobre è ormai bassa stagione per loro, in luglio agosto e settembre partono dalle 20 alle 70 jeep al giorno, addirittura si formano delle code: ma come si fà?) per cui in quel momento non c'era NESSUNO (LE ALTRE TRE SAREBBERO ARRIVATE POCO DOPO, PERCHè COMUNQUE VIAGGIAVAmo tutti insieme, anche se le agenzie erano diverse). mi sono allontanata leggermente dagli altri ed ho finalmente capito cos'è la pace: il nulla intorno a me, un silenzio mai "sentito" (che diavolo di donna che sono: guarda un po' che giri di parole che riesco a creare...!!!), ed intorno a me nuvole che sembravano così basse che potevi quasi toccarle. Un paradiso dove c'ero solo io!!! che emozione...

Sono poi tornata dagli altri e per tutti le sensazioni sono state le stesse.
Siamo poi ripartiti alla volta dell'Isla del Pescadores.

Una grande isola in mezzo al sale abitata da centinaia di cactus. Lì abbiamo mangiato, ci siamo riposati un pochino e poi siamo ripartiti per arrivare in piccolo villaggio (San Juan) dove abbiamo passato una notte in un'abitazione che appunto è stata adibita a rifugio per i turisti di passaggio. Lì abbiamo passato le poche ore che ci separavano dalle 21.30 (infatti a quell'ora nel villaggio veniva spento il generatore  per risparmiare energia) chiaccherando, bevendo del mate che Eva ci aveva preparato, leggendo e alla fine cenando con un'ottima zuppa di quinoa(?) e pollo.

Alle 21.30 siamo andati a dormire tutti imbacuccati dentro i nostri sacchi a pelo (infatti questo è un articolo da non dimenticare mai) e il mattino dopo siamo ripartiti.

Il salario ormai l'avevamo superato ed ora ci aspettava tutta quella zona arida ma allo stesso  tempo meravigliosa che è la zona andina che ci separava dal confine con il Cile. Nei tre giorni successivi saremmo arrivati infatti al confine cileno attraversando deserti con alberi di pietra,

 le lagune bianca colorada, che durante il giorno cambia sempre colore fino a diventare rossa nelle ore del tramonto verde e celeste

la riserva di fauna andina "Eduardo Avaroa"

 il deserto di Dalì, e le pianeggianti zone circondate dai vulcani,

 la zona dei gayser e delle "terme" (piccoli laghi con acqua calda dove, se uno ha coraggio, si può fare il bagno)

E poi.........siamo tornati indietro, di nuovo verso Uyuni ma passando dalla zona esterna al salario dove di nuovo ci hanno accompagnato i suoi deserti

i suoi fenicotteri ed i suoi animali

fino ad arrivare alla fine del nostro tour davanti ad un'altra attrazione (per quanto molto sporca e puzzolente) di Uyuni che  è il cementario dei treni.

Dopo di che la sera stessa siamo di nuovo saliti sul pullman e Mauro mi "ha concesso" (ma anche a lui non hanno fatto poi così schifo) tre giorni di relax a La Paz,

dove io mi sono dedicata alla scoperta più approfondita di questa meravigliosa città, delle sue chiese e delle sue stradine dei suoi mercati (pazzesco, anche se un po' turistico, il mercato della stregoneria, dove puoi comprare qualsiasi tipo di feticcio per ogni rito che vuoi,  riti ancora molto presenti nella cultura indios boliviana per qualsiasi evento della vita).

Abbiamo infine finito il nostro viaggio con 6 giorni sulle coste del lago Titicaca: 2 giorni nella splendida Isla del Sol (che in due giorni abbiamo girato da sud a nord in trekking, dormendo in una splendida posada affacciata sul lago Titicata nella località di Challa), 1 giorno dedicato a Copacabana, alla sua chiesa

e all'assaggio delle sue trote, altri 2 giorni a Puno sulla parte peruviana del lago ed infine siamo partiti il sesto giorno direzione Lima per il rientro in Italia.

E questo è quanto....passerei (ovviamente lavoro permettendo) ore ed ore a raccontarti le mie impressioni, i sentimenti e le emozioni che ogni viso, ogni luogo ogni animaletto mi hanno regalato, ma credo che quando ci andrai capirai quello di cui ti sto parlando e capirai quanto le parole che noi conosciamo (e ti giuro che non si tratta di retorica) non bastino per descrivere quelle meraviglie!!!!

 

 

1) agenzia usata per tour nel salar: TONITO TOUR (AV.FERROVIARIA 152, UYUNI - Tel/Fax (010-2) 6932094 - www.bolivianexpedition.com ; tonitotours@yahoo.it)

2) Dormire a Uyuni: Hostelling international (Av.Potosì sq.Sucre , Uyuni - pucara_tours@yahoo.com)

3) Agenzia per fare la "discesa più pericolosa del mondo" a La Paz: EXPLORAMA TOURS (Sagarnaga St.# 233 La Paz - explorama_tours@yahoo.es)

4) Per bere il miglior cappuccino e mangiare la miglior apple pie di la paz (ecco la mia vena golosa): ALEXANDER COFFEE (Calle Potosì, 1091 La Paz).

5) Se poi si va a Puno per andare alle isole degli Uros, per dormire: EL MANZANO GUEST HOUSE (Av.El Puerto n°449, PUNO-Perù)

 

per quanto riguarda il periodo migliore è da luglio a fine ottobre, non oltre, già noi abbiamo preso qualche mezzagiornata di pioggia.

 

di Raffaella Gambaro   alceraffy@yahoo.it 

 

 

 

 

 

 

 

 

Home ] AFRICA ] AMERICA ] ASIA ] EUROPA ] OCEANIA ]