Il viaggio di Elena

Cuba e Centroamerica  2004

 

 

 

1 RACCONTO

 

Eccomi a Cuba!!!

Il mio sogno si sta finalmente realizzando: sono infatti libera di girare per il mondo senza vincoli di tempo per poter conoscere culture diverse dalla mia, per aprire gli occhi di fronte alle bellezze naturali, per immergermi tra i colori e i profumi di terre lontane.

Beh, non crediate che tutto cio`sia stato facile  ma , una volta presa « la decisione », mi sento pronta e carica ad affrontare questo viaggio che mi condurra`a visitare i Paesi dellÀmerica Centrale e del Sud America.

La prima tappa e`Cuba, dove mi trovo in quest’istante.

Voglio raccontarvi un bell’episodio che ho vissuto nelle prime ore del mio arrivo all’Habana.

Sono atterrata alle 3.30 del mattino e ho deciso di aspettare la luce prima di andare a trovare un tetto dove riposarmi; cosi`sono andata a camminare sul Malecom del Vedado ( il lungomare della citta’) e li`mi sono fermata al fianco di un pescatore. Aveva un volto molto interessante con la pelle segnata dal vento, dal sole e dall’eta’. Continuava, con molta calma, a lanciare la lenza ma non riusciva a pescare nulla. E intanto silenzioso osservava l’orizzonte e le onde inquiete. Il sole si stava alzando e il vento iniziava a calare. Ad un certo punto si rivolge a me dicendomi che da 68 anni si reca nel nel  medesimo  punto della banchina e viene a parlare al mare. “Il mare”, mi diceva,” mi ascolta silenzioso e alla fine della mia conversazione, porta via tutti i problemi e le preoccupazioni che ho. Le sue onde assorbono tutte le difficolta’ e io torno a casa sereno”

Ed e’ stato cosi’ anche per me. Mi sono affidata al mare, confidandomi, e alla fine mi son sentita l’animo piu’ leggero , sereno e  in armonia.

Sono nata in  un posto favoloso e sono consapevole delle potenzialita`e delle energie positive che vengono sprigionate dall’acqua.

Vi ho raccontato quest’episodio perche’ anche tutti voi, se ne avete voglia, potete andare a camminare lungo lago o vi potete sedere su una panchina per trarne qualche energia positiva in piu’ da poter poi condividere con le persone a voi piu’ care.

Finisco qui il mio primo racconto da quest’isola che , per adesso, mi ha accolto nel modo in cui desideravo di piu’: con la saggezza dell’essere in armonia con la natura e con chi la vive.

Ciao

Elena

 

 

2 RACCONTO

 

Giro, visito, parlo, osservo, ascolto e incontro

Incontro Luis, un signore anziano che di lavoro trasporta i bagagli dei turista su un carretto un po’ sghengherato. E’ un uomo semplice, vestito di stracci, dal volto stanco. Mi ferma  e inizia a parlarme e a chiedermi da dove vengo.

Scopro, a poco a poco, la cultura inmensa che quest’uomo ha. Conosce tutte le citta’dell’Italia, conosce la storia e la cultura del nostro Paese e mi invita a casa sua. La casa e’ in costruzione, ci sono solo dei matón che delimitano le 2 spoglie stanze; il pavimento e’ di terra e il letto e’ un’asse su cui e’ appoggiato un materasso. Mi presenta la moglie e mi fa leggere il poema in endecasillabi che ha scritto in onore del Mediterraneo. Rimango incantata perche’ con molta minuziosita’descrive ogni regione italiana e ne descrive gli odori, i colori che le caratterizzano. E’ veramente incredibile cio’ che ha scritto.

Infine mi fa leggere il sonetto che ha scritto in onore del lago di Como…..dovete sapere che Luis non e’ mai uscito da Cuba e tutto cio’ che ha scritto lo ha appreso dai turista e dalle guide che questi gli hanno regalato.

 

Vi ho voluto raccontare quest’episodio perche’ dovete sapere che la cosa incredibile di questo paese ( Cuba9 e’ il livello di alfabetizzazione e cultura che la gente ha. La politica di Fidel castro si concentra molto su quest’aspetto. Peccato poi che gente con una cultura come quella di Luis e come la maggior parte dei cubani, e’ costretta a fare dei lavori umilianti a stretto contatto con il turismo per guadagnare dollari con cui puo’ comprarse da mangiare. Se la gente svolgesse l’occupazione per cui ha studiato, non riuscirebbe a campare: il salario medio e’ infatti di 12 dollari mensili e molti negozi vendono i loro prodotti in dollari e non in moneta locale che ovviamente e’ molto piu’ bassa.

Questa e’ un'altra delle tante contraddizioni che sto riscontrando in questo paese!!!!

 

Ciao

Elena

 

 

 

RESOCONTO DI CUBA

 

Ciao

E’ da quasi un mese che vagheggio per Cuba e voglio raccontarvi brevemente la mia esperienza .

Per la prima volta nella mi avita azzecco il periodo migliore per visitare un Paese: infatti il mesi di marzo-aprile sono i mesi della stagione secca. Fa caldo ma e’ un caldo piacevole e ventilado e non umido e ci si sveglia al mattino sempre con un bel cielo blu. L’isola e’ molto grande 8 circa come tutta la lunghezza dell’Italia) e peri l viaggiatore solitario zaino in spalla, non e’ tra le piu’ economiche. Quinde, il mio consiglio, e’ quello di venire con amici e affittarsi una machina: e’ la soluzione migliore per poter vedere il piu’ possibile e senza spendere cifre esorbitanti.

Per chi invece viaggia da solo e ha un budget limitato , debe sapere che si possono fare tante cose a poco prezzo basta avere molto tempo a disposizione o selezionare una zona ben precisa e dedicarse alla scoperta di quella.

 

Il mio itinerario e’ stato: habana- Vinales (nord dell’isola)- Trinidad-Camaguey-Cienfuegos-Holguin-Guardalavaca-Bayamo-Manzanillo-Chivirico- Santiago di Cuba-Baracoa-l’Habana; per chi non avesse sotto mano una cartina, mi sono spinta dalla capitale a nord per poi percorrere l’isola da nord a sud.

 

La varieta’ del paesaggio e’ incredibile: si passa dalle piantagioni di tabacco a quelle di caffe’, si attraversano deserti aridi di cactus o lussureggianti piantagioni di banani e palme; caminando tra le colorate case di trinidad si respira l’atmosfera coloniale; all’Habana e a Santiago di Cuba si e’ avvolti dagli spettri di metropoli che negli anni 50 erano nel pieno del loro splendore: ora rimangono solo palazzi fatiscenti a testimoniare un epoca passata.

Le spiagge e il mare sono incredibili, ma gia’ ben conosciute attraverso i nostri tour operador.

Uscendo poi dai classici itinerari turistici si scoprono Molti paesini incantevoli ( Manzanillo, Chivirico) incantevoli per la ricchezza di spirito della gente che si incontra.

 

I soldi sono l’unica cosa di cui e’ povera questa gente cosi’ ricca invece di sorrisi, cosi’ carica di energia, cosi’ in armonia con la musica che si sprigiona da ogni angolo di questa terra: tutti ballano, tutti si muovono, dal bambino che ha appena iniziato a camminare all’anziano che stenta a reggersi sul bastone.  E’ veramente incredibile come la musica faccia parte del DNA di queste persone.

La der e’ bello sedersi a bere un mojito  o un cuba libre alla “ Casa della Trova” per ascoltare la salsa e prendere lezioni di ballo dai numerosi “insegnanti di salsa” cubani.

 

Beh, se uno poi si sente giu’ di morale allora Cuba si rivela la terra dei propri sogni: non ho mai ricevuto cosi’ tanti complimenti in vita mia!!! Poi sta alla discrezione di ognuno valutarne l’autenticita’: io ci ridevo sopra e mi divertivo.

 

Sono poi rimaste colpita anche dalla cultura inmensa delle persone che ho conosciuto. Non potendo infatti viaggiare e conoscere altri mondi, “sfruttano” la conversazione con i turista per cercare di accumulare piu’ notizie possibili sul paese di provenienza.

 

E per chi ha intenzione di girarse l’isola da solo o in compagnia, sappiate che e’ un paese veramente tranquilla. Il turista e’ considerato sacro e la policía vigila ovunque.

Mi sono sempre trovata a mio agio dal primo momento in cui sono atterrata. Forse sara’ la lingua tanto simile alla nostra o la calorosita’ della gente che ti mette a proprio agio……io comunque consiglio di venirci il piu’ in fretta possibile perche’ non si sa che ne sara’ del futuro dell’isola una volta che Fidel Castro morira’

 

Ciao

Elena

 

 

 

MEXICO

 

Messico, Yucatan e Quintana Roo, ecco i nomi delle regioni che sto visitando.

L’impatto post-Cuba e’ stato veramente strano: mentre per le strade di Cuba incontravo cartelli di propaganda politica, “hasta siempre la victoria” o “ luchamos por la revolution y la patria”, qui incontro solo cartelloni pubblicitari: e’ il biglietto da visita dei Paesi civilizzati!!!

E’ dunque molto diverso e son dovuti passare un po’ di giorni per potermi ambientare.

Ho visitato alcune citta’ molto belle, Merida e Villadolid, dove l’architettura coloniale e i colori fanno da scenario alla frenetica vita della popolazione messicana che qui ha origini molto ma molto lontane: i Maya.

Il colore della pelle della popolazione Maya e’ piu’ scuro rispetto a quello dei messicani, i nasi sono molto piu’ pronunciati e i vestiti delle donne sono elegantemente ricamati. Ogni indumento identifica il gruppo e il villaggio da cui provengono e i temi rappresentati sui vestiti sono prevalentemente religiosi.

E’ impressionante guardare le raffigurazioni o i disegni delle antiche popolazioni Maya e constatare che i tratti somatici sono identici a quelli che vedo io; inoltre il linguaggio che parlano e’ completamente diverso e si e’ tramandato per secoli e secoli.

Quest’area e’ ricca di siti archeologici dove si puo’ ammirare e rimanere senza parole di fronte a citta’ come Chiciniza o Uxmal; la cosa che piu’ mi ha colpito e’ la precisione con cui venivano costruiti i templi Maya. Nell’architettura e’ sempre presente un disegno astronomico,le porte e le finestre sono costruite  e collocate di modo che si possano vedere e studiare i movimenti dei corpi celesti e , in detreminati giorni dell’anno ( equinozio di primavera e autunno) la luce del sole disegna sui templi delle figure sacre ( a Chiciniza il 21 di giugno si puo’ ammirare la figura sacra di un serpente che risale la pirmaide mentre il 21 di ottobre la stessa figura che discende).

Altri templi sono costruiti sulla base del calendario Vago Maya per cui ogni elemento della costruzione ha un preciso significato: ad esempio la somma dei gradini del tempio rappresenta i giorni dell’anno, altri elementi i mesi e cosi’ via.

E tutto cio’ l’hanno realizzato solo attraverso una metodica osservazione e attraverso supposizioni che si sono poi rivelate esatte o leggermente imprecise.

Si rimane veramente a bocca aperta.

Il consiglio che vi posso dare, se avete intenzione di visitare queste regioni e soprattutto i siti archeologici, e’ di andarci di mattina molto presto prima che arrivino i pullman di turisti. A quell’ora si perde tutto il fascino e la misticita’ del luogo.

Ciao

Elena

 

ciao a tutti

e' da un po' che non mi faccio viva ma sono stati giorni davvero strani, pieni , intensi ...il tutto e' cominciato quando mi si e' rotta la macchina fotografica:

PANICO!!!!!Non sapevo che fare per cui l'unica cosa che mi hanno suggerito di fare era di andare a Cancun ( citta' molto turistica) dove me l'avrebbero riparata. Dunque sono andata ( non era nai miei programmi) ma non hanno potuto fare nulla. La citta' e' davvero oscena, a parte il mare che e' favoloso. Una persona, camminando per la strada, puo' pensare di essersi

sbagliata e non essere capitata in Messico ma in una citta' americana!!! Albergoni, Mc Donald's e Burger King ovunque.....comunque sono stata fortunata perche' ho conosciuto un gruppo di Argentini che vivono a cancun e mi hanno portato in spiagge appena fuori dalla citta', dove si stava decisamente meglio.

Cosi' , con la macchina rotta, torno nella citta' di Merida ( 6 ore di pulman) perche' e' una citta' grossa ( capitale dello Yucatan) e li' sicuramente, mi han detto, mi avrebbero riparato la macchina.

Niente da fare!!!pero' ho rincontrato un ragazzo con cui ho girato per Cuba e sono stata veramente contenta di vederlo e di aggiornarci.

L'unica e ultima soluzione era di andare a Mexico city. Beh , l'idea non mi piaceva perche' era lontano, non avevo un'idea della citta' se non quella che fosse la citta' piu' grande al mondo, e non avevo guida ne nulla.

Ho battuto il record dei record e in 1 ora e 10 minuti, sono riuscita a comprare il biglietto, impacchettare le cose all'ostello, prendere un taxi per l'aeroporto e partire!!!!

ero morta e un po' preoccupata di affrontare una megalopoli senza sapere nulla se non un indirizzo dove mi avrebbero riparato la macchina fotografica!!! MA, sull'aereo inizio a parlare con una ragazza che vive a Mexico city e facciamo amicizia; cosi' mi invita a casa sua e per 5 gg sono stata con lei e tutti i suoi amici. Sono stati veramente gentili, mi hanno portato in giro per la citta' che mi e' piaciuta tanto tanto, siamo andati alla mostra di Frida kalo nella sua casa, ho visto i murales di Diego rivera, ho visitato la zona coloniale, i palazzi storici del centro....che bella e che grande!!! e che traffico!!! e che fortuna che ho avuto!!!! e mi hanno pure portato per 2 sere a partecipare ad una classe di teatro e mi e' piaciuto tanto. Che bello vivere la citta' con gente che ci abita. E in casa c'era un gattino nero di appena 2 mesi, stupendo!!!!!!!

La ragazza che mi ha ospitato mi ha detto che l'ha fatto perche' il suo ragazzo e' appena tornato da Barcellona e il primo periodo in cui stava la lo sentiva solo, sperduto nella citta' e non voleva che anch'io provassi lo stesso.

Che angelo!!!

La macchina e' a posto e ho ripreso a documentare il giro.

sono a Playa del Cramen ma non mi piace perche' e' stra turistica. Domani faccio 2 immersioni e poi nel pom mi sposto a Tulum e li aspetto il mio amico giorgio che per 3 settimane mi fara' compagnia che bello!!!

un bacio enorme a tutti e vi mando il 1 racconto del messico baci a tutti

appena ho tempo scrivo di pi' a tutti

ciao

mi mancate

e

 

 

maggio 2004

Ciao

E’ da un po’ di tempo che non mi faccio viva; se non erro vi ho lasciato sulle spiaggie di Tulum!!!!

 Tulum, mi e’ piaciuta veramente tanto; penso che sia stata la localita’ di mare che piu’ mi e’ piaciuta. Vi domanderete perche’, no?

 Ed eccomi qui a rispondervi:

 1)       il mare e’ spettacolare

2)       si alloggia nelle cabanas che sono vere e proprie capanne con pareti di canne di bambu’, pavimento di cemento ma potete trovare anche solo sabbia, letto o amaca e niente di piu’

3)       si vive allo stato primitivo: bikini e  pareo...non serve niente di piu’ e ci si rilassa sulla bianchissima spiaggia

4)       ci sono le rovine Maya di Tulum proprio a 2 passi dalle cabanas e si puo’ andare a piedi, anzi si puo’ pure evitare di pagare il biglietto d’ingresso  saltellando tra le roccette e scavalcando una rete!!!

Le rovine sono carine ma non cosi’ spettacolari come quelle di Chichiniza , Palenque o Tikal in Guatemala, ma e’ veramente bella la posizione in cui sono situate: si trovano infatti a picco sul verde mare cristallino e si puo’ anche fare il bagno nella spiaggietta che si trova proprio sotto le rovine.

 

Vi consiglio di alloggiare nelle cabanas piu’ vicine alle rovine, sono quelle piu’ economiche e c’e’ pochissima gente.

Che fare oltre a stare al mare tutto il giorno? Bene, ci sono diverse escursioni che si possono facilmente fare avendo come base Tulum. Tutte le escursioni ve le potete organizzare senza appoggiarvi a nessuna agencia di viaggio perche’ sulla strada principale passano in continuazione tantissime camionette che fanno da spola tra Tulum e Playa del Carmen.

Con il mio amico Giorgio, che mi ha raggiunto per qualche settimana, siamo andati a vedere dei Cenote. Vi chiederete che cosa sono questi benedetti cenote. Beh, sono delle cisterne d’acque che venivano utilizzate come riserva idrica da parte delle popolazioni Maya. Oggi sono principalmente luoghi di attrazione turística e ve li consiglio vivamente perche’ sono molto particolari. Ne abbiamo visitati 3, ognuno dei quali differente dall’altro. Abbiamo visto il “Jardín dell’Eden” ( sulla strada tra Tulum e Akumal) che si presenta come un giantesco pozzo d’acqua cristallina en el quale e’ divertente tuffarsi. Siamo poi stati al cenote chiamato Cristal e Escondido ( a Tulum) e questi sono meno profondi ma ci sono piu’ pesci. Dimenticavo di dirvi che l’acqua dei cenote e’ acqua fresca e non salata e che i cenote sono collegati tra loro da caverne e cunicoli e ci si puo’ immergere con le bombole. Io non l’ho fatto ma mi e’ dispiaciuto perche’ dev’essere una bella esperienza, come fare le immersioni nelle caverne.

 

Dopo aver passato qualche giorno di relax a Tulum, io e Giorgio abbiamo preso un bus con direzione BELICE CITY.

Siamo stati piacevolmente colpiti dalla citta’ soprattutto perche’ ce ne avevano parlato cosi’ male....dicendo che e’ una citta’ pericolosissima, brutta e cara. Boh, magari noi abbiamo avuto “suerte” come dicono da queste parti, ma non mi e’ sembrata cosi’ pericolosa e soprattutto mi e’ piaciuta mlto l’architettura coloniale della citta’. La capitale, Belice city non e’ niente di piu’ che un paesotto....e’ davvero molto piccola ( circa 30.00 persone dice Giorgio), colorata, piena di rasta people che parlano un mix tra inglese e spagnolo!!!E’ divertente come lingua.

Non posso dire molto di piu’ della citta’ perche’ mi sono fermata poco ma mi e’ piaciuta.

Da Belice city abbiamo preso una barca e ci siamo diretti a Caye Caulquier ( non so se si scrive cosi’).

L’isola e’ davvero particolare : circolano solo macchinette elettriche che vengono utilizzate nei campi da golf, le casette sono in legno e sono colorate, non c’e’ spiaggia e c’e’ la seconda barriera corallina piu’ grande del mondo a pochi km di distanza dalla terraferma.

Per chi ama le immersioni e’ davvero veramente bello. Io ho fatto 2 immersioni ( circa 70 dollari) e mi sono immersa tra canyon di corallo colorato, circondata da tartarughe marine, squali, barracuda, mante, aragoste e pescioni grandi e piccoli di colori incredibilmente belli. Mi sono lasciata trascinare dalla corrente, e ho viaggiato nel mondo misterioso degli abissi ( 25 metri)  accompagnata dalla colonia sonora dei miei pensieri e del mio respiro. Fantastico veramente.

Il mio amico Giorgio e’ andato a fare snorkelling e da quanto mi ha raccontato gli e’ piaciuto davvero tanto.

Quindi io vi suggerirei di fare una tappa da queste parti solo se avete intenzione di fare immersioni o di fare snorkelling. Se volete invece rilassarvi su spiaggie bianche per abbronzarvi, NON venite qui. Qui di spiaggie non ne trovate!!!

Alcuni viaggiatori che ho incontrato mi han detto che Placentia, una localita’ a sud di Belize City, e’ molto bella e ha spiaggie dove potersi rilassare.

 

 

Da Belice city , abbiamo attraversato la frontiera e ci siamo diretti in GUATEMALA a Flores.

Il viaggio e’ stato abbastanza lungo ma non impossibile ; Flores e’ un graciosa isoletta collegata da un lungo ponte a Santa Elena ( che a parte il nome magnifico che porta, non ha nulla di piu’). E’un buon punto di partenza per andare a visitare le rovine di Tikal.

Tikal e’ impresionante: una citta’ Maya abbastanza ben conservata che si immerge nella foresta tropicale Guatemalteca. La cosa che piu’ mi e’ piaciuta di questo posto e’ la natura!!!Ci sono delle piante centenarie che sono incredibilmente belle, foglie gigantesche che prendono il nome di “orecchie di elefante”, fiori coloratissimi e tantissime specie diverse di uccelli: pappagalli, tucán, uccelli colorati. In piu’ si possono vedere e sentire le scimmie urlatrici, che mi hanno fatto una certa impressione.....e altre scimmie. E poi abbiamo visto anche i tapiri.

Che spettacolo di un posto!!!La cosa piu’ importante di Tikal....anaso, penso che siano le rovine. Sono impressionanti da quanto sono immense e su alcune si puo’ salire. Da li’ si puo’ godere di una vista mozzafiato!!!!Pare di essere su un elicottero come dice la cara Lonly Planet.

 

 

Da Tikal abbiamo affrontato un lungo viaggio in pulmino che ci ha portato alla frontiera con il Messico, a Bethel. Il viaggio e’ stato lungo perche’ la maggior parte delle strade non e’ asfaltata. Abbiamo preso una barchetta e da li’ abbiamo attraversato il fiume che ci ha portato sulla sponda Mexicana.

Ed eccoci nuovamente in MESSICO!!!!

Siamo andati direttamente a Palenque , dopo aver avuto qualche discussione con l’autista del pulmino che non voleva portarci in un ufficio dell’immigrazione dove dovevano metterci il timbro d’ingresso in Messico. Non voleva portarci perche’ l’ufficio dove dovevamo andare era chiuso per la festa della mamma e l’altro era fuori dalla sua rotta.

Comunque sia ci ha portato e abbiamo avuto il nostro bollo sul passaporto.

A Palenque vi consiglio di andare a dormire in un camping-alberghetto che si chiama “ El Panchan”. Si trova non in citta’ ma verso le rovine. La citta’ non e’ nulla di che per cui vi consiglio vivamente di andarvene velocemente.

El Panchan e’ un paradiso. E’ totalmente immerso nella foresta, si sentono le scimmie, la natura e’ imponente , le camere sono pulite e il cibo e’ ottimo e in bagno si possono pure trovare i rospi!!!!. Alla sera poi ci sono dei gruppi di persone che suonano musica andina o solo musica strumentale che si sposa davvero bene con l’ambiente che circonda questo posto. Inoltre quando siamo stati li’ abbiamo avuto la fortuna di assistere a spettacoli di danze con il fuoco davvero suggestivi. Magnifico.

A piedi si possono raggiungere le rovine ( distano solo circa 3 km) e sono davvero imponenti e ben conservate.

 

Se devo dare un giudizio da profana di tutte le rovine che ho visto, quelle di Tikal mi hanno colpito per l’immensita’ e per la locazine geografica, quelle di Palenque e di Chiciniza per come sono ben conservate e per come sono imponenti!!!!

 

Belle tutte e 3, anzi 4 perche’ devo aggiungere Tulum!

 

Da Palenque ci siamo spostati verso San Cristóbal in Chiapas, facendo una tappa alle magnifiche cascate di AGUA AZUL. Il periodo migliore per visitarle e’ tra maggio e giugno, mi pare, perche’ il colore dell’acqua e’ azzurro azzurro, ci sono delle pozze gigantesche dove poter fare il bagno e ci si puo’ rilassare all’ombra delle belle piante che stanno di fianco al fiume.

 

 

Siamo arrivati a San Cristóbal, abbiamo alloggiato all’ostello , e ci siamo fermati qualche giorno. La citta’ si trova nel Chiapas, una regione molto povera del Messico ma molto orgogliosa . La citta’ e’ invasa da molti turisti che l’hanno scelta come base per studiare spagnolo o per fare lavori di volontariato. Abbiamo incontrato tantissimi italiani!!!!!

Il mercato e’ molto bello, caratteristico, pieno di artigianato locale e coloratissimo. Si possono fare dei buoni affari qui . I venditori sono gli indigeni che vivono nei paesi che circondano la citta’. E’ gente molto povera che , a volte, non parla nemmeno spagnolo ma la lingua Maya.

La citta’ non e’ molto grande e si trova a circa 2200 metri d’altitudine per cui portatevi roba pesante perche’ quando va via il sole si gela!!!

Mi e’ piaciuta molto perche’ adoro i colori, se non vi siete accorti, e qui tutte le casette ne hanno uno diverso!!!!

 

 

Da San Cristóbal ci siamo diretti nuovamente in Guatemala a PANACACHEL, sul LAGO ATITLAN.

Vi consiglio di prendere una barchetta e stare qualche giorno a rilassarvi in uno dei paesini che e’ situato  sulle sponde di questo lago vulcanico . Io sono stata a San Marco in un hotel davvero spettacolare. Ve lo raccomando davvero tanto se passate di qui. Il propietario e’ un architetto tedesco che ha costruito l’albergo sul modello delle case di Gaudi’ di Barcellona. E’ veramente magnifico!!! Il nome dell’hotel si chiama akulax o qualcosa del genere e costa circa 5 o 6 euro a notte!!!

Il paesino e’ piccolino e l’unica cosa che c’e’ da fare e’ farsi fare un massaggio o ammirare la vista dei vulcani che si affacciano imponenti su questo lago. Il lago e’ molto bello ma non abbiamo avuto la fortuna di vederlo con il sole e il paesaggio cambia davvero tanto tra una giornata grigia e una di sole. Comunque sia e’ stato molto rilassante passare qualche giorno qui e son felice di esserci stata. Siamo stati anche in un altro paesino che si chiama San pedro ma sinceramente non mi e’ piaciuto molto se non per la bellísima gitarella in kayak con Giorgio e un’amica canadese che viaggia con noi da un po’ di tempo.

 

Da non perdere, se siete in questa zona e’ il mercato di CHICHICASTENANGO. Io pensavo fosse unicamente un mercato turístico...ma di turisti ce ne erano veramente pochi ed e’ un mercato prevalentemente di artigianato, ma anche di frutta e verdura molto caratteristico. Inoltre il paesino e’ molto carino, ci sono delle chiese molto belle e se si fa una camminatina di circa una mezzoretta, su un monte li’ vicino si puo’ assistere ai riti degli sciamani!!!!

 

Ora sono ad Antigua, sempre in Guatemala. La citta’ e’ favolosa, era l’antica capitale del Guatemala. Alloggio alla Yellow House , un alberghetto familiare molto ma molto amichevole. Sembra di essere a casa propria da quanto i proprietari ti mettono a proprio agio. La citta’ e’ una citta’ coloniale, coloratissima e dunque stupenda con le strade a ciotolini. Il vulcano Agua impone sulla citta’ e lo spettacolo che offre e’ davvero stupendo. Mi sta piaciendo veramente molto.

Siamo stati a fare una gita su un vulcano che si chiama Pacaya e che si trova ad 1 oretta da qui. La salita e’ stata un o’ impegnativa ma non troppo , il tempo era brutto, in cima faceva un freddo impressionante, un vento allucinante e un nebbione da paura. E allora vi chiederete, come ha fatto a piacerti questa gita? Beh, il paesaggio lunare che offre, la terra calda e nera, e la discesa dal vulcano merita la fatica di essersi alzati alle 5.30 e aver camminato per un po’ di ore. La discesa e’ divertentissima perche’ pare di sciare sulla neve nera....e’ troppo bella...andateci e ricordatevi di portarvi giacche [pesanti.

 

Domani giorgio parte e sono un po’ triste ma io continuero’ la mia aventura in una missione.

Per un po’ non mi faro’ piu’ viva ma spero presto di poter condividere con voi quest’esperienza

Un bacio enorme

Elena.

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martedì 01/06/2004

ciao a tutti

mi trovo a guatemala city, alla periferia della capitale sto bene, sono qui da circa una settimana e sono nel "centro vocacional" ossia una scuola che permette ai ragazzini della strada, orfani o con grossi problemi familiari, di studiare e di cercare di avere un futuro un po' piu' roseo di quello dei loro familiari. Il centro dove alloggio io e' gestito da preti e suore , il fondatore e' un Italiano, un certo Padre Arturo, che da quanto ho capito, ora e' molto molto anziano e non gestisce piu' nulla. Qui, chi tira "innanz" la baracca e' un altro prete italiano, Padre Livio, aiutato da numerose altre persone Il mio lavoro lo faccio fondamentalmente nella scuola qui a fianco, gestita da suore e fondata da una suora italiana, ed e' una scuola elementare.

Ci sono bimbi che hanno dai 4 ai 12 anni...poi, se hanno la possibilita', passano alla scuola di 2 grado che e' quella dove alloggio io.

C'e' veramente tanto da fare, 150 ragazzi grandini e 180 delle elementari Io faccio un po' di tutto:

- aiuto le suore in cucina a preparare la pappa per i bimbi...e non ne ho ancora avvelenato uno - aiuto a pulire

-sto con i bambini, facendoli giocare ad alemmessea ea ( ve la ricordate la canzoncina? ci vanno pazzi, me ne suggerite altre?)

- insegno tutti i giorni inglese in 5 elementare e questo e' quello che piu' mi piace e' veramente una bella esperienza questi bimbi hanno bisogno solo di un abbraccio e di un sorriso , di parlare e dopodiche' sembrano essere un pochino piu' contenti hanno gli occhioni tristi soprattutto quando alcuni di loro ritornano in famiglia per il wend e gli altri si devono fermare perche' non hanno nessuno qui le suore e i preti si spaccano la schiena per questi bambini e campano attraverso gli aiuti di benefattori o benefattrici e in parte campano attraverso il famoso 8 per mille

sappiate che va a finire anche qui non so cosa voi pensiate della chiesa italiana, io sono credente ma non come vorrebbe la mia mamma che mi vorrebbe pia e devota, comunque i preti e le suore fanno decisamente tanto ora vi lancio li' questa cosa ovviamente ognuno di voi deve sentirsi libero di fare quello che vuole e la mia mail non vuole essere un'imposizione ma solo una informazione:

per chi volesse c'e' la possibilita' di "adottare" uno di questi bimbi per farlo studiare il costo mi pare essere di circa 300 euro all'anno visto che io sono qui, se avete intenzione di fare questa cosa, contattatemi che io vi mettero' poi in contatto con la suora o il prete responsabile

un bacione grosso grosso vado a giocare!!!

a presto

elena

 

 

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viaggiare e' una malattia e io penso di essere allo stadio acuto di questa malattia: il viaggiatore e' ansioso, curioso, insaziabile di vedere, conoscere e mettersi sempre a confronto con nuove sensazioni ed esperienze.

E cosi', dopo 3 settimane di missione, eccomi di nuovo sulla strada con il mio zainone in spalla e tanta adrenalina in circolazione.

Le settimane in missione sono volate e sono state , dal punto di vista umano, davvero molto intense. A parte lo stare con i bambini, dare lezioni

di inglese e italiano ( poracci loro!!!), ho conosciuto diverse realta'.

Sono stata in una prigione femminile infantile, ho aiutato a costruire delle strutture, ho imparato a cucinare i piatti locali per i ragazzi , sono stata

a funerali "maya" e ho imparato a vivere in una comunita' che si regge grazie al contributo che ognuno puo' offrire. Mi e' servito molto tutto

cio'.

Beh, dicevo che sono di nuovo in viaggio....

Ho preso un bus locale, "chicken bus" che per ben 22 ore mi ha sballottato sulle strade del Salvador, Honduras per arrivare in Nicaragua.

Ho deciso di fare una pausa in questo Paese perche' i vari compagni di viaggio che ho incontrato , mi hanno detto che era un paese ancora intatto, genuino e dalla natura sorprendente. E allora mi sono fermata a Granada, citta' coloniale sulle sponde del lago Cociboca ( il lago piu' grande del centr'america).

Sono felice di essermi concessa questa soste.

Granada e' una citta' coloniale simile ad Antigua in Guatemala pero' quello che cambia e' l'atmosfera, molto piu' autentica e dal punto di vista

architettonico diciamo che Granada e' molto piu' trascurata rispetto ad Antigua.E' bello sedersi nella piazza principale e osservare la vita della

citta' a volte cosi' diversa dai ritmi a cui sono abituata...il tempo scorre molto piu' lentamente, non si corre, ci si siede, si osserva, si parla e si

ascoltano i cinguettii delle numerose specie colorate di uccelli che fin'ora avevo visto solo allo zoo.....

Ho visto un ragazzo passeggiare tranquillamente per la citta' con al guinzaglio un amabile scorpione, all'inizio pensavo fosse finto ma invece

era proprio vivo e vegeto!!!Nessuno pareva incredulo a parte la sottoscritta!!!!

Pochi sono i turisti che passeggiano per la citta' e questa e' una bella sensazione perche' la gente e' molto piu' disponibile a parlare con te

curiosa di sapere della tua vita e del tuo paese.

Dopo qualche giorno di relax ( ho alloggiato al Beared Monkey, un posto molto internazionale) ho preso una barca che dopo 4 ore mi ha sbarcata sull'isola di OMETEPE.

Beh e' un paradiso ecologico ancora intatto perche' ancora abbastanza inesplorato. Anche qui i ritmi sono dilatati: per farvi un esempio, per

andare da un posto all'altro ( pochi km di distanza l'uno dall'altro) ho impiegato quasi 5 ore. Bisogna avere molta ma molta pazienza!!!!

Sono stata a dormire alla FINCA PLAYA VENECIA ( nostalgia dell'Italia!) che si trova a San Jose' del sur e all'Hacienda Merida nel villaggio di Merida.

L'isola e' un'isola vulcanica dalla forma di un otto. Nel primo cerchio c'e' il vulcano piu' grande dell'isola, il vulcano Concepcion( 1600 metri

d'altezza) mentre nella seconda parte dell'otto c'e' un altro vulcano nel cui cratere c'e' un lago.

Consiglio di affittare una bici o di fare una passeggiata a cavallo e di esplorare l'isola cosi'.

Non si puo' rimanere delusi da quest'isola perche' e' un paradiso naturale.

Il lago assomiglia ad un mare da quanto e' estesoe si puo' tranquillamente nuotare anche se dicono che sia l'unico posto al mondo dove esistono gli squali d'acqua dolce!!!!Mah!!! Io ho nuotato e sono ancora viva e vegeta.

Dall'isola ho preso una barca che per 10 ore, di notte, mi ha portata quasi al confine con il Costarica. Per arrivarci ho preso un'altra barchetta che e' passata attraverso un rio spettacolare in mezzo alla foresta.

Il passare della barca disturbava gli aironi, i cormorani, i pappagalli e altri uccelli giallissimi e ho visto tante specie di scimmie urlatrici il

cui suono e' davvero intenso.

La natura e' davvero stupenda.

E poi via...ho attraversato tutto il Costarica che pare molto piu' industrializzato rispetto ai paesi che ho visitato, ho costeggiato il famoso

vulcano Arenal , ancora attivo e da San Jose' ( capitale del Costarica) ho preso un altro bus che mi ha portato a Panama City dove mi trovo ora.

La citta' e' molto americana e pare di essere a New York con tutti i grattacieli. Il canale di Panama e' l'attrazione maggiore di questa citta'

che non pare brutta ma e' cosi' diversa da tutto cio' che ho visto fino ad ora e che spero di vedere ancora in Sud America: la ricerca di posti ancora poco contaminati dall'influenza umana.

Un bacio a tutti e domani volo in Equador 

A presto

ciao

elena

Buone vacanze a voi, ormai manca poco, no?

 

IL MIO MACHU PICHU

 

E’ mercoledi’, sono le 3.55 a.m, vi chiederete cosa ci faccio sveglia!!!!

Bene,  sono pronta per salire a vedere questo famoso Machu Pichu.

Alle 4.15 mi trovo di fronte all’Hostal di alcuni amici e ci incamminiamo nel buio alla recerca del sentiero ch, dal paesino di Aguas Caliente, porta alla cima del monte dove si trova Machu Pichu.

Mentre cerchiamo il sentiero, siamo accompagnati dal suono del fiume che scorre tra queste profondissime gole. A volte mi riporta alla realta’ il luccichio delle lucciole che rendono ancora piu’ magica l’atmosfera. La salita e´lunga e dura. Il fiato e le gambe a volte mandano impulsi minatori al cervello, cervello che per fortuna preferisce concentrarsi sulle emozioni e non sul dolore fisico; cosi’ la dura scarpinata non si e’ rivelata completamente nella sua incredibile fatica!!!

Ore 5.35, il gruppo e’ alla porta d’ingresso di Machu Pichu.

La luce ha gia’ avvolto le sacre montagne e noi aspettiamo impazienti che aprano i cancelli.

Siamo i primi; e’ bella come sensazione perche’ mi fa provare l’emozione dei primi scopritori di questa citta’ cosi’ avvolta nel mistero…anche se, i primi scopritori, hanno trovato la citta’ completamente ricoperta dalla vegetazione.

E cosi’ trattengo il fiato e………

la nebbiolina ricopre la citta’

 la nebbiolina pian piano si alza dandomi la sensazione che siano gli spiriti che abitano questa citta’ a lasciare il posto ai numerosi turisti che si introfuleranno ovunque per cercare di vedere, scoprire, vivere e apprezzare questa meraviglia.

Io mi siedo in un punto alto della citta’, su una roccía e, in silenzio, penso e immagino i vari riti che si svolgevano…..e mi dico: “ se fossi stata una Inca, anch’io avrei scelto questo posto per vivere!!!!”.

Il panorama e’ incredibile: sono circondata da alte montagne dalla forma di birilli alti e aguzzi. Le montagne le vedo praticamente alla mia altezza: la citta’ e’ infatti ubicata molto in alto.

E’ una citta’ avvolta dal mistero perche’ non si conosce esattamente il ruolo che abbia avuto nella civilta’ e cultura Inca: alcuni credono che sia stata utilizzata solo per svolgere riti cerimoniali, un’altra teoria pensa che sia stata abitada solo da donne suelte per la loro bellezza e educate per rendere omaggio al Dio sole , altri pensano che sia stata una citta’ difensiva…..fatto sta che questo mistero rende ancora piu’ affascinante questo luogo.

La mia immaginazione e fantasia inizia dunque a creare, e cosi’ chiudo gli occhi e vedo correre e giocare queste giovani e bellissime ragazze e vedo altre che danzano invocando gli spiriti della terra. Tutto scorre con serenita’ , armonia e pace. Il sole illumina solo il picco su cui si trova Machu Pichu , come se il Dio Sole volesse ringraziare questo popolo per tutte le offerte e la dedizione ricevuta.

Vedo poi altre donne che si dedicano alla lavorazione della terra nelle terrazze che circondano la citta’e vedo i sacerdoti che scrutano il cielo e lo convocano per trarne consiglio.

Osservo tutto cio’ dall’alto perche’ cerco di non disturbare il ritmo magico di questo luogo sacro.

 

Il verde mi abbaglia, e mi fa tornare alla realta’, l’emozione offusca ancora  la mia mente e la gente ( turisti come me) iniziano ad affollare questo posto. Mantengo comunque la mia serenita’ e sono e felice di aver sperimentato anch’io questo machu pichu.

E’ dunque una esperienza, non e’ una visita, e il fatto di aver visto gia’ molte volte le numerose immagini di Machu pichu, non ha minimamente alterato le mie emozioni.

 

Rimango attratta da questa magia fino alle 5.00 del pomeriggio quando devo andare perche’ chiude. Si lasciano dunque in pace a brulicare l’erba i lama,  e i numerosi conigli a rincorrersi per non parlare degli spiriti che si riimpossessano della loro terra!!!!

Termino dunque la giornata con un’altra camminata e immergendomi nelle calde acque termali di Aguas Caliente ( il paesino alla base di Machu Pichu) godendo ancora le fresche immagini e sensazioni  che sono stampate nella mia mente.

 

Eccovi il mio Machu Pichu

 

Ciao ciao

Elena

 

 

LAGO TITICACA-BOLIVIA-CHILE

 

Inanzitutto ciao a tutti!!!!

 

L’ultimo racconto che vi ho inviato risaliva al mistico Machu Pichu…..da allora ne ho fatti di kilometri, davvero tanti: mi trovo ora nel nord dell’Argentina.

Sto sempre da Dio, son sempre felice e sono in compagnia di mia sorella!

 

Ho viaggiato in treno, bus, bicicletta e a piedi, abbiamo attraversato ogni condizione climatica possibile immaginabile: dal sole caldo del lago Titicaca e abbagliante del Salar Uyuni in Bolivia, alla tormenta di neve degli altipiani boliviani e infine la terribile tempesta di sabbia nel deserto Chileno.

Ma siamo sempre vive e sorridenti!!!!

 

L’itinerario che abbiamo seguito e’ stato veramente incredibile dal punto di vista della natura: il lago Titicaca sia dalla parte Peruviana sia da quella Boliviana e’ davvero magnifico. Le sue acque gelide, si trova infatti a 3800 metri d’altitudine, riflettono il cielo azzurro, dando l’impressione di navigare in mezzo ad un colore blu intenso.

In lontananza non ti abandona mai lo scenario della Cordillera Real che con le sue cime innevate segue sempre il nostro avanzare.

Le isole del lago sono molte; le piu’ famose sono le isole flottanti , ossia isole che si spostano perche’ costruite su una specie di paglia.Sono molto scenografiche ma molto molto turistiche….alcuni dubitano che la gente ci viva, dicono che si sposti sulle isole di mattina presto per dare l’impressione ai turisti che abitino li’. …non so cosa credere o cosa mi piace credere ma da vedersi son proprio belle, specialmente le famose imbarcazioni di tortora che hanno la forma di dragoni!!!!

Ho dormito sulle isole sia dalla parte Peruviana sia da quella Boliviana e devo dire che l’isola che mi e’ piaciuta di piu’ e’ l’Isla del Sol  nella parte della Bolivia.

Si puo’ camminare e attraversare l’isola da nord a sud in 3 ore circa e si puo’ dormire in alcuni alberghetti . Mi e’ piaciuto perche’ non c’e’ nulla, si assapora la tranquillita’ e l’armonia di vivere lontano da tutti e tutto.

Li’ mii siedo sulla spiaggietta dell’isola, sono sola, guardo il lago che sembra un mare dal tanto che e’ inmenso, ascolto il rumore delle onde che mi rilassa e mi fa pensare. Su quest’isola non esistono strade, non esistono macchine, non esiste la parola stress. Ci abitano circa 2500 persone ma non so dove possano stare perche’ ci sono solo alcune casette sparpagliate. Sulla spiaggia, davanti a me , passano mucche, maiali, galline e pecore. Rientrano inoltre le barche che innalzano vele artigianali e sono colme di frasse per fare il fuoco. Regna la pace assoluta. E’ bello lasciare scorrere i pensieri al ritmo delle onde. La mia attenzione viene poi catturata dalla musica proveniente da una radio e sento gli schiamazzi dei bambini che giocano nelle acque blu o aiutano le loro mamme a lavare i panni nell’acqua gelida. Il tramonto sta per iniziare, i colori cambiano di secondo in secondo e io rimango sempre incredula di fronte a tale bellezza. Nulla e’ piu’ bello per me di sentire la fresca e genuina risata dei bambini, nulla e’ piu’ bello di assaporare il silenzio e la pace che la natura ci regala, nulla e’ piu’ bello di stare  a guardare il cielo, le tonalita’ che cambiano, salutare il sole e dare il benvenuto alla prima stella…ops pianeta che compare, venere.

…E poi aspettare il buio e celebrare l’immensita’ del cielo osservando le stelle e salutare la croce del sud tanto venerata dalle popolazioni Inca.

 

Dopo qualche giorno sull’isoletta ( ci sono tornata una seconda volta con mia sorella) ritorno sulla terraferma, a Copacabana, paesello da cui prende il nome la famosa spiaggia di Rio de Janeiro, e capito proprio nei giorni della festa della Virgen del Paese; cio’ significa che il tranquillo paesello si trasforma in un bordello…..gente ubriaca, bancarelle ovunque, fuochi d’artificio, macchine ornate perche’ benedette e tanta gente che rende omaggio alla miracolosa statua della Vergine.

 

Scappo da Copacabana e arrivo a La Paz e recupero mia sorella che passera’ alcune settimane con me ; e’ strano vedere un viso cosi’ familiare ma e’ una bella sensazione.

La poraccia sta male per qualche giorno perche’ la Paz e’ la capitale piu’ alta del mondo. L’aeroporto si trova a 4000 metri e il corpo ha bisogno di qualche gg per assimilare la botta!!!! Comunque stoicamente mi segue ovunque e non si riposa molto…

 

La Bolivia e’ un paese molto povero, il piu’ povero dei Paesi del sud America che ho visitato,ma la cultura e i valori sembrano perfectamente conservati. Il turismo pare non abbia ancora completamente intaccato le credenze e i costumi di questa popolazione..

Visitiamo due belle citta’: Sucre e Potosí…..e rimaniamo colpite specialmente da Potosi’, citta’ che grazie alle miniere d’argento ha avuto uno splendore incredibile durante il periodo coloniale.

Il 60% della popolazione lavora ancora nelle miniere o in lavori legati all’estrazione dell’argento e di altri minerali.

Siamo andate a visitare le miniere…dire che e’ stata un’esperienza traumatizzante e’ dire poco.

Ci armiamo di pila, tutote, stivali e con una guida entriamo nelle miniere; ovviamente e’ buio, i cunicoli si fanno sempre piu’ stretti, il caldo aumenta man mano che si scende di livello fino a diventare veramente insopportabile e si respirano dei gas tossici.

Li sotto ci lavora gente, tanta. Ognuno ha un martello e uno scalpello e per ore, ininterrottamente, cerca di staccare dei pezzi di roccia dalla parete. Altri, quelli che hanno piu’ soldi, utilizzano la dinamite. Non mangiano per tutto il giorno e masticano ininterrottamente foglie di coca. Bevono alcool puro e stanno al buio per circa 10 ore al giorno. Allucinante, sembrava di essere all’inferno! Mia sorella dice che al ritorno amera’ sedersi comodamente nel suo uffiio….io sono sempre contenta di non doverlo fare!!!!!

 

Da Potosi’ ci spostiamo nel famoso Salar di Uyuni…e capisco perche’ abbia la fama di essere uno dei paesaggi piu’ belli al mondo: il paesaggio e’ completamente bianco, la prospectiva viene annullata, il sale forma degli esagoni come se il terreno fosse tutto a piastrelle esagonali. Siamo a 3600 metri d’altezza e il deserto e’ grande 11500 kilometri cuadrati. Nel deserto ci sono delle isole, isole abítate solo da giganteschi cactus.

Il nulla ci circonda; attraversiamo diversi tipi di deserti: di sale, appunto, di pietra, sabbia , di cespugli gialli e di neve!!!Un freddo cane!!!

I deserti mi attirano, mi piacciono molto, mi incantano e ipnotiozzano.Lo sguardo spazia verso l’infinito senza incontrare nessun ostacolo…forse e’ per questo che mi piacciono cosi’ tanto…perche’ riflette la mia condizione e sensazione di liberta’ assoluta. I miei pensieri scorrono in piena e perfecta armonia con cio’ che li circonda ( il nulla) e il rapporto con la natura e’ davvero completo.

 

Dopodiche’ Chile, i deserti del nord del Chile, il famoso paesello di San Pedro Atacama detto anche San perro atacama ( perro = cane) per la quantita’ di cani che si incontrano per le strade. Il paesello e’ in mezzo al deserto ed e’ molto molto bello ma carissimo. Rimaniamo bloccate per 4 giorni perche’ la frontera con l’argentina e’ chiusa per neve e ci godiamo il relax di questo posto.


Abbiamo la brillante idea di affittare delle bici e di visitare due valli che sono vicine al paesello: la valle della morte e la valle della luna….e li’ iniziamo l’avventura in mezzo alla tempesta di sabbia….e’ stata davvero dura, per fare una discesa ,e dico discesa, di qualche kilometro ci abbiamo impiegato qualche ora perche’ eravamo contro vento….una fatica boia.Ho provato a fare la salita con il vento a favore e e sembrava di guidare la mia vespa. Ma, la cosa peggiore, era la sabbia che ti colpiva e che vi assicuro fa un male cane.

Beh…e’ stata dura ma alla fine ce l’abbiamo fatta…ne siamo uscite vive. Non abbiamo incontrato un cane che ha avuto la nostra stessa idea!!!!E’ stato imprudente ma divertente!!!

Siamo poi state a vedere un’altro Salar ,bello ma diferente dall’altro Boliviano…molti flamingos e bellísimo il tramonto.

Siamo state a delle  terme magnifiche di acqua vulcanica in mezzo ad un canyon, e poi siamo ripartite per l’Argentina

 

Ora ci troviamo nel nord dell’Argentina

Dopo questo racconto ,molto lungo, vi saluto perche’ c’e’ un incredibile  filetto che mi aspetta nel piatto.Il cibo e’ da lacrime agli occhi, il vino pure e la gente appena gli si dice che si e’ italiani ti accoglie benissimo

Nel pomeriggio si parte per le famose Cascate di Iguazu, e poi Brasile!!!!!

 

A presto

Baci enorme e raccontatemi anche voi delle vostre vacanze!!!

Ciao

elena

   

 

ciao a tutti

qui di seguito un breve racconto della mia esperienza in san paolo sono solo delle mie impressioni raccolte dal mio diario di bordo sono stata troppo poco per poter giudicare e capire in profondita`, ma quello che riporto di seguito, e`quello che ho provato durante una mia giornata li `per chi fosse interessato, come avevo gia`fatto nel racconto del guatemala, anche qui cè`la possibilita`di diventare "padrino" o "madrina" di questi bambini...quindi se volete, scrivetemi che vi metto in contatto con le persone che se ne occupano baci a tutti dall'uruguay dove mi trovo in questo istante.

 

RACCONTO SAN PAOLO

E’lunedi’mattina e mi sveglio presto.

Il cielo di San Paolo oggi e’grigio; sono contenta perche’probabilmente oggi non fara’quel caldo infernale che da un po’di giorni colpisce la citta’.

Apro la finestra della mia camera. E’strana la sensazione che provo ogni giorno quando mi accingo a guardare al di fuori di questa casa: quello che vedo e’una estrema poverta’, rottami a forma di casa, baracche composte da una varieta’ incredibile di materiali che nell’insieme danno l’impressione di vedere una casa pachwork. E’ la favelas. Li vivono intere famiglie e son famiglie molto numerose: i bimbi da queste parti non scarseggiano!!!

Dicevo che per me e’una sensazione strana quella di guardare fuori dalla finestra perche’la casa dove sono io e’invece una casa di mattoni, una casa con giardino, una casa con sette televisori, una casa con piscina!!!!

Questa e’ San Paolo.

Una citta’piena di contrasti. Una citta’dove accanto alla riccheza piu’sfrenata vi e’ la poverta’ piu’estrema. Una citta’dove mentre al di la’del muro si ride , scherza , mangia, beve e si prende il sole, dall’altra si lotta per il pane, per sopravvivere, si vive nella violenza, sporcizia, delinquenza a contatto con la droga e la prostituzione e la violenza che ne consegue.

E’ora di uscire. Vengo accompagnata in macchina nel centro dove in queste settimane collaboro.

La distanza e’ breve: a piedi ci impiegherei solo qualche minuto ma, il mio volto non e’conosciuto qui, e dunque per me e’pericoloso circolare. Cosi’, comodamente, arrivo al “Centro Social”; lo potrei definire come uno spazio ricreativo che organizza attivita’educative ( corsi di inglese, informatica, teatro, artigianato, musica) e che accoglie i bambini e i ragazzi al di fuori dell’orario scolastico; iInoltre offre ben tre pasti completi a questi bimbi-ragazzi, che male non gli fan.

La mia giornata trascorre insieme a questi ragazzi, insegno a fare braccialetti, collane, cavigliere con materiali naturali: sementi, bacche , conchiglie. Insegno a fare queste cose affinche’le possano vendere per raccattare qualche soldo per il centro e affinche’ imparino a fare qualcosa di diverso, divertente e che piace.

Mi piace stare com loro, si ride, si scherza, ci si racconta, ci si confronta.

Vengo sommersa dalle loro 1000 domande sull’Italia, come e’, se fa caldo, se fa freddo, e cosa si mangia, e che lingua si parla, e se c’é il calcio e come e’la mia casa...sempre a questa domanda rimango imbarazzata e non so cosa rispondere, se descrivere la realta’o rimanere vaga; alla fine opto per la seconda cosa e rimango vaga. Mi chiedono inoltre se nella mia via dove abito c’é un boss e quanto e’il salario medio E cosi’ parlando inizio a capire e raccogliere informazioni di quella che e’la loro vita, cercando di non esserere troppo invadende e cercando di raccogliere informazioni dalle loro risposte e dal tipo di domande che mi fanno.

La maggior parte delle persone che ci vive e’di colore o meticcia. E’raro incontrare dei bianchi , anche se ce ne sono......

Le strade sono sporche a volte polverose; i rifiuti e le cartacce sono ovunque, i bambini giocano per strada, le baraccopoli crescono come funghi.

Le favelas sono citta’nelle citta’dove la vita si svolge al di fuori delle case, per strada, dove il figlio di una mamma e’il figlio di tutti, dove i bambini utilizano e sviluppano la fantasia per trovare dei giochi o per trasformare un rottame in gioco, dove i bimbi ti guardano con gli occhi limpidi cosi’espressivi e dove ho ricevuto gli abbracci piu’caldi e calorosi della mia vita.

Queste sono le famose favelas, e la sua gente.

Questa e’solo una breve descrizione di una mia giornata trascorsa da queste parti.

Ogni giorno mi ha regalato delle emozioni nuove, delle conoscenze diverse e mi ha profondamente arricchita.

Rientro in casa alla sera un po’stanca, ma stanca non per la fatica fisica del lavorare ( che e’minima) ma stanca e soddisfatta di tutto cio’che ho scoperto di tutto cio’ ho vissuto e delle emozioni che ho provato.

E’una bella sensazione. Mi piacerebbe poter essere sempre stanca cosi’e andare a dormire felice e soddisfatta per aver vissuto veramente il giorno e aver dato un senso alle 24 ore della giornata.

Ciao. Elena

 

 

KILOMETRI

tanti...

diversi

allegri

di sole

di vento

di pioggia

di distese immense

di strade sterrate

di musica

di chiacchere

dal Brasile scendo in Uruguay....

e chi l' avrebbe mai detto che questo paese a me cosi`anonimo ospitasse una popolazione tanto bella!!!!e una carne tanto buona!!!e paesini tanto graziosi ( Colonia) e una capitale, Montevideo, interessante kilometri di terra e di mare con un traghetto passo dall' Uruguay a Buenos Aires, la capitale dell' Argentina, cosi`viva di cultura, di storia, di locali, di caffe`, di emigranti italiani e poi altri kilometri attraverso la pampas argentina per arrivare a Cordoba, l'antica citta`universitaria dai bellissimi palazzi e dalle chiese gesuite, e arrivo a Mendoza la citta`tanto famosa per il suo vino cosi`buono ( ed e`vero) attorniata dalle campagne piene di viti e protetta dalla cordigliera delle Ande e via.... di nuovo kilometri di salita ,su e ancora piu`su, attraversando la spina dorsale sudamericana. Prima mi arrampico pian pianino per la pre-cordigliera ,la piu`dolce e la mia favorita, e poi scavalco la piu`alta e immensa cordigliera.Vicino a Mendosa c'è`la montagna piu`alta di tutto il sud america, impressionante!!!

e kilometri di discesa, in terra chilena kilometri anche a piedi tra le vie di Santiago del Chile, scoprendo i suoi bei parchi verdi, i suoi antichi palazzi e le stravaganti case del poeta tanto faomoso in tutto il mondo, Pablo Neruda.

e ancora kilometri.....quasi i kilometri finali!!!!

scendo, il freddo si inizia a sentire, sono i kilometri di vento e pioggia dell'ìsola di Chiloe`e poi i kilometri verdi della regione dei laghi

circondata da vulcani dalle vette innevate sono pronta nuovamente a zig zagare tra argentina e chile finche`la mia strada sara`interrotta dal mare, dallo stretto di Magellano e allora li`provero`a saltare e a vedere se riusciro`ad andare ancora piu`in la`, dove tutti i kilometri sono bianchi e dove non esiste vita!!!!L'Antartica!!!!

dovro`prendere una lunga rincorsa e vedere se ce la faro`....

alla prossima

baci

elena

 

 

IMMAGINATEVI

Immaginatevi una grigia giornata di vento e pioggia, so che vi costa fatica farlo..

immaginatevi di guardare fuori dalla finestra appannata e di vedere il mare tempestoso, e immaginatevi di ascoltare il profondo rumore delle onde frangersi sulla spiaggia;immaginatevi inoltre il suono acuto del vento tra le vele delle barche e il suono piu`opaco e scricchiolante delle corde dei pescherecci.

Ecco allora siete proprio qui di fianco a me!!!

Siamo sull'isola di Chiloe`, siamo in Chile, isola che fa parte di un arcipelago di migliaia di isole che si estende verso sud, dove il vento

e`ancora piu`freddo e i ghiacciai scendono in mare.

E`un' ìsola verdissima, e mi domando come non potrebbe esserlo visto che per la maggior parte dell' anno qui piove e`un'ìsola dalle colline morbide e dai cammini tortuosi e`un`isola dalle 1000 chiesette gesuite del diciottesimo secolo, chiese che son tutte in legno sia dentro sia fuori e che danno spazio alla libera interpretazione artistica dei chiloti, gli abitanti dell'ìsola, che si sbizzarriscono a colorare le facciate e`un`isola di pescatori dove le mogli verso l'oira del tramonto si riuniscono al molo per vedere se il mare gli "restituisce " il loro amore e` inoltre l'ìsola delle case colorate tutte di legno ma e`soprattutto l'ìsola delle leggende , dei miti e delle superstizioni:

si dice che nelle notti di nebbia a volte appaia una barca fantasma, piena di luci, il cui equipaggio e`composto da streghe che cantano e ballano; si dice che i commercianti che hanno avuto la fortuna di vederla siano poi diventati ricchissimi.Quando svanisce si sente il rumore di catene e echi di musica....

C'è poi il mito della Pincoya, una donna di una bellezza straordinaria alla quale si attribuisce la prosperita`della pesca.Appare sulla costa

accompagnata dal suo Pincoy, il marito, il quale si siede su una roccia e canta attraendo la sua donna, la avvolge nella sua voce melodiosa mandandola in trance e facendole fare una danza frenetica , meravigliosa e sensuale. Se la Pincoya balla rivolta verso il mare, si dice che sara`un anno prospero di pesci e molluschi, se invece balla rivolta verso la spiaggia, sara`,ahime`, un ànno di magra!!!

o, per ultimo, il mito del Trauco. il Trauco e`una specie di piccolo mostro, nano con i moncherini, che cammina con un bastone.

Vive nei boschi e ha una forza impressionante; si dice che attacchi le donne giovani e vergini.

Pur essendo un mostro riscuote un fascino incredibile tra le giovani che lo sognano di notte in sogni erotici.

Le giovani nella notte si dirigono poi verso il bosco alla ricerca del trauco; una volta incontrato il trauco con solo uno sguardo le fa sue e se

qualcuno lo interrompe lo deforma o uccide con lo sguardo!!!

E`veramente un'ìsola affascinante, misteriosa e intrigante.

Ora, visto che siete qui al mio fianco, vi chiedo il favore di passarmi il mio libro, Moby Dick, perche`in giornate grigie e fredde come queste e`anche bello fermarsi a leggere. E il libro mi pare l'ideale per questo posto....si dice da queste parti sia passato il vecchio balenottero bianco, bianco perche`vecchio e talmente furbo da non essere mai riuscito a essere cacciato dall'ùomo.

E poi, scusate, non eso: ho timore deTrauco e, mentre leggo, alzo gli occhi nella speranza di vedere la nave fantasma o di ascoltare la voce del Pincoyo e vedere la sua bella musa!!!

scccc

lasciamoci avvolgere nella nebbia pure noi

immergiamoci nel mistero............

ciaoooooooooooooo

elena

 

 

IL SEGRETO DELLA PATAGONIA

Iniziero`a parlare della mia esperienza in Patagonia partendo dal dentro, dal suo cuore, da una delle rare abitazioni che hanno il coraggio di sfidare i venti che qui soffiano quasi incessantemente.

La "leona" si chiama questa abitazione , o meglio "Estancia La Leona".Aprendo la sua porta di legno si ha l`impressione di fare un salto nel passato , di entrare in un mondo dove il tempo si e`fermato; fotografie in bianco e nero , appese alle pareti, mostrano la popolarita`e la gloria di

questa abitazione, punto di riferimento, per ch,i stanco di percorrere migliaia di chilometri, voleva riposarsi e fare una pausa. Il profumo di torta appena sfornato attira la nostra attenzione e arriviamo magicamente al cuore della estancia: la sua cucina. Un grosso tavolo di legno si trova in

mezzo alla stanza. In fondo, occupando quasi una intera parete, cè`una vecchia e imponente cucina economica.Un cane dorme al suo lato approfittando del calore che incessantemente emana. La luce entra da grandi finestroni e la giovane e dinamica proprietaria ci intrattiene con le sue storie mentre continua incessantemente a lavorare per la preparazione di un'altra torta.

tanti preparativi, tanti piatti deliziosi come se ancora fosse il punto di riferimento di tutti coloro che volevano ricaricare le batterie che si erano

esaurite lungo le aride distese patagoniche.

ma non e`piu`cosi`: ora di persone che si fermano qui ce ne sono davvero poche; da quando hanno costruito "il ponte" e si puo`attraversare il fiume senza dover aspettare una barchetta, il flusso di persone che si fermano e`notevolmente diminuito. Ma, nonostante cio`, aprendo quella porta si ha la sensazione che tutto sia come una volta e lèntusiasmo della proprietaria alimenta questa nostra impressione.Vive sola li`con altre due ragazze , un cavallo e un cane. Nulla di piu'.

Quando le si chiede perche`questa scelta di vivere cosi`lontano da tutti e da tutto lei risponde che e`un attaccamento viscerale a uno stile di vita

semplice e genuino, dove il passare del tempo e`scandito dalle torte sfornate e dalle chiacchere.

La quiete e`la normalita`interrotta solo da brevi visite di turisti che come noi che si sfermano per sbaglio o dalle provviste alimentari che arrivano una volta alla settimana. Nulla di piu`, non il telefono, non un computer, non la luce, non il riscaldamento. solo un buon libro, tante chiacchiere e tante torte sfornate.

E quando si esce si viene direttamente avvolti dallìmmensita`del nulla, il nulla che non ha confini, dove la presenza umana e`segnalata solo da qualche pecora che pascola liberamente. l`orizzonte non ha fine, il cielo e`immenso e continuamente spazzato dal forte vento.

Mi sono sempre chiesta, prima di arrivare qui, perche`lìmmagine della patagonia suscitasse cosi`tanto fascino tra i viaggiatori. Beh, la risposta

mi e`chiara non appena vengo circondata dallìmmensita`delle steppe desolate: il non avere confini, l`assenza di barriere, l`essere immerso in spazi cosi`vasti ti mette in contatto diretto con una delle cose che il viaggiatore anela ardentemente: la liberta`.Si ha forte la percezione di

essere leggeri e di volare via con il forte vento, vento che soffia incessantemente entrando allìnterno del proprio corpo, ripulendolo e facendoti vedere il tutto con lèntusiasmo, lo stupore, la curiosita`e la genuinita`che hanno i bambini di fronte al nuovo questo per me e`il segreto della patagonia

 

 

 

ciao

ultimo racconto

 

 

L ARCOBALENO DI COLORI

L antartica e[ bianca come la spuma del mare

l[antartica e[ bianca come le ali degli albatross che giocano con la vivace danza delle onde

L[antartcica e[ bianca come i giganteschi ghiacciai che cadono nelle acque color latte

L[antartica e[ bianca e nera come le distese di pinguini che buffamente si affaticano per costruire i nidi e covare

L[antartica e[ bianca e nera come la simmetria dei disegni della pelle delle orche

L[antartica e[ nera come le sabbie vulcaniche all[interno delle quali ci si bagna come nelle acque termali

L[antartica e[ azzurra come le sculture di ghiaccio che prendono il nome di iceberg

L[antartica e[ rossa come gli eleganti becchi dei pinguini

L[antartica e[ rossa come le basi scientifiche che ospita per studiarne il misterioso habitat

l[antartica e[ rossa come le cacche dei pinguini che mangiano le alghe

L[antartica e[ rosa come i Krill, i molluschi che alimentano la maggior parte degli animali che la vivono qui

L[antartica e[ marrone come gli eleganti petrel che giocano a rincorrere la nave

L[antartica e[ grigia come gli elefanti marini che con i buffi musoni guardano perplessi i turisti che gli circolano intorno con le macchine

fotografiche

l[antartica e[ verde come le isolate zorre di terra che vincono la resistenza del ghiaccio

l[antartica e[ grigia come le immense balene che con i soffi d[acqua salutano il nostro passare

L-antartica prima e[ grigia e con fortunba diventa azzurra poi rossa e rosa come i tramonti che qui in questa epoca dell[anno velocemente passano di fronte ai nostri occhi

L[antartica e[ misteriosa, solitaria, inabitata, lontana, immensa grandiosa....

La sua fortuna e[ quella di essersi allontanata, a mio parere volontariamente, dal resto della terra per mantenere cristallizzato e intatto nei suoi ghiacci lo spirito e il fascino dell[essere intoccata L[emozione piu[ grande per me e[ quella , osservando questa magica terra, di essere di fronte allo spettacolo dell[origine della terra quando era dominata solo dai ghiacci eterni e dalle curiose forme dei suoi ghiacci galleggianti e dal silenzio della natura

 

 

RACCONTO FINALE

“Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marea...chi non rischia...e non

cambia i colori dei vestiti, chi non parla e chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione, chi preferisce nero su bianco, e i puntini sulle “i” piuttosto che una serie di emozioni,proprio quelle che

fanno brillare gli occhi,quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muorechi non capovolge il tavolo, chi e’infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si

permette, almeno una volta nella vita, di fuggire dai consigli sensati.

Lentamente muorechi non viaggia,chi non legge e chi non ascolta la musica, chi non trova grazia in se’ stesso.

Muore lentamentechi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare.

Lentamente muorechi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli

chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi ricordandoci sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto un’ardente pazienza portera’al raggiungimento di una splendida felicita’.”

Elena Maggi

............magariiiiiiiiiiiiiiiiii......

Pablo Neruda

 

Questa e’la poesia che la mia amica paola mi ha dato prima di partire e che mi ha fatto molta compagnia.

La sento tanto vicino a me!!! E volevo condividerla con tutti voi prima di staccare i fili del collegamento che per un po’di mesi ci hanno unito.

Sono alla fine.....aiutooooooooo

E’difficile descrivere cio’che provo.

Da un certo punto di vista sono contenta di tornare, di rivedere la mia famiglia che e’stata davvero incredibile ad accettare la mia scelta, capirla

e averla vissuta in prima persona com me e a starmi tanto vicina in questi mesi

Son contenta di poi tutti voi, i miei amici per passare del tempo con voi raccontandoci reciprocamente questo anno

Son contenta di....vedere il mio lago, mangiare la polenta com cazuola, le caldarroste, di non rifare lo zaino ogni 2 o 3 giorni,di non dovermi lavare

la roba a mano e di bermi un buon cappuccino com la brioche Per questo e tante altre ragioni son felice di tornare E son curiosa di sapere che faro’della mia vita...di vedere quali dei 1000 progetti che ho in testa realizzero’, se ne realizzero’qualcuno o chissa’che faro’, dove vivro’....mah....

Son contenta di costringervi a vedere le mie foto.....giusto qualche migliaia!!!!

Dáltro canto mi manchera’la mia piena e totale liberta’, mi manchera’l’essere stimolata in continuazione da emozioni e luoghi differenti, mi parra’strano parlare l’italiano

Quest’anno per me e’stato davvero molto importante e quello che piu’ho imparato e’vivere le differenze come stimolo e opportunita’, conoscenza e

riflessione....e com diversita’intendo dire diversita’culturali e sociali 

....ho imparato appunto a non viverle come barriera, ho imparato ad allargare la mia visuale d'azione, ho cercato di sforzarmi di non avere una

visione limitata ed egoista delle cose...ho imparato a vivere la diversita’apprezzandola e sono felice di esserci riuscita 

Sono stati nove mesi intensissimi, uno stimolo continuo per i miei poveri due neuroni che ora hanno bisogno di vacanzeeeeee

E’stato un anno di conoscenze di tantissime persone e realta’diverse

Un anno di avventura

Un anno di ammirazione del nostro globo che e’qualcosa di straordinario 

Un anno che sicuramente mi há cambiata...non so se in meglio o in peggio rendendomi piu’rivoluzionaria di quello che gia’ero

E’stato il regalo piu’bello che mi potessi concedere per questo mio trentesimo anno di vita

Grazie di averlo condiviso con me e di essermi stata tanto vicina

E’stato bello anche perche’sapevo che voi mi ascoltavate e mi stavate vicini

A presto

Che impressione

Ciao ciao

Passo e chiudo

Elena

dimenticavo....Buon natale a tutti!!!!!

 

 

Elena elamaggi@hotmail.com