Armenia on the road, per quattro
Diario di viaggio agosto 2026
di Stefano Severi & Axel Massimelli
6 agosto 2026
Caldo bestia, afa tridimensionale. Ferrara, aeroporto di Treviso, aeroporto di Venezia, volo Venezia-Yerevan. Siamo carichi e di buon umore.
7 agosto 2026
Auto non disponibile, giro a piedi per la capitale; cortili e vie secondarie dietro i viali alberati; elenco luoghi notevoli di Yerevan una delle città più antiche e continuativamente abitate dall'uomo sulla Terra; ci si avventura lungo il viale che costeggia il Teatro dell'Opera di Yerevan e il Conservatorio con Piazza della Libertà, passando per un caratteristico, piccolo ma accogliente locale che esibisce giradischi e libri, con caffè e té che sono un'esperienza alimentare. Si salgono i gradini fra le balconate del Complesso Cascade, scalinata monumentale dall'alto della quale si domina la città: Parco della Vittoria con ruota panoramica e giardini con giochi per bambini e ristoranti, Statua della Madre Armenia; la batteria del cellulare si gonfia: meglio rintracciare nel sottopassaggio della Metro il negozio di un gentilissimo tecnico capace di rendere nuovamente possibili le comunicazioni con casa e le fotografie con un intervento immediato, economico e risolutivo sul cellulare in soli venti minuti, mentre un negozio di telefonia lungo la strada avrebbe richiesto almeno un giorno di ritiro del dispositivo per affidarlo ad un laboratorio esterno. Scheda SIM sostitutiva per usare il cellulare a prezzo contenuto con traffico illimitato. Attraversiamo la città in taxi, sempre e costantemente a tre dram. Antichi khachkar in centro nella piazza con giardini che prosegue la piazza con il celebre mercato di artigianato locale del Vernissage; Piazza della Repubblica (Palazzi del Governo, Museo di storia dell'Armenia, Galleria nazionale d'Armenia, Armenia Marriott Hotel, Palazzo dei Sindacati e delle Comunicazioni) con concerto e fontane danzanti nella notte.
8 agosto 2026
Automobile e viaggio da Yerevan a Noravank; Khor Virap e Ararat (Grande Ararat e Piccolo Ararat) visti in lontananza. Strade con tubature del gas esterne, nidi di cicogne su tantissimi pali della luce. Campagna, colline aride, formazioni rocciose e valle rossa che porta al monastero di Noravank, ricco di khachkar; viaggio verso Jermuk con pranzo nel ristorante a pagoda. Arrivo all'hotel Jermuk Ararat Health SPA con sanatorio a Jermuk (nome dell'acqua minerale), Jermuk Deer Monument, statua metallica di un cervo che domina la città e ne è il simbolo, cascate di Jermuk sul fiume Arpa, 70m, le seconde più grandi dell'Armenia; ponte su canyon a strapiombo, nido incredibile di pterodattilo, strutture rocciose che avremmo poi notato in tanti posti e che richiamano la Sinfonia delle Pietre, sebbene non così spettacolari; Jermuk Hot Springs non raggiunte, lago, chiesetta in un view point suggestivo sul Bacino Idrico di Kechut (Kechut Reservoir), NON E' Santa Gayane, che è invece più grande; rientro attraverso borgo di pastori e contadini estremamente modesto, cena in locale vuoto e incontro con altri Italiani. Il doppio sorpasso contromano su tornante di montagna è stata la pratica stradale più pericolosa nella quale ci siamo trovati coinvolti, numerose volte abbiamo trovato guidatori spericolati evitati per un soffio (nonostante il nostro stile di guida fosse prudente e poco incline al sorpasso). Altro problema, le mulattiere per raggiungere luoghi di primario interesse turistico o hotel anche belli.
9 agosto 2026
45' di strada lungo un canyon estremamente accidentata e talora pericolosa per raggiungere il monastero di Gndevank. Canyon e verde, pianure sempre più aperte ma con colori gialli e colline analoghe. Si arriva nella struttura fuori Goris, bungalow quasi baite in camping di collina dopo la solita stradina ripida che ti porta nel cortile privato in casa dello zio, ma che poi ti fa arrivare in un posto lussuoso. Funivia che parte nel tardo pomeriggio per via del sold out delle salite precedenti; giro per Goris alla ricerca di dolci in panetteria, caffè e vista della foresta di pietra, visibile alla fine dall'ampio davanzale di un caffè all'aperto; raggiungiamo il monastero di Tatev, funivia per 12 minuti. Cena con frutta in abbondanza e i piatti locali.
10 agosto 2026
Passo di Selim e via della seta con Caravanserraglio Orbelian del '300, altitudine notevole; pranzo in locale sulla strada, tempesta forte e pure lunga, cimitero di Noratus con due tipologie diverse di antichi khatchkar e zona moderna sotto la pioggia. In viaggio di nuovo, casetta con tendine, monastero non previsto di Hayravank con spettacolare veduta sul lago di Sevan. Salita al monastero di Sevanavank e nuova splendida vista mozzafiato sul lago di Sevan. Succo di melograno per 4, in viaggio verso Dilijan, la piccola Svizzera armena, attraverso colline verdi e boscose che quasi ricordano il primo Appennino. Arrivo alla villetta in legno biondo con due scalini sbilenchi affittata in un residence alla fine della solita tratturiera, serata in locale dal sapore alpino con hamburger e una sala arredata come una biblioteca. Supermercati aperti di notte, schifezze comprese per pura golosità, due biro, vermicelli Haribo.
11 agosto 2026
Da Dilijan ad Alaverdi, mattinata con visita rapida per la pioggia al monastero di Goshavank, poi attraverso le consuete, bellissime colline ancora verdi ci addentriamo nell'area di cultura russa Molokan di Fioletovo e Lermontovo; monastero di Sanahin, gola del Debed, monastero di Haghpat; raggiungiamo l'hotel ad Alaverdi e rimaniamo colpiti dalla straordinaria vista della vasta e ottocentesca zona industriale legata alla Francia o al Belgio e alla Russia e al rame. Cimitero lungo la strada come ormai siamo abituati a vedere, con le immagini spesso complete dei defunti incise sulle lunghe lapidi. Siamo verso il confine georgiano, la natura è verdissima e boscosa. Axel cerca di congelare la stanza durante la notte. Occorre intervenire.
12 agosto 2026
Lasciamo Alaverdi per il castello di Akhtala (ispirato a un edificio svizzero) e poi per il monastero di Akhtala (con affreschi notevolissimi, finora mai visti). Monastero di Odzun in mezzo a lapidi e tombe anche del '600. In viaggio verso Gyumri (Alessandropoli), città dall'identità russa e acquisita dagli zar nel primo Ottocento, zona colpita da un tragico terremoto che nel 1988 ha fatto circa 25.000 vittime; città famosa per le porte artistiche, un'atmosfera europea e cosmopolita; due chiese importanti ai lati opposti della piazza Vardanants (con un'importante statua): Chiesa della Santa Madre di Dio e Chiesa del Santo Salvatore; c'è anche una chiesa cattolica interessante un po' fuori dalla zona più trafficata. Museo dell'Architettura Nazionale e della Vita Urbana. Un cane ci guida e ci difende da due branchi di almeno cinque cani inferociti, il primo per le strade appena fuori dal centro, l'altro nella strada suburbana buia che avevamo avventurosamente scelto per tagliare in maniera alternativa verso l'hotel. I cani liberi sono una realtà notturna abbastanza comune nella zona urbana a ridosso del centro che abbiamo visitato. Il cane ci lascia sani e salvi all'hotel. Flavio sequestra il telecomando del condizionatore a parete ad Axel durante la notte.
13 agosto 2026
In viaggio attraverso le pianure prossime al confine turco verso il Sardarapat Memorial; tempio yazida ad Aknalich; Echmiadzin (Vaticano armeno), con la basilica più antica del mondo e il museo con la lancia di Longino (non è l'unica al mondo). Complesso religioso disposto su una vasta area pedonale. Area archeologica a Zvartnots con le rovine della cattedrale e del palazzo reale. In viaggio verso il canyon sul quale si affaccia il monastero di Saghmosavank; Alfabeto armeno tridimensionale lungo il rientro verso Yerevan; pernottamento ad Artashat, cittadina alle porte della capitale. Ci colpisce il senso di dignità e di attaccamento alla Nazione di un popolo ferito da tragedie antiche e moderne, con un forte senso dell'identità e della propria storia ma particolarmente silenzioso. Non abbiamo notato atteggiamenti espansivi, né le persone ci sono sembrate particolarmente incline al sorriso, nemmeno i più giovani. Quiete ed educazione. Crediamo che ci siano ancora molte ferite aperte.
14 agosto 2026
Artashat è abbastanza vicina al monastero di Khor Virap, noto anche per la vista, unica e suggestiva, del Grande e del Piccolo Ararat. Da lì si prosegue attraverso colline più brulle e ingiallite verso il tempio di Garni, il ristorante con giardino e tettoie esterne, poi alla vicina e sbalorditiva Sinfonia di Pietre, quindi all'ultimo monastero visitato durante il viaggio, quello di Geghard. Da lì rientro a Yerevan in un hotel SENZA LE FINESTRE. Giri per le strade degli acquisti, talora viali alberati di sapore retro ed europeo (Tumanyan Street, Mesrop Mashots Avenue), talora monumentali in senso spiccatamente moderno (Northern Avenue). Eleganza e zone decadenti trovano un equilibrio affascinante, spensieratezza turistica e atmosfere sovietiche, talora grandiosità, talora povertà. Notte in locale tipico con anziana armena, cordiale e in abiti tipici.
15 agosto 2026
Colazione francese. Ultimo giorno con la macchina: Cattedrale di Yerevan del 1997. Moschea Blu, giardino con i gatti. Dzidzernagapert, Memoriale del Genocidio Armeno e il vicino Museo ad esso dedicato, un percorso espositivo moderno ricchissimo di documentazioni storiche e testimonianze fotografiche del recente e tragico passato di questo popolo. Pranzo nel vicino e occidentalissimo centro commerciale. Consegna della macchina (attenzione a tutte le clausole del contratto) e rientro in hotel passando per il locale che esibisce giradischi e libri, con caffè e té che sono un'esperienza alimentare, quello del primo giorno nella capitale.
16 agosto 2026
Nuova colazione francese. Giornata in giro per Yerevan, ultimi acquisti al Vernissage, zona commerciale moderna del centro. Pranzo in locale arioso e raffinato lungo la strada con vinili esibiti come decorazione. Il cameriere ama l'Italia e l'opera lirica e Franco Corelli. Riposo prima di recarsi in aeroporto.
Rientro da Yerevan su Venezia, da Venezia a Ferrara grazie a Marina.
MONASTERI VISITATI 1. Noravank 2. Gndevank 3. Tatev 4. Hayravank 5. Sevanavank 6. Sanahin 7. Haghpat 8. Akhtala 9. Odzun 10. Saghmosavank 11. Khor Virap 12. Geghard
Costi: volo 270€ a/r Venezia - Yerevan a testa
Tot. 1150€ a testa (tutto compreso)
Ma soprattutto: perché andare in Armenia?
Perché i posti di cui non si sente mai parlare sono quelli che hanno più cose da dire.
Una natura bellissima, montuosa e con vari laghi, persone cordiali e nessuna sensazione di pericolo.
I monasteri più antichi del mondo ubicati in posti mozzafiato !!!
Capitale in espansione, molto divertente e curata.
Costi bassi sia per dormire che per mangiare.
Una storia del Paese importante e che ti segna dentro …
Axel