BALI

Diario di viaggio 8 – 24 MAGGIO  2010

di Nadia R.

Augusto viajesyviajes@hotmail.it

www.ilregnodicondy.it

 

 

Sabato 8  /domenica 9  

E siamo di nuovo in partenza! Questa volta però la meta è l’Oriente, prima esperienza per il nostro gruppo. L’aereo della Cathay parte in perfetto orario, sosta a Hong Kong e arrivo a Denpasar dove ci aspetta “Guido la guida” , che impareremo a conoscere durante il viaggio, che sa tutto delle usanze e dei riti di bali, molto poco della storia e dell’architettura,( ma per fortuna qui conta di più quel che sa! ) sempre disponibile , col suo elegantissimo sarong e copricapo viola, sorridente , nel suo personalissimo italiano. Dopo un’ora e mezzo di bus , tra il bel paesaggio verde , eccoci a Ubud, la capitale culturale dell’isola, nel delizioso hotel Pertiwi, immerso in un giardino tropicale, tra fiori, statue e piscina, proprio al centro della città. 

 

Lunedì 10

Prima escursione al mercato cittadino, un via vai interminabile di donne con grandi ceste che comperano e vendono pesce, fiori , frutta, preludio alla grande festa di dopodomani, quando si celebreranno gli antenati. Si parte quindi per la Monkey Forest, la foresta dove tantissime deliziose scimmie giocano tra di loro e con noi, si rincorrono, allattano i piccoli, sbucciano con abilità banane ed una si stropiccia le mani sul mio vestito! Lungo i sentieri, tra altissimi alberi e fiori, ecco il Tempio dei Morti. Poi si riparte per il Palazzo Reale, begli edifici dalle coloratissime decorazioni e, come sempre, tra alberi e fiori profumati. Durante il buon pranzo scrosci di pioggia sicchè nel pomeriggio, variando il programma, a vedere la lavorazione del batik e poi primo sfrenato shopping: parei, vestiti, camicie,borse,batik…

   

     il mercato di Ubud                         monkey forest                          palazzo reale

 

Martedì 11

Oggi si va al nord. Sfilano sotto i nostri occhi i villaggi contadini del tutto integri, mentre oscillano al soffio del vento le lunghe e flessuose canne di bambù  e le infinite offerte di fiori e frutta che ornano le strade : una sinfonia di giallo, oro e bianco che rivestono i mille templi e tempietti .Cominciamo a conoscere la meravigliosa, dolcissima spiritualità dei balinesi, che attraversa ogni atto della loro vita , ed ogni gesto è un rito antico , vissuto col sorriso e le mani giunte .

Ecco poi le famose risaie di Bali, che ci accompagneranno per tutto il soggiorno, dolcissimi ricami sinuosi in tutte le tonalità del verde, più tenero o più acceso secondo lo stato di crescita del riso. Arriviamo così sulle sponde del lago Bratan, dove si rispecchia lo splendido tempio Ulun Danu, con il suo “meru” , cioè con le piccole torri che si assottigliano verso l’alto, e poi i draghi, le maschere, i baldacchini dorati, gli ombrelli, rossi, bianchi e gialli… All’estremo nord ecco poi il piccolo  tempio di Sangsit dedicato alla divinità del riso, con le raffinate decorazioni, quasi ricami, che rappresentano maschere, frutta, volti di demoni. Quante cose anche oggi!!

 

 

   

       una via in festa                                              risaie

 

    

                                          il tempio di Ulun Banu

 

Mercoledì 12

Giornata strepitosa! Si inizia con la camminata a Campuan. E’ una stradina-sentiero che svela man mano foreste, risaie, il canto del fiume e degli uccelli, piccoli villaggi, senza alcun rumore “umano”, una meraviglia! Quindi piccola sosta all’orto botanico, ad una galleria d’arte  (tutti  comperano!)  e ad una casa tipica balinese, con i suoi 4 padiglioni , ciascuno con una diversa funzione. Durante il pranzo piove, ma appena riprendiamo il cammino splende un bel sole.

E siamo al tempio Tirta Empul, dove si sta svolgendo una delle cerimonie più importanti dell’anno, la festa degli antenati. Tantissime persone, per lo più vestite di bianco, siedono in atteggiamento di preghiera, mentre arriva in processione la gente dei villaggi. Le  donne recano in testa coloratissime offerte di fiori e frutta, gli uomini conducono il “barong” , la strana creatura mitica, tra suonatori e danzatori. Non c’è nulla di turistico, questa è una festa vera, che tutti vivono con gioia e grande partecipazione

 

       

             campuan                                      cerimonia al  tirta empul

 

            

                                                preghiere e offerte al tempio

 

Giovedì 13

Prima sosta ad un laboratorio dove lavorano il legno meravigliosamente,( altre compere! ), poi il Tempio del Fuoco, sotto un enorme ficus che sembra proteggerlo, che abbracciamo per trarne energia positiva. Il cielo si sta oscurando,un bel po’ di pioggia ma riusciamo ugualmente a vedere il magnifico tempio di Besakih e …non piove più. Il Tempio si slancia verso il cielo, mentre al centro della scalinata moltissime piante dalle foglie rosse e verdi contrastano col grigio scuro della pietra. Si pranza, bene, con vista sulle risaie, mentre nel pomeriggio siamo a Kertha Gosa,il “palazzo sull’acqua” , due padiglioni ornati di dipinti molto estesi, belli, colorati, abbastanza rari in un paese dove prevale la scultura e l’architettura.

            

                                                Tempio del Fuoco

 

 

                           

                                                      Kertha Gosa

 

Venerdi 14                                                                                                                    

La mattinata inizia con la rappresentazione di una danza tipica, col famoso barong (che cono_ sceremo benissimo, perché nel corso della giornata ne vedremo decine  nelle infinite processioni dei vari paesi! ) , danza molto suggestiva, con magnifici e coloratissimi costumi. La seconda tappa è lo splendido parco ornitologico che ospita più di 1000 uccelli di oltre 250 specie diverse, una sinfonia di rosso, rosa, grigio, in un giardino tropicale rigoglioso e abbastanza integro. Dispiace andar via ma ci aspetta la Grotta dell’Elefante, luogo sacro a Budda: entriamo in una caverna attraverso la raffigurazione di una testa mostruosa e all’interno ci sono simboli sacri. Infine, ultima tappa il Gunung Kawi, il tempio rupestre dai 300 gradini.

 

  

                                                la danza del “ barong”

 

              

                                                   Il parco ornitologico

 

Sabato 15

Sveglia all’alba e partenza per l’altra isola, Sulawesi; breve volo e poi, in bus, trasferimento a Rantepao. Il viaggio è lungo e la strada fino a Pare Pare è tormentata, ma il paesaggio è bello: prima lungo la costa case e palafitte sull’acqua, le tenere foglie di riso illuminate dal sole nelle ampie risaie: poi, nell’interno, foreste di bambù e montagne. Arriviamo nello splendido hotel, che ricostruisce le famose case dei Toraja, cena a buffet con ogni ben di dio!

 

 

Domenica 16

Prima escursione in Tana Toraja: le strade sono strette e talvolta dissestate, ma il paesaggio lascia senza fiato per tutta la giornata! Risaie, foreste, grandi piante di bambù, il fiume che scorre impetuoso, i villaggi toraja con le splendide case a forma di chiglia di nave decorate e le grandi corna di bufalo appese. Cultura e tradizioni uniche al mondo, e poco è cambiato nei secoli; qui tutto si fa a mano, dalla  semina e raccolta del riso al traino dei bufali: un mondo antico scorre davanti ai nostri occhi. Poi siamo al villaggio dove si celebra una cerimonia funebre: il culto dei morti, che caratterizza questa etnia, con il sacrificio di animali( a molti di noi fa anche schifo, ma questa è la cultura del posto! ) . Poi, per fortuna, pranzo in un bellissimo ristorante sulle risaie, col piatto tipico di maiale con una salsa nera nera , pollo servito dentro il bambù ecc. Ed altri villaggi, altre case, poi shopping con gli acquisti di tessuti di seta.  

       

                                                           Villaggio  Toraja

 

Lunedì 17

Seconda splendida giornata in Tana Toraja! Prima le tombe con i tau tau di Lemo; sulle rocce si affacciano come da un balcone i numerosi tau tau , simbolo dei morti, mentre dentro le grotte scavate stanno le tombe familiari. Un posto molto suggestivo, tra belle risaie, alberi, fiori. Una breve tappa al mercato di Macallè, ottimo pranzo con vista sulle risaie, poi le tombe dei bambini a Sangalla, piccole aperture scavate negli alberi, dove i neonati sono sepolti in piedi, cioè in cammino verso il paradiso, mentre la pianta, enorme e bellissima che li ospita, fornirà loro il cibo e l’acqua necessari. Molto poetico e molto dolce. A sorpresa la guida ci porta poi in un orfanotrofio, dove un bravissimo maestro di musica fa esibire i ragazzi, che suonano strani e creativi strumenti di bambù e danzano. Momento meraviglioso,che ci coinvolge e commuove tutti. 

   

                                                 I tau tau di Lemo

 

  

                                              i ragazzi dell’orfanotrofio

 

Martedì 18

Diamo l’addio a Sulawesi e ripercorriamo la strada già fatta con la consueta fermata alla “montagna erotica” ! (ma dove? ).Ultima esibizione della guida. Pio, col tentativo a vuoto di farci cantare!!, che parla , ma quanto parla, innamorato del suo paese , che ritiene superiore a Bali. Si arriva a Sanur, al Segara Village,camere ampie, grande giardino tra fiori e alberi esotici, bellissima piscina, ottimo cocktail di benvenuto.

 

Mercoledì 19

Un po’ di relax dopo le intense giornate di Sulawesi. Shopping ripetuto negli infiniti negozietti : e sono abiti, pantaloni,camicette, sciarpe, aquiloni, orecchini, collane ecc. ecc. Ma anche ripetuti tuffi in piscina e al mare. Atmosfera gradevolissima, un po’ di risate, confronto degli acquisti, ottima cena. Si sta bene anche facendo poco!

 

Giovedì 20

Si riprendono le escursioni. Dopo il primo villaggio di pescatori, siamo a Tenganam, villaggio conservatore nelle tradizioni e nella cultura, dove si producono i famosi tessuti .Tanto per cambiare, orgia di acquisti, tra tessuti, oggetti in vimini e in legno,uno più bello dell’altro. Pranzo trionfale a Candidasa, sul mare, spettacolo meraviglioso con le onde blu che si frangono sotto di noi, cielo azzurrissimo, piante e fiori ovunque. Pomeriggio a Tirta Ganga, splendido “palazzo sull’acqua” , che compare quasi all’improvviso. Si cammina su un percorso costruito sull’acqua, tra fiori di loto, statue, alberi verdissimi. Poi spostamento a nord, tra foreste di palme , vallate e risaie e, per concludere, quando ormai è notte, la spettacolare Grotta dei pipistrelli, con migliaia di pipistrelli che escono a frotte o stanno aggrappati l’uno all’altro , con la luna piena che brilla sopra il gigantesco albero davanti. Che spettacolo!

 

 

                                                        Tirta Gana

 

     

                                              la grotta dei pipistrelli

 

 Venerdi 21

 E oggi visitiamo il sud di Bali, la penisola di Bukit; prima il tempio di Uluwati,a picco sul mare. Si cammina su un sentiero con vista spettacolare sul mare azzurrissimo e scogliere a strapiombo, e ci godiamo il tempio, nonostante l’aggressività delle scimmie, che purtroppo rubano gli occhiali a Franco e addirittura la settimana enigmistica a Lucia. Si riparte per Jimbaran, piccolo e integro paese di pescatori; sul mare tante barche colorate con i pescatori che scaricano il pesce appena pescato, mentre altri, sulla spiaggia, liberano il pesce dalle reti. Poi visita al mercato del pesce e sono pesci neri, azzurri, arancioni, rosa-rosso, una sinfonia di colori diversi. Dopo pranzo, il tempio di Mengwi, molto bello: i piccoli padiglioni quasi ricamati tra il verde, i grandi meru neri, le decorazioni grige e arancioni, la grande vasca d’acqua centrale, le ninfee rosa nel piccolo fossato attorno. Bali è davvero il trionfo dell’armonia e della bellezza! E siamo all’ultimo tempio, il più famoso ,il Tanah Lot. Costruito su un piccolo promontorio, quasi sospeso sull’acqua, tra l’azzurro intenso del mare e la vegetazione. Così, mentre pian piano il sole si inabissa nel mare e il tempio scompare nel buio, diamo l’addio a Bali. Infine siamo a Kuta.                      

                         

      

                                                                    Jmbaran

 

   

                                                 Il tempio di Mengwi

 

  

                                                      Tanah lot

 

Sabato 22

Ultimo giorno per il relax e lo shopping. Kuta è la città più turistica e si può comperare di tutto. Bancarelle, negozi, centri commerciali, molta scelta di artigianato. Un po’ di piscina, un po’ di mare,un po’ di chiacchiere e ultima cena , ottima, tutti insieme per l’addio a Bali. 

 

Domenica 23

La mattina ultime ricerche per i regali: ancora!!! Relax in piscina e commenti su questo splendido viaggio. Ci rimangono nel cuore le infinite cerimonie, le offerte con i cestini di fiori e frutta, gli inchini e le mani giunte, i volti dolci e sorridenti,i magnifici tempietti decorati d’oro e bianco che splendono al sole, le risaie a perdita d’occhio con tutte le sfumature del verde, i fiumi e i torrenti, i bufali mansueti e lenti, le vallate che si aprono all’improvviso, le foreste rigogliose, i fiori colorati ed enormi, i grandi templi con gli immensi ficus a protezione, il barong, i tau tau, le tombe dei bambini sugli alberi…E , tanto, la dolcissima spiritualità dei balinesi, il loro contatto continuo e sereno con le generazioni passate e con la natura. Bellissima gente e bellissima isola. 

                  

 

Lunedì 24

Oggi la parte del gruppo che non è rientrata in italia parte per l’isola di Gili Meno per una settimana di sole , mare, relax…ma questa è un’altra storia…ne riparleremo.

 

 

Nadia R.

Augusto  viajesyviajes@hotmail.it

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