MAROCCO, BELLEZZE  BERBERE

Diario di viaggio Primavera  2025

DI SABY BRAMBILLA

 

Il nostro viaggio in Marocco si è appena concluso e mentre sistemo gli appunti di viaggio, sorridendo , penso ancora una volta di aver avuto conferma che Questo Paese è  bellissimo, ospitale, radicato in antiche tradizioni arabe e berbere , affascinante per cultura,  architetture,  souk e villaggi nei deserti.

L’itinerario di circa 1300 km è stato studiato ed organizzato in totale autonomia, da me e IVO, prenotando mezzi e riad on line o direttamente in loco senza nessuna difficoltà. 

Partendo da MARRAKESH, abbiamo valicato l’Alto Atlante, raggiunto le Kasbah del sud, i paesaggi mozzafiato del deserto con i suoi Canyon , la VALLE DELLE ROSE, del DADES,  le città di  OUARZAZATE  e ZAGORA, risaliti al mare di ESSAOUIRA e concluso ad AGADIR.

Ovunque abbiam trovato gente genuina che ci ha accolti con bicchieri di tè alla menta , simboli universali di benvenuto e la frase ben augurante “AS-SALAM ALAYKUM” … LA PACE SIA CON VOI.   Per questo non possiamo che esserne grati.

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PRIMA TAPPA MARRAKESH

Atterrare nel moderno aeroporto MENARA è sempre una festa.  Musiche di sottofondo, baci abbracci saluti, persone che partono, altri emozionati che rientrano in terra natia.

Appena sbarcati siamo avvolti dalla luce solare diretta che filtra dall’alto delle grandi vetrate fluorescenti della  futuristica struttura   in metallo e cemento bianco .

Ogni cm è decorato da ricami e arabeschi tradizionali, che sembrano incandescenti, non posso che fotografarli. Una volta ritirati i bagagli cerchiamo un taxi e raggiungiamo città vecchia, proprio davanti la sagoma della KOUTOUBIA, la Moschea centrale.

Il suo nome deriva da "KUTUB" LIBRAI  infatti in questo luogo sorgeva l’antico souq dei libri sacri. L’ imponente minareto alto 70 mt è visibile da ogni angolo della città.

   

 

Siamo stati parecchie volte a Marrakech.

La sua inconfondibile atmosfera orientale mi sorprende sempre.

Adoro questa città.

E’ vivace, vibrante. Un posto carico di energia, ricco di colori.

Riconosco le pietre dissestate delle sue intricate viuzze.

Intravedo i carretti carichi di menta verde che lasciano la scia odorosa, trainati dagli immancabili asinelli.

L’aria è straripante di buoni odori vapori, incensi e profumi dolciastri.

Sono quasi le 17 .

Le tonalità accese del sole, ancora elevato in cielo mi abbagliano.

Mentre cerco gli occhiali nella borsa, il muezzin col suo canto del pomeriggio richiama i fedeli alla preghiera.

Non a caso MARRAKECH dal berbero si traduce “TERRA DI DIO” (MUR-AKUSH)

 

Ci incamminiamo tra la folla scalmanata per raggiungere il riad che sta proprio dietro Djemaa el Fna. Come di consueto scegliamo i  riad, case tradizionali costruite attorno a un cortile, senza tetto ma con giardino interno, nate per garantire privacy alle donne e dare riparo da afa e calore.  Riad in arabo significa "GIARDINO”

Il riad ANDALLA è molto curato, elegante ,  caratterizzato da un'architettura arabeggiante è centralissimo infatti  gode di una vista panoramica unica dal terrazzo sulla piazza dei pazzi. Lasciamo i bagagli,  doccia e cambio abiti veloci per ributtarci nella mischia.

La piazza caotica, è un mix perfetto di gesti e chiacchiere.  Pensare che nei secoli scorsi fu  luogo di esecuzioni pubbliche,  il suo nome significa “Piazza della Fine”

FINALMENTE , ANCHE PER NOI È ARRIVATO IL TEMPO DI RALLENTARE !

Ci fermiamo alle bancarelle per gustare spremute di melograno per poi spostarci nella vicina PLACE DES ÉPICES  .

Ovunque cestoni variopinti , contenenti frutta secca, pistacchi, datteri , torroni e le immancabili spezie colorate,  disposte su piramidi ordinatissime .

Intorno una moltitudine di gente in continuo movimento. Artisti di strada,  incantatori di serpenti , ammaestratori di scimmie, venditori di bicchieri d’ acqua col grande capello rosso in testa, donne che offrono tatuaggi all'henné.

Quando il sole inizia a calare, ceniamo in piazza, che si è ormai trasformata in un enorme ristorante a cielo aperto. Le luci delle lanterne si accendono in simultanea alle lampade ad olio e creano riflessi su strade e palazzi.  Magica sia la prima cena che la notte che verrà.

L’indomani rimaniamo a MARRAKECH, gironzolando tra Madrasa di Ben Youssef, l’importante scuola coranica e PALAZZO BAHIA capolavoro dell'architettura tradizionale arabo-andaluso. Ci siamo gia stati ma torniamo volentieri  ad ammirare le oltre 150 stanze che conservano pareti e pavimenti  decorati con mosaici ZELLIGE, fontane e giardini in fiore . Il  suo nome significa “ Bella anzi  SPLENDIDA “ riferito alla sposa preferita del Gran Visir,  Bahia appunto.

Ci spostiamo poi nella MEDINA. All’ interno delle vecchie mura  pranziamo con cous   serviti nel tradizionale GSAA il vassoio rotondo , costolette alla menta e MSEMEN il soffice pane caldo.

 

Nel pomeriggio nel SOUK  ci buttiamo nella contrattazione ( che non amo) tenendo ben presente che la regola generale è non farsi fregare . Faccio ottimi affari acquistando borse e babouches  in pelle  ricamate a mano, a soli 200 Dirham.

Impossibile non soffermarci anche nei minuscoli inestimabili  caffè letterari.

Giriamo  tra gli scaffali colmi di libri antichi , mi soffermo ad ammirare dei corani rilegati a mano , impreziositi da  pietre dure colorate e micro perline di vetro.

Sembrano piccole opere d’arti, anche grazie alla decorata calligrafia islamica  .

In serata, rientrando al riad prenotiamo l’escursione nel deserto, in una piccola agenzia viaggi sulla strada.

 

 

VERSO TELOUET e AIT BENHADDOU

Stamattina inizia il lungo trasferimento verso sud.

HO SEMPRE PENSATO CHE FARE UN VIAGGIO NEL CUORE DEL SAHARA SIA UN'ESPERIENZA IMMERSIVA.

Per questo abbiamo deciso di muoverci in pulmino, stando comodi senza guidare, nè badare ai cartelli segnaletici  per noi incomprensibili .

La strada è la panoramica N9, che attraversa i MONTI DELL'ATLANTE passando per il passo TIZI N'TICHKA.

Un susseguirsi di splendidi pinnacoli di terra rossa, tornanti ripidi , pascoli di un verde sgargiante.

Prima tappa  KASBAH  DI TELOUET antica residenza di una famiglia  berbera   che costruì il paesello vicino alle miniere di sale, il  passaggio delle carovane di mercanti avvantaggiarono la ricchezza dell’intero villaggio

Seconda tappa AIT BENHADDOU, che è Patrimonio UNESCO.

Le fortificazioni e le torri angolari sono indiscutibilmente  belle, ma per i miei gusti tutto è molto turistico e sovra affollato, lo esploriamo  facilmente senza guida.

Dopo pranzo sosta all’ ATLAS STUDIOS la Hollywood d'Africa , dove han girato film famosi come  Laurence d’ Arabia , L’ultima tentazione di Cristo, Il Gladiatore .

 

Nel pomeriggio raggiungiamo  OUARZAZATE che  in dialetto AMAZIGH significa "SENZA RUMORE”

SIAMO SOPRAGGIUNTI  ALLA  FAMOSA “SILENZIOSA “ PORTA D’ ACCESSO AL DESERTO.

Siamo partiti con l’idea di disintossicarci dalla  routine quotidiana, professionale e  sono convinta che mi drogherò della bellezza del deserto, anche  questa volta .

 

La giornata non è stata faticosa , ma la strada di appena  200 km è stata molto   molto   impegnativa.

Per certi versi nel lungo tratto in bus, assorta tra lettura e fotografia, mi sembrava di essere ancora sui precipizi delle  Wukro in ETHIOPIA.

 

 

NELLE 1000 KASBAH  OUARZAZATE – ZAGORA

Sempre più nel deserto.

Oggi partiamo verso la regione delle “ 1000 kasbah”  attraversando oasi e palmeti della VALLE DEL DADES  un’area scarsamente popolata ma paesaggisticamente profumata ed incantevole.

Devo ammettere che la bravura di Amed il  simpatico driver,  unita alla bellezza dei paesaggi, sono una garanzia e un valore aggiunto .

Dopo aver oltrepassato km di burroni e dirupi vari , dalle montagne spunta la  pianura  con le sue  esplosioni di verde delle palmeraiè, fazzoletti di terra coltivati  e minuscoli villaggi  Berberi.

Finalmente arriviamo a ZAGORA che nei secoli fu fulcro logistico per i mercanti che andavano a scambiarvi merci, spezie, animali ma anche filosofie, religioni, monete.

 

Nel pomeriggio, sotto il sole che scotta ancora,  lasciamo le comodità del bus per    iniziare la cammellata e raggiungere l’accampamento dove trascorreremo la notte.

Ammetto che la cavalcata non è delle migliori. Gli  animali sono svogliati, bavosi,  disubbidienti, si bloccano a più riprese .

Nell’aria c’è un vento fendente , Caldissimo, vigorosamente africano . Per ripararci dalle folate  turbinose indossiamo tutti  la CHEFFIA, il turbante color blue bèrbère, per proteggerci collo naso e bocca. 

Dopo un’interminabile galoppata e male di terga, arriviamo al campo tendato, accolti da un prodigioso silenzio che esalta la natura e le mie sensazioni.

Le imponenti dune di sabbia sono tinte di oro arancio e il  calar del sole è il momento perfetto per la cena, quasi pronta. Nell’aria un buon profumo di tajine, carni e verdure speziate al bbq.

Intorno all’accampamento, nel buio più oscuro passeggiano gli uomini berberi. Tutti decisamente affascinanti , vestiti con la tunica scura. Lunghi foulard coprono il corpo e il bel volto,  ma lasciano intravedere occhi e sguardi magnetici.

Stanno organizzando il falò per i balli e le danze notturne.

Saranno loro ad esibirsi  al ritmo frenetico della GNAWA una musica afro inventata dagli schiavi della Nigeria. Ci spiegheranno  infatti che queste danze e salti sono praticati da secoli per raggiungere il contatto con il Divino.

L ’oscurità valorizza le loro ombre , che emanano ardore e pace al tempo stesso.

Io e Ivo ce ne stiamo abbracciati, sulle dune ormai fresche,  ammirando le costellazioni sopra di noi, in un accampamento berbero da sogno .

LE NOTTI NEL DESERTO SONO SEMPRE MEMORABILI .

E LA MIA AFRICA, AD OGNI LATITUDINE , È PURA  MAGIA.

 

         

 

DAL DESERTO VERSO MARRAKECH

 

SOGNO E SON DESTA.

Ci alziamo all’alba per arrampicarci sulle dune, un rigenerante venticello ci avvinghia.

I colori freddi della notte lasciano spazio ai toni caldi e per risalire ascolto VASCO, ovviamente ALBA CHIARA

Il panorama intorno è iconico .

Il deserto non è solo vuoto di spazi e di pensieri , ma un luogo di profonda quiete che mi libera la mente.  Cammino Pianissimo.

Con Calma . Ascolto I Miei Passi

Seguo I Miei Respiri Lenti.

I  Battiti Del Mio Cuore.

CI SONO SOLO IO , ME AND I .

QUESTO LUOGO DI GRANDE PACE ED ISPIRAZIONE,  SARÀ LA MIA OASI SPIRITUALE PER QUALCHE ORA.

Finalmente raggiungo IVO,  che scattante ha già raggiunto la vetta della duna e scatta foto stupende al risveglio del sole.

L’orizzonte si infiamma in pochi minuti.

Il giorno riappare ai nostri occhi.  

Stupendo !

Per ridiscendere verso il campo tendato , corriamo a tutta velocità, senza freni, lungo il dorso , sulla sabbia dorata.

Dopo la tipica abbondante colazione ricca di paste  e zuccheri,  rientriamo a Ouarzazate prima sui  cammelli, poi col pulmino che ci riporterà a Marrakech, attraversando a ritroso la Catena dell’Alto Atlante

L’ arrivo in teoria è previsto per metà pomeriggio, in realtà arriveremo in tarda sera , causa dossi , alture e tanto traffico.

Salutiamo Amed ancora sorridente e pimpante, mentre noi siamo stanchi, affamati e bisognosi di un hamman.

 

 

AL MARE DI ESSAOUIRA

 

Da MARRAKECH andiamo a ESSAOUIRA in bus, trasferimento organizzato con l’ottima Click Excursion, che offre driver e guida in italiano. Li avevo contattati da casa, mi sono sembrati da subito onesti, affidabili e molto gentili.

La mattina è spezzata da diverse tappe.

La prima è CHICHAOUA un villaggio berbero dove ci offrono un’ abbondante colazione  con gustosi dolci e l’immancabile the alla menta bollente.

Poi sosta a CASA MARJANA immersa nella foresta di ARGANIA spinosa, una pianta che cresce solo qui e in nessuna altra zona del mondo. I  berberi la chiamano ALBERO DELLA VITA, in sostanza  è il famoso ARGAN.  Le sue noci hanno molte proprietà curative, di bellezza, anti infiammatorie, sono prelibate per  le  capre che sanno arrampicarsi sui rami più alti schivando abilmente le spine , per mangiarne il frutto.

In tarda mattinata arriviamo a ESSAOUIRA,  città medievale  fondata dai Fenici , nell'antichità  era chiamata MOGADOR  cioè  PICCOLA FORTEZZA, oggi è patrimonio UNESCO .

PASSARE DAL DESERTO AL MARE È MERAVIGLIOSO !

Al primo impatto la cittadina è INCANTEVOLE .

Nell’aria respiriamo il buon profumo di mare , di sale , di spezie.

Come sottofondo il ritmico sciabordio delle onde, che si infrangono spumose sulla spiaggia.  

Alte pareti di cinta ci profilano all’orizzonte mentre passeggiamo col respiro degli alisei in faccia.  

Soggiorniamo al PALAIS DES REMPARTS, storico palazzo del 1700 affacciato sulle fortificazioni, con i cannoni d’ottone puntati verso l'oceano.

Spostandoci tra i vicoli della medina, ammiriamo bastioni , roccaforti portoghesi  edifici decadenti, torrette e colonnati che nascondono dedali di viuzze, casette tutte dipinti di blu e di bianco.

Qui è meno caotico di Marrakech ed è facile girare tranquilli, essendo area pedonale.

Vediamo piccole farmacie, sgabuzzini che nascondono forni e bracieri fumanti , stanzini dove pseudo  dentisti   fabbricano dentiere in ceramica al momento, ripostigli piccoli e bassi con dentro persone che manovrano i telai coi piedi.  Ci sono decine di empori di sartoria del MALI, boutique di complementi d'arredo,  artigiani che intarsiano il legno, gallerie d'arte con quadri stravaganti.

Al tramonto, con le luci giuste assistiamo anche ad una proposta di matrimonio, con tanto di cavallo in riva al mare.

PER FORTUNA C’È SEMPRE ANCORA E QUALCUNO CHE SI INNAMORA DELL’AMORE.

Raggiungiamo il porto, dove osserviamo la quotidiana vivace fatica , mischiandoci  a  centinaia di pescatori , tutti scalzi e vigorosi che urlano tra loro come se litigassero, saltando agilmente tra le imbarcazioni in legno incastrate una nell’altra.

Curiosità le barche sono TUTTE DIPINTE DI BLU, che crea un forte contrasto con le tonalità del mare /cielo e i bastioni /mura color ocra .

Non c’è in giro una donna …a parte me e poche altre viaggiatrici.

Sono folgorata , entusiasta dei colori,  scatto  foto  incredibili.

Scavalco a mia volta casse ricolme di pesce vivo, ancora in movimento.

Scanso gatti affamati alla ricerca di cibo. Schivo gabbiani che fanno lo show rubando  lische lanciate a terra per poi mangiarsele e riprendere il  volo.

Con Ivo contrattiamo del pesce fresco alle bancarelle.

I pescatori lo pesano, fanno il prezzo, lo puliscono e cucinano al bbq nei chioschetti sul molo. E’ d’obbligo chiacchierare, sono divertenti e fanno a gara tra lor per farci assaggiare polipi freschi, cozze alla menta e ostriche locali succulenti annaffiate dal limone.

   

Intorno c’è un mix armonioso di popolazioni arabe, africane, berbere, tutte ben integrate

Vedo tanti sorrisi sinceri, gesti spontanei , il mare perpetuo ci fa da sfondo, la dolcezza dei tramonti, il mood rilassato.

Said ci ha spiegato che BERBERO deriva da BARBARO,  attribuito a tutte le popolazioni che nell’antichità non parlavano il latino.

Ancora oggi  i BERBERI  vogliono farsi chiamare orgogliosamente  AMAZIGH  che significa "uomo libero" o "persona libera" dalla lingua indigena TAMAZIGHT.

AMAZIGH & ESSAOUIRA MI PIACCIONO TANTISSIMO !

                   

 

AGADIR, TUTTO UN ALTRO MONDO

Dopo 3 giorni di mare,  prendiamo il  bus CTM per raggiungere AGADIR, enorme città di mare ricostruita dopo un grave terremoto e tappa finale del ns viaggio

E’ molto caotica , Ahimè, al primo impatto non mi piace per niente!

Il suo profilo è dominato da sagome di palazzi smantellati, resort enormi bisognosi di ristrutturazioni, alberghi vecchiotti, completamente satura di cemento .

Ancora in stazione, presi i bagagli cerchiamo un taxista disponibile a portarci al Club Almoggar , ma improvvisamente siamo circondati da taxisti invadenti, sfacciati, che fanno cordata e  chiedono a tutti 140 € per percorrere i 10 km verso il centro.  Iniziamo male, il costo reale è 60 Dirham meno di 15 € .

Non sono ancora uscita dalla bus station che già avverto fastidio. Alla fine, dopo aver perso molto tempo e pazienza, troviamo un taxista corretto che ci  carica in  barba agli odiosi colleghi. 

Tutto il resto è noia.

Lungo le strade ci sono solo negozi  di souvenir,  discoteche,  pub.

Vediamo trascuratezza nei parcheggi,  aiuole maltenute. 

Eccessiva presenza di rifiuti, cestini scarsi . L’immondizia è dappertutto ! Si affianca ai tanti detriti abbandonati portati dall'oceano anche a  ridosso della riva.

Dei ragazzi del posto ci confermano che sono qua da anni, ma nessuno li sposterà mai. Ci suggeriscono invece di visitare il vicino villaggio di Taghazout, famoso per l’argan e i surfisti provenienti da tutto il mondo.

Nel frattempo auto taxi e motociclette sono totalmente  incuranti della segnaletica e dei semafori.  Decine di cani randagi malmessi bivaccano sulla strada e sulla spiaggia.

RIPENSO IMMEDIATAMENTE AI GIORNI PRECEDENTI .

Quelli allegri a Marrakesh,  alla bellezza del  deserto e le oasi,  all’autentica Essaouira. Mi vien da ridere a pensare che finiamo in “bruttezza”  proprio ad Agadir,  sporca , cafona ,   un vero peccato.

Per fortuna che rimaniamo solo 2 giorni, giusto il tempo di  visitare  il centro, la moschea, la Kasbah sopravvissuta al terremoto.  Andiamo anche al  SOUK EL HAD il più grande mercato del Marocco e dell'Africa intera, immenso coi suoi  7.000 negozi  rinchiusi nelle mura di cinta alte 6 metri .  

Il nostro itinerario finisce qui. 

L’ultima sera abbiamo  il volo di rientro su Milano.

Chiudiamo il cerchio magico , con una frase che abbiamo imparato per strada e che mi sono annotata, perché ripetuta datanti   :

MASHI MUSHKIL: NESSUN PROBLEMA.

Una bella Espressione che riflette la filosofia, la calma e l'accoglienza  marocchina.

In effetti, a parte qualche ritardo ,  imprevisto e le ultime architetture brutaliste di agadir,  anche questo viaggio on the road nel  Marocco berbero , è  stata  un'esperienza straordinaria!

 

Il  Marocco è,  e rimane , una  Terra  magnifica

SHUKRAN JAZILAN,  alla prossima Saby  AMAZIGH

sabivo2002@libero.it

 

 

 

 

 

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