OMAN, IL SULTANATO DALL’ANIMA GENTILE
Reportage 2025
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L’OMAN è il Paese rosso del rame.
E’ il Guardiano del mare e Signore di antiche fortezze.
E’ la Terra dove da millenni si estrae l’incenso dall’inebriante resina della pianta di Boswelia. Che produce mirra , indaco e latte di cammella. Ostenta splendidi ibiscus rossi in fiore, offre datteri dorati i frutti succulenti del paradiso e profuma con la noce moscata che da il nome alla sua Capitale.
E’ l’esteso SULTANATO dove ho incontrato UN POPOLO di straordinaria amabilità e cortesia. Gente dolcissima, che ci ha spesso passato le mani prima sul capo e poi sul cuore, in segno di benvenuto e di benedizione. Un’autentica cassaforte di Sorrisi e Saluti genuini.
Ed è un vero Paradiso per gli Architetti !
Devo ammetterlo. Mi sono “completamente persa” nella sua avvenente Natura tra selvagge geometrie, canyon zigzagati, fiumi prorompenti , montagne, gole, wadi oasi e dune desertiche, che si alternano a incandescenti architetture futuristiche.
L’OMAN è UN LUOGO MAGICO.
Mi ha entusiasmata molto e lasciata senza parole.
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TU VUOI FARE L’IBADITA ?
L’inverno è il periodo migliore per partire. È metà gennaio 2025 quando ci imbarchiamo sul volo notturno OMANAIR , che da Malpensa porta a Muscat.
In aeroporto un’inconsueta gigantografia attira la mia attenzione, anche se è vietato fotografarla.
Guardo le scritte raffinate, le traduco al volo tra me e me … dice : “CARO OSPITE, tu sei il benvenuto nel nostro paese . Sappi che non sarai mai offeso , nè infastidito o importunato ” firmato IL SULTANO DELL ‘OMAN
Al disbrigo delle pratiche doganali un poliziotto scrupoloso controlla i documenti, scannerizza le impronte, ci fa foto, accenna “no visa for you for 15 days” e mi liquida “SHUKRAN MISS , WELCOME IN YOUR NEW SECOND HOME “
Percepisco da subito che l'OSPITALITÀ è qualcosa di tangibile e sacro.
Recuperati i bagagli, convertiamo gli € nei primi ORM Rial locale.
Ritiriamo la Nissan automatica prenotata on line, pronti per iniziare la nostra avventura, ben felici di sapere che qui le autostrade sono gratuite e la benzina ci costerà pochissimo ( solo 0,26 OMR pari a 0,55 € al litro, invece una bibita 3 € )
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MUSCAT * LA BAIA A FORMA DI FERRO DA CAVALLO
MASCATE ( che significa porto) è una città ben progettata ma estesa.
Dall’aeroporto alla Mutrah ci sono 50 km di strade che attraversano le propaggini delle montagne, dividendola in enormi quartieri tutti caratterizzati dall’ostentata presenza di oil stations, case basse stile Grecia, bazar e moschee.
La prima cosa che dobbiamo imparare velocemente è oltrepassare le express way, districarci nella moltitudine di rotonde e mega ponti futuristici che sbucano dal nulla.
Devo ammettere che IVO si dimostra da subito molto abile e scattante nel destreggiarsi nelle trafficate highway .
È’ mattina presto e nonostante il volo e il fuso sfavorevole non abbiamo affatto sonno .
La prima tappa è l’ipnotica GRAN MOSCHEA DEL SULTANO QABOOS, un capolavoro di architettura islamica , inaugurata nel 2001 in occasione dei 30 anni di regno dell’amato QABOOS BIN SAID, SULTAN senza figli ma padre visionario e vero innovatore del Paese.
Arriviamo alla Qaboos semideserta che si erge maestosa come terza moschea più grande al mondo, rimanendo in silenzio per ammirarla.
Di una bellezza raffinata, unica, Magnifica.
Interamente costruita con arenaria bianca e marmo italiano luccicante, accoglie 20.000 fedeli, è un vero angolo di pace in città .
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Ci spostiamo nella AMEEN MOSQUE celebre per la sua cupola con minareti dorati e l’elaborato portale (iwan) al centro del cortile. Questo templio dai marmi candidi , affascinante di giorno diventa ancor più avvenente by night, grazie alle sapienti illuminazioni che trasformano le cupole in fluorescenti sagome verdi oro e blu .
Anche la ROYAL OPERA HOUSE tempio del teatro e della lirica è famosa per i suoi marmi bianchi tirati a lucido. Il design arabo contemporaneo presenta pareti e pavimenti così lucidi da farci socchiudere gli occhi. I soffitti sono tutti intarsiati su colonne dorate . Ostentazione totale della bellezza moderna.
In questi giorni il calendario eventi propone “ Simon Boccanegra” opera del nostro Giuseppe Verdi presentato la prima volta alla SCALA di MILANO nel lontano 1880, che bella coincidenza.
Andiamo sul lungomare di MUTRAH nella vivace corniche che circonda il golfo, dove pranziamo al Ghamdan Palace un omani restaurant chiedendo un tavolo vista mare, lo troviamo subito. I bei posti vista mare sono stranamente liberi, perché i locali preferiscono mangiare nelle sale interne con cdz, stanno scalzi e spaparanzati su materassi o diwan, prendendo il cibo direttamente con le mani, come in Yemen o in Iran.
Nel pomeriggio giriamo città vecchia raggiungendo Museo nazionale, il fortino Muttrah , il Qaṣr Al Alam (Qaṣr = Palazzo della Bandiera ) con bizzarre colonne a forma di fungo e recinzioni dorate , edifici tutti vicini tra loro.
All’ora del tramonto puntiamo al Mirani Fort sopra le mura del porto, che si affaccia sul Golfo e sul forte gemello, per fotografare le cupole blu della ALKHOR MOSQUEE, mentre dopo cena ci perdiamo nel MUTTRAH SOUK che conserva tutta la sua atmosfera orientale , girando senza meta tra negozi che propongono tutti lo stesso artigianato: narghilè, profumi , safran e l’immancabile kit del prezioso francincenso.
Uscendo dal souk la luna piena e dorata, domina la visuale. Sembra pavoneggiarsi specchiandosi a mare, quasi a voler illuminare il mega yacht ALSAID di proprietà del sultano, la 7° barca più grande al mondo, elegante capolavoro della nautica , fermo ed ormeggiato qui da anni.
Penso a Tolomeo astronomo e geografo che 2.000 anni fa annotava nelle sue mappe MUSCAT chiamandolo CRYPTUS PORTUS (Porto Nascosto ) indicandolo come luogo di totale bellezza di mare, di ottimo vino e frequentato da tante api … Questa precisazione delle api ci fa sorridere, perché le abbiamo appena viste .
Ed eccoci qua anche noi questa prima sera, sorridenti e sereni.
Seduti sul molo del CRYPTUS PORTUS a raccogliere pacifiche sensazioni di viaggio in questa notte, luminosa e satura di stelle. Zero sonno. Per niente stanchi.
Direi che come primo giorno …. abbiamo dato.
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MUTRAH WADI & SUR - ACCAREZZANDO LA COSTA ARABICA
Sveglia all’alba .
Alle 5 vogliamo essere al mercato del pesce sul pittoresco waterfront , per vedere rientrare pescherecci e pescatori dalle fatiche notturne.
Il sole già riempie il cielo con i suoi colori vivaci, mentre sul molo sventola una grande bandiera omanita che fatica a nascondere le prime nuvole rosa.
Il fishmarket si trova in un edificio bianco molto moderno , a forma di onde marine intrecciate.
L’atmosfera ci regala visioni semplici di vita quotidiana, spontanee e senza fronzoli.
Qua e la disseminate tra piccole navi, sbucano reti nasse coltellacci cassoni. I pescatori urlano e si abbracciano tra loro, in pieno fermento, tutti intenti a disporre, lavare e mercanteggiare i pezzi migliori del pescato.
Facciamo molte foto ai granchi neri poi colazione , infine ci infiliamo sulla ROAD 17 MUSCAT- SUR.
Oggi finalmente guido io .
Direzione BIMMAH SINKHOLE una formazione carsica che si trova nel bel mezzo del deserto, all’interno dell’ HAWIYAT NAJM PARK conosciuta come “DIBAB”
Si tratta di una dolina molto profonda , con al suo interno acqua cristallina color verde smeraldo, la leggenda narra sia stata creata dalla remota caduta di un meteorite.
Scendendo la ripida scalinata un gruppo di scuba diving ci invita a tuffarci dagli speroni assieme a loro, con un’unica avvertenza : io... mi urlano ad alta voce ( come tutte le altre donne presenti del resto) dovrò nuotare completamente vestita e NON in costume!
Ci allontaniamo dal sito procedendo verso sud, mentre il paesaggio si fa sempre più selvaggio.
Superata FINS raggiungiamo WADI SHAB dove parcheggiamo all’ombra del viadotto e prendiamo un piccolo battello per raggiungere le HEART CAVES . Qui inizia il nostro trekking fatto di sole, laghi , rigagnoli e piccole grandi grotte .
I colori delle piscine si infrangono sulle rocce. E’ tutto un susseguirsi di rigogliose oasi, ad ogni passo siamo sempre più immensi nella bellezza. Davanti a noi la visione di pozze trasparenti, cascate e centinaia di DAPHNE ( fiore di loto) rosa sbocciate che galleggiano ricoprendo l’acqua ed ingentiliscono i miei pensieri.
Di seguito puntiamo al piccolo WADI TIWI un canyon dalla gola profonda scavata nelle montagne verdi, poco conosciuto, dove lussureggianti piantagioni di banane abbracciano il villaggio tradizionale. Questo eden è abitato ininterrottamente dall’uomo da oltre un millennio ed è chiamato la Valle delle Palme.
La spiaggia solitaria è fatta di ciotoli, poi grani finissini, infine pare di camminare sul borotalco. Siamo circondati da una natura meravigliosa.
Del resto siamo nella terra di Aladino e me ne sto innamorando piano piano. Solo all’ora del tramonto ci dirigiamo verso SUR, dove trascorreremo la notte .
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SUR - DAI SECOLARI DHOW AL MILLENARIO DESERTO
Oggi raggiungiamo RAS AL JINZ subito dopo il villaggio. Le strade sono larghe , piene di dissuasori con parecchi autovelox, ma in realtà il paese è piccolino.
SUR è noto per la sua gigantesca porta d’ingresso , il faro Light House che delimita il porto, la moschea color sabbia e i due castelli - fortini sulla spiaggia che proteggono il borgo a strapiombo sul mare . E’ famoso anche per la TURTLE Nature Reserve, il museo del mare e l’antica fabbrica di dhow, le tipiche barche in legno.
Da secoli abili artigiani chiamati "maestri d'ascia" costruiscono intere imbarcazioni rigorosamente a mano , senza l’uso di chiodi e senza progetti, perché l'esperienza viene tramandata nelle famiglie spesso solo in forma orale.
In Oman utilizzano i Dhow da 2000 anni , quando i sudditi del regno di MAGAN e i marinai come il leggendario SINBAD li adoperavano per gli scambi commerciali , navigando dal golfo di Hormuz verso l’Africa orientale, fino a raggiungere Madagascar, Persia, India e la lontana Cina .
Altra tappa è BILAD SUR CASTLE un fortino con imponenti mura di fango e grandi campanili angolari, dove ammiriamo il fascino dei cortili interni, le biblioteche sature di manoscritti impilati e le stanze con soffitti formati da enormi blocchi di coralli sapientemente incastrati a pezzi di conchiglie.
Dopo pranzo riprendiamo la strada sterrata fino a ROMAIL, per raggiungere AL WASIL ed incontrare i beduini che ci accompagneranno ,tassativamente a bordo delle loro jeep , nel deserto delle Wahiba Sands.
Dove l’asfalto finisce loro sgonfiano le gomme e incomincia la sabbia.
Facciamo il nostro ingresso avanzando tra cespugli rotolanti, orme e impronte animalesche , turbinii di polvere che salgono al cielo tra le alte ma insidiose dune che mutano in continuazione col soffiare del vento.
Arriviamo al SAND DELIGHT CAMP nel tempo giusto del tramonto.
Il sole basso all'orizzonte ci regala la tavolozza del rosso scarlatto, rosa, viola .
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ogni scorcio compaiono i colori dell'arcobaleno.
Distese di km di sabbia arancio e gialla ci abbracciano silenziosamente .
Nell’area esistono solo campi tendati gestiti dalle tribù beduine dei WAHIBA che danno il nome alla regione , vivono qua da oltre 6.000 anni custodendo le usanze.
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INDIMENTICABILE OSSERVARE QUESTO CIELO BRILLANTE , SOTTO UNA RISERVA DI LUCI ASTRALI, UNA VERA GIUNGLA DI STELLE .
Affogo i miei silenzi dell’aria fresca della notte .
Nell’incantevole quanto fragile ecosistema desertico distinguiamo la via lattea, ammiriamo grappoli di costellazioni nitide e visibilissime sono Orione e le Pleiadi.
Forse è proprio questo il vero significato del deserto.
Per me, ogni volta che sono in Asia o Africa, è Contemplarne la bellezza, perché il deserto rappresenta un vero luogo di grazia e d'incontro con Dio.
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IL DESERTO SI PRESE CURA DELLA MIA ANIMA.
La placa, la nutre, le dona calore, la riempie con la sua immensità.
Certo provo parecchia fatica fisica a respirare, a camminare , a resistere mentre sprofondo nella sabbia fino alle ginocchia, ma tutto è ripagato dalla visione eterna di questo infinito.
In questa piccola oasi sperduta col borotalco ai piedi , vorrei fermare il momento.
Oggi per tetto abbiamo un cielo di stelle !
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Il giorno comincia con una memorabile camminata all’alba, quando al levarsi del Sole i suoi potenti raggi sbattono sulle dune.
Ci godiamo il panorama, taciturni e consapevoli del miracolo mozzafiato che accade ogni volta che il sole si accende. Cammino scalza sulla sabbia , percepisco già un gran caldo ma anche la profonda sensazione di libertà interiore.
Le sfumature di stamattina sono molto più accese e vibranti di ieri. Me ne rendo conto una volta rientrati in tenda, sono ancora “letteralmente accecata dalla luce “ mentre facciamo colazione .
Una volta lasciato l’accampamento raggiungiamo AL WASIL CASTLE il complesso costruito dalla tribù HAJIRI i pacifici beduini montanari, tra i più curati del governatorato. A quest’ora ancora è semi deserto, circondato da vistose giare , anfore aiuole di fiori, disposte intorno alla recinzione e le torri di avvistamento.
Nel tragitto di oggi abbiamo mappato diversi siti abbandonati, con edifici costruiti interamente in paglia e fango. Li visitiamo tutti perché sono l’autentica dimostrazione che l’ottima architettura difensiva di oltre mille anni fa … resiste fino ad oggi.
Avanziamo prima nel minuscolo borgo di HARAT tra palazzi decadenti e moschee chiuse per restauro, molto suggestivo, poi nella città vecchia di IBRA sorta nell’epoca del profeta Maometto, che si arricchì grazie alla sua posizione strategica sull’importante via commerciale. Entrambi sono fuori dai soliti percorsi turistici.
Altra tappa BIRKAT AL MAOUZ (traduzione piscina di Banane) un paesino rintanato nella vasta piantagione di banane, che costituisce l'accesso naturale ai monti Al Jabal Akhdar , ribattezzato Montagna Verde famoso per la coltivazione e distillazione dell'acqua di rose.
Ci addentriamo a piedi tra vicoli strettissimi, orti, bananeti , il mormorio costante dell'acqua che percorre i canali genera un'atmosfera di freschezza e relax.
Tutte le viuzze anguste , le mura sgretolate e le abitazioni sono collegate tra loro come una dinamica ragnatela , dal FALAJ l’ ancestrale sistema di irrigazione, che sfrutta la gravità per canalizzare l'acqua dalle sorgenti sotterranee a favore dell’ agricoltura. Questi luoghi sono protetti dall’ UNESCO.
All’ora del tramonto ci avviciniamo a NIZWA la storica capitale, andando alla ricerca dell’hotel medioevale diffuso, prenotato all’interno delle mura di sabbia.
Ci attende un’ottima cena a base di spezzatino di cammello con miele e datteri , poi il sacrosanto riposo della sera.
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NIZWA L’ANTICA PERLA DELL'IBADISMO
A Nizwa ci fermiamo 3 giorni interi.
E’ veramente bella, unica, tanta. Tutta da scoprire.
Ex Capitale spirituale e religiosa da tempi antichissimi, come testimonia una lettera autografa del Profeta Maometto che nel 630 D.C scriveva agli abitanti di questa città montana, invitandoli ad abbracciare l’islam. Loro accettarono e da allora Nizwa è l’ epicentro dell 'ISLAM IBADITA “la terza via" tra sunniti e sciiti, la corrente moderata , conciliante, tollerante che ripudia la violenza.
Anche l'esploratore IBN BATTUTA quando la visitò, scrisse appunti carichi di meraviglia: "sono a Nizwa una straordinaria città circondata da oasi , palme, ai piedi di una verde montagna, avvolta da frutteti campi ruscelli, con bazar e splendide moschee molto pulite" .
Oggi come allora , nulla è cambiato.
La cittadella ostenta l’ imponente fortezza color sabbia, con portali di legni intagliati, il castello dai soffitti ricamati, la moschea più antica al mondo con cupole blu e oro, le mura d’argilla e legno, la torre altissima sormontata da merlature, che scaliamo all’ora del tramonto.
Tutto intorno il porticato è fermo ed immobile da secoli.
Dentro le grandi mura accediamo al souq zeppo di bancarelle, profumi e spezie, mentre fuori le mura troviamo un groviglio di negozietti di gioiellieri , sarti , tappezzieri , spadari specializzati nella fabbricazione del khanjar, il pugnale curvo.
Sempre fuori le mura notiamo che la vita quotidiana segue ritmi più tranquilli, lenti e antichi. La gente avendo meno contatto col turismo , veste ancora l’abbigliamento tradizionale e non quello moderno.
Le donne sono avvolte da lunghi sari neri agghindate con vistosi gioielli, molte portano sul volto la maschera nera ( alcune con una vistosa cresta, ciò significa che la donna è sposata) . Gli uomini vestono la Dishdasha la tunica lunga fino alle caviglie, con il tradizionale Khumma berretto rotondo, ricamato e con i fori che aiutano a mantenere la testa fresca, simbolo di identità culturale.
Notiamo anche molti cartelli contro l’omosessualità , regole di comportamento, indicazioni sull’ abbigliamento sobrio, rispetto delle usanze religiose, tutte elencate in più lingue.
Anche la campagna intorno a Nizwa offre scenari incredibili, che preservano architetture secolari molto interessanti.
Raggiungiamo così i villaggi dei paraggi.
Il primo è MISFAT AL ABRIYEEN edificato su pendici rocciose. E’ surreale passeggiare tra edifici abbandonati e le vecchie case di fango, il villaggio sembra avvinghiato al fianco della montagna , silenzioso invece è abitato da almeno quindici secoli, epoca della costruzione del Castello ad opera dei Persiani .
Poi andiamo al forte di JABRIN un centro di eccellenza più culturale che militare , dove il sultano coltivava le belle arti e si studiava giurisprudenza, letteratura medicina e sopratutto l'astrologia già nel 1600.
Poco lontano c’è BAHLA la città rotonda famosa per le ceramiche , con un castello costruito intorno all’oasi , con le sue 100 torri di osservazione e 15 grandiose porte di accesso, simboli dell’ architettura medievale difensiva . Questo è stato il primo sito riconosciuto patrimonio dall'UNESCO .
Dedichiamo l’ultima giornata al OAAM - OMAN ACROSS AGES MUSEUM, il museo interattivo che sbuca dalle sabbie della montagna e che da lontano sembra una astronave futuristica appoggiata nel deserto.
Racconta la storia e l’evoluzione di questo paese “ATTRAVERSO I SECOLI “ dall'era geologica fino ad oggi, facendo un affascinante viaggio attraverso il ricco patrimonio naturale, la cultura , le rotte commerciali, la nascita dei siti archeologici , l'artigianato che hanno plasmato l'identità nel corso dei millenni.
In chiusura prima di uscire, assistiamo alla proiezione di un video lasciato “come testamento dal SULTAN QABOOS “ che ha fortemente voluto questo museo all'avanguardia e che all’inizio dei lavori posò la prima pietra di persona.
Ascoltare il suo discorso fa venire i brividi, è lungimirante, illuminato, democratico, non mi sorprende che fosse tanto amato dal suo popolo. Proprio grazie alla sua coerente filosofia di vita è riuscito a trasformare dalle parole ai fatti concreti , un paese isolato e arretrato in uno Stato moderno, stabile sicuro e rispettato.
Oggi è stata una giornata molto calda, ripararci all’ombra della cultura è stato decisamente piacevole.
Peccato dover lasciare Nizwa e tutte le sue bellezze.
NAKHAL - DAI FORTINI SECOLARI AL MARE DEL NORD
Dopo colazione risaliamo in auto.
Altri 200 km on the road, circondati da palmeti e infinite vallate verde in fiore.
Piccola sosta a WADI BANI HARRAS la zona dei laghi ,prima di raggiungere NAKHAL e il suggestivo castello eretto sullo sperone roccioso del monte Nakhal .
Purtroppo non essendoci le guida, entriamo in autonomia ad ammirare il sito. Numerosi cartelli segnaletici puntualizzano dettagli precisi quanto violenti. Da queste torri i governanti calavano sugli avversari secchiate di miele bollente estratto dai datteri immagazzinati nelle cripte sotterranee, fresche e perennemente rifornite. Gli invasori venivano bloccati , torturati nelle feritoie, intrappolati nei passaggi segreti, oppure affogati nei pozzi d'acqua interni.
Dopo aver esplorato il castello e le prigioni, arriva il momento del relax.
Ci spostiamo di soli 3 km al WADI HAMMAM, con le bellissime AL THOWARAH HOT SPRINGS , una sorgente termale che sgorga a 40° nel bel mezzo del deserto. L'acqua ricca di minerali è terapeutica, viene utilizzata per bagni, inalazioni, fanghi, inoltre l’oasi è molto frequentata per la pedicure naturale fatta dai minuscoli pesciolini che si avvicinano agli scogli e fanno il trattamento esfoliante. Ovviamente proviamo anche noi, approfittando del delicato solletico gratuito.
L’Atmosfera è pacifica e decisamente rilassata.
Un uomo e la sua famiglia ci invitano a pranzare con loro lungo il fiume, facendoci accomodare sul grande tappeto rosso carico di incensieri, tazzine, brocche di caffè speziato, ceste di datteri e pane morbido.
Accettiamo condividendo il nostro cibo, Ivo ricambia anche regalando le sue amate palline gialle del padel. I bambini impazziscono di gioia, mollano il banchetto , saltano urlano e ballano felici. I genitori fanno ringraziamenti infiniti in lingua omanita che non capiamo. In verità sono la gentilezza e i loro forti abbracci inaspettati, a ripagare questo piccolo gesto.
Poco dopo ripartiamo per BARKA, dopo tanto caldo e deserto in un’ora di strada siamo al mare, nella bella cittadina costiera incastrata tra montagne e spiagge incantevoli, famosa per il combattimento dei tori, il mercato del pesce ma soprattutto perché qui crescono ancora i preziosi alberi dell’incenso , alcuni molto rari come il MASHWA ed il DIBAJ.
Annusiamo il buon odore di francincenso e di salsedine nell’aria.
Ma noi siamo qui per un altro motivo.
Andare alle DAYMANIYAT l’ arcipelago di 9 isole disabitate, riserva naturale dichiarato dall’UNESCO area marina protetta.
Purtroppo saremo completamente delusi.
Nonostante la prenotazione online, per domani siamo “solo in 6 guests “ , a detta del capitano troppo pochi, quindi nessuna barca uscirà in escursione.
Ogni entusiasmo è spento e io sono davvero arrabbiata .
Insisto.
La stagione è perfetta.
Ribadisco che il parco chiude tra maggio e ottobre per far nidificare pesci e uccelli migratori , il meteo è perfetto con sole alto, poco vento ottimo per lo snorkel, ma Niente, non c’è verso, gli esosi capitani fanno cordata negandoci la gita.
Dato che il mare ci invita sempre a fare bracciate , in alternativa ci spostiamo sulla spiaggia della corniche per poi visitare il piccolo vecchio suq , un vero acquarello di sfumature odori e suoni.
L’indomani ritorniamo a Muscat, ormai manca poco al rientro.
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MUSCAT – DALL’ ANDATA AL RITORNO
Essendo saltata l’uscita in barca alle DAYMANIYAT stamattina puntiamo alle spiagge incontaminate del Qurum , nello splendido tratto di costa dove è possibile nuotare, fare surf, kayak e snorkeling.
Del resto abbiamo sempre bisogno di mare.
La sabbia soffice è gia calda di primo mattino , ci sono 32 gradi, ideali per leggere e rilassarci al sole.
Siamo circondati dalle palme altissime, ci mettiamo all’ombra delle loro frange, mi concentro non solo sulla bellezza della battigia, piena di stelle granchietti e conchiglie, ma anche sui miei pensieri e sullo stato d’animo di queste settimane.
Riesco a trascrivere meglio tutti quegli appunti presi sui foglietti volanti, scritti in fretta al ristorante, parole pensate nei souq e frasi che spingevano dalle mente perché il cuore ero troppo pieno.
Guardare il moto spettacolare delle onde mi rilassa e mi fa ripensare al deserto, ai wadi , alle strade semivuote, ai cammelli alla straordinaria fusione di epoche e culture, all’ architettura e non solo.
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RIPENSO A TUTTO INSOMMA. SIAMO IN OMAN Un paese musulmano gentile e molto pacifico
Noleggiato un auto tutta nostra, per essere liberi
Macinato oltre 1000 km, visitato moschee, osservato gente pregare , vedute librerie auditorium , musei super moderni, scelto il pesce fresco al mercato , quello che poi ci han cucinato al momento sui bbq roventi
Ci siamo immersi nella dolina carsica d 'acqua dolce ...fatto gratis massaggi ai piedi con voraci pesciolini , scavallato i wadi, oltrepassato torrenti di acqua chiara... bevuto tante di quelle tazze di the bollente con i locals , gustato tanti di quei datteri carnosi … vuoi non farlo
Raggiunto il Tropico Del Cancro , incrociato le gambe sulla sabbia e fatto smorfie ai cammelli ruminanti, ammirato incredibili castelli da mille e una notte nel deserto ... con quei tramonti e quelle stelle.
Ci siamo goduti il nostro tempo, Assorbito storia arte cultura.
Accumulato bellezza, ecco alla fine è tutta dentro di noi.
Ah POI C’È L 'AMORE …
QUELLO HA RESO TUTTO ANCOR PIÙ BELLO ...
SHUKRAN JAZEELAN OMAN - SABY