Thailandia, Malaysia, Singapore e Indonesia

Diario di viaggio estate 2010

di Gennaro Conte

 

Carissimi Amici Cari è giunto il momento, si parte.

Oggi (6 luglio) ore 17,05 Fiumicino, scalo a Doha (Qatar) e poi diretti a Bangkok (Thailandia).
In linea di massima questo l'itinerario:
alcune zone a Nord della Thailandia, poi verso le isole, diretto a Sud per entrare in Malaysia, poi Singapore con la speranza di trovare a Carla Bertuzzi, da qui passare in Indoneia per vedere alcune zone interne soprattutto vulcani e mare.
Rientro previsto il 20 agosto.

Come al solito cercherò di tenervi aggiornato.

Un abrazo fuerte.

 

7 luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

Era la prima volta che viaggiavo con la Qatar air e devo ammettere che e' una buona compagnia, sedili spaziosi e servizio ottimo, ognuno il proprio monitor con tanto di telecomando che puo' essere utilizzato come telefono inserendo una carta di credito all'interno.
Arrivo a Bangkok alle 19,30 e dopo aver fatto il check out esco alle 20,20 circa.
Non ho voglia di mettermi nella caotica Bangkok del resto gia' la conosco quindi chiedo al box informazioni qual e' la localita' piu' vicina e mi dicono che alle 21,00 parte un bus per Pattaya che arriva a destinazione dopo 2 ore.
Perfetto destinazione Pattaya.
Arrivo alle 23 circa e mi sistemo alla guesthouse Watsana per 400 bath a notte (10 euro. 1 euro 40 bath) nei pressi della zona Jomtien Beach Road. La camera e' alquanto spaziosa e c'e' anche l'aria condizionata cosa che utilizzero' poco.
Cena a base di pesce (seppioline ripiene di qualcosa che non so' cosa ma buone) una birra in un locale dove tutti vedono la partita Spagna Germania (che finira' 1-0) e poi a nanna.

8 luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

Sveglia alle 15,00 (sono in vacanza che volete), mi dirigo alla stazione dei bus per chiedere informazioni per andare a Phitsanulok vicino a Sukhothai.
Ritorno in centro e scopro che Pattaya vive grazie al commercio di sesso, qui tutte ti salutano con tanto di sorriso e cercano di convincerti per andare a letto (ovviamente previo pagamento).
Di sera la strada principale la Walking Street, ribattezzata da me Fucking Street, e' piena di locali con musica a alto volume dove ragazze mezze vestite o meglio un quarto vestite, invitano i passanti a entrare per una notte magica, c'e' anche chi mi offre fumo e quant'altro.....figuriamoci a me che la sola puzza di sigaretta mi disgusta, e ci sono anche trans...insomma un po' di tutto.
Prendo una birra in uno dei tanti locali e verso l'una torno nella mia guesthouse.
Pattaya, ribattezzata da me Puttaya, e' il luogo meno indicato per chi vuole solo tranquillita' ma anche questo e' Thailandia e quindi va visto.

9 e 10 luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

Sveglia alle 11,00.
Dopo colazione vado sulla spiaggia la quale e' molto deludente come del resto anche il mare, avete presente Torvaianica a Roma?

Oggi si parte per Phitsanulok, il bus parte alle 19,30 e arrivera' alle 3.30 della mattina. Mentre aspetto nella sala di attesa che si fanno le 19.30 per televisone alle 18.00 in punto trasmettono 2 minuti di inno nazionale allorche' tutti i passeggeri si alzano e iniziano a cantare. E' impressionante il sentimento nazionalista che c'e' in Thailandia e ancor di piu' l'amore che hanno verso il re, in ogni angolo di strada trovi una gigantografia del re e della regina.
Arrivo a Phitsanulok alle 3.30 e visto che l'altro bus per Sukhothai parte alle 5.20 decido di sistemarmi su una panchina nella stazione dei bus per 0 Bath.
Alle 5.20  parto per Sukhothai dove arrivo alle 7.00 circa. Lascio il bagaglio grosso in un negozio presso la stazione (30 Bath). Da qui un altro bus dopo 15 minuti mi porta all'entrata del Parco Archeologico.
All'entrata del sito archeologico fitto una bicicletta per 50 Bath dove scopro che potevo lasciare qui il bagaglio.
Sukhothai faceva parte dell'impero Khmer che si estendeva fino all'attuale Thailandia, il sito e' molto interessante e meglio conservato rispetto a Ayuthaya che ho visto l'anno scorso. Tanti i Wat da visitare in particolare i piu' belli sono il Wat Si Chum con un Budda gigante, il Wat Trapang Ngoen e il Wat Mahathat.
Alle 13.00 prendo il bus per Chiang Mai dove arrivo alle 18.30 circa.
La prima impressione che ho di Chiang Mai e' di una citta' caotica, mi sistemo alla Kristi Guesthouse di un italiano di Siracusa, ma domani cambiero' visto che non mi soddisfa abbastanza.
Di sera, dopo un terribile acquazzone, un giro in centro, cena e poi a nanna. Sono stanchissmo.

11 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

 

Dopo colazione cambio guesthouse e mi dirigo alla Siri Guesthouse (400 bath).

Faccio un giro per il centro, fa' un caldo bestiale e l'umidita' e' al 100%, sono cotto.

Oggi e' domenica e c'e' un mercato grande a partire dalle 17,00.

Torno in camera, sono stanco e fa' troppo caldo, approfitto dell'aria condizionata per riposarmi un po', il caldo mi ammazza.

Alle 17,00 vado a vedere il mercato, tante le bancarelle con artigianato locale, non resisto e compro alcune cose (e il bagaglio inzia a pesare di piu').

Ceno in un ristorante molto popolare. Alle 1,30 di notte finale Coppa del Mondo, Spagna-Olanda (1-0) e poi a nanna.

Mamma mia che caldo che fa.

 

12 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

 

Mi sveglio alle 12,00 vado in bagno e ritorno di nuovo a letto per risvegliarmi alle 18,00 (caspita quanto ho dormito).

Faccio colazione, pranzo e cena insieme.

Mi organizzo i prossimi giorni, un giro al centro e poi a nanna dove ovviamente non ho sonno.

 

13 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

 

Fitto una moto per 150 Bath e mi visito tutta Chiang Mai.

Mi dirigo al Wat Doi Suthep su una collina, finalmente un po' di fresco anche se bisogna fare una scalinata abbastanza grande per visitare il Wat.
Faccio amicizia con un monaco buddista del Myanmar di nome Ashin al quale appena dico che sono di Italia mi dice che adora Cannavaro perche' e' un ottimo giocatore e quindi gli dico, con tanto vanto, che sono della stessa citta' di Cannavaro. Gli chiedo da quanto tempo e' monaco buddista e mi risponde che ha inziato dall'eta' di 10 anni, gli chiedo se e' stata una sua scelta e mi risponde di no, ma giusto perche' aveva parenti che erano monaci. 

A pochi kilometri dal Wat c'e' la residenza invernale del re, la Phra Tamnak Phu, decido di visitarla, peccato pero' che e' possibile vedere solo i giardini.

Scendendo dalla collina ci sono alcune cascate pero' visto il periodo secco c'e' poca acqua.

Al rientro a Chiang Mai mi fermo nel Campus Universitario, abbastanza grande e con tanto verde dove scopro che anche all'Universita' gli studenti hanno un uniforme come alle scuole inferiori.

Tornato alla guesthouse prenoto un tour per l'indomani che comprende: una visita a una fioricultura di Orchidee, un villaggio con etnie del Nord tra cui le donne giraffa, una passeggiata sull'elefante, un piccolo trekking, rafting con gommone e per finire bamboo river (1200 bath con pranzo).

Dopo cena a nanna.    


14 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

 

Partenza alle 8,30 per il Tour, fortunatamente ne siamo solo in 5.

Come da programma si inizia con la fioricultura delle Orchidee che personalmente non me ne frega un tubo.

Interessante invece il villaggio con le etnie del Nord; le donne giraffa sono donne che hanno al collo dei grossi anelli e che ogni anno se ne aggiunge uno. Secondo la tradizione questa pratica serviva per proteggerle dalle tigri, di fatto pero' questi anelli sono pesantissimi e visto che ogni anno se ne aggiunge un altro il collo tende ad allungarsi. A dire il vero non ho ben capito se queste donne sono contente di questa pratica, secondo quello che ho letto in internet e' esattamente il contrario. Questa etnia proviene dal Myanmar.

La passeggiata sull'elefante pure e' stata interessante soprattutto perche' si passeggia nella giungla thailandese.

Il trekking con il finale in una stupenda cascata ci ha regalato un momento di relax. Pure bello da fare il rafting anche se il fiume non era poi tanto alto visto la siccita' della stagione.

Alle 18,00 sono di nuovo nella guesthouse a godermi il condizionatore d'aria. Purtroppo poi questo sara' la causa di un forte raffreddore per i giorni successivi. Fuck.

Domani si parte per Pai, un paesino a Nord Ovest di Chiang Mai.

Cena e a nanna.


15 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

 

Per arrivare a Pai ci vogliono circa 3 ore. Durante il viaggio il paesaggio e' stupendo ma le curve, le tante curve (762 curve secondo le cartoline che vendono appunto a Pai) sono micidiali, mi ricordano un poco il tragitto tra Luang Prabang e Phonsalvan in Laos per vedere la piana delle Giarre.

Pai e' un paesino tranquillo, circondato dal verde e incastonato tra le montagne, una vera delizia, inoltre tutto e' costruito con stile e arte difatti e' abitato da artisti. C'e' anche una piccola comunita' musulmana.

Pernotto al Baan Pai Village (http://www.baanpaivillage.com/home.html), un bungalow per 300 Bath a notte davvero confortable anche se essendo immerso nel verde scopro di non essere da solo nel Bunglow ma ci sono una farfalla gigante nera che mi sembra un pipistrello e uno scarafaggio volante che ovviamente ho cacciato via entrambi. Lo so' e' il loro ambiente ma il fitto l'ho pagato io. 

Fitto una moto per 140 Bath e inizio a visitare il paesino.

Ceno in un ristorante davvero carino, al cafe d'tist dell'hotel des artists (http://www.hotelartists.com/pai/facilities.htm) e poi a nanna.
Finalmente qui di sera fa fresco, che bello!


16 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)


Dopo colazione inizio il mio tour con la moto.
Prima tappa in un villaggio dove inevitabilmente entro in una scuola, come al solito chiamo alcuni alunni alla lavagna per fargli fare qualche operazione di matematica e scopro che sanno fare le divisone meglio dei miei alunni che mi arrivano dalle elementari. Faccio alcune foto con loro, gioco, regalo qualcosa che ho portato dall'Italia e poi li saluto.
Continuo il mio giro per vedere un piccolo villaggio abitato da una comunita' cinese, poi una cascata dove inevitabilmente bisogna fare il bagno malgrado l'improvviso acquazzone durato fortunatamente solo mezz'ora. Poi altri villaggi, risaie, paesaggi, fiumi e per finire un Canyon dove si ammira uno stupendo tramonto.
Rientro a Pai alle 21 circa, una ricca cena e poi a nanna. Domani alle 10 si rientra a Chiang Mai, caspita di nuovo le 762 curve.

17 e 18 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

Mi sveglio con il mal di testa e le 762 curve non fanno altro che peggiorare, poi ci pensara' il signor Aulin.
Arrivo alle 13,00 a Chiang Mai e dopo pranzo e un giro al centro mi regalo un fantastico Foot Massage prima di lasciare questa cittadina.
Alle 20,00 mi dirigo all'aeroporto dove alle 22,25 ho il volo per Phuket dove non ho assolutamente intenzione di fermarmi visto che e' super gettonata, ma e' un punto di partenza per visitare il sud della thailandia. Volo con la Air Asia che dicono che e' una low cost ma come tutte le low cost sono economiche solo se compri il volo tempo prima e non come ho fatto io che mi e' costato 120 dollari (10 giorni prima costava 43 dollari).
Il volo comunque e' stato molto teso, tante, troppe le oscillazioni.
Arrivo a Phuket alle 1,30 (di notte ovviamente) e con un bus mi dirigo a Phuket Town (dove arrivo dopo 45 minuti) dove l'indomani alle 8,00 ho il bus e boat per l'isola Ko Pha-Ngan (costa est della Thailandia).
Pernotto nell'unico posto vicino alla stazione, una schifezza di Guesthouse per 300 bath, una topaia, per fare la doccia c'e' un grosso bidone d'acqua e con un secchio ti lavi (cosa che ovviamente non faro'). E' troppo tardi per trovare una sistemazione migliore.
Notte.

18 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

Ore 8,00 partenza per Ko Pha-Ngan dove arrivo alle 17,00.
Ko Pha-Ngan e' famosa soprattutto per Full Moon Party (la festa della luna piena) dove la spiaggia di Hat Rin si riempie di ragazzi per ballare, bere, fumare e quant'altro fino all'alba, dicono che e' una cosa micidiale, il prossimo party sara' il 29 luglio (in internet e' possibile vedere le date del party).
L'isola pero' a parte il party e' un isola selvaggia con angoli di spiaggia molto tranquilli. All'uscita del porto per spostarsi bisogna prendere una specie di tuk tuk dove ogni tragitto costa 100 bath. Decido quindi di fittare una moto per due giorni a 150 bath al giorno e approfitto per lasciare al tizio che affitta le moto il bagaglio grosso.
La prima notte la passo a Hat Rin che malgrado non sia luna piena la spiaggia e' comunque piena di locali (secondo alcuni e' una piccola Rio de Janeiro) difatti fino alle 5 di mattina musica a alto volume. Dopo cena faccio un salto a un resort dove fanno un Pool Party (tutti a ballare in piscina, che locura). Ritorno sulla spiaggia di Hat Rin, una birra in uno dei tanti locali e poi a nanna.
P.S. Ovviamente anche qui a Hat Rin ci sono le ragazze che con tanto sorriso ti salutano (vedi Pattaya) e........anche omosessuali.

19 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

Dopo colazione mi sposto con la moto per visitare una spiaggia stupenda e soprattutto tranquilla che per arrivare ho dovuto fare kilometri di strada non asfaltata e in discesa, la spiaggia si chiama Hat Thong Nai Pan Yai, un vero angolo di paradiso, tutt'altro che Hat Rin. Approfitto della pace e pranzo in un localino sulla spiaggia.
Dopo pranzo volevo visitare la spiaggia Bottle Beach ma la strada era troppo pericolosa, tutta in discesa e fangosa, anzi per poco non ci restavo su una discesa e girare la moto e' stata una impresa. Decido quindi di visitare le altre spiagge tra cui Hat Yao, Ao Chalok Lam e Hat Salad dove ci pernotto (My Way Bungalow per 300 bath a notte), questa spiaggia e' molto tranquilla.
Dopo cena una forte pioggia mi accompagna a letto.
Notte.

20 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

Alle 8,30 (dopo aver deposto la moto) ho il traghetto per l'isola Ko Tao dove l'anno scorso ho preso il brevetto sub Open Water. Approfitto che l'isola si trova a 1 ora da Ko Pha-Ngan per fare due immersioni ovviamente mi rivolgo allo stesso Diving. La visibilita' pero' rispetto all'anno scorso e' molto scarsa si riesce a vedere fino a 10-15 metri e secondo la guida la colpa e' dovuta alle condizioni climatiche e all'alta temperatura dell'acqua.
Dopo cena mi dirigo al porto dove alle 21,00 parte il traghetto per Surrattani e da qui andro' a Krabi per andare a Railay, un spiaggia tranquilla che per raggiungerla si va con una Longtail Boat (la tipica barca dei pescatori thailandesi).
Notte.

21 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

Arrivo a Surattani alle 5,30 prendo il bus per Krabi e poi la Longtail Boat e arrivo a Railay Beach alle 13,30.
La spiaggia e' circondata da una piccola baia ed e' davvero molto tranquilla. In realta' ci sono due spiaggie, quella Est e quella Ovest, insomma un promontorio che si immerge in mare. Da quella est per andare a quella ovest si impiegano circa 15 minuti a piedi, ovviamente non ci sono mezzi di locomozione. Nella parte ovest ci sono resort piu' lussuosi mentre a quella est (dove ho pernottato) ci sono piu' bungalow e quindi piu' frequentata dai backpackers. Pernotto al Diamond Bungalow per 300 bath a notte, c'e' anche la piscina che ovviamente non utilizzero' mai visto il mare che c'e'.
Passo l'intera giornata sulla spiaggia a godermi la tranquillita', faccio amicizia con una ragazza israliana che ha parenti napoletani (come e' piccolo il mondo) e alle 18,30 un fantastico tramonto mi da il benvenuto a Railay.
Prenoto un tour per l'indomani all'isola Ko Phi Phi, una delle piu' famose della Thailandia grazie alla Maya Bay ovvero la Baia dove hanno girato il film "The Beach".
Dopo cena, un cafe' al Last Bar dove faccio amicizia con 3 ragazze spagnole che sono appena arrivate da Kuala Lumpur (utile per avere informazioni) in Malaysia.

22 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

Ore 9,30 si parte per il tour.
Ko Phi Phi si trova a circa 40 km da Railay, il tour ovviamente prevede la visita dell'isola e di alcune isolette disabitate che si trovano intorno a Ko Phi Phi.
Prima tappa a Bamboo Island, un isola con una spiaggia bianchissima anche se devo ammettere che la spiaggia piu' bianchissima che ho visto e' quella di Tulum in Mexico (el Caribe Mexicano).
Seconda tappa a Phi Leh Lagoon (l'isola Ko Phi Phi in realta' ne sono due, Ko Phi Phi Don (abitata) e Ko Phi Phi Leh (disabitata e quindi protetta). La laguna (che si trova a Ko Phi Phi Leh) e' davvero bella con un acqua cristallina, peccato che ci sono troppe barche ovviamente e' molto visitata, figuriamoci in alta stagione (ottobre-marzo).
Terza tappa Maya Bay, quella del film, devo ammettere che mi aspettavo un acqua migliore, ma non escludo che sia colpa dei monsoni del resto questa e' la stagione delle piogge.
Quarta tappa Ko Phi Phi Don dove abbiamo pranzato e dove ho appurato che e' un isola troppo gettonata, troppi turisti, pero' la baia Lohdalam e' davvero stupenda.
Quinta tappa Monkey Beach che devo il suo nome alla presenza di scimmie che fanno il bagno (a dire il vero io non ne ho visto nemmeno una). Qui abbiamo fatto snorkeling.
Sesta e ultima tappa a Hin Klarng, mare aperto con una bella barriera corallina e tanti, tantissimi pesci. Qui abbiamo fatto snorkeling che e' stato una cosa impressionante, sembrava che i pesci entrassero nella maschera tanti che ne erano.
Tornato stanco a Railay dopo cena ho prenotato un altro tour per l'indomani a 4 isole vicine.
Notte.

23 Luglio 2010 (2553 secondo il calendario Thai)

Ore 9,20 partenza per il Tour ma......non e' mai partito, purtroppo la barca si e' rotta e quindi e' stato cancellato. In alternativa c'era un tour al Phang-Nga Bay National Park con visita all'isola Ko Tapoo meglio conosciuta come Isola Bond per aver girato il film di James Bond (il famoso faraglione).
Il tour e' stato interessante malgrado un po' di pioggia, la Baia Phang-Nga e' davvero bella, piena di faraglioni inoltre abbiamo fatto una sosta a Ko Panyee in isola abitata da pescatori musulmani provenienti dall'Indonesia circa 300 anni fa. Come il mio solito mi sono inserito nelle case dei locali e con il semplice Salamu Alay Kum (il saluto musulmano) mi sono fatto amico dei locali. Peccato che quando ho scoperto che c'era anche una scuola stava per chiudere, giusto il tempo per vedere un aula dedicata al ballo la cui insegnante ogni mattina deve fare circa 2 ore di tragitto da Phuket (e io che mi lamento dei miei 15 minuti giornalieri). 
E' stato davvero un bel tour, meno male che la barca dell'altro tour si e' rotta, inoltre poi prima di visitare la Baia abbiamo fatto una sosta el Monkey Templo, una cavita' naturale con dentro un Budda gigante sdraiato e frequentato da tante scimmie (qui si che c'erano).
Tornato alle 18,00 circa a Railay, dopo cena, internet e a nanna.
Domani alle 7,00 ho la Longtail boat, bus e poi traghetto per l'isola di Langkawi in Malaysia.
Finalmente la Malaysia.
Ciao

 

24 Luglio 2010

Alle 7,00 in punto partenza per Langkawi (Malaysia).
Per raggiungere Satun dove parte il traghetto per Langkawi ci sono bus locali che pero' da Krabi impiegono 5 ore rischiando di perdere il traghetto quindi mi sono rivolto a una agenzia che per pochi Bath in piu' mi ha portato a Satun (insieme a altre 3 persone) in auto. Il tizio al volante correva peggio di Alonso non curante della tanta ma tanta pioggia dei monsoni.

Piccola curiosita': abbiamo fatto il pieno di gas, 27 centesimi di euro a litro, incredibile!
L'arcipelago Langkawi e' formato da circa 99 isole (Langkawi e' la piu' grande e abitata) e arrivare con il traghetto e' fantastico perche' appunto si passa tra le tante isole dell'arcipelago, un bello spettacolo.
Arrivo a Langkawi alle 14,00 circa con un cielo grigio e quindi decido di fermarmi solo per due notti, del resto un amico mi aveva sconsigliato di andarci in questo periodo pero' ci ho provato. Provo a fittare una moto ma mi chiedono la patente la quale ho lasciato in Italia. Dal porto per raggiungere qualsiasi localita' dell'isola bisogna prendere il taxi che ogni corsa costa 24 RM (1 euro=4RM)
Alloggio alla Gecho guesthouse nei pressi della Cenang Beach che scopro subito dopo essere una località piena di locali, insomma la zona piu' gettonata, che pero' essendo questa la bassa stagione ci sono pochi turisti (pernottamento alla Gecho-Guesthouse 45 RM a notte con bagno in camera, meglio pero' la Guesthouse che si trova giusto di fronte).
La prima impressione che ho della Malaysia non e' il massimo, sara' forse il periodo delle pioggie ma la spiaggia non e' per niente stupenda cosi' come il mare.
In Malesia vivono i malesiani, gli indiani (proveniente dal sud dell'India) e tanto per cambiare i cinesi i quali si occupano soprattutto di affari non a caso la maggiorparte dei ristoranti sono di proprieta' loro quindi trovare la vera cucina malese e' un po' difficile e comunque quando la si trova posso assicurare che e' iper piccante (e la gastrite aumenta). I malesiani sono musulmani, gli indiani hindu' e i cinesi buddisti o taoistie e la cosa bella e' che queste religioni convivono tranquillamente. Esiste poi una piccola comunita' tribale tipica del Borneo gli Orang Asli.
La maggiorparte comunque sono musulmani e quindi mi sembra quasi di stare in un paese arabo piuttosto che in Malaysia, di conseguenza quasi la maggiorparte delle donne indossa il Burqa con il viso completamente coperto ed e' incredibile vederle completamente vestite a mare mentre si fanno il "bagno" e per lo piu' con gli occhiali da sole, una scena da non credere.
Dopo cena un giro sulla spiaggia dove l'unico bar aperto (Babilon cafe') e' frequentato da pochi turisti.
Notte.  

25 Luglio 2010

Stamane il tempo e' proprio grigio, direi schifoso.
Vado con un tour a visitare tre isole, di cui la prima Pulau Beras Basal e' la piu' piccola e famosa per le spiagge bianche, in realta' pero' ha una discreta spiaggia ma nulla di che inoltre inizia anche a piovere. La seconda (Pulau Singa Besar) e' possibile vederla solo dalla barca e quello che si vede e' una fauna di uccelli che ci circola intorno, mentre la terza (Pulau Dayang Bunting) presenta un lago di acqua dolce dove e' possibile fare il bagno. Quest'ultima e' quella che mi ha colpito di piu' anche se con il cielo grigio e la tanta pioggia non e' stato il massimo.
Alla fine del tour indovinate un po'? Smette di piovere.
Tra i partecipanti al tour faccio amicizia con un ragazzo giapponese di 20 anni (insomma mio coetaneo...o meglio "mezzo" coetaneo) e decidiamo di fittare una moto. A lui piace molto il calcio e quando gli dico che sono di Napoli inizia a dirmi tutti i giocatori della squadra e io l'unico che conoscevo era Lavezzi giusto perche' i miei alunni me ne hanno parlato. E' tifosissimo dell'Inter e gli piace la cucina italiana.
Prima di fittare la moto ci chiediamo se piovera' ma oramai il sole e' uscito.
Ci dirigiamo verso la prima tappa, Tanjung Rhu Beach, una spiaggia situata a nord dell'isola. Dopo circa 5 kilometri indovinate un po'? Inizia a piovere e piovera' per tutta la giornata senza fermarsi MAI o meglio solo quando siamo rientrati...guarda un po'.
Tanjung Rhu Beach e' una bella spiaggia, una piccola baia con alcune isolette di fronte, certo con il sole sarebbe stato fantastico cosi come l'acqua che invece purtroppo era torbida. La seconda tappa e' stata una cascata (non bastava l'acqua dal celo,,,,mamma mia e come pioveva), Seven Wells Waterfall abbastanza imponente.
Rientrati completamente inzuppati, dopo cena, un giretto e poi nanna. Domani alle 16,00 si parte per le isole Perhentian sulla costa est dove dovrebbe essere bel tempo e il mare offrire uno dei miglior posti per fare sub.
Notte
 
26 Luglio 2010.

Come previsto partenza per le isole Perhentian.
Prima bisogna prendere il traghetto fino a Kuala Perlis, da qui un bus che parte alle 20,30 e arriva a Kota Bharu (dall'altro lato della Malaysia, sulla costa est per intenderci) alle 5,00 poi un altro bus fino a Kuala Besut e da qui uno speed boat (motoscafo) fino alle isole.
Alla stazione degli autobus di Kuala Perlis faccio amicizia con dei ragazzi malesiani che lavorano appunto per le varie compagnie di trasporto, mi offrono della frutta (mango con il sale) e un ice cofee pieno di ghiaccio (quello che normalmente uno dovrebbe evitare visto che si dubita che il ghiaccio sia fatto con acqua potabile). I malesiani sono davvero simpatici e soprattutto molto amichevoli, faccio alcune foto con loro che poi prometto di mandare via mail. Kuala Perlis non ha nulla di che, ci si arriva giusto perche' c'e' il porto e sembra una cittadina araba.
Alle 20,30 si parte.

27 Luglio 2010

Arrivati a Kota Bharu verso le 5,00 (dormendo ovviamente poco perche' tanto per non cambiare nel bus c'era l'aria condizionata al massimo, maledetti autisti!) lo stesso autista ci propone di accompagnarci direttamente a Kuala Besut per altri 10 RM. Ok!
Dopo aver comprato il biglietto per le isole (necessariamente andata e ritorno 70 RM) alle 8,00 si parte.
Le isole Perhentian ne sono due, Perhentian Besar e Perhentian Kecil quest'ultima piu' piccola e frequentata soprattutto da Backpackers (nell'altra ci sono resort).
Arrivato sull'isola (Kecil) faccio amicizia con un ragazzo di Barcellona il quale mi indica un Backpackers Lodge davvero economico, dormitorio con 8 letti e due bagni, posto letto 15 RM (http://www.perhentiantropicana.com/) che si trova quasi all'interno della giungla.
Sull'isola due sono le spiagge piu' grandi, Long Beach e Coral Beach (est e ovest) per il resto e' tutta coperta da giungla.
Per descrivere quest'isola solo due parole....NA PACE.
Sull'isola non ci sono strade quindi niente macchine e motorini, solo alcuni sentieri per visitare alcune calette davvere stupende e tranquille. Solo sulla Long Beach di sera alcuni localini mettono un po' di musica per bere qualcosa e fumare la shisha (altro elemento tipico del mondo arabo)...ah e' vietato bere alcol e quindi di birre ne vendono davvero poche (elemento che personalmente non me ne frega per niente, pero alcuni ragazzi spagnoli si sono lamentati).
Essendo l'isola fortemente coperta da una fitta vegetazione di giungla (e alcune palme) e' abitata da iguane lunghe piu' di 1 metro che sembrano dei coccodrilli e incontrarli di sera al buio fa un po' paura.
Dopo aver preso possesso del letto, mi dirigo a un Diving Center dal nome davvero curioso Spice Divers (http://www.spicedivers.net/) per fare una immersione (80 RM). Il sito da visitare si chiama The Temple of Sea, peccato pero' per la corrente, purtroppo anche se su questa costa non dovrebbe piovere mi dicono che sta piovendo quasi tutti i giorni, insomma sono un po' sfortunato, tanti comunque i pesci da vedere e soprattutto i coralli tra i quali quelli a fungo e a cervello, davvero grandi.  
Al ritorno dall'immersione faccio amicizia con una coppia di Madrid e una di Roma, simpaticissimi entrambe. Ceniamo insieme e poi a nanna.

 

28 Luglio 2010

 

Per tutta la notte non ha smesso di piovere un attimo e solo alle 11,00 di mattina finalmente un po di tregua.

Stamane c'era in programma un tour per fare snorkeling ma ovviamente e' fallito.

Vado dall'altro lato dell'isola alla Coral Beach, che e' ancora piu' tranquilla della Long Beach. Incontro i ragazzi romani e con Davide fitto una canoa per fare Kayak mentre la ragazza Francesca cerca di prendere quel poco di sole che c'e'. Con la canoa ci spingiamo fino a nord dell'isola dove poi facendo a piedi un sentiero nel mezzo della giungla scopriamo una caletta con una spiaggia davvero tranquillissima, la Mira Beach dove ci sono solo pochi bungalow.

Al ritorno alla Coral Beach malgrado il sole sia alquanto nascosto per magia ci appare un bellissimo tramonto.

Cena alla Long Beach e poi a nanna.

 

29 Luglio 2010

 

Stamane non piove e il sole sembra che voglia regalarmi una bellissima giornata.

Con i ragazzi romani e di barcellona faccio il tour per fare snorkeling che comprende 5 stop per ammirare pesci, coralli, tartarughe e un piccolo squalo più uno stop in un villaggio per il pranzo. Nel villaggio faccio amicizia con delle persone del posto che mi offrono frutta, come al solito perdo tempo e torno tardi alla barca e tutti gli altri componenti del tour devono aspettarmi.

Fortunatamente il sole ci e' stato amico e devo ammettere che con la luce i colori dell'isola sono completamente diversi, un acqua cristallina di un verde smeraldo, bellissima. Il tour e' stato stupendo.

Di sera cena a buffet alla Coral Beach per solo 15 RM, incredibile e soprattutto un pesce buonissimo.

Dopo cena ritorniamo alla Long Beach, ci fermiamo in un localino e fumiano la Shisha a fragola.

Alle 23 circa inzia a piovere, maledetta pioggia.

Ci salutiamo e a nanna.

 

30 Luglio 2010

 

Per tutta la notte fino alle 10,00 di mattina e' piovuto, quindi prendo lo speed boat delle 12,00  e torno a  Kuala Besut.

Al molo incontro altri ragazzi che devono andare a Kota Bharu quindi contrattiamo un taxi per 15 RM a testa. Durante il tragitto l'autista si ferma per comprare della frutta a una bancarella e con tanta gentilezza ce la offre. I malesiani sono davvero belle persone.

Pernotto alla Backpacker Lodge 1 per 10 RM in dormitorio.

Kota Bharu e' una piccola cittadina la cui popolazione e' soprattutto musulmana, quindi tante le moschee da vedere, inoltre c'e' il mercato centrale dove vendono frutta, verdura, pesce, carne....un miscuglio di odori che oserei dire quasi PUZZA. Nel mercato ci sono anche tanti topi, ne avro' visti almeno 7. Scopro subito che in questa provincia il venerdi e il sabato sono giorni festivi mentre la domenica e' lavorativo e quindi oggi che e' venerdi i musei sono chiusi. Che fortuna!

Lo scopo di fermarmi a Kota Bharu e' per prendere l'indomani il Jungle Train ovvero il treno che passa per la giungla di Taman Negara, una giungla di 130 milioni di anni che per motivo di tempo non visitero'. C'e' anche da dire che alcuni viaggiatori sono rimasti un po' delusi visto che si aspettavano di vedere animali vari mentre invece gli unici animali sono insetti e sanguisughe.

Il treno parte alle 6,20 da Wakaf Baharu a circa 15 minuti da Kota Bharu quindi prenoto per l'indomani un taxi che condividero' con altri due ragazzi (costo del taxi 20 RM da condividere).

Dopo cena a nanna per modo di dire visto che tra poco devo risvegliarmi.

 

31 Luglio 2010

 

Sveglia alle 5,00 e alle 5,30 puntuali arriva il taxi.

Avevo letto che questo treno e' lentissimo e che a ogni fermata si riempie di polvere e che si muore dal caldo...ma anche questo fa parte dell'avventura, invece il tassista ci anticipa e ci dice che da due mesi il treno e' stato modernizzato, c'e' l'aria condizionata e i sedili sono comodi. A dire il vero e' molto meglio del diretto Napoli-Roma per non parlare poi del Nettuno-Roma, nel bagno c'e' persino la carta igienica quello che da noi in alcuni treni e' un lusso.

Durante il tragitto una fitta vegetazione ci avvolge completamente, tante piante tropicali, davvero belle. A mio fianco ci sono 3 bambini ai quali regalo palloncini, quaderni e penne e come sempre alcune operazioni di matematica che a dire il vero fanno con piacere anzi si divertono.

Arrivo all'ultima stazione che e' Kuala Lipis alle 13,30 senza sapere se c'e' un bus per Kuala Lumpur la mia vera destinazione.

Fortunatamente alle 14.00 parte un bus che mi portera' alle 17,00 circa nella capitale malesiana.

Kuala Lumpur (meglio conosciuta come KL) come tutte le grandi citta' asiatiche e' caotica, con un cielo grigio e con una parte moderna e una altrettante povera e malsana. Lo scopo mio principale della visita a KL e' giusto per vedere le torre Petronas, un opera di ingegneria che direi bestiale. Altri siti da visitare sono i quartieri di Chinatown e Golden Triangle (la zona moderna) con moschee, templi buddisti e induisti.

Anche Kuala Lumpur come la maggiorparte delle metropoli asiatiche ha una stupenda metropolitana (sembra un gioco di parole) inotre c'e' anche la monorotaia.

Il tempo di prendere la metro per andare a Chinatown e subito inzia a piovere. Pernotto alla Explorers Guesthouse in dormitorio per 29 RM (No 128 & 130 Jalan Tun H.S Lee, Kuala Lumpur 50000, Malaysia ), davvero molto bella e soprattutto pulita. Dalla metropolitana le Petronas sono impressionanti.

Riprendo la metro e con la pioggia mi dirigo alle Petronas che di sera illuminate sono uno spettacolo, molto meglio delle ex torri gemelle di New York viste nel lontano 1988.

L'entrata alle torri e' gratis ma bisogna andare la mattina presto per prendere i biglietti visto che sono a numero limitato (solo 1600 biglietti), quindi domani sveglia all'alba (tanto per cambiare) alle 6,00 devo uscire dalla Guesthouse.

Cena in un ristorante arabo e poi a nanna.

 

1 Agosto 2010

 

Ore 6,00 sono pronto per uscire ma e' ancora buio quindi meglio non rischiare, aspetto un altra mezz'ora.

Prendo il bus che mi portera' al KLCC (Kuala Lumpur City Centre) dove appunto ci sono le Petronas, arrivando alle 6,50.

Come prevedevo non sono l'unico anzi c'e' una fila bestiale.

Finalmente alle 8,30 iniziano a dare i biglietti. La mia visita e' per le 9,15 che emoziono queste torri mi sono sempre piaciute.

Le torri misurano 452 metri (insomma mezzo kilometro) e sono state costruite nel 1998, purtroppo la visita e' fino al 41 piano dove c'e' il ponte ma ne vale la pena, l'emozione e' davvero tanta, sono contentissimo, tante le foto fatte inoltre c'e' anche un bellissimo sole e il cielo e' azzurro.

Alle spalle delle torri c'e' un bellissimo parco con tanto verde e un laghetto dove i bambini fanno il bagno, piu' tardi ci faro' un giro.

Questa zona e' supermoderna, pulitissima e vigilata a differenza invece della zona vecchia della citta' che e' malsana, sporca e caotica.

Insomma una visita a KL vale solo per le Petronas e la zona Golden Triangle.

Visito poi la piazza principale (Merdeka Square) dove nel 1957 e' stato proclamata l'indipendenza della Malesia. A un lato della piazza c'e' il palazzo del Sultano Abdul Samed (no si visita essendo sede del governo), una visita anche alla moschea Masjid Jamek (la moschea del venerdi), poi a Chinatown che ovviamente e' un grandissimo mercato, poi al Central Market e alle 17,00 mi dirigo alla stazione dei bus Bukit Jalil da dove partono i bus per Melaka dove arrivero' alle 21,00.

Dalla stazione Sentral di Melaka un bus pubblico mi porta al centro della citta', la quale e' stata proclamata patrimonio dell'umanita' (UNESCO).

Pernotto alla Cheng Ho Guesthouse, dormitorio 15 RM.

Melaka e' davvero carina, ex colonia portoghese presenta degli edifici davvero molto belli, inoltre e' un posto tranquillo, la sera poi gli edifici storici sono illuminati con delle luminarie color rosso, penso che sia la citta' piu' bella che abbia visto della Malaysia.

Mi informo per i bus che vanno a Singapore per l'indomani.

Faccio un giro nella walking street che essendo domenica c'e' un piacevole mercato.

Cena e poi a nanna.

 

2 Agosto 2010


Sveglia alle 8,00 si parte alla scoperta di Melaka.
Dopo colazione (che era meglio non farla, vedi dopo) compro il biglietto per il bus che mi portera' a Singapore, partenza alle 17,00 e arrivo alle 21,00.
Faccio un giro nel centro, come dicevo Melaka era una colonia portoghese ma prima di questi ci sono stati i cinesi e poi ancora altri (inglesi e olandesi...). L'importanza di Melaka e' stata resa dalla sua posizione geografica essendo questa sulla foce di un fiume e quindi punto strategico per il commercio, insomma era un porto.
Il fiume attraversa la citta' e sui margini ci sono casette basse davvero belle. Anche qui convivono varie religioni, lungo una strada per esempio ho visto un tempio hindu', poi una moschea e poi un tempio buddista. Visto che c'erano i portoghesi ovviamente c'e' anche una piccola comunita' cristiana e quindi alcune chiese, mentre gli olandesi hanno lasciato un piccolo mulino.
Per le 17,00 mi dirigo con un taxi (15 RM) alla stazione Sentral e via per Singapore.
L'unica nota dolente di Melaka (ma la colpa e' mia) e' che dopo colazione ho dimenticato la mia canon 400D nel ristorante e quando me ne sono accorto e quindi ritornato al ristorante ovviamente della camera nessuna traccia. Ho fatto la denuncia, la polizia mi ha accompagnato alla sede centrale (non ero mai stato in un auto della polizia) per fare la traduzione dall'inglese al bahasa, poi da qui in un altra sede insomma ho passato mezza giornata con la polizia. Ovviamente dubito che sara' ritrovata anzi ne sono certo, ho anche sospettato della tizia del ristorante ma che potevo fare? Cazzo! Ma poi ho perso tutte le foto che ho fatto, le foto fatte agli alunni, le cascate, i paesaggi insomma TUTTO TUTTO TUTTO, che tristezza! FUCK FUCK FUCK.
Alle 17,00 lascio la Malaysia...e anche la mia macchina fotografica, e alle 21,00 finalmente entro in Singapore dove la grande Carla (una amica del gruppo www. viaggiareliberi.it) mi riceve con un grosso abbraccio piu' un altro avendo saputo della macchina fotografica. Grazie Carla.
Cena nei pressi di Arab Street e poi a nanna. Sono stanco e distrutto moralmente.
Notte.

 

3 Agosto 2010

 

Mi sveglio con calma verso le 11 e compro in internet il volo Singapore Jakarta per il giorno 5 agosto (76 dollari).

Mi dirigo al centro con un bus che passa per Orchard Road, la strada piu' conosciuta di Singapore con la piu' alta densita' di negozi al mondo, ovviamente tanti i negozi stranieri delle migliori firme.
Arrivato in centro, City Hall, da lontano si intravede Marina Bay Sands ovvero 3 grattaceli dove sul tetto e' stato costruito una struttura lunga quanto la Torre Eiffel (http://www.marinabaysands.com/) con tanto di piscina, bar e giardino.

Singapore mi appare subito come una citta' completamente ordinata, pulita, sicura dove tutto funziona alla perfezione, dove tutti hanno rispetto per tutti...insomma elementi che in Italia vanno sotto il nome di eccezioni, eventi, utopie. E' abitata da malesi, cinesi, indonesiani e da tanti stranieri e difatti viene un po' paragonata a New York oppure a Londra. E' piena di locali e negozi, tanti i ristoranti di cucina straniera, francese, italiana, cinese, giapponese, indiana...insomma Singapore e' un misto di culture. La metropolita e' super moderna e ovviamente super funzionale, tanti i negozi presenti sotto terra, direi che sotto Singapore c'e' un altra Singapore. I bagni pubblici sono pulitissimi e soprattutto con carta igienica....credetemi viene proprio voglia di fare cacca.
Alle 18,00 mi vedo con Carla e insieme saliamo all'edifico piu' alto di Singapore dove sulla terrazza c'e' un bar, impressionante la veduta con tramonto sulla baia dove si vede l'imponente Marina Bay Sands e il teatro Esplanade (http://www.esplanade.com/index.jsp).

Subito dopo saliamo sul Marina Bay Sands dove pero' prima di salire ci dicono che la piscina e' riservata ai soli clienti del Resort....peccato!
La piscina e' un qualcosa di allucinante visto che sembra finire sul bordo del grattacelo (http://www.stustake.com/wp-content/uploads/2010/07/Marina-Bay-Sands-Singapore-Pool-1.jpg) ovviamente io e Carla non resistiamo e, nel paese dove regole sono sacre, da bravi italiani ci apprestiamo a infrangere la regola e senza nemmeno pensarci due volte ci ritroviamo in acqua, Carla peraltro con la biancheria intima. Il problema e' stato poi risalire dalla piscina visto che non avendo come asciugarci ci siamo subito messo gli indumenti con l'acqua che colava dapertutto e uscendo in fretta per non farci vedere dalla vigilanza.

Cena nella zona chiamata Quays dove ci sono tanti locali.

Notte.

4 Agosto 2010

 

Sveglia alle 9,00.

Mi dirigo alla Little India ovvero il quartiere degli indiani con tanto di mercato di cucina indiana, ovviamente speziata e piccante. Faccio qui una colazione-pranzo e poi vado a Chinatown davvero molto caratteristica, con una serie di piccoli edifici colorati del periodo della colonia. Anche a Singapore essendoci diverse culture e facile vedere un tempio Buddista e subito dopo uno Hiundu' oppure una chiesa cristiana.

Singapore non e' affatto economica come la vicina Malaysia o Thailandia pero' nei quartieri cinesi e indiani e' possbile fare acquisti con pochi euro.

Mi dirigo poi al teatro Esplanade, davvero bello, dove le strutture a cupola (una per i concerti e l'altra per le rappresentazioni teatrali) dovrebbe somigliare al frutto Durian.

Mi vedo poi con Carla per cenare con alcuni suoi amici a un ristorante italiano dal nome "I Marinari", ottimo piatto di spaghetti con le vongole. Piu' tardi poi scopro che il propretario e' di Napoli, un certo Salvatore davvero simpatico, in societa' con un siciliano di Catania. Come e' piccolo il mondo.

Dopo cena Carla e io ci dirigiamo verso alcuni localini-bar cinesi dove in uno c'e' il karaoke. Incuriositi entriamo e assistiamo alla performance di un tizio cinese e noi da persone educate applaudiamo. Il tizio forse commosso dall'applauso ci chiama e ci offre 2 birre (insomma stasera si beve aggratis) e per circa 2 ore parliamo del piu' e del meno e mi dice, più volte, di fare molta attenzione quando vado a Jakarta

Singapore mi piace un sacco e le persone sono super disponibili, ieri quando abbiamo chiesto a dei ragazzi informazioni per andare in un locale subito si sono attivati con i loro iPhone e tramite navigatore ci hanno indicato la strada. Insomma tutti vogliono fare amicizia a Singapore, volentieri ci vivrei 1 anno, chissa' se ci sono scuole del Governo italiano, mi devo informare.

Dopo il Karaoke facciamo due passi senza nessun timore malgrado siano le 2,00 di notte passate.

Dopo una lunga chiacchierata prendiamo un taxi e poi a nanna.

Notte.
 

5 Agosto 2010

 

Sveglia alle 7,00 e poi diretti all'aeroporto che ci si arriva tranquillamente con la metro pagando circa 1 euro (e a pensare che a Roma bisogna pagare 14 euro per un fottuto Leonardo Express).

Durante il volo si inziano a vedere le tante isole di cui è formata l'indonesia e si attraversa la linea dell'equatore, insomma adesso sono un perfetto terrone.
Arrivo alle 11,00 a Jakarta (isola di Java, si paga il visto di 25 dollari) con un cielo grigio e la sola visione dell'aeroporto mi fa capire che questa citta' non ha nulla di particolare.

Prendo un bus pubblico e mi dirigo al centro, ultima fermata la stazione dei treni. Mi informo se c'e' un treno per Pangandaran (una localita' di mare), per cosi' evitare di restare un giorno a Jakarta, ma purtroppo il treno non c'e' o meglio non ci arriva proprio.

Pernotto quindi nella zona Jalan Jaksa, la zona frequentata dai turisti, una zona praticamente squallida.

Due parole per esprimere questa citta', UN CESSO o volendo anche tre parole UN VERO CESSO.

Caotica, sporca, affollata, un misto di smog e puzza di fogna, tipi loschi che ti squadrano, edifici squallidi.....gli unici monumenti un obelisco (Monas) nella Merdeka Square e un centro storico chiamato Kota che non riusciro' a vedere con la luce del sole visto che sta piovendo e quindi rinuncio a andarci (in realta' ci ho provato, ho preso la metro completamente affollata dove c'erano persone sedute a terra ma arrivato alla fermata visto che pioveva di brutto sono ritornato indietro).

Faccio amicizia con l'usciere di un albergo che si trova affianco alla mia Homestay (una sorta di B&B) che quando gli dico che sono italiano e di Napoli mi chiama Gilardino. Parliamo del piu' e del meno e poi di sera mi aiuta a contrattare con un tizio che ha la moto per portarmi in giro per Kota (circa 3,5 euro).

Arriviamo dopo circa mezz'ora a Kota con un traffico bestiale e una marea di motorini peggio di Napoli. Kota si rivelera' piu' tardi lo stesso squallore del resto della citta', piacevole e' stato solo fare amicizia con alcuni ragazzi che erano nella piazza di Kota. C'e' da dire che malgrado lo squallore la gente e' molto cordiala....certo ci sono sempre le eccezioni.

Ritorno nella mia Homestay, domani alle 5 parto per Pangandaran, ho comprato un biglietto in una agenzia per 280000 Rp visto che se volevo organizzarmi il tutto da solo sarei prima dovuto andare alla stazione degli autobus a lunga percorrenza con un bus pubblico (tempo di percorrenza circa 50 minuti) e poi comprare sul posto il biglietto per Pangandaran con la speranza di non trovare il tutto esaurito.

Notte.

N.B. 1 euro=11500 Rp


6 Agosto 2010

Mi sveglio all'alba e alle 5,00 gia sono in agenzia.
Il tizio dell'agenzia mi affida a un ragazzo il quale mi conduce alla fermata dei bus locali per andare alla stazione (insomma quello che avrei potuto fare da solo). Incazzatissimo mi arrabio con il ragazzo facendogli capire che da solo avrei potuto farlo e che mi aspettavo un servizio migliore avendo comprato il biglietto in agenzia. Mi dirigo quindi di nuovo all'agenzia e pretendo un taxi per arrivare alla stazione degli autobus a lunga percorrenza. Stranamente il tizio dell'agenzia mi accontenta e dopo circa 40 minuti ci ritroviamo alla stazione degli autobus a lunga percorrenza (costa del taxi 65000 Rp).
Il tizio compra il biglietto per 60000 Rp e finalmente solo dopo quando l'autobus si è riempito abbastanza si parte (circa le 9,00). Insomma se avessi organizzato da solo il trasferimento avrei pagasto 125000 Rp piuttosto che 280000.
Dopo circa 6 ore (l'Indonesia è grandissima, le distanze sono enormi e i trasporti lasciano a desiderare) sono a Pangandaran.
Pangandaran è una località di mare, si trova a sud di Java ed è completamente coperta da una fitta vegetazione di giungla.
Alloggio in una Homestay dove faccio amicizia con una coppia di Milano.
Pangandaran dal punto del vista del mare è famosa soprattutto per fare surf difatti le onde sono davvero alte. Faccio un giro in centro, poi sulla spiaggia e poi compro un tour per l'indomani per vedere il Green Canyon.
Cena e poi a nanna.

7 Agosto 2010

Alle ore 9,00 si parte per il tour, con me ci sono anche la coppia di Milano e non manca come sempre un po' di pioggia.
Prima tappa a un villaggio dove lavorano il cocco, ci spiegano che utilizzano quasi tutto del cocco persino i peli che stanno sulla buccia che servono per fare poi i materassi. Io approfitto del villaggio per fare amicizia con le persone del posto e regalare qualcosa ai tanti bambini che incontro.
Seconda tappa il Canyon vero e proprio. Lo attraversiamo con una barca dove le pareti laterali sono completamente immersi nel verde più totale, una vegetazione fittissima. Arriviamo fino a un punto dove c'è una cascata che per motivi di sicurezza non attraversiamo. Pranzo a base di pesce.
Dopo pranzo ci fermiamo in un centro di tutela delle tartarughe dove ci sono sia delle tartarughe giganti che alcune da poche nate. Ci dirigiamo poi al parco di Citumang per fare un trekking, fantastico, dove abbiamo fatto il bagno in una cascata.
Rientrati ceno con la coppia italiana al mercato del pesce dove mangiamo una aragosta di 1 kilo (22 euro al kilo), 4 granchi (ottimi) e mezzo kilo di gamberi. Dopo cena compro il biglietto per l'indomani per andare a Yogyakarta (bus+treno) e poi a nanna.

8 Agosto 2010

Stamane mi sveglio relativamente presto e visto che il bus parte alle ore 10,00 ne approfitto per andare a vedere l'altra spiaggia, quella che si trova a est.
Dopo colazione via con il bus fino a una stazione dei treni di cui non ricordo il nome e poi con il treno (abbastanza vecchiotto) diretti a Yogyajarta
Arrivo a Yogyajarta verso le 16,00 alloggio alla Losmen Anda che come dice la Lonely è "very cheap; very basic"
Vado alla piazza principale (Kraton) percorrendo la Malioboro Street (la strada principale), visito da fuori (visto che è già chiuso) il Palazzo del Sultano e poi mi dirigo verso la zona retrostante che si chiama Kampung ovvero la città vecchia formata da tante stradine perpendicolari e con case alte un piano. Come al mio solito saluto le persone che sono fuori case e in una di queste ci entro. La casa è molto semplice, una stanza grande appena si entra, poi una sala grande per pranzare e poi le varie camere da letto...ah c'è persino una piccola stanza dedicata alla preghiera (qui sono quasi tutti musulmani). La famiglia che ci abita è molto simpatica soprattutto la nonna a quale quando le ho fatto una foto ci ha tenuto molto a indossare il cappello.
Mi dirigo alla mia Losmen e chiedo un pò alle varie agenzie qualche tour ai vulcani che sono in zona e come arrivare ai due siti archeologici (Borobudur e Prambanan). Mentre parlo con un tizio di una agenzia faccio amicizia con due coppie di Como e due ragazzi di Latina. Le due coppie di Como hanno fittato un auto con autista per andare a vedere l'indomani i due siti archeologici e il Vulcano Merapi e gli chiedo se posso andare con loro dividendo ovviamente poi le spese. Ok affare fatto. Compro poi il tour di 3 giorni e 2 notti per andare a vedere i vulcani Bromo e Ijen (il tutto alla Kartika trekking).
Ceno con i due ragazzi di latina e poi a nanna.

9 Agosto 2010

Alle 8,00 in punto si parte.
Prima tappa il sito Borobudur un sito Buddista costruito nella prima metà del secolo IX a.C., un unico tempio formato da sei piattaforme quadrate una sopra l'altra con tante statue di Budda. Davvero molto bello.
Seconda tappa al Vulcano Merapi, si arriva fino a un paesino dove si può ammirare il vulcano che però purtroppo essendo nuvoloso si è visto ben poco.
Terza e ultima tappa il sito Hinduista Prambanan, un complesso fatto da vari templi i cui più famosi dedicati a Shiva, Brahma e Vishnu. Anche questo molto bello.
Rientrati a Yogyajarta un ultimo giro in centro per qualche acquisto, ceno con i ragazzi italiani e poi a nanna, domani si parte per il tour di 3 giorni.

10 Agosto 2010

Partenza alle ore 9,00 con noi ci sono anche i ragazzi di Latina (Fabio e Fabio....che fantasia) che però visiteranno solo il vulcano Bromo.
Dopo 10 ore di viaggio (caspita quanto è grande l'Indonesia) arriviamo a Probolinggo dove aspettiamo un minivan che ci porterà (dopo 1 ora) a Cemoro Lawang ai piedi del Bromo. Durante l'attesa faccio un giro nel paesino dove regalo alcuni oggetti (soprattutto palloncini) ai vari bambini che incontro. Entro poi in una moschea dove c'è un tizio che sta pregando al megafono per tutto il villaggio (caratteristica del mondo islamico).
Dopo alcuni minuti essendosi sparsa la voce che regalavo oggetti ai bambini stile Babbo Natale (saranno forse i capelli bianchi che mi hanno ingannato?) arriva una marea di bambini e genitori che invadono la Moschea e che mi chiedono di tutto. La scena è stata bellissima io che giocavo con i tanti bambini i quali gridavano nella moschea e il tizio inperterrito a pregare senza nemmeno un attimo a smuoversi. Solo dopo circa 10 minuti un altro tizio mi ha invitato a uscire e con me tutta la carovana di bambini. Che dolci.
Finalmente si parte per Cemoro Lawang dove fa anche un pò freddino difatti appena esco dal minivan mi vengono i brividi.
Dopo cena un attimo a ammirare il celo stellato il quale essendo australe ovviamente ha diverse costellazioni, si riesce a vedere anche perfettamente la Via Lattea. Che spettacolo.
Notte.

11 Agosto 2010

Sveglia alle ore 4,00 per salire su un punto panoramiro e ammirare l'alba sul vulcano Bromo. Visto la distanza ci si arriva con una jeep.
Il panorama è fantastico, stiamo sul bordo di una grandissima caldera dove l'attività vulcanica ha creato all'interno di questa altri 2 vulcani tra i quali l'ultimo il Bromo che è molto attivo (difatti di continuo emana una colonna di fumo). Fortunatamente il tempo è fantastico, un cielo pulitissimo, bellissima l'alba.
Scendiamo poi all'interno della caldera e risaliamo il vulcano Bromo fino al cratere, una scena di madre natura senza uguali, uno spettacolo da documentario, davvero molto ma molto bello. Da lontano si possono vedere altri vulcani (in Indonesia ci sono migliaia di vulcani). Io e Fabio facciamo il giro del cratere cosa che poi scopriamo essere sconsigliabile visto la pericolosità difatti l'anno scorso erano morti due turisti francesi.....vabbè ma noi siamo italiani.
Dopo questo spettacolo stupefacente, ci dirigiamo all'hotel e dopo colazione diretti a Sempol Village dove arriviamo dopo 7 ore.
Sempol Village è un piccolo villaggio abitato da musulmani dove la pricipale attività  è la coltivazione del cafè. L'indomani faremo un trekking di 3 ore per ammirare il vulcano Ijen dove all'interno del cratere c'è un lago di color verde smeraldo ricco di zolfo.
Oggi 11 agosto inzia il Ramadan quindi per tutto il villaggio non si sente altro che il tizio che prega nella moschea con tanto di megafono, caratteristica che per noi che non siamo abituati è anche un pò fastidiosa difatti questa lamentale la si sente a tutte le ore anche di mattina presto.
Dopo ceno faccio un giro nel paesino e entro nella moschea dove faccio amicizia con alcune persone che stanno "pregando" (per modo di dire visto che alcune mandano sms, altre parlano tra loro, altre ancora parlano con me) che mi offrono delle frittelle di banane altamente untee. Ovviamente ci sono anche bambini con i quali inizio a giocare.
Vado poi a nanna visto che domani la sveglia suona alle 4,00.
Notte.

12 Agosto 2010

Come da copione sveglia alle ore 4,00 questa volta però non c'è la jeep a aspettarci ma bisogna camminare e camminare per ben 3 ore e come se non bastasse sotto la pioggia. Che PALLE!
Arriviamo sul cratere del Ijen dove ovviamente non si vede un bel nulla ma solo nuvole, pioggia e un bel vento. Cazzo e il bel lago che avevo visto nelle foto? L'unica cosa che si vede è tanto fumo ricco di zolfo (micidiale) e alcune povere persone che ogni giorno scendono nel cratere per prendere lo zolfo caricandosi circa 70 kili di roccia ogni qualvolta, ricevendo 600 Rp per ogni Kilo. Povere persone.
Decido quindi di scendere anch'io nel cratere sperando di vedere il lago.
La discesa non è stata per niente facile visto la pioggia e soprattutto il fumo dello zolfo che di tanto in tanto cambiava direzione (ma sempre verso di me, che culo) dovuto al vento che soffiava. Quasi alla fine c'e un grosso giacimento di zolfo con una puzza micidiale dove appunto lavoravano questi poveri cristi con tanto di benda sul viso e tossendo di continuo.
Finalmente si vede il lago ma ovviamente non in tutta la sua estensione, peccato. All'improvviso un forte vento fa invadere tutta la zona di zolfo, non si vede un bel niente, sono completamente immerso in una nube di zolfo, inizio a tossire, mi brucia la gola...le narici, mi sento soffocare voglio scappare via ma non vedo perfettamente nulla. Mi sento male ma non vedo nessuno intorno a me per chiedere aiuto. La gola sembra prendere fuoco, un caldo micidiale mi avvolge...cazzo quando finisce questa nube di zolfo? Prendo la bottiglia d'acqua dallo zaino e me la riverso tutta sulla faccia, nelle narici, negli occhi...continuo a tossire, per un attimo penso che morirò. Metto una benda bagnata sulla bocca ma serve a ben poco.....finalmente si riesce a vedere qualcosa, la nube diminuisce e in fretta mi dirigo verso la salvezza. Che brutta esperienza e a pensare che quelle persone che ci lavorano rischiano tutti i giorni la vita, poverine. La gola mi brucerà almeno per 2 giorni.
Alle 10,00 si parte per Ketapang sulla costa est di Java per prendere poi il traghetto e andare a Bali (il traghetto impiega circa 30 minuti).
Arrivati sulla costa ovest di Bali (Gilimanuk) verso le 11,30 il gruppo si scioglie, saluto i ragazzi di Como e ognuno per la propria strada.
Prendo un bus pubblico che mi porterà a Padangbai sulla costa est di Bali. Ingenuamente pensando che è un isola mi illudo che ci vuole almeno 1 ora per arrivare a destrinazione e invece NO, 6 ore di tragitto, cazzo!
Vengo però ricompensato da un paesaggio stupendo, Bali è completamente immersa nel verde, una vegetazione fittissima, alternando tratti di pura foresta e terrazzi di risaie dvvero spettacolari. Inoltre a ogni angolo ci sono templi bellissimi, si respira un aria di piena spiritualita. Scopro difatti che i balesi ogni mattina si dirigono ai templi per fare delle offerte e la stessa cosa avviene la sera, addirittura c'è chi in casa ha un piccolo tempio per pregare.
Arrivo a Padangbai alle 18,00 una piccola località di mare famosa per la Laguna Blu e da dove partono i traghetti per le isole Gili.
Pernotto in una Homestay per 150000 Rp con colazione (un pò cara).
Prima di cenare mi informo per andare alle isole Gili e compro il biglietto andata e ritorno con uno speed boat al prezzo di 600000 Rp (52 euro davvero caro). Purtroppo andarci con i mezzi pubblici si impiegano più di 7 ore e bisogna cambiare a Lombok per prendere un bus e poi di nuovo il traghetto, certo si risparmia un bel pò ma visto che i giorni stanno finendo non ho altra alternativa. Con lo speed boat si impiega 1 ora e mezzo, ci sono varie compagnie e i prezzi per una sola corsa vanno da 300000 a 660000 Rp quindi meglio farsi un giro per le varie agenzie.
Dopo cena a nanna.

13 Agosto 2010

Ore 9,00 si parte.
Le isole Gili sono 3 isole coralline molto ma molto piccole che si trovano a nord-ovest dell'isola Lombok. Le 3 isole sono Trawangan, Meno e Air. Delle 3 quella più gettonata è l'isola Trawangan mentre Meno e Air sono molto più tranquille.
Lo speed boat arriva solo a Gili Trawangan e quindi per raggiungere poi le altre che sono a pochi metri (si potrebbe andare persino a nuoto ma è sconsigliabile visto le correnti) si prende una barca locale.
Arrivo verso le 11,30 a Trawangan e visto che la barca per Meno (la mia destinazione) parte alle 16,00 approfitto per visitare Trawangan.
Che quest'isola sia la più gettonata lo si vede subito, difatti lungo la costa ci sono solo resort, ristoranti, negozi, bar etc. etc. L'isola è molto piccola, decido comunque di fittare una bici e la visito in parte. Il mare è davvero stupendo e trasparente. Fitto maschera e pinne per fare snorkeling dove vedo persino una tartaruga, bellissimo.
Alle 16,00 prendo la barca per Meno e alloggio al Rawa Indah Bungalow per 100000 Rp. L'isola Meno è ancora più piccola quindi a piedi vado da un lato all'altro. Compro una immersione al Blue Marlin Diver per l'indomani. Faccio amicizia con le persone locali e come sempre con tanti bambini ai quali regalo alcune cose. Mi dicono che sull'isola c'è solo la scuola elementare mentre per le superiori devono andare all'isola Trawangan, c'è anche una piccola moschea.
Ceno sulla spiaggia opposta da dove alloggio e per il rientro devo fare assolutamente uso della torcia visto che non si vede un bel nulla.
Notte.

14 Agosto 2010

Sveglia alle 8,00
Colazione dove ho cenato quindi di nuovo riattraversamento dell'isola. Durante il percorso faccio amicizia con una persona del posto al quale faccio capire che voglio visitare la sua casa e subito mi accontenta. Ovviamente la casa è molto semplice, faccio alcune foto a lui e ai figli che poi prometto di mandargliele.
Alle 12,00 faccio l'immersione, stupenda.
Alle 16,00 riprendo la barca e vado sull'isola Trawangan dove resterò a dormire visto che domani alle 11,30 ho lo speed boat che mi riporterà a Bali.
Pernotto al Palm Bungalow per 170000 Rp.
Faccio un giro sulla costa e noto che sull'isola ci sono due realtà, sulla costa ci sono solo turisti mentre all'interno ci sono le persone locali con la loro vita quotidiana. A dire il vero questa situazione non mi è piaciuta molto e come se i turisti avessero invaso parte della loro vita, ma purtroppo per i soldi ci si accetta tutto.
Di sera una birra al Irish Bar dove conosco delle ragazze di Bologna e scopro che Bali è molto gettonata dagli italiani.
Notte.

15 Agosto 2010

Ore 11,30 partenza per Bali.
Ritorno a Padangbai e alloggio alla stessa Homestay.
Vado alla Laguna Blu, una piccola baia che merita che però essendo il mare mosso è impossibile fare il bagno.
Resto sulla spiaggia facendo il programma di questi ultimi miei giorni in Indonesia. Decido che l'ìndomani potrei andare a Tulamben con una moto e fare una immersione per vedere un relitto USA della seconda guerra mondiale (il relitto si chiama Liberty).
Mentre fantastico su Tulamben per capire se è meglio andarci con la moto o con i mezzi pubblici si avvicina un ragazzo francese che ha un Dive Center proprio a Tulamben per propormi alcune immersioni a poco prezzo visto che è da poco che ha aperto, comprensive di trasporto (caspita che fortuna). Prendo quindi appuntamento per l'indomani alle ore 8,00.
Faccio un giro in centro, faccio amicizia con una ragazza tedesca la quale anche lei e in viaggio da sola, cena e poi a nanna.
Padangbai è molto tranquilla come località quindi l'ideale per riposarsi e, per chi ama il Diving ci sono tanti centri specializzati.

16 Agosto 2010

Ore 8,40 finalmente arriva il tizio, per un attimo ho pensato che non arrivasse più.
Dopo circa 1 ora mi ritrovo a Tulamben nel centro Diving di questo tizio francese, il quale mi offre anche una sistemazione in dormitorio per 50000 Rp con colazione.
Si parte subito per l'immersione, siamo giusto 4 persone, perfetto.
L'immersione è stata una esperienza bellissima, entrare e uscire dal relitto è stato fantastico, il relitto è lungo 120 metri.
Affondato nel 1942 è diventato un ottimo punto per la fauna e flora marina del posto costituendo quindi un reef artificiale, tanti i coralli e pesci che si possono vedere ma sicuramente la cosa più impressionante è saper che ci si sta muovendo in un relitto.
Dopo l'immersione fitto una moto (40000 Rp) con la speranza che non vengo fermato dalla polizia visto che in Indonesia è obbligatorio la patente internazionale e con me peraltro ho solo quella messicana. Ho letto su alcuni diari di viaggio che se la polizia ti ferma visto che è corrotta ti chiede dei soldi, insomma la cosiddetta "bustarella". Speriamo bene!
Da Tulambeni mi dirigo verso il Pura Besakih il più grande Tempio Hindù dell'isola. Per arrivarci ci impiego circa 2 ore attraversando un paesaggio mozzafiato. Tantissime risaie, foresta, fiumi, il vulcano Agung con i suoi 3142 metri, i tanti templi......Bali è stupenda soprattutto dal punto di vista del paesaggio e delle tradizioni. In ogni risaia ci trovi delle specie di bandiere chissà forse messe come ringraziamento a qualche Dio.
Il templo Pura Besakih è davvero grande, stupendo e immenso e dall'alto la vista è bellissima.
Rifaccio la strada di ritorno ammirando di nuovo il paesaggio e alle 18,30 sono di nuovo al Dive Center per farmi una notturna che non è una ragazza che lavora di notte che avete capito, ma una immersione di notte.
Era la prima volta che mi immergevo di notte ed è stato stupefacente.
Buio totale, l'unica cosa che si vede è quello illuminato dalla propria torcia, l'ideale di questa immersione è soffermarsi sui particolari ovvero illuminare la parete rocciosa e ammirare i colori di alcuni animali marini tipo granchi, vermi oppure pesci. Appena ci siamo immersi una grossa, direi gigante, murena ci ha dato il benvenuto ma non solo, più in là c'era un barracuda di almeno 1 metro e mezzo. Ancora una volta siamo entrati e usciti dal relitto con tutta tranquillità del resto poi eravamo solo noi due (io e la guida). Tanti poi i pesci grandi all'interno di grosse cavità dove si rifuggono per non farsi prendere dai predatori mentre dormono. Insomma davvero una bellissima immersione e poi quando siamo risaliti è stato magnifico vedere con il buio totale il celo stellato con le sue tante costellazioni...una favola.
Le immersioni sono costate 17 euro al relitto e 21 euro quella notturna, davvero poco. Ho notato però che il centro (www.diveconcepts.com) non era poi tanto serio nel senso che prima di immergersi sempre ti fanno sottoscrivere un formato dove si danno i recapiti di qualcuno in caso di emergenza.
Dopo cena un ultima mirata alle stelle e poi a nanna.

17 Agosto 2010

Sveglia alle 8,00.
Dopo colazione alle 9,00 il tizio francese mi riaccompagna a Padangbai dove però arriverò tardi perdendo quindi il bus che mi avrebbe portato a Kuta, la città principale di Bali, dove l'indomani alle 6,55 prenderò il volo per Singapore.
A Padangbai contratto con un tizio per farmi portare a Kuta con la moto per 70000 Rp (ne voleva 100000 Rp) e verso le 13,00 mi ritrovo a  Kuta.
Kuta è praticamente da evitare, una città molto ma molto turistica, tanti negozi, locali, resort, ristoranti insomma sembra di stare in una qualsiasi parte del mondo.
Fitto una moto per 40000 Rp, lascio al tizio il bagaglio grande e mi dirigo verso Ubud a nord di Kuta con la speranza di non essere fermato dalla polizia.
Ubud è una piccola cittadina dove la caratteristica principale è un grande mercato che però poi scopro essere molto turistico. La cosa più bella invece è stata ancora una volta passare per il paesaggio di Bali, anche qui ci sono tante risaie soprattutto nella zona di Tegalalang, direi forse le più belle.
Verso le 18,00 rientro verso Kuta e in un incrocio.......mi ferma la polizia (caspita non ho nemmeno più soldi mi toccherà pagare la tangente in euro).
Mi chiedono ovviamente la patente e quando vedono quella messicana mi dicono che ho bisogno di quella internazionale per circolare in Indonesia.
Decido di giocarmi, rischiando davvero tanto, un ultima carta. Gli mostro il mio tesserino di giornalista freelance rigorosamente falso fatto a Bangkok per 3 euro, gli dico che sono a Bali per scrivere un articolo sulle tradizioni locali e che il mio Direttore non mi aveva detto della patente internazionale.
Si squadrano il tesserino, parlano tra di loro dicendo che sono giornalista e poi, forse per il timore di essere sputtanati sui giornali internazionali, mi lasciano andare. Che culo. Certo che ho rischiato davvero tanto, senza patente e con tesserino falso. Mi chiedo cosa sarebbe successo se lo avessero scoperto? Non ci voglio nemmeno pensare.   
Arrivo a Kuta verso le 20,00
Ceno, faccio un giro in centro e poi con un taxi vado all'aeroporto.
Avendo l'indomani l'aereo alle 6,55 e dovendo stare almeno alle 4,55 ovviamente decido di non pernottare a Kuta e dormo in aeroporto.
Notte.

18 Agosto 2010
 
Ore 6,30 partenza per Singapore.
Arrivo a Singapore alle 9,30 prendo la metro e poi vado a casa di Carla la quale è partita circa 10 giorni fa per l'Alaska.
Mi faccio una doccia e preparo il bagaglio grande.
Vado con tutto il bagaglio o meglio i bagagli a Little India, ultime compre dove lascio il bagaglio grande a un negoziante, gentilissimo, anche se mi chiede se nel bagaglio c'è una bomba. Mi dirigo a Arab Street dove c'è una bellissima moschea.
Ritorno a Little India, prendo il bagaglio, pranzo al mercato indiano Tekka, pollo con riso il tutto fortemente speziato che mi risalirà almeno fino al giorno dopo malgrado il mio Gaviscon Advance per il riflusso esofageo.
Alle 18,00 sono di nuovo in aeroporto dove alle 20,40 parto per Bangkok.
Arrivo a Bangkok alle 22,10 domani alle 9,00 ho il volo per l'Italia facendo scalo a Doha in Qatar (uno scalo di 14 ore).
Anche stasera dormirò in aeroporto, del resto poi l'aeroporto di Bangkok è favoloso.
Notte.

19 Agosto 2010

Ore 6,00 Chek-in con la speranza che non mi facciano pagare il sovrappeso, il mio bagaglio pesa 23,8 kili (troppi).
Fortunatamente mi lasciano andare.
Ore 9,00 si parte per Doha. Riconfermo che la compagnia Qatar Airways è ottima.
Arrivo a Doha alle 11,00 e avendo 14 ore di scalo decido di uscire.
Mi tocca purtroppo pagare il Visto 100 Rial (1 euro=4,5 Rial) quindi circa 22 euro che si paga solo con carta di credito (va bene anche la PostePay). Se non si è in possesso di carta di credito stesso loro fanno una specie di carta di credito (in realtà non è di credito ma è una prepagata).
Esco dall'aeroporto e subito vengo avvolto dai 42 gradi che ci sono. Terrificante.
Prendo un taxi (N.B. prendere quelli color verde smeraldo e non quelli bianchi) che mi porta al centro commerciale City Center per 35 Rial.
Il centro commerciale si trova nella zona finanziaria di Doha dove ci sono tanti grattaceli.
Il centro commerciale ha vari negozi tra cui quelli di elettronica ma in realtà non conviene inoltre la garanzia è locale. Parte di negozi sono chiusi visto il Ramadan tra cui anche i ristoranti.
All'interno del City Center c'è un Carrefour dove compro da mangiare.
Dopo mangiato, con tanto coraggio esco e faccio un giro per i vari grattaceli, alcuni dei quali davvero belli. Mi dirigo poi verso il lungomare (Corniche) con un caldo infernale. Faccio amicizia con un ragazzo spagnolo, Manolo, anche lui in attesa del volo per Madrid che partirà alle ore 1,00 del giorno dopo. La città ci appare fantasma, per strada non c'è nessuno sarà colpa del caldo o del Ramadan? Chissà!
Dopo il lungomare visitiamo il Souq ovvero la città vecchia che sembra una piccola Medina, mi ricorda un poco il Marocco.
Il Souq è davvero bello però anche questo è vuoto o almeno fino alle ore 18,00 dove poi si riempie e le varie stradine vengono illuminate. Il posto davvero merita, molto caratteristico e pittoresco. Ci prendiamo un the alla menta in un dei tanti bar all'aperto con tanti ventilatori intorno. Visitiamo una moschea dove un giovane ragazzo cerca di spiegarci il Corano del quale capiremo ben poco.
Alle 21,00 ritorniamo in aeroporto e alle 12,30 ci imbarchiamo.
L'aereo parte alle 1,50 arrivo a Roma previsto alle ore 6,50 
Ciao a tutti.


Considerazioni sul viaggio:

Thailandia:
ancora una volta si ricoferma un bellissimo paese, gente stupenda, posti meravigliosi, siti archeologici interessanti e mare bellissimo.
Malaysia:
mi aspettavo di più da questo paese, senza dubbio però le isole Perhentian meritano, come anche una breve sosta a Kuala Lumpur per le Petronas e almeno un giorno alla bellissima Melaka.
Forse il Borneo malesiano offre di più, magari potrebbe essere il viaggio dell'anno prossimo.
Singapore:
bellissima, ordinata, multietnica è senza dubbio un posto da vedere. L'architettura sia quella moderna che quella coloniale meritano. Bellissimo il Marina Sands Bay.
Indonesia:
l'Indonesia mi è piaciuta davvero molto, un misto di culture e religioni, una vegetazione impressionante, persone simpatiche e allegre. Circa 4000 isole, tanti vulcani, un paese grandissimo che sicuramente merita molti giorni per visitarlo. Il paesaggio di Bali è semplicemente mozzafiato. 

Alcuni numeri:
durante questi giorni ho preso una trentina di bus, una decina di tuk tuk, un treno, una decina di barche (tra cui traghetti, longtail e speed boat), una decina di moto, otto aerei (compresi quelli da e per l'Italia) e percorso tanti e tanti kilometri. 

Un bacio a tutti e grazie per le vostre mails, alla prossima.

 

Gennaro Conte

gennaro1970@yahoo.it 

 

 

 

 

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