Tanzania e Zanzibar

Racconto di viaggio    gennaio 2000

di Alexandra Fischer

 

Si parte !!!

Dopo vari tentennamenti mi decido, parto da sola per un safari nei parchi nazionali del nord della Tanzania, con fine un soggiorno mare nell’isola di Zanzibar!!!

E’ un viaggio organizzato, ma io sono alla mia prima esperienza in africa centrale e sono da sola!!

Il primo impatto è l’aria, gli odori, la temperatura! Alle cinque di mattina uscendo dall’aereo l’afa ti toglie il respiro, inizio come mio solito a succhiare il più possibile tutto ciò che mi circonda, l’aeroporto del Kilimangiaro, la gente.

Sono anche fortunata il mio gruppo è piccolo siamo in sette e sembrano simpatici.

Quello che mi colpisce in città e nelle vie periferiche è: la gente, tanta, tantissima, tutti si muovono, camminano, ma dove vanno? Le scritte delle baracche adibite a negozi sono le cose più belle !! Ed anche i loro semicartelloni pubblicitari.

Dopo esserci cambiati in un piccolo bugigattolo della nostra agenzia per il safari (furbamente avevamo ancora i vestiti pesanti!!) ci accingiamo a raggiungere la nostra prima tappa: Lake Mayara a circa 120 Km da Arusha, ci mettiamo sulle tre ore e mezza !! per circa 50 Km la strada è asfaltata, poi sterrata, poi una pista e dopo aver passato una notte insonne in aereo, qui si balla ed io ho naturalmente il sedile senza molle !!

Arrivati al lodge, abbiamo davanti una struttura elegante in legno, sono tutti molto gentili, ma noi optiamo per una doccia, riposino e cena, ma arrivati in camera ……..!! Aprendo la finestra si presenta ai nostri occhi un panorama da non poter descrivere, ed anche una piccola piscina all’orlo della scarpata che si affaccia sul parco del Lake Manyara, veloce passa parola, doccia, e poi tutti in piscina, armati di cannocchiale e macchina fotografica.

Queste emozioni sono andate avanti tutta la settimana, il contatto con la natura, l’avvistamento degli animali, prima singoli, poi i branchi, e dopo un po’ anche i nostri occhi si abituano a cercare nel panorama qualcosa che si muove, il primo impatto con gli animali mi ha fatto una buffa impressione, questi animali liberi che io ho visto solo nei documentari o allo zoo, non avrei mai creduto potesse lasciarmi così interdetta, poi mi eccitavo anche per un topolino, ed ho provato una gioia immensa.

Anche lo staccare la spina, non avere televisione, ne radio né telefonini ci ha riportato a quella bell’usanza di parlare, raccontarsi le cose dopo cena seduti al bar oppure ammirando un tramonto sul bordo della Rift Valley

Finito il paradiso, eccomi in viaggio per Zanzibar, non mi avevano detto che volavamo con un aereo piccolissimo (per i miei gusti !!), ma passata la paura, vedo l’oceano indiano per la prima volta, non credo ai miei occhi, atterriamo a Zanzibar, allora ancora un minuscolo aeroporto fatto da baracche (9 mesi dopo sarà già cambiato con una costruzione in muratura !)

Lì ci assale la confusione !! Siamo alloggiati (ahi noi!!) in un villaggio turistico a 40 minuti dalla città con tantissima gente, che parla e straparla, gli animatori che vogliono essere a tutti i costi simpatici e spiritosi !! (basta !! dov’è la tranquillità passata??) la spiaggia è bellina, ma piena di villaggi tutti di tour operato italiani e certe volte mi viene proprio rabbia a veder che certe persone non rispettano né la natura né la gente del posto, sentire dei commenti che …, e vorrei rispondere, ma poi penso che non ne vale la pena e mi devo godere il più possibile.

In ogni modo ci riusciamo ad estraniare anche qui ed iniziamo a girare l’isola per conto nostro, cosa quasi impossibile, perché dappertutto troviamo qualcuno che ci vuole accompagnare e che ti propone cose strabilianti da vedere e da fare.

In ogni modo dopo due giorni troviamo un piccolo paradiso a sud est dell’isola, una spiaggia da cartolina, bianca con una sabbia finissima, e le palme piegate (un classico !!) l’albergo è splendido e di nuovo abbiamo una fortuna spacciata, è vuoto !! E nel raggio di due chilometri sulla spiaggia si trova solo un piccolo villaggio di pescatori, pieno di cani che la mattina ci vengono incontro e ci accompagnano nella nostra passeggiata mattutina.

Peccato è finito, devo tornare a casa, ma so già da ora che riempirò la testa a tutti quanti dei miei racconti e delle mie esperienze, e sono sicura fin da ora che non riuscirò a stare lontana da questa terra meravigliosa. ( infatti, sono ritornata, ma questa volta con il mio compagno ad ottobre, ma questa è un'altra storia !!)

Tanzania e Zanzibar gennaio 2000.

 

Alexandra Fischer    alex.fisher@libero.it 

 

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