Alla scoperta di un antico popolo: viaggio in Chiapas

Mexico

Diario di viaggio 2013

di Claudia

 

 

Il Chiapas, con 4 milioni di abitanti, di cui un quarto nativo maya, è uno stato del Messico che confina con il Guatemala e il Belize.

Gli indigeni sono molto poveri e purtroppo l'analfabetismo è ancora diffuso. Il 1° gennaio 1994 l’Eser cito Zapatista di Liberazione Nazionale che prende il nome dal rivoluzionario Emiliano Zapata (1879-1919), un movimento formato da indios il cui obiettivo è di affermare i diritti delle popolazioni native messicane fece un'insurrezione occupando sette comuni del Chiapas durante 12 giorni. A seguito di questo evento iniziarono delle trattative con il Governo che durarono tre anni.

Visitando le rovine di Palenque ci si immerge nell’atmosfera di questo popolo. Il primo insediamento risale al 100 d.C. e fu durante il regno di Pakal (Pakal K'inich Janaab' è stato il più celebre re maya di Palenque), tra il 615 e 683 d.C. e in seguito sotto quello del figlio Kan B’Alam II che la città ha avuto un periodo prospero.

Fu abbandonata verso il 900 d.C., per essere riscoperta nel 1746. L’ultimo ritrovamento, la cripta segreta di Pakal, risale al 1952. Le alte e imponenti piramidi, costruite senza l’ausilio di alcun utensile di metallo o ruote, sono disseminate su una superficie di 15 kmq.

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Nella giungla circostante ci si rinfresca in pozze d’acqua cristallina e sotto piccole cascate circondati da scimmie urlatrici il cui verso ricorda il ruggito di un leone con la raucedine. Si fanno sentire soprattutto all’alba e al tramonto perché durante il giorno amano oziare tra gli alberi. Si cibano di erbe e di bacche rosse gettando le bucce a terra, spesso sulle teste dei curiosi come noi che si fermano a guardarle dal basso.

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Il fascino delle rovine si rivive a Bonampak e Yaxchilan. Bonampak significa “muri dipinti” e si trova in prossimità del confine con il Guatemala. La costruzione delle maggiori strutture del sito, che fu scoperto nel 1946, risalgono al periodo tra il 580 e l’800 d.C.

Yaxchilán significa “pietre verdi” e dominava molte località dei dintorni. I più importanti sovrani della città furono Scudo Giaguaro (647-742, re dal 681) e Uccello Giaguaro (709-786, re dal 752).

A 25 km da Palenque, la cascata di Misol Ha, con un salto di 35 m si visita seguendo un percorso che conduce anche dietro di essa fino a una grotta, così da osservare da vicino la portata dell’acqua. Nello stesso giorno è possibile raggiungere anche Agua Azul, le cui cascate precipitano in pozze turchesi circondate dalla giungla. Lungo il percorso ci sono diverse bancarelle di souvenir e la gente fa il bagno completamente vestita nonostante le alte temperature.

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A Lancanjà Chansayab abbiamo fatto un’escursione nella giungla di cinque ore con un signore di origine maya di 72 anni. All’inizio era un po’ diffidente e conciso nella descrizione delle piante e dei fiori e della fauna ma dopo un paio d’ore la nostra guida ha iniziato a raccontarci della sua famiglia e a chiederci ragguagli sulle abitudini di vita nel nostro Paese.

La seconda tappa del nostro viaggio è San Cristobal de las Casas, una cittadina coloniale, fondata nel 1528 da Diego de Mazariegos, un conquistador spagnolo. E’ stata capitale del Chiapas dal 1824 al 1892 e si trova a 2200 m d’altezza. Una via pedonale con negozi e ristoranti conduce al grande mercato giornaliero che offre souvenir come stoffe, amache, oggetti in legno e gioielli. Vicino al mercato c’è la cattedrale risalente al 1815 e numerose altre chiese.

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Il mercato della frutta, della verdura e della carne è coloratissimo. La merce è impilata sui banconi in piramidi perfette, la carne e il pesce sono esposti all’aria senza riparo e senza refrigerazione.

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Il giovedì santo che precede la Pasqua, a mezzogiorno, lungo le vie della città sfila la suggestiva processione della Passione. Le frustate dirette alla croce in legno, a volte raggiungono la schiena dell’uomo che interpreta Gesù. Sul suo volto si dipinge in effetti una sofferenza fin troppo realistica così come lo sono le macchie violacee sulla sua schiena.

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La stessa sera si svolge la processione con i fedeli che con il capo coperto da un cappuccio viola trasportano le statue dei santi e le lanterne.

Tutt’intorno donne dei villaggi tzotzil e tzeltal vicini, abbigliate con i loro abiti tradizionali (gonne nere e camicie colorate) si affannano insieme ai loro bambini, a volte così piccoli da portarli in spalla, a vendere le loro mercanzie ai turisti. Bimbi che appena iniziano a camminare si ritrovano le braccia cariche di collane o borsette da vendere.

Altri messicani vestiti in jeans e maglietta, probabilmente turisti come noi, vanno invece a spasso comperando ai loro figli, già in sovrappeso, zucchero filato, gelati, caramelle e patatine. Notiamo molte persone obese che sembrerebbero confermare la recente notizia appresa dai media che i messicani hanno superato gli americani in questo malsano rapporto con il cibo. Come detto al principio, la differenza di classe tra etnie è molto evidente.

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Il giorno di Pasqua a San Juan Chamula e a San Lorenzo Zinacantan è molto sentito. Gli abitanti di questi due villaggi sono superstiziosi e non amano essere fotografati. Infatti è severamente proibito fotografare dentro e fuori le chiese e si rischia una multa o addirittura l’arresto. Gli uomini di San Juan indossano gilet di lana bianca o nera. La loro chiesa è angusta, senza banchi, i fedeli si riuniscono seduti sul pavimento ricoperto di aghi di pino, circondati da una moltitudine di ceri accesi di ogni grandezza. Nell’aria si sente forte l’odore di incenso mentre le preghiere sommesse creano una sensazione di mistero.

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Nella piazza del mercato di San Lorenzo una folla nel costume tradizionale composto da una casacca rosa, blu e viola, ricamata con fiori che portano donne, uomini e bambini, offre un colpo d’occhio coloratissimo.

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Nei dintorni di San Cristobal ci sono diverse altre possibilità di escursioni come la laguna di Montebello, conosciuta per i suoi laghi dai colori vivaci e il centro turistico El Chiflon con diverse aree di svago e tavolini per il pic-nic. L’attrazione principale è la cascata Velo de Novia che si raggiunge seguendo un tragitto lungo il fiume San Vicente e diverse pozze dove rinfrescarsi.

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Tuxtla Gutierrez, l’attuale capitale del Chiapas è una città molto trafficata, con diverse catene di negozi di moda americane o europee. Poche le attrattive: sulla piazza si affaccia una torre che all’ora piena propone un simpatico carosello di marionette. La sera, al centro di un parco, musicisti di marimba, uno strumento musicale a percussione, suonano dal vivo su un piccolo palco coperto simile a una vecchia giostra, mentre le coppie si riuniscono per ballare.

Nei dintorni si trova la cittadina coloniale Chiapa de Corzo, punto di partenza per la visita al Cañón del Sumidero lungo 35 km che si percorre a bordo di una lancia a motore sul Rio Grijlva. Le pareti del canyon che ospita aironi, avvoltoi, coccodrilli, ecc. arrivano fino a 1000 m ed è circondato dal Sumidero Canyon National Park, che si estende per 21’789 ettari. Il tour termina in una soleggiata valle sbarrata da una diga.

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A Tuxtla si conclude anche il nostro giro del Chiapas.

L’impressione sulla gente è che sorride poco e non contraccambia facilmente un saluto spontaneo. Si intuisce che la vita grama non li spinge a vederci di buon occhio aggirarci senza apparenti problemi con le nostre fotocamere al collo, sempre pronti a rubare uno scatto.

La natura è rigogliosa e la giungla piena di stimoli visivi con fiori colorati e piante altissime, uditivi con il canto degli uccelli e soprattutto i versi delle scimmie urlatrici. Senza dimenticare il gusto, per le bacche che la nostra guida ci ha fatto assaggiare.

Le rovine incantano se si lascia correre la fantasia e si immagina come poteva essere la vita quando erano città imponenti.

Nei mercati l’olfatto viene rapito dalle numerose spezie che aleggiano nell’aria e infine ci sono i villaggi che custodiscono gelosamente le tradizioni di un popolo antico mescolando riti sciamanici alla religione cattolica.

Il Chiapas è una regione ricca di storia e leggende che non può lasciare indifferenti.

 

 

Claudia

cla.effe@yahoo.it

 

 

 

 

 

 

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